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malcostume | Ritvanarium

Ritvanarium

CITAZIONI DI UN VETERINARIO ALBANESE [Ritvan Shehi] RICONOSCIUTO UFFICIALMENTE COME "OPERAIO SPECIALIZZATO" PER ECCESSO DI ZELO TERZOMONDISTA GOVERNATIVO NEL 1999 ... Commentatore di Commenti più che di Post ... ama definire i suoi interventi "Uova di Cuculo" [sic] *************************************** Non abbiate Paura !!! ... Aprite, anzi: spalancate le vostre Menti fra i Commenti !!! ***********************************
giovedì, 29 maggio 2008

+ Sicurezza ... per tutti ?!

Alcuni "padroni di casa" hanno riempito di botte il ballerino Kledi Kadiu nella sua scuola di ballo a Roma (scuola gentilmente concessagli dai suddetti "padroni di casa", in quanto Kledi è un "ospite") perché il fetente albanese troglodita che ruba il lavoro ai ballerini di pura razza italica e sfrutta biekamente il welfare costruito dai nonni dei sullodati "padroni di casa" si era permesso di far osservare gentilmente ai sullodati "padroni di casa" che il regolamento della scuola vietava le riprese filmate da parte di estranei.


Ovviamente, quella "brava gente padrona di casa" ha condito il pestaggio con frasi tipo "Albanese di merda, ti rimanderemo in Albania!".

Qualcuno sa se nel famoso "Pacchetto Sicurezza" sia inclusa una norma che consenta l'immediata deportazione "a casa loro" degli "ospiti" che non consentono ai "padroni di casa" di fare quel che cazzo gli pare nella loro (degli "ospiti") proprietà privata?


postato da Ritvanarium alle ore 18:53 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria: oi dialogoi, albania, immigrazione, razzismo, malcostume, sexuology, veterinaria umana, sempre attuali

domenica, 18 maggio 2008

mandarini rossobruni e tibeth



[Samantha,] saresti d'accordo a separare due questioni totalmente distinte?

1) interessi, manipolazioni, ecc. occidentali della questione tibetana

2) la questione tibetana di per sé?

Poniamo che a me un Rom completamente scemo dovesse bruciare casa.

E che su questo ci speculasse di brutto la Lega per i suoi interessi.

Saresti d'accordo a separare il mio problema con quel particolare Rom, dalla manipolazione che ne fa la Lega?

Miguel Martinez
Blogger: kelebek La mia homepage: http://kelebek.splinder.com Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente kelebek
>@ Kelebek Queste cose non devi dirle a me, ma a tutti gli altri. A tutti quelli che, grazie al "Tibet" che si vede in TV, possono sentirsi assolti dall'odiare il cinese della porta accanto.Tutti che piangono per i poveri tibetani (magari quelli degli anni '60) ma nessuno che si fermi un attimo a riflettere cosa voglia dire essere oggi e qui un cinese in Italia. Tanto i tibetani mi ci vengono a "rubare il lavoro".
Samanta Bhadra<

Visto che in "tutti gli altri" ci metti pure me, ti posso dire che stai scrivendo delle frescacce.
Io sono un immigrato qui, esattamente come i cinesi di Roma, Milano o Prati e so bene che ogni comportamento razzista/xenofobo nei loro confronti, se alimentato, prima o poi si abbatterà anche sulla MIA testa.

Se ti interessa - ma ne dubito fortemente, visti i tuoi granitici pregiudizi del cazzo - ai tempi delle proteste dei cinesi di via Sarpi a Milano contro le vessazioni inferte loro dai vigili, sul blog di Sherif ho polemizzato aspramente con dei legaioli che si nascondevano dietro l'ipocrita "ah, ma le regole valgono per tutti, i cinesi devono rispettare gli orari e le modalità del carico-scarico merci". E ho fatto presente che in TV c'era stata un'inchiesta delle "Iene", fatta con telecamera nascosta, in cui dei "bianchi" caricavano e scaricavano tranquillamente merce ad minchiam col carrello "incriminato" sotto lo sguardo indifferente dei vigili. Anzi, uno dei vigili gli ha pure detto di sbrigarsi e non farsi vedere dai cinesi, altrimenti quelli se ne approfittavano per fare lo stesso!!:-).

Last but not least, paventare ad ogni pie' sospinto ritorsioni contro gli immigrati cinesi in Italia a causa delle porcate che i mandarini rossobruni di Pechino fanno in Tibet ogniqualvolta che qualcuno qui solidarizza coi tibetani, lo trovo di una disonestà intellettuale estrema.
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>il Dalai Lama non è a casa sua perché se ne è andato da solo, non avendo accettato di perdere il suo potere secolare di sovrano assoluto in favore di una repubblica. BarbaraLattanzi<

Potere perduto a seguito di un Referendum Libero e Democratico svolto fra la popolazione del Tibet, tipo quello del 1946 in Italia, immagino:-).

P.S. Barbarella, sicura di non essere stata maoista nella tua prima giovinezza?:-)

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postato da Ritvanarium alle ore 16:16 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: economia, cina, considerazioni, oi dialogoi, rom , zingari, malcostume, kompagni col k, tibeth

sabato, 23 febbraio 2008

Trattamento dei "diversamente comunitari"

>...siamo in italia, il posto dove niente è come sembra e niente funziona come dovrebbe. niente. a cominciare dagli ingressi "clandestini" (qualunque cosa voglia dire), ma la stessa efficienza c'è nella gestione dei cpt, nelle espulsioni, ecc. un clandestino può stare anni sotto traccia senza fastidi particolari infrangendo (obtorto collo) leggi e regolamenti, mandare i bambini a scuola, andare al pronto soccorso, affittare un letto, lavorare o sfruttare altri come lui ecc. tutto nelle pieghe di leggi contraddittorie e negli (ampi) spazi di inefficienza (talvolta criminale). marcello< 

Parole sante, fratello.

>secondo me tutta 'sta cosa andrebbe discussa seriamente in modo non ideologico, lasciando fuori le categorie come "leggi fasciste" e robe simili.<

Bene, comincio io, che se permetti, da "diversamente comunitario" quale sono qualcosina ne saprò di prima mano, no?

>che fare con chi entra clandestinamente?<

Semplice. Attenersi ALLA LETTERA al dogma leghista del legame di ferro fra permanenza in Italia e lavoro (che, però, i leghisti e i loro sodali applicano ad minchiam e pro domo loro). In pratica, se vieni beccato da clandestino, hai due possibilità: o entro 30 giorni qualcuno ti assume e, in questo caso paghi una bella multa per essere entrato in Italia illegalmente, ma poi vieni messo in regola, oppure, in caso contrario vieni spedito nel paese di provenienza, col divieto di rimettere piede in Italia per, diciamo i prossimi 5 anni (se lo fai è ti ribeccano è la galera). Ovviamente, dovrebbe essere prevista la possibilità per chi entra illegalmente e poi trova un lavoro, di andare ad autodenunciarsi, pagare la multa per l'infrazione amministrativa commessa (ricordiamoci che l'ingresso illegale in Italia NON E' REATO, ma solo infrazione amministrativa) e poi essere messo in regola col permesso di soggiorno. Come, del resto, avviene in molti paesi civili (uno che so con certezza è il Belgio). Perché quella di tornare nel paese d'origine e fare la fila al consolato d'Italia per un visto di lavoro è una presa per il culo bella e buona.

>dopo quanto votare?<

Dopo aver ottenuto la cittadinanza italiana, naturalmente. A meno di dover metter mano alla Costituzione (e francamente mi pare eccessivo) il voto è un diritto-dovere riservato ai soli cittadini. 

>dopo quanto la cittadinanza?<

Immagino tu ti riferisca ai casi al difuori di quelli per matrimonio, discendenza da italiani ecc., ovvero ti riferisci alla cosiddetta "naturalizzazione per residenza".

Dopo 5-6 anni (contro i 10 attuali) la richiesta e tassativamente entro 1 anno (non come adesso che aspetti in media 4 anni per la risposta, mentre il termine di legge è di circa 2 anni) la risposta, con la clausola valevole in tutti i paesi civili nelle relazioni con lo Stato del "silenzio-assenso", ovvero, se lo Stato non ti risponde entro un anno acquisisci automaticamente la cittadinanza. E a costo di far orripilare Dacia:-) aggiungo che un contributo pecuniario destinato in massima parte a far marciare più speditamente i cari burocrati addetti allo spulciamento delle domande di cittadinanza sarebbe equo ed auspicabile: diciamo una tassa a carico del richiedente di 2-300 euri a cranio (cazzo, se gli dai 100 euri per ogni fascicolo al burocrate del MinInt, te lo scodella già pronto dopo un'ora, altro che 4 anni!:-) ). Inoltre, un esame di lingua e cultura (soprattutto POLITICA) italiana sarebbe altrettanto auspicabile.  

>e i bimbi nati in italia?<

Cittadini automaticamente al raggiungimento dell'età scolastica (7 anni), dietro semplice richiesta dei genitori, e  non come adesso che avviene a 18 anni.

>e i contributi versati?<

Qui io lascerei tutto com'è (è una delle poche cose sensate della Bossi-Fini). Visto che i contributi sono finalizzati alla pensione (tant'è vero che chi crepa prima mica se li porta nella tomba:-) ), se non sono sufficienti a garantirgli una pensione italiana vanno restituiti allo straniero tornato in patria solo al raggiungimento dell'età pensionabile.  

>e i ricongiungimenti familiari (ma perché sarebbe razzista chiedere garanzie?).<

Razzista no, ma vessatorio sicuramente sì, se ti riferisci al test del DNA a carico dell'immigrato. Insomma, se io ti dico che quel bambino è mio figlio, cosa comprovata da documenti autenticati dalle autorità consolari italiche nel mio paese, che cazzo vuoi di più? Non ti convince? Credi che io abbia dato la mazzetta anche al consolato italico? Bene, liberissimo di fare a me e a mio figlio il test del DNA, ma a TUE (dello Stato italiano) spese. Se ho detto il vero, le spese del test te le prendi in saccoccia (ma tanto son posti di lavoro per tecnici della biologia molecolare:-) ), se ho detto il falso me la prendo in saccoccia io e vado pure in galera! 

>insomma in questo cazzo di paese le regole devono essere rispettate?<

Certamente. Basta, però, che abbiano un senso logico. E alcune proprio non ce l'hanno affatto. Come quella detta sopra di tornare al paese d'origine per chiedere un visto. O quell'altra presa pel culo di avere già un contratto di lavoro ottenuto per corrispondenza:-) prima di chiedere un visto di lavoro in Italia.

Ritvan Shehi

(Albanese, ndr. "Diversamente comunitario", sic)

postato da Ritvanarium alle ore 21:19 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: economia, mafia, oi dialogoi, diritti, immigrazione, belgio, leghismo, malcostume, eurogranloggia, fascistology

sabato, 16 febbraio 2008

"xenofobia", parliamone senza abusare del termine ...

Ritvan, almeno in questo caso  [quando si dichiarò orgogliosamente adottato dai Sovietici, ndr], credo che Togliatti fosse semplicemente, tragicamente, sincero.

Purtroppo conosco molti altri italiani, di ogni orientamento o schieramento, che si sentono solo "miserabili mandolinisti"
(a parte che il mandolino è uno strumento bellissimo e molto difficile, ma transeat) e che se potessero diventerebbero francesi, inglesi, tedeschi ecc.
A volte lo diventano pure.
E poi ci sono quelli che sognano di essere invasi e amministrati dalla Svizzera o dalla Danimarca.
Niente di strano, in Italia il patriottismo è reato di "pessimo gusto", permesso solo con cadenza quadriennale agli strati più bassi della popolazione, e assimilato ipso facto col fascismo.
Si può essere patriottici solo per gli stati stranieri, allora è non solo tollerato, ma sintomo di intelligenza e di buona educazione:
per Togliatti era l'Urss, per qualcun altro gli USA o la Gran Bretagna o Israele o l'Iran.

Ciao !
Blogger: PinoMamet Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente PinoMamet
Sì, Paolo [aka PinoMamet, ndr], capisco, magari era anche un legittimo sfogo nei confronti dei suoi compatrioti che pecorinamente si ammassavano (era il 1930, ricordiamocelo) nelle "adunate oceaniche" del DVX (per poi scoprirsi miracolosamente tutti ferventi antifascisti il 26 aprile del 1945:-) ). Ma ciò non toglie che fossero parole di pessimo gusto, sconfinanti addirittura in una specie di razzismo autopunitivo.
Ogni popolo ha i suoi vizi (che dovrebbe cercare di correggere) e le sue virtù (da coltivare e di cui andar fieri). E degli italiani io apprezzo molto quell'inclinazione al compromesso, "vivi e lascia vivere", l'assenza di fanatismo assatanato che è foriero di grossi guai più di 100 mafie messe insieme. L'italiano è spesso e volentieri superstizioso, a volte bigotto, ma quasi mai fanatico o incline agli eccessi (specie a quelli sanguinari).
Oppure, per parlare di un argomento che mi vedrebbe coinvolto in prima persona, malgrado quel che si legge spesso nei papiri del "Quadrimvirato di Allah", parlare di "razzismo diffuso" in Italia non è terminologicamente corretto, perché il razzismo presuppone una consapevolezza di essere in qualche modo appartenente a "una razza superiore". Certo, razzisti ce ne sono, ci mancherebbe, ma quel che si spaccia spesso per razzismo è, invece una "xenofobia", nel senso più antico del termine, ovvero "paura dello straniero" (ovviamente non del turista giapponese:-) ). E questa paura e diffidenza verso "certi" stranieri si estende poi (inconsiamente?) a tutti gli stranieri che in qualche modo assomigliano a loro.
Insomma, mandolino a parte, è bello essere italiani, via! E sicuramente gli italiani meritano governanti migliori di quelli che hanno.
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domenica, 03 febbraio 2008

SPIETATA AUTOCRITICA

Sherif
riconoscendo quali mie le parole nel tuo incipit (fra l'altro mi/ci avevi anticipato questo intervento), Ti ringrazio.

Condivido la prima parte del tuo intervento che, ad attenta lettura risulta essere uno dei più bei pezzi da te scritto...

nella seconda parte riesci addirittura a scrivere cose nuove ed interessanti; peccato che le cose nuove non siano affatto interesanti e quelle interessanti non risultino per nulla nuove se non addirittura non rispondenti al vero.

Nessuno ha mai dipinto l'occidente come paradiso ed infatti io parlavo di "inferno" e non è affatto vero che "non si è mai arrivati al punto di dipingerli come "inferni". "" : ricordi le persone che parlavano di grande satana?

non è neppure vero che gli stranieri vengano retribuiti 5 euro al giorno!

Del resto nessuno ti chiede di fare il detrattore professionista del tuo mondo; come ci ricordi esiste già un magdi allam. Non amo le persone alla magdi allam o alla gad lerner che pur di ottenere consensi... si trasformano in odiatori di sè stessi.


E' vero, invece, che chi come te (come ho scritto più volte) ha avuto la fortuna di conoscere entrambi i mondi e culture dovrebbe riuscire a coglierne le reali differenze più degli altri e, soprattutto a comprendere le reali ragioni comportamentali.

La tua analisi, infatti è radicata ad una concezione marxista della storia: le masse si muovono da terre povere verso quelle floride. Una volta un mio amico fece un'osservazione che distrattamente recepii come intelligente: le disgrazie naturali avvengono tutte nei paesi più poveri e quindi sfortunati.

Il mio amico non aveva tenuto conto che in realtà avveniva l'esatto contrario; quei paesi erano poveri proprio perchè più esposti di altri ad eventi catastrofici naturali.

La tua analisi è quindi inesatta quando non vuol far passare i paesi orientali quali poveri e miserrimi e quelli occidentali ricchi e floridi; i primi sono ricchi di petrolio e risorse naturali che i secondi neppure si sognano.
La vera differenza risiede quindi nella distribuzione della ricchezza e del benessere: nei paesi arabo/islamici in pochissimi possiedono tantissimo mentre i più non hanno un cazzo. Questo sistema di cose ovvero lo status quo si mantiene attraverso due costanti:
la forza militare
l'islam

ci si aggiunga che a questi "popoli oppressi" viene fornito un nemico dipinto come effettiva causa di tutti i mali ed il gioco è fatto.

Quello che sfugge al tuo elenco di mali occidentali (brava gente??) è che l'italiano che delinque è una persona che comunque sbaglia sia secondo le leggi italiane che secondo la religione prevalente e che conseguentemente ottiene il disprezzo sociale per le sue azioni mentre spesso alcuni episodi dimotrano come gli errori/orrori islamici/arabi siano intimamente connessi ad una cattiva interpretazione dell'islam ovvero a cattivi maestri, finendo per non ottenere alcuna condanna da parte del "proprio mondo" se non addirittura solidarietà.

Mi riferisco all'omicidio del regista olandese o a quello della povera ragazza colpevole di essersi nnamorata di un italiano: l'assassino è stato aiutato da alcuni suoi connazionali.

Anche di questa profonda differenza NON puoi non tenere conto quando ci sciorini i mali italiani.

Buona giornata

 


Gravatar Bellissimo post, complimenti.

Gravatar @ "a quello della povera ragazza colpevole di essersi nnamorata di un italiano: l'assassino è stato aiutato da alcuni suoi connazionali."
Ma cosa c'entra Hina? (perchè è ad Hina che ti riferisci castruccio), non ha forse quell'omicidio riscosso lo sdegno dei musulmani in Italia? Certo che sì, ed il fatto che alcuni suoi connazionali lo abbiano aiutato non cambia nulla, pure gli italiani compiono crimini in combutta tra di loro (anzi sono specializzati nella ciminalità organizzata, che tra l'altro prega la Madonna prima delgi omicidi, vedi Saviano in "Gomorra"). Il discorso che fai poi non mi trova d'accordo su tanti altri punti, appena posso ci tornerò sopra.
Salaam

 


Gravatar Sherif scrive
Non passa giorno senza che ci sia, sul progamma o nell'editoriale di turno, qualche "curiosa stranezza" del mondo arabo-islamico: una di quelle cose che ci fanno vergognare - si, vergognare - di appartenere a quel mondo.

Perche' non descrivi tu quel mondo ?
Sarai d' accordo che non è il caso di lasciare questa incombenza ad Allam e simili ...

 


Gravatar In effetti qui se non parli male del tuo paese ti dicono "ma allora se stavi bene lì tornatene a casa", come se l'amore per la propria terra non conti un bel nulla, che poi è quello che ce la fa ricordare più bella e rosea di quello che realmente è. Si, ci sono un mare di problemi, non sono paradisi, lo sappiamo, ma almeno lasciateci il ricordo delle cose belle...

P.S: proprio ieri ho pubblicato un post sul mio blog che si può collegare a questo, riferendomi alla voglia dell'immigrato di tornare a casa che spesso non si riesce mai a realizzare.

Saluti

Gravatar ma perchè non vanno in francia o in inghilterra o in germania?
si, è vero sherif, qui non ne vogliamo sapere dei musulmani nè dei loro costumi tribali.
siamo cattivi, razzisti e tutto ciò che vuoi aggiungere.
sono d'accordissimo, ciò che non capisco è : perchè proprio qui allora?
non riesco a spiegarmelo, , io non ci verrei se fossi in loro.
me ne andrei dopo 2 giorni.
tanto per loro un paese è simile all'altro , ci sono stati migliori del nostro, quindi...

 


Gravatar Giacomo Brunoro... a chi ti riferisici quando dici bellissimo post?

Castruccio: ne hai dette di castruccionerie!

- "nella seconda parte (qual è la prima e qual è la seconda parte?) riesci addiritura a scriverer cose nuove ed interessanti; peccato che le cose nuove non siano affatto interesanti e quelle interessanti non risultino per nulla nuove se non addirittura non rispondenti al vero".... no, questa grammaticalmente me la dovrai spiegare, castruccio... davvero... ti contraddici, figluolo!
- "Nessuno ha mai dipinto l'occidente come paradiso"... ah!: E le pubblicità tipo MULINO BIANCO? Quelle sono le prime cose che colpiscono la fantasia del migrante medio, sappilo!
- 2non è neppure vero che gli stranieri vengano retribuiti 5 euro al giorno!" Ah, no? Prova a fingerti straniero in cerca di lavoro, alla bisogna anche al nero, e poi sappimi ridire!
- "La tua analisi, infatti è radicata ad una concezione marxista della storia"... mo' pure il maccartismo dobbiamo subire dentro questo blog! Uff...
- "quei paesi erano poveri proprio perchè più esposti di altri ad eventi catastrofici naturali." Ma che arte gastronomica! Come rigiri le frittate tu neanche un capo chef!
- "La vera differenza risiede quindi nella distribuzione della ricchezza e del benessere:" Comunistaccio di un castruccio!
- "La vera differenza risiede quindi nella distribuzione della ricchezza e del benessere: nei paesi arabo/islamici in pochissimi possiedono tantissimo mentre i più non hanno un cazzo. Questo sistema di cose ovvero lo status quo si mantiene attraverso due costanti:
la forza militare
l'islam" Ah! Allora noi siamo un paese islamico governato dai militari e io non lo sapevo!.... e basta qui, va... sennò poi dici che sono cattiva!

Buon anno, castruccio!...

 


Gravatar Max B come al solito ci regala qc.perla di "malpensiero comune". Il pensiero della caslinga di Voghera per intenderci, anche se per fortuna non rappresenta gli italiani tutti, anzi solo la parte meno acculturata. Max, dici che non capisci? Ti farei parlare con qc. amico che conosco che è arrivato in gommone, giocandosi la vita come ad una roulette russa, forse parlando con persone che stanno vivendo questa esperienza ti potrà rendere più sensibile. Anche perchè, nonstante la demonizzazione dei clandestini, la stragrande maggioranza di loro lavora regolarmente e contribuisce a mandare avanti l'economia di questo paese. Poi anche il mercato del lavoro è regolato dalla domanda e dall'offerta, quindi se non ci fosse offerta (di lavoro) non ci sarebbe nemmeno la domanda. Cmnq. è surreale che i nipoti di emigranti come gli italiani si lamentino che altri popoli facciano lo stesso che hanno fatto i loro nonni: emigrare per cercare da mangiare per sè e la propria famiglia.
Salaam

 


Gravatar >la stragrande maggioranza di loro lavora regolarmente<

Mi spiego come cazzo fanno se sono clandestini?

JZ

 


Gravatar Ma è vero o no che il Corano ordina a tutti i Musulmani la Conquista del Mondo tramite Jihad ?

 


Gravatar @Max B.
L'Italia è vista spesso come un punto di arrivo privilegiato, per una pluralità di motivi. La posizione geografica: è uno dei primissimi approdi dalla sponda sud del Mediterraneo. La cultura: in Europa, forse una delle più vicine a quella araba, specialmente nel Meridione. Le possibilità di lavoro: l'Italia non ha una vera e propria "politica migratoria", e raccoglie un po' di tutto; Francia e Germania, invece, sia per motivi strutturali sia per un maggior radicamento della popolazione immigrata (maghrebini e turchi, rispettivamente, in primis) hanno una maggior capacità di attrarre lavoratori qualificati (ingegneri, medici, etc). Le prospettive familiari: ci sono già dei parenti qui in Italia - magari anche solo cugini alla lontana - e quindi rappresentano un punto d'appoggio per iniziare un'attività lavorativa, oltreché per mantenere un minimo di tessuto sociale familiare. La pubblicità: l'Italia è molto conosciuta e molto vista nel mondo arabo, tramite le Tv. Puoi tranquillamente trovare giovani arabi che conoscano le formazioni di calcio italiane meglio di un ragazzino della periferia urbana settentrionale.
C'è insomma un desiderio d'Italia che ha tanti fattori - certamente anche altri rispetto a quelli sommariamente ed imprecisamente nominati - di cui la "necessità materiale" è uno importante, ma certamente non l'unico.

@Sherif
Mi è già capitato di dire che anche secondo me una maggior attenzione alla situazione interna al mondo arabo risulterebbe assai interessante, nonché profondamente opportuna. La sola politica interna egiziana, ad esempio, darebbe un materiale ben più che sufficiente. Mi rendo conto delle problematiche cui questo può avvicinare, ma nella misura del possibile una maggior conoscenza del mondo arabo da parte dei suoi lettori agevolerebbe anche la loro comprensione delle sue ragioni in merito alla condizione ed alle prospettive delle persone immigrate qui in Italia.
Pace su di voi.

 


Gravatar Comprendo benissimo i sentimenti esposti in questo post, che invertendo i parametri si attaglia perfettamente alla situazione italiana.

Anch'io provo vergogna per come ci siamo ridotti, per l'ignoranza e l'isteria che dominano questo paese rendendoci gli zimbelli del pianeta ma, nel mio piccolo, proprio come te mi vergognerei ancora di più ad attaccare i miei concittadini per quegli atteggiamenti, razzismo compreso, che sono manifestazioni di un profondo malessere.

E così come posso capire quelle persone che attraversano mari in tempesta pur di giungere qui, devo anche capire la mia gente, la sua paura per il futuro che appare sempre più incerto, e che purtroppo a volte si trasforma in isterica xenofobia.

Se gli stranieri abbandonano il proprio paese nella speranza di realizzare il sogno di una vita degna di questo nome, gl'indigeni si accontenterebbero di preservare l'attuale realtà; entrambi imprese ormai quasi impossibili per gli uni, che quel sogno non realizzeranno mai, e per gli altri, la cui realtà è destinata a peggiorare.

Scontro di civiltà l'han chiamato, ma è soltanto uno scontro di povertà; materiale(ma anche culturale) da una parte, spirituale(ma sempre più spesso anche materiale) dall'altra.

 


Gravatar >Giacomo Brunoro... a chi ti riferisici quando dici bellissimo post?qarmida<

Ma al post di Sherif, naturellement! Perché, mia cara, quelli del "padrone di casa" vengono chiamati "post", mentre i nostri commenti vengono chiamati...appunto, "commenti". Poi c'è qualcuno che ha le idee poco chiare o è allergico alle gerarchie e si ostina a chiamare anche i propri commenti "post". Da qui il qui pro quo..qua
Ciao
Ritvan

P.S. Quella del "castruccio comunistaccio" mi ha divertito tanto. Però, tu dimentichi o non sai, sorella, che anche la "parrocchia" opposta ha un bel filone che per certi versi - specie in economia - somiglia ai "comunistacci" come due gocce d'acqua: si chiama "Destra Sociale" (se tu leggi il "Manifesto di Verona" della fascistissima Repubblica di Salò, a cui vagamente essi si ispirano, ti sembrerà scritto dal fratello mediocre di Lenin ). Io nell'etichettare politicamente castruccio mi orienterei piuttosto in questo versante. Detto senza offesa, eh!

 


Gravatar >Ma è vero o no che il Corano ordina a tutti i Musulmani la Conquista del Mondo tramite Jihad ?
DavidEternalFreedom<

Ma no, Mio Diletto Discepolo, li confondi con gli ebrei a cui glielo ordinano i Protocolli dei Savi Anziani di Sion.
Ma per maggior sicurezza potresti chiedere a Magdi Allam, sai l'indirizzo del suo blog o no? Oppure lo ritieni taqyiatore pure isso?

 


Gravatar >ma perchè non vanno in francia o in inghilterra o in germania?
si, è vero sherif, qui non ne vogliamo sapere dei musulmani nè dei loro costumi tribali.
siamo cattivi, razzisti e tutto ciò che vuoi aggiungere.
sono d'accordissimo, ciò che non capisco è : perchè proprio qui allora?
non riesco a spiegarmelo, , io non ci verrei se fossi in loro.
me ne andrei dopo 2 giorni.
tanto per loro un paese è simile all'altro , ci sono stati migliori del nostro, quindi...
max B<

Sospetto fortemente che non te ne frega 'na cippa di avere una risposta seria, ma per una volta soffoco il mio demonietto sarcastico e ti rispondo seriamente (ma non ti ci abituare, però ).
La risposta è semplice come l'uovo di Colombo: perché lo Stato Italiano tollera. Gli altri, prevalentemente no. Non c'entra 'na cippa secondo me la maggior parte di quello che elenca Abdel Nur, (visto che l'Italia è sì il punto d'approdo più vicino, ma poi uno potrebbe, grazie a Schengen svolazzare per mezza Europa senza che qualcuno gli chieda di mostrare il passaporto, pochissimi stranieri si fermano nel meridione "culturalmente vicino", la stragrande maggioranza va in "Padania" e le statistiche ufficiali lo dimostrano incontrovertibilmente e così via). Lo Stato Italiano non garantisce nulla allo straniero (e pochissimo anche all'italiano, a onor del vero) ma in compenso lo tollera meglio degli altri, per il resto s'arrangi e ognun per sé e Dio per tutti. Non è un Inferno, dunque, ma nemmeno un Paradiso. Diciamo Purgatorio, va. E infatti, quelli più fortunati appena possono farlo LEGALMENTE (e non è facile, credimi) se ne vanno in altri paesi europei o addirittura negli USA.
Bon, però, questa tolleranza statale italica finisce inesorabilmente col favorire i poco di buono stranieri (che nessuno nega che ci siano) che proliferano indisturbati e anche quando - raramente - acciuffati o evadono con le lenzuola annodate dalle carceri di Pulcinella oppure Arlecchino vara tosto un indulto ad hoc. E questo fa girare leggermente le palle - e giustamente - al buon popolo italico. Che però, poi, per uno di quegli infernali meccanismi studiati dalla sociologia, se la prende con TUTTI gli stranieri, in blocco o a rotazione (prima con gli albanesi, poi con i marocchini e ultimamente coi rumeni, i quali ultimi si affannano a precisare che loro son rumeni e non rom).
Ora, i salari italici sono quelli che sono (ma Sherif esagera, forse solo i raccoglitori di pomodori tenuti in schiavitù dalla mafia dei latifondi prendono 5 euri al giorno, mentre la più disgraziata colf in nero e clandestina 5 euri li prende ALL'ORA), i posti di lavoro scarseggiano, mettici pure la guerra fra poveri che il menefreghismo di Stato scatena per reazione, converrai che non c'è da stare molto allegri. Oh, certo, economicamente parlando nei "loro" paesi è molto peggio, anche se lì nessuno li dovrebbe chiamare "sporco marocchino" o "albanese di merda" "che insidia le nostre donne". Pertanto lavorano in nero o in bianco e restano, in mancanza di meglio, preferendo (si fa per dire) il becero e volgare razzismo popolano all'amatriciana alle manette susseguite dal fulmineo rimpatrio da altre parti.
Così è, se ti pare.

 


Gravatar "la stragrande maggioranza di loro lavora regolarmente"

>Mi spieghi come cazzo fanno se sono clandestini?JZ<

Mio buon JZ, "regolarmente" non è sempre sinonimo di "in regola" o "secondo le regole". Dice il Divino Paravia:

re|go|lar|mén|te
avv.
CO
1 secondo la regola o le regole: essere r. iscritto alla camera di commercio, il concorso si è svolto r.
2 con regolarità, spec. con riferimento a funzioni fisiologiche: il polso funziona r.

Ecco, diciamo che in questo caso molto probabilmente s'intendeva l'accezione n.2 del termine. Dicesi altrimenti "miracolo all'italiana". Ed è una delle ragioni per cui si preferisce l'Italia, dove - diversamente da altri paesi - non solo non sei costantemente soggetto a retate poliziesche, ma puoi pure trovare datori di lavoro che - malgrado la faccia feroce di Pulcinella che minaccia nel più puro stile da grida manzoniana tuoni fulmini e saette per che impiega clandestini - trovano conveniente assumerli. E sfruttarli. E viene il sospetto che lo Stato si comporti così non tanto a causa di buon cuore o inettitudine ma proprio perché crede di aiutare così i datori di lavoro italici, fossero questi anche semplici impiegati del catasto che cercano una badante a buon mercato (e più è clandestina e più è a buon mercato) per la nonna rimbambita. Ma è solo un sospetto, eh!

 


Gravatar Faccio anch'io un po' di esegesi castruccesca

>Condivido la prima parte del tuo intervento che, ad attenta lettura risulta essere uno dei più bei pezzi da te scritto...<
Mi accodo a Qarmida nel chiedere una più precisa definizione delle "parti".

>nella seconda parte riesci addirittura a scrivere cose nuove ed interessanti; peccato che le cose nuove non siano affatto interesanti e quelle interessanti non risultino per nulla nuove se non addirittura non rispondenti al vero.<
Questo è sicuramente un plagio (ma non mi ricordo la fonte): nella versione originale, però, al posto di "interessanti" c'è "buone" o roba simile

>non è neppure vero che gli stranieri vengano retribuiti 5 euro al giorno!<
Quelli tenuti in schiavitù dalla mafia del pomodoro, sì, più o meno, alla fine dei conti (che li fa il padrone). Ma non è la media.

>Del resto nessuno ti chiede di fare il detrattore professionista del tuo mondo; come ci ricordi esiste già un magdi allam.<
Il problema con Allam - a mio avviso - non è perché lui fa il detrattore di qualcuno, chiunque esso sia. Il problema con Allam è che in genere lo fa inventandosi le cose di sana pianta. E viene pure pagato faraonicamente per questo!

>Non amo le persone alla magdi allam o alla gad lerner che pur di ottenere consensi... si trasformano in odiatori di sè stessi.<
Allam non è musulmano, pertanto non si vede come possa odiare sé stesso. Lerner è ebreo laico, ma non mi pare che invochi le leggi razziali contro gli ebrei o la chiusura delle sinagoghe come covi di bieki sionisti, come fa Allam per le moschee. Un po' di discernimento, please!

>La tua analisi, infatti è radicata ad una concezione marxista della storia: le masse si muovono da terre povere verso quelle floride.<
Ma perché, esiste un'altra concezione masochista della Storia che dice il contrario?

>Una volta un mio amico fece un'osservazione che distrattamente recepii come intelligente: le disgrazie naturali avvengono tutte nei paesi più poveri e quindi sfortunati.<
A me risulta che negli USA non siano infrequenti forti terremoti (specie in California) e uragani violentissimi: eppure non definirei esattamente gli USA un "paese povero". E nemmeno un "povero paese"

>Il mio amico non aveva tenuto conto che in realtà avveniva l'esatto contrario; quei paesi erano poveri proprio perchè più esposti di altri ad eventi catastrofici naturali.<
Oh là-là, rispunta la vecchia trita e ritrita teoria del "determinismo geografico". Peccato, però, che un esempio italico lo confuti facilmente. Qualche anno fa ci fu un terremoto in Irpinia e uno in Friuli. Danni più o meno uguali. Però, mentre in Friuli si ricostruì in tempo record, in Irpinia ci sono ancora i terremotati nei containers. Cerca di trovarne un'altra, va!

>La tua analisi è quindi inesatta quando non vuol far passare i paesi orientali quali poveri e miserrimi e quelli occidentali ricchi e floridi;<
Ehmmm...mi pare che qui ci sia un "non" di troppo

>i primi sono ricchi di petrolio e risorse naturali che i secondi neppure si sognano.<
Infatti, i cittadini sauditi residenti in Italia nel 2005 erano appena una quarantina: e dubito fortemente che qualcuno di loro faccia la badante o suoni la fisarmonica nella metro. E difficilmente troverai un iraniano, un cittadino degli emirati arabi ecc. a pulire i vetri ai semafori. Come volevasi dimostrare.

>La vera differenza risiede quindi nella distribuzione della ricchezza e del benessere: nei paesi arabo/islamici in pochissimi possiedono tantissimo mentre i più non hanno un cazzo.<
La seconda parte (quella del "cazzo") è un'emerita cazzata se applicata ai paesi arabi/islamici grossi produttori di petrolio. Il welfare dei sauditi o dei cittadini degli emirati arabi p.es. tu te lo sogni. E meno male che avevi viaggiato molto in quei paesi.

>Questo sistema di cose ovvero lo status quo si mantiene attraverso due costanti:
la forza militare
l'islam<
Urka, tu dici che se i sovrani di quei paesi si convertissero e convertissero pure i loro popolo chessò, all'ebraismo, cristianesimo, buddismo o alla scientolgy, le cose cambierebbero miracolosamente? Mi permetti di dubitarne, visto che p.es. il Venezuela, cristianissimo paese non retto da forza militare e con risorse naturali non indifferenti stenta a decollare? O l'Argentina, idem che è quasi fallita? O mi dirai anche tu che colpa dei maledetti yankees che li sfruttano?

>ci si aggiunga che a questi "popoli oppressi" viene fornito un nemico dipinto come effettiva causa di tutti i mali ed il gioco è fatto.<
Già: un po' come al popolo italico qualcuno offre alternativamente gli albanesi, i marocchini o i rumeni come causa di tutti i mali. Certo che la versione occidentale ha il pregio della variabilità

>Quello che sfugge al tuo elenco di mali occidentali (brava gente??) è che l'italiano che delinque è una persona che comunque sbaglia sia secondo le leggi italiane che secondo la religione prevalente e che conseguentemente ottiene il disprezzo sociale per le sue azioni<
Già. Tipo quel mafioso che s'è fatto il sepolcro monumentale dentro la chiesa, con la benedizione del vescovo. Sì, sì ho capito, quello è un "compagno vescovo che sbaglia".

>mentre spesso alcuni episodi dimotrano come gli errori/orrori islamici/arabi siano intimamente connessi ad una cattiva interpretazione dell'islam ovvero a cattivi maestri, finendo per non ottenere alcuna condanna da parte del "proprio mondo" se non addirittura solidarietà.
Mi riferisco all'omicidio del regista olandese<
Urka, ma che volevi che tutto il mondo arabo-islamico si costituisse parte civile nel processo al criminale folle fanatico che ammazzò un degenerato folle e fanatico quasi quanto lui? Stai scherzando, vero? E di che "solidarietà" parli? O che per caso ti risulta che qualcuno nel "suo mondo" lo abbia ingaggiato per far da testimonial a una linea d'abbigliamento in pelle di cammello? (ogni riferimento all'italico datore di lavoro di Ahmetovic è puramente voluto).

>o a quello della povera ragazza colpevole di essersi nnamorata di un italiano: l'assassino è stato aiutato da alcuni suoi connazionali.<
Sì, connazionali reclutati a caso in un phone center. Ma che stai addi', erano gente della "famigghia" e hanno agito per "l'unuri", non so se rendo l'idea. Ma li leggi i giornali?

>Anche di questa profonda differenza NON puoi non tenere conto quando ci sciorini i mali italiani.<
Ma porcaccia la miseriaccia, UN pachistano ammazza qui la figlia "svergognata" e d'improvviso 1,2 miliardi di musulmani del mondo devono scrivere personalmente a te per condannare il folle e criminale gesto, ma se qualcuno lo fa in Sicilia o in Campania, o in Puglia o in Calabria, tutto OK, la condanna della "religione prevalente" è da ritenersi automaticamente acquisita, quella di tutti siciliani o campani o pugliesi o calabresi o sarkazzo d'altri, dai poppanti ai vecchietti con un piede nella fossa idem, pertanto tu dormi sereno fra due guanciali.
Buonanotte e sogni d'oro, castruccio mio!

 


Gravatar Quando dico bellissimo post parlo di quello scritto dall'autore del blog, ovviamente: è scritto molto bene e propone un'analisi lucida della situazione. Poi si può essere d'accordo o meno, ma questo è un altro discorso.

 


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venerdì, 02 novembre 2007

i discorsi degli intellettual-chic sinistrorsi :-))

Eh eh,

quanto mi piacciono i discorsi degli intellettual-chic sinistrorsi :-))

E' divertente notare come le azioni militari in Kosovo e Afghanistan, a cui tutti i governi dell'Occidente - e quasi tutti i partiti italiani - hanno dato pieno appoggio (a torto o a ragione, non è questo il punto), diventino regolarmente crimini promossi e approvati dal solo D'Alema, Bombardatore Cattivissimo und Delinquente :-)

Jospin viene esaltato dai Veri Sinistrorsi, che amano ripetere che bisogna fare come in Francia (a dire il vero, dalla rivolta delle banlié in avanti, lo dicono un po' meno :-) ). Eppure non ha esitato un attimo a promuovere l'uno e l'altro intervento militare. Stessa cosa dicasi per Schroeder, che pure si è schierato con determinazione assoluta contro l'invasione dell'Iraq. E la politica estera del governo italiano dell'epoca è stata portata avanti grazie all'aiuto determinante di Cossutta e Diliberto, che pur di appoggiare la missione militare in Kosovo hanno spaccato il loro partito e ne hanno fondato uno nuovo.

Ora, naturalmente se ne deve concludere che tutti questi partiti "di sinistra non hanno più nulla". E come no. In tutta Europa sono di sinistra solo gli otto (in seguito cinque) partiti trotzkisti francesi, specie quelli che hanno lottato per vietare il velo alle donne islamiche nelle scuole. Tutti gli altri sono null'altro che servi dell'estabilishment politico-mediatico-economico-pippo-pluto-giudaico :-)

Ma la cosa più divertente di tutte è la descrizione nostalgica del PCI, che da certi discorsi appare quasi un partito di radical-gruppettari. Mentre, come tutti sappiamo, era - specialmente sotto Berlinguer - un grande partito di massa.

Ma soprattutto era un partito votato nel modo più assoluto alla realpolitik e non certo alla purezza spirituale: con tutte le conseguenze che ciò comporta.

E per questi motivi era criticato, anzi criticatissimo da quelli che nell'Italia berlusconizzata ne sono oggi diventati - con gustosa ironia della sorte - i suoi più accesi quanto improbabili apologeti :-)

Una cosa è certa: se "ragionare" in questo modo significa essere "di sinistra", allora preferisco mille volte essere definito "di destra" :-))

Z.

p.s.: Nel merito: non c'è dubbio che sulla scala sociale Craxi avesse ragione e Berlinguer torto. E pure di brutto. Questo ha sostenuto Fassino, e francamente non saprei come contraddirlo, nemmeno volendo...
D'accordo con te. Solo due piccole correzioni:

1. "E la politica estera del governo italiano dell'epoca è stata portata avanti grazie all'aiuto determinante di Cossutta e Diliberto, che pur di appoggiare la missione militare in Kosovo hanno spaccato il loro partito e ne hanno fondato uno nuovo."
La scissione del PdCI da Rifondazione Comunista avvenne qualche mese prima della campagna NATO in Kosovo ed avvenne perche i futuri pdci-ni (Cossutta, Diliberto & Co) erano per rinnovare la fiducia al governo Prodi, mentre gli altri, capeggiati da Bertinotti, erano per sfiduciare Prodi. Prodi venne sfiduciato per un solo voto e il PdCI, successivamente entrò nel governo D'Alema, mentre RC no.
Non è che 'ste beghe fra kompagni io me le ricordi tanto bene, eh, ma sono andato a controllare (solita fonte:-)) visto che mi sembrava impossibile che il sovietiko-filoserbo Kossutta avese tanta voglia di bombardare Belgrado:-). La crisi del Kosovo lo trovò in ballo e dovette ballare (c'aveva pure uno dei suoi come sottosegretario alla Difesa, sì, quella Difesa che bombardava Belgrado! e mica lo ritirò, eh!:-)) facendo il solito kompagno "de lotta e de governo", appoggiando obtorto collo il governo "bombarolo" D'Alema solo per non far tornare alla "classe operaia" l'incubo Berlusconi:-).

2. "...non c'è dubbio che sulla scala sociale Craxi avesse ragione e Berlinguer torto."
Ma non era la "scala mobile"?

Ciao
Ritvan