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CITAZIONI DI UN VETERINARIO ALBANESE [Ritvan Shehi] RICONOSCIUTO UFFICIALMENTE COME "OPERAIO SPECIALIZZATO" PER ECCESSO DI ZELO TERZOMONDISTA GOVERNATIVO NEL 1999 ... Commentatore di Commenti più che di Post ... ama definire i suoi interventi "Uova di Cuculo" [sic] *************************************** Non abbiate Paura !!! ... Aprite, anzi: spalancate le vostre Menti fra i Commenti !!! ***********************************
venerdì, 30 maggio 2008

Revocare il Nobel ?

>...Pinochet è morto senza aver scontato un giorno in carcere, la sua famiglia continuerà a godersi i frutti delle sue ruberie sparse su vari conti in paradisi fiscali ed il popolo cileno non ha avuto nemmeno un decimo della giustizia che meritava.
Revocare il Nobel per la pace a Kissinger non è solo un atto di giustizia...
Raffaele<

Beh, dalle mie parti c'è un detto che casca proprio, come suol dirsi, a fagiuolo:"Non può picchiare l'asino e prende a calci il basto":-)

Spiacente, compagnero, ma i Nobel non si revocano, manco se firmate in 1 miliardo:-) ). Mica sono come le medaglie di "Eroe dell'URSS" che il buon Baffone revocava ai disgraziati epurati e fatti fuori poi come "nemici del Popolo". Toh, leggi qui 
 

Il premio Nobel per la letteratura non sarà revocato a Günther Grass. Lo ha reso noto la fondazione Nobel dopo che lo scrittore tedesco, che ha ottenuto il premio nel 1999, ha confessato di aver fatto parte in gioventù delle SS naziste. «Le decisioni relative ai premi sono irrevocabli», ha dichiarato il direttore della fondazione, Michael Sohlman. La fondazione nei suoi 105 anni di esistenza non ha mai revocato un premio, neanche quelli più contestati.
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venerdì, 30 maggio 2008

maledetti sionisti spilorci :-)

Il pericolo sionista per il mondo che è l'unico vero e reale pericolo esistente per tutti.
In un'intervista all'inglese Daily Telegraph il consigliere in politica estera di Barak Obama, Zbigniew Brzezinski, ha accusato l'establishment ebraico-americano (leggi; is sionisti) di «maccartismo nei confronti dei critici d'Israele». Definendo la lobby ebraica Usa «troppo potente » e «troppo prona a tacciare d'antisemitismo chiunque osi criticare lo Stato Ebraico».
Nel mirino Berzezinsky è l'American Israel Public Affairs Committee (AIPAC), la più grande e influente lobby ebraica statunitense (oltre 100 mila iscritti ), da lui accusata di «dettare legge alla politica mediorientale Usa». E di «intimidire chiunque, fuori e dentro il Congresso, non sposa i suoi dogmi». Che cosa hanno in comune l'AIPAC e Joseph McCarthy, il famigerato senatore repubblicano autore della caccia alle streghe anticomunista degli anni '50 che penalizzò soprattutto i «creativi» ebrei di Hollywood? «Entrambi usano la calunnia e la demonizzazione, al posto della dialettica», replica Brzezinski, che definisce «paranoia pura» l'abitudine dell'AIPAC di bollare come anti-israeliano «ogni tentativo di pace in Medio Oriente».


reza

Sì, è vero, maledetti sionisti spilorci!:-), nemmeno uno shekel mi hanno dato finora.
Però, io credo che uno come te, invece, lo coprirebbero d'oro. E sai perché? Perche chiunque legga i tuoi gustosissimi papiri pensa:"Però, se questo qui che scrive così ce l'ha coi sionisti, questi devono essere per forza delle gran brave persone!".
Dai, su, reza, riempi il formulario e spediscilo al Mossad!:-)

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domenica, 18 maggio 2008

La Cina è vicina ... o cmq si avvicina e in Albania ci andò essa stessa ;-)

>Avanti, odiate la Cina ed il Popolo cinese, sono dei criminali, oppressori, assassini, vero? Samanta Bhadra<

Con chi ce l'hai, sorella, in questa tua indignata invettiva?

>Mentre in Iraq gli americani con George Bush, l'uomo più democratico del pianeta, hanno esportato la democrazia insieme a tonnellate di bombe all'uranio impoverito che hanno sterminato più di 100 000 bambini.
L'hanno esportata in Afghanistan, la esporteranno in Iran, poi anche in Venezuela, guarda caso sempre dove esistono giacimenti di petrolio o la posizione strategica nello scacchiere mondiale è fondamentale. Costruiscono lì le loro basi e nessuno ha niente da ridire.
Questo si chiama invasione del pianeta per gradi.<

Ammesso e non concesso che le cose di Bush siano come dal tuo delirante tazebao, che minchia c'entra questo con quello che sta accadendo in Tibet? Se pensi che i monaci buddisti che protestano PACIFICAMENTE contro le angherie imposte loro dai mandarini rossobruni di Pechino siano degli agenti della CIA, basta dirlo chiaramente, no?

>Avanti odiate la Cina ed il suo popolo, perchè i media vogliono questo, e soprattutto George Bush e la sua cricca di miliardari guerrafondai nazisti delle multinazionali lo vuole.<

Scusi, esimia, ma a me risulta che secondo i sullodati mandarini rossobruni pechinesi (ma anche secondo il Dalai Lama, che chiede solo autonomia REALE nell'ambito della Repubblica Cinese) anche i tibetani fanno parte del cosiddetto "popolo cinese". Dici che nosotros "odiatori in servizio permanente effettivo" odiamo pure issi?

>Avanti pensate ancora una volta non con i vostri cervelli, ma con la merda che vi immettono i manipolatori del pianeta attraverso media compiacenti.<

Sì, sì, e c'abbiamo anche le fette di prosciutto sugli occhi:-), se per questo. Guarda che qui c'è qualcun altro che detiene il copyright di 'ste cazzate, da usare quando non si ha argomenti. Ti potrebbe far causa, sai!

>Fate una petizione all'ONU affinchè invii una missione umanitaria in tibet a cui saranno a capo gli USA con un contingente militare di tutto rispetto.<

Spiacente, madama/madamigella, l'ONU si è lavata le mani come Pilato una volta per tutte, quando non batté ciglio nel 1950 mentre l'Esercito di Mao invadeva il Tibet, Stato Sovrano e membro fondatore dell'ONU nel 1948.

>Vi stanno manipolando come sempre, anche sulla faccenda Tibet, ed anche Grillo o la Casaleggio lo sta facendo.<
Oh, sì, certo, solo gli Esseri Superiori come te sono immuni a tale Maligna Manipolazione.

Perché non provi tu a a squarciare le fette di prosciutto che avvolgono i nostri occhi e spiegarci come stanno veramente le cose in Tibet, secondo la Verità e la Giustizia Terrena e Divina e in Nome del Popolo Cinese? Sai, sono un po' giù stamattina e quattro sane risate mi farebbero bene.
 
>Ritvan scrisse:
-- i monaci buddisti che protestano PACIFICAMENTE contro le angherie imposte loro dai mandarini rossobruni di Pechino --

-- I want to make one thing clear because all of the major news outlets are ignoring a very important fact. Yes, the Chinese government bears a huge amount of blame for this situation. But the protests yesterday were NOT peaceful. The original protests from the past few days may have been, but all of the eyewitnesses in this room agree the protesters yesterday went from attacking Chinese police to attacking innocent people very, very quickly. They appeared to target Muslim and Han Chinese individuals and businesses first but many Tibetans were also caught in the crossfire. -- E questo lo scrive una persona che è stata a Lhasa in quei giorni.
Anche tu sei stato a Lhasa, vero?

No, io no. Ma ripeto e metto anche il neretto (se non bastasse, dimmelo che la prossima volta ti faccio anche un disegnino a fumetti) "...i monaci buddisti che protestano PACIFICAMENTE contro le angherie imposte loro dai mandarini rossobruni di Pechino".

Se tu sorella (?) non sei in grado di distinguere negli scritti degli altri la parola "monaci buddisti" dal più generico "tibetani", mi spiace ma non ci posso far nulla: che ne dici di consultare un buon oculista?

P.S. Ho letto da qualche parte che dai pochi filmati disponibili si vedeva che le facce degli energumeni che bruciavana e saccheggiavano nel Tibet non risultavano antropologicamente compatibili con il fenotipo tibetano, bensì con quello Han. Dimmi, per favore, che è la solita biekissima kalunnia contro il Glorioso Popolo Cinese e che i mandarini rossobruni di Pechino, Galantuomini Al Disopra Di Ogni Sospetto, mai si sarebbero potuto sognare di mandare in Tibet qualche delinquente avanzo di laogai a far casino in concomitanza con la pacifica protesta dei monaci buddisti.
>...vogliamo spendere due parole sull'endemico odio anticinese che ormai fa parte della forma mentis dell'italiano medio tanto quanto la partita di pallone alla domenica e il piatto pieno di pasta al sugo?<

E spendiamole pure. Tenendo ben presente una cosa, però: il tuo "'italiano medio" all'amatriciana o alla polenta e osei non è che sia "specializzato" in sinofobia. Egli, con la stessa dedizione si applica alla marocchinofobia, albanofobia, rumenofobia and so on. Ovvero, è uno xenofobo a tutto tondo e, in tale veste, non si vede perché dovrebbe fare eccezione per i cinesi.

>I cinesi che reprimono i "pacifici" tibetani,<
Mica è un'invenzione di Calderoli, sorella. Anche il Presidente francese Sarkozy minaccia di boicottare le Olimpiadi per questo motivo: dici che la "italiana media" Carla Bruni gli ha fatto il lavaggio del cervello, fra un piatto di pasta al sugo e una trombata? (per non parlare della petizione di Amnesty International, che non mi sembra sia in genere vicina alle posizioni di Borghezio e Calderoli).

>i cinesi che sono dittatori cattivi,<
Beh, se ci vuoi convincere che i dittatori cinesi siano buoni come il pane, non hai che da provarci. Quattro sane risate ci fanno sempre bene e allungano la vita....

>che sono comunisti cattivi o capitalisti cattivi (a seconda della fazione),<
Per quanto possa sembrare strano, sono entrambe le cose.

>i cinesi che uccidono le bambine,<
Ma no, è una sporka kalunnia contro il Glorioso Popolo Cinese: è noto che la sproporzione demografica fra maschi e femmine in Cina è dovuta al fatto che molte patriottiche bambine cinesi fanno harakiri da sole appena si accorgono che il loro sesso è un ostacolo al Glorioso Cammino del Gloriosissimo Popolo Cinese Verso il Sol Dell'Avvenir:-).

>i cinesi che bolliscono i bambini (e se li mangiano... dove si è già sentita questa storia?),<
In Ucraina, ai tempi di Stalin. Ed è stato ben documentato. Dici che vale solo per gli ucraini, notoriamente "razza inferiore", e non per il Glorioso Popolo Superiore Cinese?

>i cinesi che sono crudeli per natura,<
E' un mito che impazza soprattutto fra gli animalisti. Cazzo, ma potrebbero astenersi dal mangiare il miglior amico dell'uomo in salsa piccante, no?:-)

>i cinesi che si moltiplicano come formiche (il paragone con gli insetti lo s'è già sentito prima del genocidio rwandese... e non solo),<

Beh, chi sostiene questo non ha mai sentito parlare della "politica del figlio unico" in Cina e non può neanche accusare i cinesi di far fuori le femmine, altrimenti cade in contraddizione:-).

>i cinesi che non si è mai visto un funerale di un cinese (se è per questo io in Italia non l'ho nemmeno mai visto di un senegalese o un maghrebino... ma in questi casi nessuno si lamenta),<

Tranne gli impresari di pompe funebri, immagino:-).

>i cinesi che sono tutti mafiosi,<

Tutti no, ma qualcuno che compra negozi pagandoli cash al disopra del valore di mercato sicuramente sì. A meno che uno non voglia asserragliarsi nella granitica certezza che nel Glorioso Popolo Cinese la mafia non attecchisce e che la Triade sia una sporka kalunnia dei "nasi grossi" per denigrare il sullodato Glorioso.

>i cinesi che ci comprano tutti i nostri negozi,<

Tutti no, ma il quartiere centrale di Roma, un tempo chiamato "Esquilino" oggi lo chiamano - fra il serio e il faceto - "Es-Qui-Lin":-).

>i cinesi che non si lavano,<

E fanno bene: l'acqua è una risorsa preziosa che non bisogna sprecare. Basta che poi non salgano sugli autobus:-)

>i cinesi che mangiano i cani,<

Dici che anche questa è una sporka kalunnia? Mah...

>i cinesi che importano giocattoli tossici,<

Ogni tanto succede. A meno che uno non creda che anche gli organismi istituzionali italici preposti ai controlli (che hanno effettivamente accertato la presenza di piombo nelle vernici di alcuni tipi di giocattoli importati dalla Cina) facciano parte del MegaKomplotto Demo-Pluto-Paperino-Anticinese....

>i cinesi che sfruttano i lavoratori,<

No, quelli sono gli italiani:-). I cinesi in genere portano tale "nobile" arte alle estreme conseguenze, ovvero i lavoratori li schiavizzano. E' tutta invidia, dunque:-).

>i cinesi che sono quelli che meno si vogliono integrare,<

Eh, no, quelli sono i musulmani, che diamine!:-)

>i cinesi che distruggono la nostra sana economia (perché, che cattivi!, non si "accontentano" di fare il lavoro da schiavi degli altri "bravi" immigrati: evidentemente l'unico immigrato buono è quello che si rompe la schiena sui pomodori).<

Oddio, non credo che qualcuno ce l'abbia avuta coi cinesi che gestiscono ristoranti e non raccolgono pomodori (a meno che non vi fossero rinvenuti cibi scaduti dal tempo della II GM o allevamenti di scarafaggi). Però, se qualcuno importa in Italia a prezzi stracciati merce prodotta nei laogai a costo zero, oggettivamente non è che questo faccia tanto bene all'economia italica, non credi?

>E nessuno italiano, dico nessuno che si sogni nemmeno di replicare a tutto questo odio.<

Beh, se ti fa comodo etichettare tali verità come "odio", fai pure!

>E allora piangete pure per i "pacifici" tibetani, ma ricordatevi di farlo anche quando i "pacifici" italiani (magari con la testa rasata o la camicia verde) cominceranno a dar fuoco "pacificamente" ai negozi e le case dei cinesi in Italia, e con lo sguardo compiacente del resto degli italiani che nel cuore sognano il Tiber libero.<

Ma perché aspettare i comodacci dei legaioli/nazistoidi, sorella? Con una minima percentuale dei soldi cash con cui si comprano i negozi, si potrebbero arruolare dei dissocupati napoletani, vestirli di verde (o rasargli la crapa, a seconda) e mandarli a incendiare qualche negozio cinese a Roma o a Milano. In Tibet ha funzionato bene!:-)
 
>Comunque, nessuna paura, vedrete che quando 'ste benedette Olimpiadi saranno finite le sommosse in Tibet cesseranno magicamente.
Probabilmente per allora il governo Cinese non avrà più bisogno di mandare i propri "agenti provocatori" in Tibet per rovinare autolesionisticamente la propria stessa immagine in un momento così delicato.<


Va bene, te lo spiego come farei con mio figlio di 11 anni.

Ovviamente, le prime manifestazioni - quelle dei monaci buddisti - erano "genuine", ovvero non c'era in esse lo zampino di Pechino. Pechino che si trovava a 'sto punto davanti a diverse scelte possibili:

!. Reprimere nel sangue tali manifestazioni pacifiche di monaci - come fanno disinvoltamente gli amici birmani di Pechino -, quello sì sarebbe stato "autolesionistico" per Pechino in vista delle Olimpiadi.
2. Lasciarle proseguire tranquillamente sarebbe stato altrettanto "autolesionistico" per i mandarini rossobruni.
3. Scendere a patti col Dalai Lama al fine che quest'ultimo fermasse le manifestazioni, sarebbe stato altrettanto "autolesionistico".
4. L'unica soluzione NON autolesionistica pei mandarini rossobruni di Pechino era mandare in Tibet i "black block dagli occhi a mandorla" a far sì che la protesta da pacifica diventasse violenta. A quel punto il Glorioso Esercito e la Gloriosa Polizia Han potevano senza troppi problemi d'immagine pestare e arrestare chiunque capitasse a tiro - monaci dimostranti pacifici compresi - in nome del:"Fermiamo le violenze".

Hai capito adesso o ti devo fare il solito disegnino?



>PS. Ritvan, quante volte sei stato in Cina? Così, per sapere...<

E' la Cina che è venuta da me, sorella. Tu non lo sai, ma dal 1961 al 1976 i cinesi erano diventati i nostri "Grandi Fratelli" (rimpiazzando i Sovietici) e in Albania c'erano qualche migliaio di cinesi. Ho conosciuto abbastanza da vicino qualcuno di loro. Dici che non basta e che dovrei recarmi lo stesso in Cina a intervistare uno per uno tutti e 1 milardo e rotti di componenti del Glorioso Popolo Cinese, prima di azzardarmi ad interloquire di nuovo con te?


 
>La notizia in inglese postata da Samanta Bhadra contiene molte informazioni interessanti. quindi i monaci tibetani se la prendono anche con i musulmani. spero che questo non sfugga ai muslim che frequantano questo blog e che spesso difendono le proteste "pacifiche" ...
ciao BarbaraLattanzi<


Anche tu confondi "monaci tibetani" con "tibetani", sorella? Ah, il maledetto uishfule thinkinge!:-).
Se tu conoscessi la storia del Tibet così bene quanto quella delle religioni, sapresti che i tibetani hanno nel tempo addirittura incoraggiato lo stabilirsi in Tibet di musulmani macellai. Come ben saprai, la religione tibetana vieta ai propri adepti di macellare animali: così, quei furbastri:-) di buddisti, a cui la carne mica fa schifo, delegano la bieka incombenza ai musulmani.
Inoltre, i musulmani presenti in Tibet non sono stati portati nell'ambito della campagna colonizzatoria portata avanti dal governo cinese, né occupano posti di comando, come i Han. Pertanto è molto strano questo "accanimento" dei tibetani nei loro confronti. La cosa mi puzza parecchio e mi conferma sempre di più nella convinzione che i casini in Tibet sono molto probabilmente causati da "agents provocateurs" inviati da Pechino.
'Ovvia, mica il monopolio dei "black blocks" ce l'abbiamo solo nosotros biekissimi occidentali, mentre i Glioriosi Rappresentati del Gloriosissimo Popolo Cinese sono degli emeriti fessi/ingenui che non hanno mai sentito parlare di "agents provocateurs"!

L'accusa ai tibetani di assalire anche i musulmani mi ricorda "stranamente" quella rivolta ai kosovaroalbanesi, di perseguitare oltre ai serbi (ex dominatori coloniali che li hanno perseguitati per decenni) e ai rom (dediti a suo tempo allo sciacallaggio al seguito delle bande paramilitari serbe) anche altre minoranze, tipo i turchi, musulmani come loro, per avere un Kosovo "etnicamente puro", da bravi "nazisti":-) quali sono.

La domanda è: è Pechino che apprende tali pratiche goebbelsiane da Belgrado, o viceversa?

Dalla Sacra Wikipedia in italiano (http://it.wikipedia.org/wiki/Regione_Autonoma_del_Tibet)


...Fino al 1950 il Tibet era uno stato sovrano indipendente (e membro fondatore dell'ONU nel 1948-ndr.) governato dalla massima autorità religiosa del Buddhismo tibetano, il Dalai Lama.
In quell'anno l'Esercito di liberazione popolare, facente capo alla Repubblica Popolare Cinese guidata da Mao Zedong, invase il Tibet, adducendo, come motivazioni verso l'esterno, il fatto che il Tibet, secoli prima, era stato conquistato dai Mongoli e appartenevano allo stesso impero...

...La popolazione è costituita da Tibetani e da Cinesi di etnia Han. Non esistono stime ufficiali attendibili inerenti alla percentuale degli uni e degli altri.

 

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mercoledì, 14 maggio 2008

da che parte sta il Vaticano ? ... dalla PROPRIA !

>Reza, non fare il manicheo :-) BarbaraLattanzi<

Perché chiedi l'impossibile, sorella?:-)

>capire da che parte sta il Vaticano non è cosa facile, credo che non ci sia mai riuscito nessuno.<

E' facilissimo, invece: sta dalla PROPRIA parte. E, visto che - per dirla alla Baffone - non ha divisioni e missili, gli tocca destreggiarsi ogni volta fra interessi contrapposti.

>Ma fai attenzione:
- anni fa il Papa si schiera contro la guerra di Bush: ne consegue una megadenuncia di pedofilia ai danni della chiesa americana<

Classico ragionamento sofistico "post hoc, ergo propter hoc".

>- Discorso di Ratisbona, il nuovo Papa si propone come mediatore tra occidente e oriente, sostenendo che il cattolicesimo sta nel mezzo,<

Mi sembra troppo semplicistico: certe "valutazioni" sull'islam se le poteva risparmiare il teologo Ratzinger, se voleva essere il Papa Ratzinger del dialogo.

>ne consegue che la BBC (feudo protestante atlantico) urla a gran voce che il Papa ha insultato i musulmani,<

Beh, non credo che i musulmani abbiano bisogno che glielo spieghi la BBC quando qualcuno li insulta: infatti, quella volta si sono inkazzati per conto proprio. A meno che uno non li consideri tutti dei beduni analfabeti in groppa al cammello, però che seguono attentamente la BBC in inglese:-).

>l'Iran dichiara che non è vero e il discorso del Papa è un buon discorso.<
Mi sa che hai saltato un passaggio. A me risulta che l'Iran abbia solo detto che le spiegazioni del Papa, dopo l'inkazzatura dei musulmani, erano sufficienti e non c'era bisogno di ulteriori scuse. E' un po' diverso, credo.

>- ultimi giorni, uno dopo l'altro si susseguono degli eventi: la CIA (sotto lo pseudonimo di Bin Laden)<

Scusa ma perché non ci metti anche il Mossad come "puparo" di Bin Laden? Così reza è più contento!:-)

>minaccia il vaticano, l'ambasciatore di Israele presso la Santa Sede conferma e rafforza le parole di bin laden.<

Ecco, vedi, come fai ad escludere il buon Mossad?:-)

ora la vedi la minaccia?
Allaminaccia tua?:-)

>PS: penso saprete tutti che tra i palestinesi ci sono anche cristiani. se il vaticano fosse davvero sionista sarebbe un bel problema ...<

Il Vaticano non può essere "sionista", visto che non è composto da ebrei:-). Al massimo uno lo potrebbe accusare - se proprio gli vuole male - di "filosionismo".
Come già detto, il Vaticano non è né filosionista, né antisionista. E' il Vaticano, punto e basta e come tale si comporta.

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sabato, 12 aprile 2008

Uno sfavillante scintillìo .... rosso shocking ;-)))

Caro Ritvan , se te la senti (entrando nel merito delle questioni, tieni conto che in Occidente ci hanno raccontato un sacco di balle alle quali molti hanno creduto per Wishful Thinking, in fondo legittimo, di un Mondo Migliore) ci sarebbe anche da replicare ai Kompagni di

"Scintilla Rossa" (+ O -):


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L' IMPORTANZA DELL' OPERA DI ENVER HOXHA



Sedici anni fa [oggi 23,ndr], l' 11 aprile del 1985, cessava di battere il cuore di Enver Hoxha, segretario del C.C. del Partito del Lavoro di Albania, uno dei più prestigiosi capi del proletariato.

Più passano gli anni e più la limpidezza della figura e l' importanza dell' opera di Enver si delineano in tutta la loro grandezza. E' difficile esporre questo o quell' elemento del suo lavoro, questo o quella battaglia di classe che diresse per far avanzare la rivoluzione nel suo paese e nel mondo intero, senza scadere nella parzialità.

Enver fu allo stesso tempo il fondatore del glorioso Partito del Lavoro d' Albania ed il pioniere del Socialismo, il valoroso combattente antifascista ed il più implacabile nemico del revisionismo, l' amico del popolo albanese ed il sostenitore del proletariato rivoluzionario internazionale. Nella sua lunga vita politica ha riunito in se le qualità di capo politico, scrittore, comandante militare, diplomatico, economista.

Noi comunisti, che dalle vicende della lotta di classe traiamo insegnamenti preziosi per la nostra teoria e la nostra pratica, vogliamo rendere omaggio alla figura di questo grande dirigente comunista evidenziando oggi alcuni aspetti del contributo che ci ha lasciato, che riteniamo di fondamentale importanza per il lavoro che ci aspetta.

Sebbene generati dalla lotta di un piccolo popolo gli insegnamenti e l' opera di Enver Hoxha hanno un grande significato internazionale. La seconda metà del Novecento è stato uno dei periodi più complessi della storia mondiale. E' stato un periodo di profonde trasformazioni nei rapporti di forza tra le classi, dal momento che dapprima si è creata - grazie alla direzione leninista di Stalin - una situazione favorevole al Socialismo e, successivamente, un capovolgimento di posizioni a beneficio dell' imperialismo che mobilitò tutte le sue forze e svolse un lavoro di sabotaggio contro l' ideologia marxista-leninista, avvalendosi del tradimento revisionista.

In questo arco di tempo il Socialismo, che era avanzato in gran parte del globo, è stato in seguito transitoriamente sconfitto. Si è verificato il crollo del vecchio sistema colonialista, ma è sorto il nuovo sistema neocolonialista, addirittura più sfruttatore ed opprimente del primo. Si è realizzata la rivoluzione tecnico-scientifica che ha dato un impulso potente allo sviluppo delle forze produttive, ed insieme si è approfondita la crisi generale del capitalismo sotto ogni aspetto. E' stato il periodo dell' incremento e dell' espansione dell' imperialismo americano, ma anche dell' inizio della sua decadenza storica. E' stato il periodo della risalita di altri paesi e blocchi capitalistici, come quello europeo e quello giapponese, il periodo che ha visto il crollo del socialimperialismo russo e l' ascesa del socialimperialismo cinese.

Tutti questi mutamenti sono stati accompagnati dalla diffusione di un grande caos ideologico e politico, da divisioni e sbandamenti nelle fila del movimento comunista ed operaio, dall' affermarsi di teorie borghesi e revisioniste sulla inutilità della rivoluzione, sulla sparizione della classe operaia, sulla coesistenza pacifica fra capitalismo e socialismo, sulla democratizzazione della società capitalistica, sulla "fine della storia", ecc.

Tali teorie in realtà hanno avuto un solo scopo: mettere in dubbio prima, e rigettare completamente poi, le analisi e le conclusioni della teoria marxista-leninista. La borghesia è sempre stata consapevole che senza teoria rivoluzionaria non c'è movimento rivoluzionario, che senza il Partito che esprime la coscienza sociale il proletariato sarebbe stato sconfitto.

Nel momento della storia in cui il revisionismo, lo sbandamento, le manovre diversive ed il tradimento più vergognoso erano divenuti l' andazzo quotidiano, in cui tutto sembrava andare a rotoli per il movimento comunista, è emersa la figura di Enver Hoxha, quale grande rivoluzionario e coerente marxista-leninista.

Enver strappò la maschera al revisionismo di fronte all' intero movimento comunista mondiale, denunciò senza pietà la propaganda anticomunista, indicò quale doveva essere la via che la classe operaia ed i popoli devono seguire. Enver dimostrò che quanto avveniva non era che uno zig zag nel lungo cammino della rivoluzione, a cui non erano assolutamente precluse le prospettive. La rivoluzione socialista dunque rimaneva all' ordine del giorno, non come una vaga aspirazione, bensì come questione posta sul tappeto dallo sviluppo stesso delle contraddizioni proprie della nostra epoca. Una questione che andava risolta nella pratica rafforzando la lotta di classe, con la certezza della vittoria finale.

Tale intendimento esprimeva il compagno Enver quando scriveva:
"L'epoca delle rivoluzioni proletarie è appena cominciata. L' avvento del socialismo rappresenta una necessità storica, che deriva dallo sviluppo oggettivo della società.
Ciò è inevitabile. Le controrivoluzioni avvenute finora, come pure gli ostacoli che sorgono, possono prolungare un po' l' esistenza al vecchio sistema di sfruttamento, ma non hanno la forza di impedire la marcia della società umana verso il suo futuro socialista"
(da: "L' EuroComunismo è AntiComunismo").

Uno dei più grandi problemi sorti nel secondo dopoguerra era quello di comprovare che i temporanei mutamenti nel rapporto di forza fra le classi, i nuovi fenomeni e processi manifestatisi nei paesi capitalisti, le recenti espressioni del capitalismo monopolista, la creazione degli organismi sovranazionali, ecc., non rinnegavano il marxismo-leninismo ma confermavano la giustezza delle sue conclusioni. Sulla base dei suoi principi fondamentali era possibile fare una giusta analisi di tutti i cambiamenti intervenuti e giungere a conclusioni esatte e scientifiche.

Fu proprio questo compito difficile e di storica importanza che Enver Hoxha riuscì ad assolvere, approfondendo e sviluppando le analisi e le conclusioni dei classici del comunismo, aiutando le forze rivoluzionarie ed i popoli ad orientarsi correttamente nella lotta contro l' imperialismo.

Generalizzando una moltitudine di fenomeni e di fatti nuovi Enver spiegò che l' imperialismo non ha per nulla mutato la sua natura, che i caratteri rilevati da Lenin non sono scomparsi ma si sono fatti più profondi ed essenziali, e di conseguenza rimangono valide le sue conclusioni. L' imperialismo attuale non è dunque una società "diversa", un capitalismo "ringiovanito" e senza più crisi, ma è il sistema capitalistico che ha raggiunto il suo stadio più elevato e conclusivo, trasformandosi in capitalismo parassitario e aggressivo, al tempo stesso vigilia della rivoluzione proletaria.

Su tali basi Enver ha sempre combattuto chiunque predicava la conciliazione di classe ed ha continuamente difeso la prospettiva della rottura rivoluzionaria e del Socialismo, unica via di salvezza dalla schiavitù e dalla barbarie capitalista ed imperialista.

Il compagno Enver guidò personalmente con saggezza e coraggio la lotta contro il moderno revisionismo in un periodo in cui partiti e stati "socialisti" cambiavano strada dalla sera alla mattina, in cui le correnti socialdemocratiche soffocavano il movimento comunista ed operaio internazionale.

Nel corso degli anni i revisionisti avevano creato una enorme confusione non solo a proposito della questione dell' imperialismo e della rivoluzione, ma anche sulla questione del socialismo, diffondendo ogni sorta di concezioni e modelli antimarxisti, come il "socialismo autogestito", il "socialismo democratico e pluralista", il "socialismo reale", il "socialismo di mercato" e così via.

Lo scompiglio aumentava sempre di più perché i revisionisti presentavano il ripristino del capitalismo nei loro paesi come uno sviluppo ed un perfezionamento del socialismo, mentre la propaganda borghese ha sempre presentato il fallimento del revisionismo come la prova del fallimento del socialismo nel suo complesso.

Senza ombra di dubbio non era facile schierarsi contro queste posizioni, dire "alt!" ai tradimenti più infami, resistere di fronte alla inaudita pressione dell' imperialismo e difendere a spada tratta il socialismo proletario. Eppure per oltre trenta anni Enver ha tenuto alta e portata avanti la bandiera del marxismo-leninismo, conducendo una lotta senza quartiere contro l' imperialismo ed il revisionismo non da posizioni nazionalistiche o per gretti interessi, ma sempre a partire da solide e coerenti posizioni di principio e internazionaliste, senza scendere a compromessi opportunisti.

Alla sua base non c'erano gli interessi contingenti o una visione parziale degli avvenimenti. C'erano i grandi problemi del nostro tempo, i principi e le conclusioni fondamentali della scienza della rivoluzione, le questioni centrali della strategia e della tattica dei comunisti, la lotta senza quartiere all' imperialismo, il ruolo della classe operaia.

Ciò ha fatto di Enver Hoxha e dei suoi insegnamenti un punto di riferimento indispensabile per tutti i veri comunisti, una bussola su cui orientarsi nel groviglio ideologico, una fonte di ottimismo, di fiducia per le forze marxiste-leniniste di tutti i continenti.

I grandi meriti di Enver non si possono limitare a quanto messo in luce...


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I grandi meriti di Enver non si possono limitare a quanto messo in luce e non possono essere nemmeno "ridotti" al fatto di non aver permesso finchè visse l' entrata del revisionismo ed il saccheggio imperialista in Albania. Enver ebbe soprattutto il merito di aver tratto dalla tragedia avvenuta negli altri paesi insegnamenti e conclusioni di grande valore teorico e pratico, per chiudere il varco a questo pericolo anche in futuro, per assicurare la continuità della rivoluzione e della edificazione socialista anche dopo la conquista del potere.

Questa lotta ha una eccezionale importanza per tutto il movimento comunista, rivoluzionario e di liberazione mondiale. L' analisi scientifica condotta da Enver sulle cause oggettive (la pressione della borghesia e la politica egemonica dell' imperialismo USA) e soggettive del revisionismo moderno, la chiara definizione della sua natura, del suo ruolo controrivoluzionario e dei suoi inseparabili legami con l' imperialismo, la lucida denuncia delle numerose correnti e varianti tattiche del revisionismo sia in campo teorico che nella pratica (quella krusciovisana, titista, eurocomunista, cinese, ecc.) costituiscono splendidi esempi di difesa e di sviluppo creativo della teoria rivoluzionaria del proletariato, sono una fonte di inesauribile ispirazione e di insegnamenti per portare avanti questa lotta.

Senza il grande contributo offerto da Enver, senza la sua assoluta fedeltà al marxismo-leninismo oggi le forze comuniste e rivoluzionarie non potrebbero indirizzarsi correttamente, sarebbero sicuramente più indietro e non riuscirebbero a fare strada nella tremenda confusione creata dal revisionismo e dall' imperialismo.

Sbaglia di grosso chi pensa di dipingere la storia del movimento comunista come una notte in cui tutti i gatti sono grigi. Ancor di più ha fatto male i suoi conti chi giudica gratuitamente i marxisti-leninisti al pari dei "dogmatici estremisti" perché si battono con fermezza contro l' opportunismo dilagante, senza scadere nell' economicismo e nel solipsismo. Ad entrambi possiamo solo consigliare di togliersi gli occhiali revisionisti cosicché possano vedere più chiaramente.

A distanza di sedici [Oggi 23, ndr] anni dalla scomparsa di Enver Hoxha l' opera che ci ha lasciato è una pietra di paragone per distinguere gli autentici comunisti dai controrivoluzionari e dai rinnegati. La sua figura di dirigente rivoluzionario ha avuto una funzione altamente positiva ed occupa un posto di rilievo nella storia del movimento comunista ed operaio. Il coraggio marxista, l' ortodossia rivoluzionaria e la lungimiranza del compagno Enver ci devono ispirare nella lotta di tutti i giorni

"Collettivo Scintilla Rossa" (?, ndr)

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ETEROGENESI DEI FINI (?!)

*** Discorso pronunciato da Enver Hoxha in occasione della giornata della proclamazione dell'indipendenza e dell'entrata del governo democratico a Tirana.

28 novembre 1944 ***

Popolo albanese,
In un giorno memorabile come questo, nel 1912, dopo un lungo periodo di servitù, nacque l’Albania indipendente. Quando il nostro paese era minacciato da ogni lato dai nemici esterni, quando per il nostro popolo venivano forgiate nuove catene di servaggio, il vecchio Ismail Qemal, con un pugno di valorosi patrioti, levò alta la bandiera della libertà a Vlorë e il popolo albanese poté respirare. Noi riuscimmo vincitori,ma selvagge tempeste si abbatterono sul nostro sventurato popolo, e quel simbolo di libertà fu calpestato. Se ne fece turpe abuso, esso divenne merce di scambio per i satrapi del passato regime,venne impiegato per coprire le abiezioni e le vessazioni commesse a danno del nostro popolo.
Ma la bandiera del popolo,la bandiera di Ismail Qemal ,veniva conservata immacolata nell’animo dei patrioti albanesi , e quella bandiera fu levata in alto e tenuta dalle mani d’acciaio dei combattenti del popolo passando intatta e indomita fra tempeste e uragani,simbolo della libertà e dell’indipendenza .
Dopo tanti eroici scontri con il fascismo,la bandiera rossa di Vlorë, bagnata dal sangue degli eroi del popolo caduti in questa guerra antifascista,sventola oggi superba nel cielo della libera Albania.
Cinque anni sono trascorsi da quando ci fu imposta la pesante schiavitù fascista,cinque volte per le vie delle città d’Albania,a ogni 28 novembre,si è visto scorrere il sangue degli eroici figli del popolo che si scontravano con le baionette dell’occupatore e dei traditori. Il Giorno della Bandiera divenne un giorno due volte sacro,giorno dell’indipendenza e dell’unità del popolo albanese.
Il 7 aprile del 1939 ci fu imposta la schiavitù, una schiavitù pesante ,fummo invasi dal fascismo, il maggior nemico nostro e dell’umanità. Hitler e Mussolini stavano preparando una grande guerra,
stavano preparando un immane macello. Fummo noi a pagarne il primo tributo. L’orizzonte internazionale era fosco. L’Europa si stava armando con febbre selvaggia, ma in nostra difesa non si levò una voce, eccetto le grida del nostro popolo tradito dai governanti di quel tempo, grida che chiedevano armi per combattere gli italiani.
Il tradimento non conobbe limiti.Gli intriganti della politica,gli speculatori furono pronti a dar man forte all’occupatore,ad abbracciarlo per opprimere il popolo,per farne schiavo ,carne da cannone. Fascisti e traditori operarono sistematicamente per soffocare ogni resistenza,per cancellare ogni sentimento patriottico,per calpestare l’onore del nostro paese,per far scomparire le nostre usanze e la nostra lingua,per colonizzare l’Albania e dar modo agli italiani di riversarsi dal nostro paese sui popoli vicini e sull’Unione Sovietica. Ma pur sotto un terrore estremo nacque la grande resistenza del nostro popolo, il quale si sollevò per riconquistare la libertà che gli era stata tolta.
I barbari fascisti, armati fino ai denti con le armi più moderne e sostenuti dai traditori, si trovarono di fronte i petti dei nostri combattenti,in cui fremeva il sentimento della libertà e il cuore era pregno di una ferrea volontà e di una abnegazione infinita .Si levarono i figli del popolo, pietosi delle sorti della patria ,gravati dalle sofferenze, dalle miserie e dagli affanni del popolo stesso.
Molti di essi, sin dalle prime ore della lotta, si immolarono per quel popolo che tanto amavano, caddero con il canto sulle labbra, felici, poiché sapevano perché combattevano, sapevano che sul loro sangue e sulle loro ossa sarebbe stata edificata la nuova Albania.
Questo era il richiamo,era l’appello che giungeva dal popolo dalla sua avanguardia, la quale gli diceva che sul paese incombeva una mortale minaccia, che occorreva impugnare le armi e con una spietata e incessante lotta liberare la patria.
Il popolo albanese udì l’appello dei suoi figli. E comprendendo che il sangue sparso nelle vie delle città e dei villaggi era il suo sangue impugnò le armi.
Così ebbe inizio la nostra gloriosa Lotta di liberazione nazionale. Una lotta impari,perché noi non avevamo armi, eravamo scalzi e affamati, ma eravamo forti, poiché ci battevamo per una grande causa,ci battevamo per liberare il popolo, per portargli giorni felici, per vendicarci dei nemici che cercavano di soffocarci nel sangue. Eravamo un piccolo popolo di fronte a una grande belva; ma eravamo forti,poiché nutrivamo nei nostri cuori un odio immenso per coloro che avevano calpestato i nostri focolari e ci avevano depredato di tutto ciò che avevamo.
Impugnammo le armi e ci gettammo nella lotta poiché eravamo sicuri della vittoria sapendo che la giustizia era dalla nostra parte e che in questa lotta non eravamo soli. Tutto il mondo antifascista e amante del progresso, unito in un solido blocco, era in guerra contro lo stesso nemico: il nazismo e il fascismo, nemico dell’umanità.
Popolo albanese,
Tre anni di lotta armata, di pagine scritte nella storia del paese col sangue più puro dei figli e delle figlie d’Albania. Il nostro movimento di liberazione nazionale crebbe e si rafforzò, sviluppando una spietata lotta armata e politica . I nostri nemici erano forti e astuti,essi ricorsero al terrore e alla demagogia, impiegarono tutte le loro forze per soffocare la nostra resistenza.
I traditori del nostro Paese, Mustafa Kruja, Mehdi Frashëri,Ali Këlcyra, Mithat Frashëri, Abaz Kupi, Shefqet Vërlaci e tutti gli altri collaborazionisti, impiegarono tutti i mezzi per dividere il nostro popolo; la loro demagogia era sottile e in principio una parte del popolo si lasciò fino ad un certo punto trarre in inganno da questi banditi, ciechi strumenti sempre pronti a servire i nostri nemici interni ed esterni.
Le organizzazioni del Balli Kombëtar, del Legaliteti e tutte le altre organizzazioni terroristiche divennero armi attive degli occupanti e con inaudita ferocia si scagliarono assieme ai tedeschi sul popolo, massacrando in massa gli innocenti, donne, vecchi e bambini, commettendo rapine e stupri.
Questi assassini vomitarono fuoco e fiele contro il nostro movimento di liberazione nazionale, contro il nostro esercito, ma il nostro movimento non si piegò, poiché esso aveva solide basi,poiché esso era un movimento popolare,un movimento democratico e progressista. Nel nostro Fronte di liberazione nazionale si riunì la parte onesta del popolo che lavora, del popolo che si guadagna il pane col sudore della fronte e non con l’inganno e il tradimento.
Il nostro Fronte di liberazione nazionale riunì tutti gli elementi democratici, senza distinzione di tendenza politica o religiosa, esso divenne l’organismo sano, capace di attuare questo difficile e nobile compito. Il nostro Esercito di liberazione nazionale, cresciuto e temprato in cruente battaglie, era un esercito del popolo, in cui i contadini, gli operai, gli intellettuali, uniti come un sol uomo, si battevano per uno scopo comune, per l’Albania libera, per un’Albania indipendente, per una democrazia popolare. E dopo tre anni di sforzi eroici, dopo aver sparso tanto sangue,patito tante sofferenze e fatto tanti sacrifici, noi vincemmo sgominando il barbaro tedesco e i traditori che erano al suo servizio.
In questi tre anni di lotta, il nostro Fronte di liberazione nazionale divenne una realtà, furono creati i Consigli di liberazione nazionale, organi della lotta e basi del potere,e questi si rafforzarono e divennero l’autentico potere democratico del popolo. Questo nuovo potere popolare ha fatto piazza pulita del vecchio potere,divenuto cieco strumento al servizio dell’occupante e dei traditori .
Per creare il Fronte e il potere popolare hanno dato la propria vita migliaia di figli d’Albania, i quali si sono battuti con abnegazione perché erano certi di assicurare così un felice avvenire al nostro popolo. Il nostro movimento, con la sua giusta piattaforma politica,ha dischiuso al popolo vaste prospettive indicandogli la via della vittoria . Il nostro movimento di liberazione nazionale, che aveva per obiettivo l’unione di tutto il popolo albanese,si è sforzato di provare con il sangue versato e di far comprendere ai fuorviati che la strada da essi seguita era nefasta per la nostra patria .
Il Comitato antifascista di liberazione nazionale e la presidenza del Consiglio antifascista d’Albania, con l’appello indirizzato agli elementi che ancora militavano nelle file del nemico, hanno fornito un’altra prova concreta degli scopi cui tendeva il nostro movimento.
Dopo tre anni di eroici sforzi, dopo tanto sangue versato,siamo usciti vincitori. Il sanguinario nemico tedesco è stato cacciato da quasi tutto il nostro paese, sono state sgominate le bande di reazionari,colpevoli di fratricidio e oggi, il 28 novembre, viene celebrato con indescrivibile entusiasmo da tutto il popolo albanese che ha conquistato la sua libertà a prezzo del suo sangue . Oggi nella Tirana liberata dopo un’aspra battaglia combattuta strada per strada e casa per casa, oggi nella capitale dell’Albania libera e democratica, tra questa popolazione eroica che si è mantenuta irremovibile all’avanguardia della nostra lotta e che i massacri dei tedeschi e dei traditori non sono riusciti a piegare, ma gli hanno dato maggior vigore, è giunto il Governo democratico d’Albania.
Popolo albanese,
La nostra lotta vittoriosa ha elevato il prestigio del nostro paese, ha fatto si che il nome d’Albania e di albanese sia onorato in tutto il mondo progressista,che si parli di noi con rispetto, poiché noi ci siamo...
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Popolo albanese,
La nostra lotta vittoriosa ha elevato il prestigio del nostro paese, ha fatto si che il nome d’Albania e di albanese sia onorato in tutto il mondo progressista,che si parli di noi con rispetto, poiché noi ci siamo mantenuti e ci manteniamo fedeli alla grande alleanza del blocco antifascista, poiché noi abbiamo sparso il nostro sangue a rivoli a fianco dei nostri alleati che si battevano eroicamente per salvare l’umanità dalle grinfie del nazismo tedesco .
La nostra eroica lotta era strettamente legata alla lotta dei nostri grandi alleati: Unione Sovietica, Inghilterra e America, era strettamente legata alla lotta dei popoli asserviti. Durante la nostra lotta noi eravamo mossi da una fiducia irremovibile nella vittoria, poiché avevamo il grande appoggio dell’alleanza anglo-sovieto-americana .Quando la gloriosa Armata rossa, quella stessa Armata rossa
che ora marcia verso Occidente per il decisivo attacco all’ultimo bastione hitleriano, guidata dal grande stratega dei tempi moderni, il maresciallo Stalin, sgominava senza pietà le orde hitleriane, liberava i propri territori, nel nostro popolo si rinnovavano e si moltiplicavano le energie che lo sostenevano nella lotta, aumentavano il suo vigore e la sua fede.
Le splendide vittorie dell’Armata rossa erano anche le vittorie nostre e del mondo intero,poiché costituivano il principale fattore per la distruzione del nazismo .
Grazie a queste vittorie, la lotta di liberazione nazionale dei popoli asserviti ha acquistato nuovo vigore; queste vittorie dell’Armata rossa hanno contribuito a farci giungere a questo giorno che oggi celebriamo con tanto splendore. E il nostro piccolo, ma invitto popolo, rivolge ai popoli eroici dell’Unione Sovietica e all’Armata rossa di chiara fama l’espressione della sua infinita riconoscenza.
In questa lotta immane, l’Inghilterra e gli Stati Uniti d’America non si lasciarono piegare dal nazismo tedesco, hanno combattuto e combattono con valore per la causa comune. La guerra condotta da loro sui mari, in terra e nei cieli, che arreca tanti danni alla macchina bellica tedesca, è un valido aiuto per il nostro popolo. L’apertura del secondo fronte e l’annientamento della resistenza tedesca in Francia servono ad affrettare la vittoria finale .
Nella sua Lotta di liberazione nazionale, il nostro popolo ha avuto il sostegno dell’eroica lotta dei popoli della Jugoslavia. I nostri popoli,vicini e fratelli,sin dai primi giorni dell’occupazione,si sono impegnati in una risoluta lotta di liberazione. Il nostro esercito e quello jugoslavo versarono il loro sangue fianco a fianco sui campi di Kosova e della Metohija; i nostri soldati e quelli jugoslavi si fasciavano a vicenda le ferite riportate in aspre battaglie contro lo stesso nemico e col sangue si forgia l’amicizia; le nostre brigate, che hanno ricevuto l’ordine di non lasciare uscir vivo nessun tedesco dal nostro paese, si stanno trasferendo in Montenegro, dove assieme alle brigate jugoslave metteranno fine alla resistenza tedesca in quelle zone .
Col sangue e con le comuni sofferenze si sta cementando l’amicizia fra il nostro popolo e i popoli della Jugoslavia . In questo giorno di grande festa per il nostro paese, noi inviamo il nostro saluto ai popoli fratelli di Jugoslavia .
Con il vicino popolo greco abbiamo combattuto e versato assieme il nostro sangue,ci siamo fasciati a vicenda le ferite in questa comune lotta antifascista, ed è nostro desiderio di mantenere sempre buone relazioni con questo nobile popolo. Notiamo con rincrescimento che le bande scioviniste e reazionarie di Zerva stanno martirizzando la minoranza albanese,la depredano dei suoi beni e la espellono dai suoi territori .Elementi di Zerva passano clandestinamente il nostro confine, uccidendo e ferendo i nostri partigiani. Non tollereremo simili atti nel nostro paese. Il primo ministro greco Papandreu, ha avanzato delle pretese di annessione per le nostre regioni di Gjirokaster e di Korçë, che a lui piace chiamare Vorio-Epiro. Certamente simili pretese non facilitano il mantenimento di buoni rapporti con i nostri vicini del Sud.
I nostri confini sono indiscutibili, poiché al loro interno non vi è che terra nostra, la terra lasciateci in retaggi dai nostri avi e che noi abbiamo bagnato del nostro sangue. Nessuno avrà l’ardire di toccarli, poiché sapremo difenderli.
Il nostro movimento di liberazione nazionale ha riconosciuto alla minoranza greca in Albania diritti uguali a quelli della popolazione albanese. Il Governo democratico d’Albania garantirà alla minoranza greca nel nostro paese le libertà e i diritti democratici e nazionali, per i quali i figli di questa minoranza hanno combattuto eroicamente nelle brigate dell’Esercito di liberazione nazionale.
Popolo albanese,
Oggi ha inizio una nuova pagina della nostra storia, una pagina che dipende da noi rendere, e la renderemo, altrettanto gloriosa quanto lo è stata quella della nostra lotta contro l’occupatore. E questa è la pagina della lotta per la ricostruzione dell’Albania, per l’edificazione della sua economia, per l’edificazione della cultura e dell’istruzione del nostro popolo,per l’elevamento del suo livello sociale, economico e politico. Il nostro movimento ha intrapreso in momenti critici una gigantesca e impari lotta,uscendone vincitore,poiché il nostro popolo si unì come un solo uomo attorno al Fronte di liberazione nazionale. Il nostro movimento di liberazione nazionale intraprenderà anche questa seconda lotta e ne uscirà vincitore,poiché questo è il testamento spirituale di coloro che sono caduti sul campo dell’onore,poiché a questo è collegata la vita di tutto il popolo e il suo avvenire.
I nazisti tedeschi e i traditori hanno seminato orrore e lutti nel nostro paese, intere regioni sono in cenere, l’agricoltura è in sfacelo, l’economia del paese ha subito gravi danni, migliaia di famiglie sono all’aperto, senza tetto e senza pane, devono essere aperte le scuole, occorre salvaguardare la salute della popolazione. Tutti questi importanti compiti potranno essere assolti, se rafforzeremo il nostro potere e porteremo alla guida del paese quegli uomini a cui sta a cuore il popolo .
Perciò ci si pone il dovere di dare ogni cosa per il potere, di renderlo forte e affinché esso possa attuare tali compiti di vitale importanza, tutto il popolo gli si mobiliti attorno.
Rafforziamo il nostro Fronte di liberazione nazionale ed esso riunisca nelle sue file tutto il nostro popolo, alimentandolo della nostra giusta politica, legandolo strettamente al potere e rendendolo cosciente dei compiti che gli si prospettano. Dobbiamo renderci conto anche ora, così come lo abbiamo compreso durante la lotta armata che per assolvere questi compiti, per assicurare al popolo una vita più felice e più prospera, è necessario che il popolo intero partecipi a questa grande opera .
Nessun albanese onesto rimanga fuori del Fronte, nessuna energia venga sprecata. In occasione della festa del 28 novembre, in occasione della liberazione di Tirana, la presidenza del Consiglio antifascista di liberazione nazionale concede una amnistia generale per tutti i membri del Balli Kombetar,del Legaliteti e delle altre organizzazioni che hanno collaborato con l’occupatore; sono esclusi da questa amnistia tutti i criminali di guerra, coloro che hanno ucciso, incendiato, violentato e che hanno rapinato i beni del popolo.
Questo è un altro fatto che testimonia gli elevati scopi del movimento che ha combattuto e che combatterà per il popolo,di quel movimento che ha come suo principio la massima giustizia.
L’Albania tutta diventi un cantiere di lavoro,in cui grandi e piccoli comprendano che non lavorano per gli stranieri, ma lavorano e costruiscono per il proprio paese . E per il nostro paese, per il quale non abbiamo risparmiato neppure la vita, non dobbiamo risparmiare il nostro sudore e la nostra fatica.
Dobbiamo dedicare tutte le nostre forze affinché il nostro esercito, grande fattore di questi successi,sia potenziato e divenga un esercito moderno nel vero senso della parola. Esso sia il vero difensore del popolo e del suo potere. Per assolvere tale compito essenziale, è necessario che facciamo del nostro esercito un esercito veramente cosciente e politico, poiché solo così esso sarà in grado di concludere la lotta con il massimo successo e di divenire vivo usbergo degli interessi del popolo .
Popolo albanese,
I frutti della tua lotta eroica dovrai raccoglierli tu stesso,perché spettano a te e tu li hai pagati al prezzo del tuo sangue. Affinché i banditi, gli speculatori, gli intriganti e i politicanti imbroglioni, coloro che son usi a vivere alle nostre spalle e che ci ha succhiato il sangue, non possano strapparceli e sottrarceli, serriamo le nostre file più forte che mai, riuniamoci tutti attorno al potere, al Fronte, al Governo democratico e così uniti procediamo verso gli obiettivi a cui tendiamo, e che sono il miglioramento della vita sociale ed economica del nostro paese.
Evviva l’Albania libera e democratica !
Evviva il popolo albanese !
Evviva l’Esercito di liberazione popolare !
Evviva i nostri grandi alleati :Inghilterra,Unione Sovietica e America !
Evviva la fratellanza dei popoli dei Balcani amanti della libertà !
Evviva l’eroico popolo di Tirana !

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>Caro Ritvan , se te la senti (entrando nel merito delle questioni, tieni conto che in Occidente ci hanno raccontato un sacco di balle alle quali molti hanno creduto per Wishful Thinking, in fondo legittimo, di un Mondo Migliore) ci sarebbe anche da replicare ai Kompagni di
"Scintilla Rossa" (+ O -).
by Davide<

Ma non ci penso neanche a tentar di lavare la testa rossa asinina:-) e ribattere a cretinate ideologizzate che sembrano uscite da un ciclostile della "Casa del Popolo" degli anni '50.

Per descrivere il "successo" del regime di Enver Hoxha basta un breve e semplice excursus storico:

- Nel 1939 l'Albania fu invasa ed inglobata nell'Impero mussoliniano. I cittadini albanesi potevano entrare nella penisola italica e stabilirvisi. Ma nessuno lo fece. Perché? Perché non vi avrebbe trovato alcun vantaggio, rispetto all'Albania.

- Gli anni della IIGM non risparmiarono né l'Italia né l'Albania, in quanto a danni materiali.
Pertanto, quando Enver Hoxha andò al potere ereditò una situazione economica più o meno paragonabile a quella italiana. In più - ricordiamocelo - estorse con la forza alla borghesia albanese circa 300 tonnellate d'oro, che, per un piccolo paese come l'Albania non era poco.

- Quando nel 1990 il regime fondato e capeggiato per 40 anni da Hoxha tirò le cuoia (solo 5 anni dopo il suo fondatore) centinaia di migliaia di albanesi disperati cercavano di raggiungere con ogni mezzo le coste italiane, per "farsi sfruttare" dal biekissimo kapitalismo italico.

Ecco, in conclusione, un capo che lascia il suo popolo in una miseria ben più grande di quella in cui l'aveva trovato, è da buttare nella pattumiera della Storia. Senza "se" e senza "ma".

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