Search for
Get a Free Search Engine for Your Web Site
mafia | Ritvanarium

Ritvanarium

CITAZIONI DI UN VETERINARIO ALBANESE [Ritvan Shehi] RICONOSCIUTO UFFICIALMENTE COME "OPERAIO SPECIALIZZATO" PER ECCESSO DI ZELO TERZOMONDISTA GOVERNATIVO NEL 1999 ... Commentatore di Commenti più che di Post ... ama definire i suoi interventi "Uova di Cuculo" [sic] *************************************** Non abbiate Paura !!! ... Aprite, anzi: spalancate le vostre Menti fra i Commenti !!! ***********************************
domenica, 18 maggio 2008

La Cina è vicina ... o cmq si avvicina e in Albania ci andò essa stessa ;-)

>Avanti, odiate la Cina ed il Popolo cinese, sono dei criminali, oppressori, assassini, vero? Samanta Bhadra<

Con chi ce l'hai, sorella, in questa tua indignata invettiva?

>Mentre in Iraq gli americani con George Bush, l'uomo più democratico del pianeta, hanno esportato la democrazia insieme a tonnellate di bombe all'uranio impoverito che hanno sterminato più di 100 000 bambini.
L'hanno esportata in Afghanistan, la esporteranno in Iran, poi anche in Venezuela, guarda caso sempre dove esistono giacimenti di petrolio o la posizione strategica nello scacchiere mondiale è fondamentale. Costruiscono lì le loro basi e nessuno ha niente da ridire.
Questo si chiama invasione del pianeta per gradi.<

Ammesso e non concesso che le cose di Bush siano come dal tuo delirante tazebao, che minchia c'entra questo con quello che sta accadendo in Tibet? Se pensi che i monaci buddisti che protestano PACIFICAMENTE contro le angherie imposte loro dai mandarini rossobruni di Pechino siano degli agenti della CIA, basta dirlo chiaramente, no?

>Avanti odiate la Cina ed il suo popolo, perchè i media vogliono questo, e soprattutto George Bush e la sua cricca di miliardari guerrafondai nazisti delle multinazionali lo vuole.<

Scusi, esimia, ma a me risulta che secondo i sullodati mandarini rossobruni pechinesi (ma anche secondo il Dalai Lama, che chiede solo autonomia REALE nell'ambito della Repubblica Cinese) anche i tibetani fanno parte del cosiddetto "popolo cinese". Dici che nosotros "odiatori in servizio permanente effettivo" odiamo pure issi?

>Avanti pensate ancora una volta non con i vostri cervelli, ma con la merda che vi immettono i manipolatori del pianeta attraverso media compiacenti.<

Sì, sì, e c'abbiamo anche le fette di prosciutto sugli occhi:-), se per questo. Guarda che qui c'è qualcun altro che detiene il copyright di 'ste cazzate, da usare quando non si ha argomenti. Ti potrebbe far causa, sai!

>Fate una petizione all'ONU affinchè invii una missione umanitaria in tibet a cui saranno a capo gli USA con un contingente militare di tutto rispetto.<

Spiacente, madama/madamigella, l'ONU si è lavata le mani come Pilato una volta per tutte, quando non batté ciglio nel 1950 mentre l'Esercito di Mao invadeva il Tibet, Stato Sovrano e membro fondatore dell'ONU nel 1948.

>Vi stanno manipolando come sempre, anche sulla faccenda Tibet, ed anche Grillo o la Casaleggio lo sta facendo.<
Oh, sì, certo, solo gli Esseri Superiori come te sono immuni a tale Maligna Manipolazione.

Perché non provi tu a a squarciare le fette di prosciutto che avvolgono i nostri occhi e spiegarci come stanno veramente le cose in Tibet, secondo la Verità e la Giustizia Terrena e Divina e in Nome del Popolo Cinese? Sai, sono un po' giù stamattina e quattro sane risate mi farebbero bene.
 
>Ritvan scrisse:
-- i monaci buddisti che protestano PACIFICAMENTE contro le angherie imposte loro dai mandarini rossobruni di Pechino --

-- I want to make one thing clear because all of the major news outlets are ignoring a very important fact. Yes, the Chinese government bears a huge amount of blame for this situation. But the protests yesterday were NOT peaceful. The original protests from the past few days may have been, but all of the eyewitnesses in this room agree the protesters yesterday went from attacking Chinese police to attacking innocent people very, very quickly. They appeared to target Muslim and Han Chinese individuals and businesses first but many Tibetans were also caught in the crossfire. -- E questo lo scrive una persona che è stata a Lhasa in quei giorni.
Anche tu sei stato a Lhasa, vero?

No, io no. Ma ripeto e metto anche il neretto (se non bastasse, dimmelo che la prossima volta ti faccio anche un disegnino a fumetti) "...i monaci buddisti che protestano PACIFICAMENTE contro le angherie imposte loro dai mandarini rossobruni di Pechino".

Se tu sorella (?) non sei in grado di distinguere negli scritti degli altri la parola "monaci buddisti" dal più generico "tibetani", mi spiace ma non ci posso far nulla: che ne dici di consultare un buon oculista?

P.S. Ho letto da qualche parte che dai pochi filmati disponibili si vedeva che le facce degli energumeni che bruciavana e saccheggiavano nel Tibet non risultavano antropologicamente compatibili con il fenotipo tibetano, bensì con quello Han. Dimmi, per favore, che è la solita biekissima kalunnia contro il Glorioso Popolo Cinese e che i mandarini rossobruni di Pechino, Galantuomini Al Disopra Di Ogni Sospetto, mai si sarebbero potuto sognare di mandare in Tibet qualche delinquente avanzo di laogai a far casino in concomitanza con la pacifica protesta dei monaci buddisti.
>...vogliamo spendere due parole sull'endemico odio anticinese che ormai fa parte della forma mentis dell'italiano medio tanto quanto la partita di pallone alla domenica e il piatto pieno di pasta al sugo?<

E spendiamole pure. Tenendo ben presente una cosa, però: il tuo "'italiano medio" all'amatriciana o alla polenta e osei non è che sia "specializzato" in sinofobia. Egli, con la stessa dedizione si applica alla marocchinofobia, albanofobia, rumenofobia and so on. Ovvero, è uno xenofobo a tutto tondo e, in tale veste, non si vede perché dovrebbe fare eccezione per i cinesi.

>I cinesi che reprimono i "pacifici" tibetani,<
Mica è un'invenzione di Calderoli, sorella. Anche il Presidente francese Sarkozy minaccia di boicottare le Olimpiadi per questo motivo: dici che la "italiana media" Carla Bruni gli ha fatto il lavaggio del cervello, fra un piatto di pasta al sugo e una trombata? (per non parlare della petizione di Amnesty International, che non mi sembra sia in genere vicina alle posizioni di Borghezio e Calderoli).

>i cinesi che sono dittatori cattivi,<
Beh, se ci vuoi convincere che i dittatori cinesi siano buoni come il pane, non hai che da provarci. Quattro sane risate ci fanno sempre bene e allungano la vita....

>che sono comunisti cattivi o capitalisti cattivi (a seconda della fazione),<
Per quanto possa sembrare strano, sono entrambe le cose.

>i cinesi che uccidono le bambine,<
Ma no, è una sporka kalunnia contro il Glorioso Popolo Cinese: è noto che la sproporzione demografica fra maschi e femmine in Cina è dovuta al fatto che molte patriottiche bambine cinesi fanno harakiri da sole appena si accorgono che il loro sesso è un ostacolo al Glorioso Cammino del Gloriosissimo Popolo Cinese Verso il Sol Dell'Avvenir:-).

>i cinesi che bolliscono i bambini (e se li mangiano... dove si è già sentita questa storia?),<
In Ucraina, ai tempi di Stalin. Ed è stato ben documentato. Dici che vale solo per gli ucraini, notoriamente "razza inferiore", e non per il Glorioso Popolo Superiore Cinese?

>i cinesi che sono crudeli per natura,<
E' un mito che impazza soprattutto fra gli animalisti. Cazzo, ma potrebbero astenersi dal mangiare il miglior amico dell'uomo in salsa piccante, no?:-)

>i cinesi che si moltiplicano come formiche (il paragone con gli insetti lo s'è già sentito prima del genocidio rwandese... e non solo),<

Beh, chi sostiene questo non ha mai sentito parlare della "politica del figlio unico" in Cina e non può neanche accusare i cinesi di far fuori le femmine, altrimenti cade in contraddizione:-).

>i cinesi che non si è mai visto un funerale di un cinese (se è per questo io in Italia non l'ho nemmeno mai visto di un senegalese o un maghrebino... ma in questi casi nessuno si lamenta),<

Tranne gli impresari di pompe funebri, immagino:-).

>i cinesi che sono tutti mafiosi,<

Tutti no, ma qualcuno che compra negozi pagandoli cash al disopra del valore di mercato sicuramente sì. A meno che uno non voglia asserragliarsi nella granitica certezza che nel Glorioso Popolo Cinese la mafia non attecchisce e che la Triade sia una sporka kalunnia dei "nasi grossi" per denigrare il sullodato Glorioso.

>i cinesi che ci comprano tutti i nostri negozi,<

Tutti no, ma il quartiere centrale di Roma, un tempo chiamato "Esquilino" oggi lo chiamano - fra il serio e il faceto - "Es-Qui-Lin":-).

>i cinesi che non si lavano,<

E fanno bene: l'acqua è una risorsa preziosa che non bisogna sprecare. Basta che poi non salgano sugli autobus:-)

>i cinesi che mangiano i cani,<

Dici che anche questa è una sporka kalunnia? Mah...

>i cinesi che importano giocattoli tossici,<

Ogni tanto succede. A meno che uno non creda che anche gli organismi istituzionali italici preposti ai controlli (che hanno effettivamente accertato la presenza di piombo nelle vernici di alcuni tipi di giocattoli importati dalla Cina) facciano parte del MegaKomplotto Demo-Pluto-Paperino-Anticinese....

>i cinesi che sfruttano i lavoratori,<

No, quelli sono gli italiani:-). I cinesi in genere portano tale "nobile" arte alle estreme conseguenze, ovvero i lavoratori li schiavizzano. E' tutta invidia, dunque:-).

>i cinesi che sono quelli che meno si vogliono integrare,<

Eh, no, quelli sono i musulmani, che diamine!:-)

>i cinesi che distruggono la nostra sana economia (perché, che cattivi!, non si "accontentano" di fare il lavoro da schiavi degli altri "bravi" immigrati: evidentemente l'unico immigrato buono è quello che si rompe la schiena sui pomodori).<

Oddio, non credo che qualcuno ce l'abbia avuta coi cinesi che gestiscono ristoranti e non raccolgono pomodori (a meno che non vi fossero rinvenuti cibi scaduti dal tempo della II GM o allevamenti di scarafaggi). Però, se qualcuno importa in Italia a prezzi stracciati merce prodotta nei laogai a costo zero, oggettivamente non è che questo faccia tanto bene all'economia italica, non credi?

>E nessuno italiano, dico nessuno che si sogni nemmeno di replicare a tutto questo odio.<

Beh, se ti fa comodo etichettare tali verità come "odio", fai pure!

>E allora piangete pure per i "pacifici" tibetani, ma ricordatevi di farlo anche quando i "pacifici" italiani (magari con la testa rasata o la camicia verde) cominceranno a dar fuoco "pacificamente" ai negozi e le case dei cinesi in Italia, e con lo sguardo compiacente del resto degli italiani che nel cuore sognano il Tiber libero.<

Ma perché aspettare i comodacci dei legaioli/nazistoidi, sorella? Con una minima percentuale dei soldi cash con cui si comprano i negozi, si potrebbero arruolare dei dissocupati napoletani, vestirli di verde (o rasargli la crapa, a seconda) e mandarli a incendiare qualche negozio cinese a Roma o a Milano. In Tibet ha funzionato bene!:-)
 
>Comunque, nessuna paura, vedrete che quando 'ste benedette Olimpiadi saranno finite le sommosse in Tibet cesseranno magicamente.
Probabilmente per allora il governo Cinese non avrà più bisogno di mandare i propri "agenti provocatori" in Tibet per rovinare autolesionisticamente la propria stessa immagine in un momento così delicato.<


Va bene, te lo spiego come farei con mio figlio di 11 anni.

Ovviamente, le prime manifestazioni - quelle dei monaci buddisti - erano "genuine", ovvero non c'era in esse lo zampino di Pechino. Pechino che si trovava a 'sto punto davanti a diverse scelte possibili:

!. Reprimere nel sangue tali manifestazioni pacifiche di monaci - come fanno disinvoltamente gli amici birmani di Pechino -, quello sì sarebbe stato "autolesionistico" per Pechino in vista delle Olimpiadi.
2. Lasciarle proseguire tranquillamente sarebbe stato altrettanto "autolesionistico" per i mandarini rossobruni.
3. Scendere a patti col Dalai Lama al fine che quest'ultimo fermasse le manifestazioni, sarebbe stato altrettanto "autolesionistico".
4. L'unica soluzione NON autolesionistica pei mandarini rossobruni di Pechino era mandare in Tibet i "black block dagli occhi a mandorla" a far sì che la protesta da pacifica diventasse violenta. A quel punto il Glorioso Esercito e la Gloriosa Polizia Han potevano senza troppi problemi d'immagine pestare e arrestare chiunque capitasse a tiro - monaci dimostranti pacifici compresi - in nome del:"Fermiamo le violenze".

Hai capito adesso o ti devo fare il solito disegnino?



>PS. Ritvan, quante volte sei stato in Cina? Così, per sapere...<

E' la Cina che è venuta da me, sorella. Tu non lo sai, ma dal 1961 al 1976 i cinesi erano diventati i nostri "Grandi Fratelli" (rimpiazzando i Sovietici) e in Albania c'erano qualche migliaio di cinesi. Ho conosciuto abbastanza da vicino qualcuno di loro. Dici che non basta e che dovrei recarmi lo stesso in Cina a intervistare uno per uno tutti e 1 milardo e rotti di componenti del Glorioso Popolo Cinese, prima di azzardarmi ad interloquire di nuovo con te?


 
>La notizia in inglese postata da Samanta Bhadra contiene molte informazioni interessanti. quindi i monaci tibetani se la prendono anche con i musulmani. spero che questo non sfugga ai muslim che frequantano questo blog e che spesso difendono le proteste "pacifiche" ...
ciao BarbaraLattanzi<


Anche tu confondi "monaci tibetani" con "tibetani", sorella? Ah, il maledetto uishfule thinkinge!:-).
Se tu conoscessi la storia del Tibet così bene quanto quella delle religioni, sapresti che i tibetani hanno nel tempo addirittura incoraggiato lo stabilirsi in Tibet di musulmani macellai. Come ben saprai, la religione tibetana vieta ai propri adepti di macellare animali: così, quei furbastri:-) di buddisti, a cui la carne mica fa schifo, delegano la bieka incombenza ai musulmani.
Inoltre, i musulmani presenti in Tibet non sono stati portati nell'ambito della campagna colonizzatoria portata avanti dal governo cinese, né occupano posti di comando, come i Han. Pertanto è molto strano questo "accanimento" dei tibetani nei loro confronti. La cosa mi puzza parecchio e mi conferma sempre di più nella convinzione che i casini in Tibet sono molto probabilmente causati da "agents provocateurs" inviati da Pechino.
'Ovvia, mica il monopolio dei "black blocks" ce l'abbiamo solo nosotros biekissimi occidentali, mentre i Glioriosi Rappresentati del Gloriosissimo Popolo Cinese sono degli emeriti fessi/ingenui che non hanno mai sentito parlare di "agents provocateurs"!

L'accusa ai tibetani di assalire anche i musulmani mi ricorda "stranamente" quella rivolta ai kosovaroalbanesi, di perseguitare oltre ai serbi (ex dominatori coloniali che li hanno perseguitati per decenni) e ai rom (dediti a suo tempo allo sciacallaggio al seguito delle bande paramilitari serbe) anche altre minoranze, tipo i turchi, musulmani come loro, per avere un Kosovo "etnicamente puro", da bravi "nazisti":-) quali sono.

La domanda è: è Pechino che apprende tali pratiche goebbelsiane da Belgrado, o viceversa?

Dalla Sacra Wikipedia in italiano (http://it.wikipedia.org/wiki/Regione_Autonoma_del_Tibet)


...Fino al 1950 il Tibet era uno stato sovrano indipendente (e membro fondatore dell'ONU nel 1948-ndr.) governato dalla massima autorità religiosa del Buddhismo tibetano, il Dalai Lama.
In quell'anno l'Esercito di liberazione popolare, facente capo alla Repubblica Popolare Cinese guidata da Mao Zedong, invase il Tibet, adducendo, come motivazioni verso l'esterno, il fatto che il Tibet, secoli prima, era stato conquistato dai Mongoli e appartenevano allo stesso impero...

...La popolazione è costituita da Tibetani e da Cinesi di etnia Han. Non esistono stime ufficiali attendibili inerenti alla percentuale degli uni e degli altri.

 

Blogger: RitvanShehi Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente RitvanShehi

 



 

domenica, 02 marzo 2008

casi di pruderies secessioniste

>Hai sentito Borghezio ?
"La Padania farà come il Kosovo", l' ha detta davvero. ciao Mark<


Cioè nel senso che il buon Borghezio lascerà da parte la bomboletta spray con cui profumava le passere delle mignotte nigeriane sui treni "padani", imbraccerà il mitra e si metterà a capo di un coraggioso manipolo di bottegai e padroncini lumbard chiamato ELP (Esercito di Liberazione della Padania), dando l'assalto di tanto in tanto a caserme di carabinieri e stazioni di polizia dello Stato Okkupatore Italiano? E che poi Giorgio Napolitano arruolerà bande di camorristi napoletani e ndranghetisti calabresi e li invierà in "Padania" - protetti dai carrarmati dell'esercito - a saccheggiare, stuprare e uccidere indiscriminatamente il buon "popolo padano"? E alla fine, per evitare che il terrorizzato popolo padano si riversi in Svizzera, Francia, Austria, Slovenia, causando una catastrofe umanitaria, la NATO bombarderà Roma, costringendo Napolitano a ritirare le milizie mafiose campano-calabresi dalla Padania, che diverrà per qualche anno "protettorato NATO"?
Non mi sembra una cattiva idea:-).

Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente

Ritvan

Shehi

Qui ci vuole Ritvan:

"se è possibile per gli albanesi separarsi dalla Serbia, perché ai serbi non è consentito separarsi dalla Bosnia-Erzegovina? E quale deve essere la nostra politica di fronte a tutte le altre rivendicazioni separatiste in Europa e nel territorio ex sovietico?"
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ulivegreche

 
>Qui ci vuole Ritvan...ulivegreche<
Ecchime qua!:-). Ma si può sapere chi parla qui sotto?

>"se è possibile per gli albanesi separarsi dalla Serbia, perché ai serbi non è consentito separarsi dalla Bosnia-Erzegovina?<
Evidentemente, chi parla così al Diritto Internazionale dà del "lei":-). Le due situazioni non sono nemmeno lontanamente paragonabili, in quanto i leaders della comunità serbo-bosniaca (nonché il loro "padrini" della Serbia) hanno firmato (più o meno liberamente:-) ) gli accordi di Dayton, che non ammettono tale soluzione. Nel diritto internazionale vale il principio "pacta sunt servanda". I kosovaroalbanesi, invece, non hanno sottoscritto alcunché, visto che l'accordo preparato a Rambouillet è andato a donne di facili costumi a causa della strafottenza serba.

>E quale deve essere la nostra politica di fronte a tutte le altre rivendicazioni separatiste in Europa e nel territorio ex sovietico?"<
Non esistono "soluzioni standard" in politica internazionale, visto che quasi sempre le situazioni reali sono diverse fra di loro: si decide caso per caso. Ecco, p.es. se Bossi volesse dichiarare unilateralmente l'indipendenza della Padania dall'Italia, adducendo come motivo che Giorgio Milosevic Napolitano ha scatenato una furiosa campagna di pulizia etnica in Padania, mandando arrapati scugnizzi napoletani - protetti dai carrarmati della San Marco - a stuprare donne padane e a terrorizzare le vecchiette padane mediante scippo della borsetta, ebbene, a mio immodesto avviso, l'unica politica saggia in questo caso sarebbe avvolgere delicatamente il suddetto in un camicione senza maniche, legarlo stretto-stretto, chiuderlo a chiave in una confortevole stanza imbottita...e buttare via la chiave.

P.S. Resto a disposizione per fornire la mia pregevole consulenza nella risoluzione di altri casi di pruderies secessioniste.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente RitvanShehi

sabato, 23 febbraio 2008

Trattamento dei "diversamente comunitari"

>...siamo in italia, il posto dove niente è come sembra e niente funziona come dovrebbe. niente. a cominciare dagli ingressi "clandestini" (qualunque cosa voglia dire), ma la stessa efficienza c'è nella gestione dei cpt, nelle espulsioni, ecc. un clandestino può stare anni sotto traccia senza fastidi particolari infrangendo (obtorto collo) leggi e regolamenti, mandare i bambini a scuola, andare al pronto soccorso, affittare un letto, lavorare o sfruttare altri come lui ecc. tutto nelle pieghe di leggi contraddittorie e negli (ampi) spazi di inefficienza (talvolta criminale). marcello< 

Parole sante, fratello.

>secondo me tutta 'sta cosa andrebbe discussa seriamente in modo non ideologico, lasciando fuori le categorie come "leggi fasciste" e robe simili.<

Bene, comincio io, che se permetti, da "diversamente comunitario" quale sono qualcosina ne saprò di prima mano, no?

>che fare con chi entra clandestinamente?<

Semplice. Attenersi ALLA LETTERA al dogma leghista del legame di ferro fra permanenza in Italia e lavoro (che, però, i leghisti e i loro sodali applicano ad minchiam e pro domo loro). In pratica, se vieni beccato da clandestino, hai due possibilità: o entro 30 giorni qualcuno ti assume e, in questo caso paghi una bella multa per essere entrato in Italia illegalmente, ma poi vieni messo in regola, oppure, in caso contrario vieni spedito nel paese di provenienza, col divieto di rimettere piede in Italia per, diciamo i prossimi 5 anni (se lo fai è ti ribeccano è la galera). Ovviamente, dovrebbe essere prevista la possibilità per chi entra illegalmente e poi trova un lavoro, di andare ad autodenunciarsi, pagare la multa per l'infrazione amministrativa commessa (ricordiamoci che l'ingresso illegale in Italia NON E' REATO, ma solo infrazione amministrativa) e poi essere messo in regola col permesso di soggiorno. Come, del resto, avviene in molti paesi civili (uno che so con certezza è il Belgio). Perché quella di tornare nel paese d'origine e fare la fila al consolato d'Italia per un visto di lavoro è una presa per il culo bella e buona.

>dopo quanto votare?<

Dopo aver ottenuto la cittadinanza italiana, naturalmente. A meno di dover metter mano alla Costituzione (e francamente mi pare eccessivo) il voto è un diritto-dovere riservato ai soli cittadini. 

>dopo quanto la cittadinanza?<

Immagino tu ti riferisca ai casi al difuori di quelli per matrimonio, discendenza da italiani ecc., ovvero ti riferisci alla cosiddetta "naturalizzazione per residenza".

Dopo 5-6 anni (contro i 10 attuali) la richiesta e tassativamente entro 1 anno (non come adesso che aspetti in media 4 anni per la risposta, mentre il termine di legge è di circa 2 anni) la risposta, con la clausola valevole in tutti i paesi civili nelle relazioni con lo Stato del "silenzio-assenso", ovvero, se lo Stato non ti risponde entro un anno acquisisci automaticamente la cittadinanza. E a costo di far orripilare Dacia:-) aggiungo che un contributo pecuniario destinato in massima parte a far marciare più speditamente i cari burocrati addetti allo spulciamento delle domande di cittadinanza sarebbe equo ed auspicabile: diciamo una tassa a carico del richiedente di 2-300 euri a cranio (cazzo, se gli dai 100 euri per ogni fascicolo al burocrate del MinInt, te lo scodella già pronto dopo un'ora, altro che 4 anni!:-) ). Inoltre, un esame di lingua e cultura (soprattutto POLITICA) italiana sarebbe altrettanto auspicabile.  

>e i bimbi nati in italia?<

Cittadini automaticamente al raggiungimento dell'età scolastica (7 anni), dietro semplice richiesta dei genitori, e  non come adesso che avviene a 18 anni.

>e i contributi versati?<

Qui io lascerei tutto com'è (è una delle poche cose sensate della Bossi-Fini). Visto che i contributi sono finalizzati alla pensione (tant'è vero che chi crepa prima mica se li porta nella tomba:-) ), se non sono sufficienti a garantirgli una pensione italiana vanno restituiti allo straniero tornato in patria solo al raggiungimento dell'età pensionabile.  

>e i ricongiungimenti familiari (ma perché sarebbe razzista chiedere garanzie?).<

Razzista no, ma vessatorio sicuramente sì, se ti riferisci al test del DNA a carico dell'immigrato. Insomma, se io ti dico che quel bambino è mio figlio, cosa comprovata da documenti autenticati dalle autorità consolari italiche nel mio paese, che cazzo vuoi di più? Non ti convince? Credi che io abbia dato la mazzetta anche al consolato italico? Bene, liberissimo di fare a me e a mio figlio il test del DNA, ma a TUE (dello Stato italiano) spese. Se ho detto il vero, le spese del test te le prendi in saccoccia (ma tanto son posti di lavoro per tecnici della biologia molecolare:-) ), se ho detto il falso me la prendo in saccoccia io e vado pure in galera! 

>insomma in questo cazzo di paese le regole devono essere rispettate?<

Certamente. Basta, però, che abbiano un senso logico. E alcune proprio non ce l'hanno affatto. Come quella detta sopra di tornare al paese d'origine per chiedere un visto. O quell'altra presa pel culo di avere già un contratto di lavoro ottenuto per corrispondenza:-) prima di chiedere un visto di lavoro in Italia.

Ritvan Shehi

(Albanese, ndr. "Diversamente comunitario", sic)

postato da Ritvanarium alle ore 21:19 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: economia, mafia, oi dialogoi, diritti, immigrazione, belgio, leghismo, malcostume, eurogranloggia, fascistology

sabato, 16 febbraio 2008

"xenofobia", parliamone senza abusare del termine ...

Ritvan, almeno in questo caso  [quando si dichiarò orgogliosamente adottato dai Sovietici, ndr], credo che Togliatti fosse semplicemente, tragicamente, sincero.

Purtroppo conosco molti altri italiani, di ogni orientamento o schieramento, che si sentono solo "miserabili mandolinisti"
(a parte che il mandolino è uno strumento bellissimo e molto difficile, ma transeat) e che se potessero diventerebbero francesi, inglesi, tedeschi ecc.
A volte lo diventano pure.
E poi ci sono quelli che sognano di essere invasi e amministrati dalla Svizzera o dalla Danimarca.
Niente di strano, in Italia il patriottismo è reato di "pessimo gusto", permesso solo con cadenza quadriennale agli strati più bassi della popolazione, e assimilato ipso facto col fascismo.
Si può essere patriottici solo per gli stati stranieri, allora è non solo tollerato, ma sintomo di intelligenza e di buona educazione:
per Togliatti era l'Urss, per qualcun altro gli USA o la Gran Bretagna o Israele o l'Iran.

Ciao !
Blogger: PinoMamet Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente PinoMamet
Sì, Paolo [aka PinoMamet, ndr], capisco, magari era anche un legittimo sfogo nei confronti dei suoi compatrioti che pecorinamente si ammassavano (era il 1930, ricordiamocelo) nelle "adunate oceaniche" del DVX (per poi scoprirsi miracolosamente tutti ferventi antifascisti il 26 aprile del 1945:-) ). Ma ciò non toglie che fossero parole di pessimo gusto, sconfinanti addirittura in una specie di razzismo autopunitivo.
Ogni popolo ha i suoi vizi (che dovrebbe cercare di correggere) e le sue virtù (da coltivare e di cui andar fieri). E degli italiani io apprezzo molto quell'inclinazione al compromesso, "vivi e lascia vivere", l'assenza di fanatismo assatanato che è foriero di grossi guai più di 100 mafie messe insieme. L'italiano è spesso e volentieri superstizioso, a volte bigotto, ma quasi mai fanatico o incline agli eccessi (specie a quelli sanguinari).
Oppure, per parlare di un argomento che mi vedrebbe coinvolto in prima persona, malgrado quel che si legge spesso nei papiri del "Quadrimvirato di Allah", parlare di "razzismo diffuso" in Italia non è terminologicamente corretto, perché il razzismo presuppone una consapevolezza di essere in qualche modo appartenente a "una razza superiore". Certo, razzisti ce ne sono, ci mancherebbe, ma quel che si spaccia spesso per razzismo è, invece una "xenofobia", nel senso più antico del termine, ovvero "paura dello straniero" (ovviamente non del turista giapponese:-) ). E questa paura e diffidenza verso "certi" stranieri si estende poi (inconsiamente?) a tutti gli stranieri che in qualche modo assomigliano a loro.
Insomma, mandolino a parte, è bello essere italiani, via! E sicuramente gli italiani meritano governanti migliori di quelli che hanno.
Blogger: RitvanShehi Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente RitvanShehi

domenica, 03 febbraio 2008

il problema è l’Italia: ormai pare na robba sub specie aeternitatis

>concordo con Lei, il problema è l’Italia. anonimo kompagno<

Eh, sì, aveva proprio ragione:-) il buon Togliatti, detto "Il Migliore" (pensa te come dovevano essere i peggiori:-) ) a dichiarare nel corso del XVI Congresso del Partito comunista dell'Unione Sovietica, tenutosi a Mosca nel 1930, (pagina 185 del resoconto stenografico):
«È per me motivo di particolare orgoglio aver rinunciato alla cittadinanza italiana perché come italiano mi sentivo un miserabile mandolinista e nulla più. Come cittadino sovietico sento di valere dieci volte più del migliore italiano».

Blogger: RitvanShehi Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente RitvanShehi
Credo che ognuno debba essere orgoglioso (o vergognarsi) di ciò che fa (o non fa) lui, non di ciò che hanno fatto (o non hanno fatto) altre persone che, per mero accidente, ne condividono la nazionalità. Z.<
Ma ci mancherebbe altro, non abbiamo forse stabilito che la responsabilità penale è individuale?:-)

>Personalmente non mi vergogno per Mussolini e non mi vanto di Fermi, visto che - se non altro per età anagrafica - non ho partecipato né alla marcia su Roma né allo sviluppo della pila atomica :-)<
Beh, non era quello il senso del mio discorso, altrimenti entriamo in discorsi surreali alla Andrea Sartori, che ci elenca ogni volta e Michelangelo e Raffaello e Leonardo e Galileo e tutto il cucuzzaro per concludere che lui, in quanto diretto discendente di cotal schiatta di geni è lapalissianamente un "essere superiore" e gli altri sono, conseguentemente, dei barbari fessi:-).
Io sto parlando delle caratteristiche più diffuse e costanti nei secoli dei popoli, delle masse, non della loro Storia o degli individui più eccelsi (nel bene o nel male).
Insomma, per farla più chiara, se vengo a vivere in Italia mica c'avrò come condomini nel palazzo dei Mussolini o dei Galilei, c'avrò dei sig. Mario Rossi e, pertanto, spero bene che - statisticamente parlando - ci siano buone probabilità che convivere in modo passabilmente civile coi Mario Rossi del mio condominio non sia una fatica da Ercole:-)

>Ritvan, è bello essere italiani? Beh, insomma... ti dirò: se escludiamo l'ambito politico, quello giudiziario e quello mediatico potrei anche essere d'accordo :-)<
La politica l'avevo esclusa anch'io, dicendo che gli italiani non si meritano la classe politica che hanno. Sulla giustizia, non saprei: c'è chi dice bene, c'è chi dice male e l'ultimo exploit mediatico del procuratore di Santa Maria Capua Vetere (quell'omino che prima convoca una conferenza stampa urbi et orbi e poi chiede esterrefatto ai giornalisti:"Uè' guagliu' ma che facite, filmate co' 'a telecammera?":-) ) non è che abbia giovato tanto all'immagine della magistratura. Però, credo che anche i guai del sistema giudiziario italico siano riconducibili in buona misura a responsabilità politiche (e torniamo punto e a capo). In quanto ai media, per fortuna mica sei obbligato ad avere il media che vogliono gli altri (come il politico che il kapataz mette in cima alla lista o il giudice "naturale" che ti fissa la seconda udienza dopo 4 anni:-) ): c'hai vastissima scelta e se non ti piacciono quelli nostrani puoi guardare la CNN e la BBC o abbonarti al New York Times:-)
(però, digiamocelo, quella del giornalismo anglosassone "diverso" è la leggenda metropolitana più diffusa e più dura a morire!)

>Però però... il fanatismo assatanato, prima o poi, ha una fine. Spesso violenta, traumatica e con enormi danni collaterali, ma pur sempre una fine (penso al nazismo in Germania, o anche al fascismo in Italia).<
Fine provvisoria, in genere, purtroppo. Di solito si tramuta in brace che cova sotto la cenere, pronta a infiammarsi appena le condizioni lo permettono. O sei anche tu un seguace di Fukuyama, quello della "fine della Storia"?

>La mafia pare di no, ormai pare na robba sub specie aeternitatis...!!<
Non credo proprio. Hai visto la fiction su Provenzano con Michele Placido? Mi faceva quasi tenerezza:-) ). Sembrava una specie di Robin Hood che toglie "il giusto" ai ricchi "sanguisughe" per dare da mangiare ai poveri disoccupati. Quasi un comunista, direi:-). Eh, che peccato, ancora qualche anno di governo Prodi-Visco e i riccastri di laggiù sarebbero finiti con le pezze al culo e la mafia si sarebbe estinta per inedia:-).



Blogger: RitvanShehi Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente RitvanShehi
postato da Ritvanarium alle ore 18:53 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: aneddoti, usa , mafia, miti, storia, media, oi dialogoi, kompagni col k, storia italica, amerikani biekissimi

sabato, 03 novembre 2007

...Potere dei Dollaroni Ammerregani ;-)

Tu non conosci l'umorismo tipico albanese: ma non è colpa tua, ci hanno dipinti tutti come esseri dalla faccia truce, arcigna e scavata dalla fame che non fanno altro che abbordare le navi dirette in Italia per poter entrare nel Belpaese e darsi al saccheggio:-).

Ciao
Ritvan

>Vero quel che dici sull' immagine massmediatica dell' Albanese "tipico" ;-); ma è vero anche che tutti conosciamo lo Humour di John Belushi... solo che nessuno lo considera "Albanese", bensì "USAno" ;-( . Why ? ...Potere dei Dollaroni Hollywoodiani Ammerregani ;-) ? Davide [IO]<


Ma no, i cinefili sanno che Belushi è albanoamerikano, è scritto in tutte le sue biografie (vedi Wikipedia in italiano "John Adam Belushi Chicago, 24 gennaio 1949 – Los Angeles, 5 marzo 1982, popolare attore e comico statunitense di origine albanese." o quella in Gransatanese:-):

"Belushi was born in Chicago, Illinois to Agnes B. Samaras, a first-generation Albanian American").


Però, è nato negli USA, era cittadino di quel paese, ha raggiunto il suo successo laggiù, è giusto che sia considerato statunitense, anche di origini albanesi. Evitiamo il penoso e ridicolo spettacolo offerto dai media italici in occasione al Nobel a Capecchi, tutti a fare a gara chi lo chiamava più "italiano", mentre il boss Gambino, in occasione della recente querelle giudiziaria tutti a chiamarlo pudicamente "boss della mafia newyorkese" (a New York c'è pure la mafia cinese, quella russa e così via, chissa a quale appartiene Gambino?:-) ).
Ciao
Ritvan


martedì, 30 ottobre 2007

dall'Impero Romano fino alla legge Merlin ... e oltre

Un immigrato di razza non-lenona ci ha spiegato (strano parallelismo, ma vero) come ALTRI immigrati (i rom?) siano culturalmente predisposti al furto.
Naturalmente guai a ricordare come altri immigrati (quelli cui appartiene la persona in questione) sono particolarmente predisposti alla prostituzione, al traffico di donne, alla tratta delle bianche e, già che ci sono, allo spaccio di stupefacIIIIenti. 'O Mistero Buffo<
1. Il mignottaggio e il papponaggio farà casomai parte STORICAMENTE della TUA "cultura" (e non fa parte p.es. di quella dei rom: le donne rom rubano, truffano e fanno un sacco di altre brutte cose, ma IN GENERE non si prostituiscono).
Difatti, dall'Impero Romano in poi, la penisola italica è stata fiorente di meretricio.

2. Già i latini chiamavano chi campava sulla prostituzione "lenone": più recentemente, nel Medioevo son fioriti "pappone", "magnaccia", "ruffiano" e quant'altro. Solo di sinonimi di "prostituta" nel Belpaese si contano più di un centinaio.

3. Non esiste, invece, nella lingua albanese una parola autoctona per definire la prostituta. Ne esiste solo una, presa in prestito dagli slavi (e probabilmente risalente al 1200, quando il regno serbo di Dusan inglobò anche i territori abitati da albanesi) che è "kurva". Non esiste altresì una parola albanese per definire lo sfruttatore della prostituzione: le due parole in uso tardo sono "kodosh" (di incerta origine, ma sicuramente non albanese) e "rrufian" (chiaramente calco dell'italico "ruffiano").

4. Dai tempi di Skanderbeg (XV secolo) fino al 1940 - ovvero occupazione turca inclusa - in Albania non c'è stato mai una cosiddetta "casa di tolleranza" e neanche mignotte sparse esercitanti singolarmente. Non perché gli albanesi fossero più casti e morigerati di altri, per carità, ma perché una famiglia avente una "kurva" dichiarata in seno sarebbe stata "disonorata" per sempre. A tale scopo, per i ricchi libidinosi servivano le "cenghì", sorta di cubiste orientali girovaghe che si esibivano nei locali pubblici e che - anticipando le colleghe occidentali d'oggi - non disdegnavano offrire "rappresentazioni" particolari nelle lussuose ville di bey, pascià, agà, effendì e quant'altro.

5. Idem durante il breve periodo dell'indipendenza albanese d'anteguerra(seconda). Chi si prendesse la briga di leggere i resoconti albanesi di Montanelli, Morozzo della Rocca, ecc. (per citare autori italici che dicevano peste e corna sugli albanesi, ovviamente per giustificare l'invasione fascista del'39) mai troverebbe traccia di costumi licenziosi o presenza di prostituzione in loco. E se si leggono le memorie del libro "High Albania" dell'antropologa e giornalista inglese degli inizzi '900 Edith Durham (certo che bisogna conoscere l'inglese e dubito fortemente che un ignorante topo d'archivi codicepenali italici abbia questa capacità) al sito:
 
si può notare come una donna sola, piacente, straniera, con la borsa piena di sterline viaggiasse indisturbata per l'Albania, trattata con rispetto e cortesia. E, ovviamente, alcuna traccia di "kurva", "kodosh" o bordelli.

6. I primi bordelli (massì lasciamo perdere i pietosi eufemismi) in Albania furono inaugurati nel 1940, dalle Gloriose Armate del Dux. Oh, erano bordelli militari, con puttane di pura razza italica, reclutate e fatte sbarcare in Albania al patriottico scopo di intrattenere piacevolmente i Gloriosi Soldati Italici che si preparavano a "spezzare le reni alla Grecia" (come finì, poi, lo sappiamo tutti, la solita storia dei pifferi di montagna:-) ). Ovviamente, tali bordelli erano aperti - a pagamento, a differenza dei Gloriosi di cui sopra che ne usufruivano aggratise, per grazia del Gran Lenone Benito Mussolini - anche ai cittadini albanesi. Come ci riferisce il nostro grande scrittore Ismail Kadaré, nella sua città natale, Gjirokaster, tale promiscuità causò una tragedia. Un indigeno s'innamorò di una patriottica mignotta militare italica e trascurò la fidanzata: il padre del giovanotto, disonorato davanti alla famiglia dei futuri consuoceri, si presentò al bordello, chiese di usufruire delle prestazioni della suddetta e, una volta in sua presenza, tirò fuori la rivoltella e la fece secca. Poi si sparò.
Ah, la Patriottica Mignottona venne sepolta con gli onori militari e avvolta nella bandiera tricolore con lo stemma sabaudo in mezzo.
Altro che "cultura", qui siamo addirittura al Culto della Mignotta Ignota!:-)

7. Ovviamente, con la capitolazione della Gloriosa Armata di cui sopra l'8 settembre 1943, anche i bordelli italici andarono...a puttane:-). I tedeschi che sostituirono gli italiani non avevano bisogno di puttane per rilassarsi e tirarsi su il morale, probabilmente visto che - a differenza degli italiani - loro alle parole del Fuhrer credevano sul serio:-).

8. E altrettanto ovviamente, con l'istaurarsi del regime comunista e puritano di Enver Hoxha, anche solo parlar di bordelli e puttanume vario poteva costarti la galera, figuriamoci metterlo in pratica.

9. Con la caduta del regime nel 1990, il "homo novus socialisticus", ovvero il delinquente d'animo educato con la "morale del Partito", sbarcò in Italia lacero ed affamato. E intenzionato ad arricchirsi il più in fretta possibile. E visto che ormai la sullodata "morale del Partito" era morta insieme al Partito, adottò la "morale della giungla", sfruttando la prostituzione, trafficando in stupefacienti (e anche in armi, te lo sei dimenticato), rapinando ville e quant'altro.

10. Però, miserabile topo di codici ma ignorante come una capra su tutto il resto dello scibile umano, definire la CULTURA di un popolo in una certa materia basandoti unicamente sull'arco temporale 1990-2007 mi sembra francamente superi tutte le tue castronerie precedenti vomitate su questo blog.
Pertanto, visto quanto sopra, il tuo "giochino" di sostituire rom con albanesi fa francamente cagare. Anzi, piuttosto che far cagare noi, perché non te ne vai a farlo tu?

>Io non apprezzo che si dica che gli italiani sono una razza di lenoni,Aurora<
E fai bene. Ma nessuno l'ha mai detto questo. Che fai, ipotesi fantascientifiche indotte dai libri qui consigliati?:-)

>e che questo sarebbe dimostrato , per esempio, dalla varietà di sinonimi del nostro vocabolario rispetto a quello albanese, dove l' equivalente sarebbe stato preso in prestito da altri.<
"Dimostrato" 'n par de ciufoli. Questo dimostra solo - insieme ad altri innumerevoli dati storici - che "operatrici del sesso a pagamento" e "prottettori di operatrici del sesso" hanno operato alla luce del sole nella penisola italica, dall'Impero Romano fino alla legge Merlin. Che è cosa ben diversa dal dire che Tutti gli italiani siano "protettori..ecc.,ecc.." e TUTTE le italiane siano "operatrici..ecc., ecc.". Ovviamente, gli avvocati, di solito, fanno orecchie da mercante a quel che dice la "controparte", anzi, a volte stravolgono pure - oh, a vantaggio del loro cliente, beninteso - quel che dice la "controparte". Fin qui nulla di censurabile, fa parte del "gioco". Il guaio comincia quando lo fanno anche fuori dall'aula: si chiama deformazione professionale.

>Noi abbiamo un ampissimo vocabolario , non solo per definire i " papponi" , ma anche altro.
Se apro il vocabolario , alla voce " solerte", trovo come sinonimi: destro, esperto, ingegnoso, industrioso, diligente, accurato.
Vuol dire che siamo un popolo di solerti ?<

No, vuol dire che fra di voi ci sono/sono stati anche dei solerti. In numero non quantificabile. Come quelli di cui sopra.

>Poiché io non conosco l'albanese non posso sapere quanti vocaboli, che noi abbiamo , loro non abbiano.<
O viceversa. Capita, sai.

>Ma la ricchezza di vocabolario è indice di ricchezza mentale. Più parole hai in testa più hai la possibilità di esprimere e definire un concetto.<
Giusto. E così, gli albanesi, ad un certo punto della loro storia, probabilmente perché sapevano come l'avrebbe pensato Aurora e, dunque, per non passare da trogloditi ignoranti di certe cosette, presero in prestito agli slavi "kurva" e agli italiani "ruffiano". Come gli italiani presero in prestito agli amerikani "computer" et similia, visto che il PC non l'avevano inventato gli italiani.

>Comunque, io tento di difendere quegli uomini, vivi e morti, che non apprezzerebbero, come me, questa definizione di " papponi per tradizione".<
E' un falso, avvocato. Ho detto - e scripta manent - che i papponi fanno parte della "tradizione italica". Come lo fa il Conte Ugolino, senza che per questo qualcuno si sogni di definire TUTTI gli italiani, vivi, morti o moribondi chje siano "di tradizione cannibala". Ed è un fatto vero. Che vivi o morti non apprezzino, me ne farò sicuramente una ragione.

>Dare dei papponi per tradizione agli italiani<
Beh, se lo vuoi fare tu qui, accomodati, io non ho nulla in contrario, anche se sarebbe una palese menzogna.

>vuol dire poi che le donne italiane sono prostitute per altrettanta tradizione.<
Idem come sopra.

>Quanto al fatto che "l'esponente " abbia reagito ad un insulto, o a ripetuti insulti altrui, cerco di rendere con un esempio : mi trovassi io a commentare in un blog svizzero, frequentato da svizzeri che mi sono amici, e un nuovo arrivato mi definisse , magari dopo che l' ho provocato con sarcastiche frasette, , maccarona e mandolina, figlia di maccaronari e mandolinari, io non risponderei che gli svizzeri sono figli di mucche milka e padri cucù, perché offenderei tutti.<
No, ma gli potresti replicare GIUSTAMENTE che allora LUI è figlio di mucche milka e orologi a cucù. E il primo svizzero "amico tuo" che osasse redaguirti per questo, lo dovresti MANDARE AFFANCULO. Con la mia benedizione e autorizzazione scritta!(per quel che può valere ai tuoi occhi).

RitvanShehi
>non hai notato che ci sarebbero , anche nel genere maschile, " stirpi " differenti che si distinguono per la loro considerazione della donna ? Qualcuno qui ha scritto che gli italiani hanno un'antica tradizione nello sfruttamento della prostituzione ( razza di lenoni ) , mentre il popolo da cui egli discende ha imparato da poco l'arte .
Siccome ci sono gli autodidatti, dobbiamo prendere atto che la sua stirpe ci ha, in brevissimo tempo superato, anzi : recuperando i millenni di nostra tradizione , ci ha sbaragliato. Merito, è da credere, del talento innato che ha potuto esplodere- dopo aver tanto covato- nel nostro libero mercato. Aurora.<


Appunto avvocato.
Come al solito - credo sia una specie di "deformazione professionale" leguleia derivante dalla neccessità di omettere nelle arringhe le cose che nuocerebbero al proprio cliente - "dimentichi" di dire che al "qualcuno" è stato rinfacciato ad minchiam da "qualcunaltro" che la prostituzione e il suo sfruttamento facevano parte della cultura del popolo di "qualcuno". Un falso plateale. Aggravato dal fatto che in questo caso trattavasi di bue che dava del cornuto all'asino. Per malafede o crassa ignoranza proterva. Io propendo per quest'ultima, visto che sul blog di Sherif ci sono dei sardi che si lamentano perché dei "continentali" italici chiedono loro - in perfetta buonafede - "ma in Sardegna ci sono le strade?".

Sistemato il passato, ti chiarisco alcune cose sul presente.
I delinquenti albanesi, in genere non sono affatto stupidi. (Come non lo sono - in genere - i non delinquenti, LA STRAGRANDE MAGGIORANZA degli albanesi regolarmente residenti in Italia, ma questo è un altro discorso). I meno intelligenti sono quelli che fanno le rapine in villa: infatti, di solito vengono beccati quasi tutti (anche perché c'hanno quasi sempre il "basista", nonché ricettatore, di pura "razza" italica che magari chiacchiera troppo al bar). E, siccome ci sono di mezzo parti civili, si prendono - sempre in genere - sacrosante condanne piuttosto sostanziose. Pace e amen.
Gli altri, invece, anch'essi gente senza timor di Dio (ricordiamoci che grazie al kompagno Hoxha l'Albania era l'unico paese al mondo ad avere l'ateismo scritto addirittura in quella specie di regolamento da caserma che fungeva da Costituzione), né morale famigliare (quella imposta dal Partito era ormai defunta, insieme al Partito), sbarcati nel Belpaese si guardarono intorno e dissero:"Toh, questi stronzi di mafiosi italici, uomini d'onore del menga, da quando la legge Merlin chiuse i casini, con tanto di "maitresses" e papponi "ufficiali" di nobile e storica tradizione millenaria, hanno lasciato 'sti nobili mestieri in mano a negri (nigeriani, per la precisione). Ma da mo' ci pensiamo noi". E così fu.
Imparare il mestiere di pappone non era poi tanto difficile. E soprattuto il "mestiere" era poco rischioso, infinitamente meno rischioso di quello di pusher. E i motivi legali di tale differenza non è che devo spiegarteli io a una leguleia come te. Oh, certo, il legislatore italico corse ai ripari, stabilendo il permesso di soggiorno per la prostituta che denunciava il pappone. A parte il fatto di un mio conoscente (per il quale, anche visti i vistosi calli che ha alle mani, metterei la mano sul fuoco) che fu denunciato da una mignotta (e figlia di una grandissima troia, in senso metaforico) solo per ottenere il permesso di soggiorno (e poi ovviamente tutto finì in una bolla di sapone, visto che non ci fu alcun riscontro probatorio, ma intanto la mignotta fija de mignotta il permesso di soggiorno se l'era pappato) sarei curioso di avere qualche dato statistico su quanti papponi albanesi siano stati condannati in via definitiva per papponaggio. E già che ci sono vorrei sapere anche quanti scafisti idem. Io credo siano pochissimi. Attendo placidamente smentite.

Blogger: RitvanShehi Contattami Guarda il medialog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente RitvanShehi