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Perché uso sempre mettermi nei panni degli altri e chiedermi:"Mi piacerebbe che il mio paese, l'Albania, se ci vivessi, si riempisse di fannulloni senza un soldo provenienti da tutto il mondo? No che non mi piacerebbe: pertanto non posso biasimare un/a italiano/a che la pensa allo stesso modo". Ritvan
>La sinistra ha sempre trattato il problema immigrazione con la pancia invece che con la testa. Aris<
Io direi che la sinistra ha cercato di dare le carote a tutti gli immigrati; cosa impossibile.
>La destra invece lo ha sempre trattato a cazzotti:<
La destra, invece, solo bastoni, sempre a tutti (anche se ipocritamente esclamava "Chi viene per lavorare lo accogliamo a braccia aperte". Si, cor cazzo!).
>ambedue i sistemi si sono rivelati fallimentari.<
Già. Vedi sopra. Io, che sono un liberale e non certo un comunista, lavoro onestamente e pago le tasse, la destra italica non la posso vedere, proprio per questa ragione.
>E visti i problemi che stanno sorgendo a causa della quantità indiscriminata di immigrati immessi regolarmente o no sul nostro territorio, bisogna essere assolutamente pragmatici.<
Già. Ma il pragmatismo è roba rara nel Belpaese dei "campanili ideologici".
>Concordo persino con un assunto di Abù: non è possibile fermare l'immigrazione, vero.<
Beh, quest'assunto mica l'ha inventato Abu, eh! Lo dicono un po' tutti i sociologi seri. Anche il Paese più potente del mondo, gli USA, non riesce a fermare l'immigrazione dall'America Latina.
>Proprio per questo è obbligatorio limitarla allo stretto necessario.
Se per es. il nostro paese non ha bisogno di operai, Abù dovrebbe spiegarmi a quale titolo mi chiede di farli entrare lo stesso. Gli trova lui un altro lavoro? E se no, cosa li mette a fare, il nostro bravo Abù?
Come li farà campare qui da noi dove anche l'acqua del rubinetto ha un costo?<
Chi lo decide se il Paese ha bisogno di operai? Il Gosplan Sovietico? . La destra ha inventato la megacazzata, secondo cui per entrare in Italia un operaio "diversamente comunitario" dovrebbe avere in tasca un contratto di assunzione da un imprenditore qui residente. Allora o vivono su Marte per non sapere che qui (ma anche in tutto il mondo) nessuno ti fa un contratto d'assunzione SENZA AVERTI MAI VISTO IN FACCIA, oppure è chiaramente una presa per il culo.
In questo senso, la proposta più sensata l'ho sentita fare da.....Calderoli! Una proposta molto pragmatica, che, però mal si concilia con gli ideologismi italici.
Diceva il nostro:"Se gli immigrati clandestini pagano 2-3-4 mila euro ai mercanti mafiosi di carne umana per arrivare clandestinamente in Italia in cerca di un lavoro - e spesso annegano in mare, vittime dei trafficanti - perché non offrire loro un visto per cercare lavoro, in cambio del deposito cauzionale di una parte dei soldi altrimenti destinati ai "negrieri"?". Poi, il nostro leghista (che non è uno stupido) diceva che con l'altra parte dei soldi l'immigrato - non più clandestino, poiché in possesso di un visto della durata di 6 mesi - poteva viverci in Italia (magari presso connazionali) finché non trovava un lavoro. E se vedeva che lavoro per lui non ce n'era, se ne tornava a casa sua, dove ritirava presso il consolato italiano i soldi della "cauzione" che vi aveva depositato. Viceversa, se dopo la scadenza del visto il nostro diventava "uccel di bosco", sarebbe stato rimpatriato obbligatoriamente...usando per il biglietto e per la paga dei poliziotti i suoi stessi soldi, depositati come "cauzione".
Semplice ed efficace. Ma qui le cose semplici non le vuole applicare nessuno:-(
>Se i sindaci di alcuni paesi in Italia hanno deciso di subordinare la loro presenza alla dimostrazione di un reddito, perchè questo non sarebbe lecito secondo Abù?<
Perché - come ti hanno già spiegato altri - spesso e volentieri gli immigrati trovano solo lavoro "in nero". Pertanto, i sindaci dovrebbero escogitare altri criteri per poter negare la residenza a fannulloni delinquenti, balordi, pusher, papponi e altro simile "pattume umano" (come lo chiama JZ).
>D'altronde, se uno non ha un reddito ed è italiano, la società se ne prende carico, finchè può. Mi spiega Abù perchè la collettività formata per la stragrande maggioranza da itliani, dovrebbe farsi carico ANCHE dei disoccupati marocchini, algerini, palestinesi, tunisini, senegalesi, gabonesi, nigeriani, filippini, ecuadoregni, ecc.?<
Aggiungiamoci pure gli albanesi, va! . Anche se devo dire che spesso, quando mi reco in treghetto in Albania per le vacanze, mi è capitato di conversare con miei giovani connazionali che ritornavano definitivamente in Albania poiché non avevano trovato lavoro in Italia. Ed erano sereni, perché mi dicevano "Abbiamo almeno verificato il nostro "kismet" (destino, fato-ndr). Si vede che non era kismet che lavorassimo in Italia: torniamo in Albania, che tanto un pezzo di pane e un piatto di fagioli (il piatto povero nazionale-ndr) non ci mancherà di certo".
Io credo che questa gente perbene la suddetta "proposta Calderoli" l'avrebbe gradita eccome, perché si sarebbero risparmiati i soldi dei negrieri!
>Perchè i nostri paesi saranno pure ricchi, ma non sono pozzi senza fondo. In una bottiglia da un litro non ci si può far stare due litri, che piaccia o meno.<
Beh, se qualche decina di milioni di africani, asiatici o latinoamericani decidesse di colpo di trasferirsi armi e bagagli in Italia, sarebbe dura (per usare un eufemismo). Pertanto, le quote d'immigrazione sono indispensabili.
>E gli immigrati accolti devono rispettare le regole, le nostre,<
E chi ha detto di no? Se uno p.es. viene da un'ex colonia inglese, dove si guida a destra, mica abbiamo detto che lo può fare anche qui e viaggiare contromano, non ti pare?
>ed essere obbligati a imparare la nostra lingua,<
In cambio di? Vedi, cara, imparare i rudimenti dell'italiano serve a lui, proprio per campare, più che a "vosotros" e - a meno che non sia un imbecille - per raggiungere questo "obiettivo minimo" si applicherà da solo, senza bisogno del tuo "obbligo" sventolato a mo' di bastone. Certo, poi, quando si parla di "diritto di voto" o acquisizione della cittadinanza (questo era il mio susscritto "in cambio di?" ) la questione cambia aspetto.
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>la nostra storia,...Aris<
Beh, chi ha seguito tempo fa le micidiali interviste delle "Iene" ai parlamentari italici sulla Storia del Belpaese, forse lascerebbe perdere tali pretese. Non si può pretendere dagli stranieri venuti qua a lavorare quello che ignorano i parlamentari della Repubblica Italiana.
Nel caso della richiesta di cittadinanza, invece, la questione cambia.
>e financo impegnarsi formalmente a rispettare la nostra costituzione,<
O che mi fai le stesse baggianate di Veltroni nei confronti di Berlusconi? Che minchia c'entra la Costituzione, loro sono muratori, badanti e altro, mica funzionari dello Stato! Loro devono rispettare le leggi italiane, come tutti, punto e basta.
>senza pensare che tanto, quando saranno in tanti, la cambieranno.<
Ma non diciamo le solite fesserie fallaciane: nessuno introdurrà la sharia in Europa (che a questo ti riferisci, confessalo, islamofoba che non sei altro! ), non ce l'hanno Albania e Bosnia, paesi a maggioranza islamica da secoli, figuriamoci se sia una cosa fattibile in Italia (ammesso e non concesso che l'Italia diventi mai un paese a maggioranza islamica)!
>Sapendo che non sarà possibile restare senza accettare tutto questo.<
"Accettare" cosa? Sottoscrivere un documento notarile in cui ci s'impegna a non votare mai cambiamenti alla Costituzione Italiana? Ma non ti sembra un po'...ehmmm...un po' anticostituzionale?
>L'immigrazione limitata e gestita in maniera democraticamente ferrea mette anche gli immigrati regolari al riparo da derive xenofobe razziste e qualunquiste di chicchessia.<
"Democraticamente ferrea" è un ossimoro.
>Coloro che sono contro all'immigrato per "partito preso" senza cioè alcuna logica sensata al suo rifiuto, non avrebbero più alibi per sostenere che l'immigrato non deve entrare nel paese. Se sta qui è regolare, con una casa e un lavoro. Sarà crudele, ma se deve andare ad ingrossare le fila dei nostri disoccupati, e ad assottigliare quelle del nostro già magro welfare, è meglio che se ne stia a casa sua.<
Dubito fortemente che i razzisti/xenofobi italici che ho avuto il dispiacere di incontrare telematicamente (troglioni o meno) rinuncino a invitare il sottoscritto a "tornare a casa sua", anche se il sottoscritto ha casa, lavoro e tutto.
>Tutto questo però va quantificato per il motivo sopra esposto. Non posso promettere il paradiso nel salotto di casa mia a trenta milioni di persone , se so di avere spazio a sufficienza per unmilione...non è nè carità cristiana, nè solidarietà di sinistra: è semplice buon senso, che al giorno d'oggi suona come un'eresia!<
Però, devi offrire loro una chance: di provare il loro personale "kismet". E cerca di ragionare in termine di INDIVIDUI, non di "greggi". Esiste il "kismet" individuale, non il "kismet" di "gregge". Almeno per noi albanesi è stato ed è tuttora così.
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**Articolo :
http://www.loccidentale.it/node/10649