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ex jugoslavia | Ritvanarium

Ritvanarium

CITAZIONI DI UN VETERINARIO ALBANESE [Ritvan Shehi] RICONOSCIUTO UFFICIALMENTE COME "OPERAIO SPECIALIZZATO" PER ECCESSO DI ZELO TERZOMONDISTA GOVERNATIVO NEL 1999 ... Commentatore di Commenti più che di Post ... ama definire i suoi interventi "Uova di Cuculo" [sic] *************************************** Non abbiate Paura !!! ... Aprite, anzi: spalancate le vostre Menti fra i Commenti !!! ***********************************
sabato, 27 settembre 2008

Illirici e affini ... ALLA RIBALTA DELLA PROTOSTORIA INDOEUROPEA ( QUATTROMILA ANNI FA !)

 

http://it.wikipedia.org/wiki/Protostoria

http://it.wikipedia.org/wiki/Illiri

 një popull dhe gjuha tij

UN POPOLO E LA SUA LINGUA

http://www.ungra.it/new/Kamastra/Lingua.htm

 

Chi sa commenti .

 

 

Beh, un'ottima esposizione, non c'è che dire. Del resto, è un sito di "arberesh" del sud Italia, no?
Ciao
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Sì, abbastanza buona, direi.
Solo un appunto: il dalmatico estinto nel 1898 è una lingua neolatina, e, salvo accettare le tesi più radicali di Alinei, non appartiene allo stesso ceppo di quella degli antichi Dalmati preromani, i quali a quanto ne so parlavano invece una lingua connessa all'illirico.
La situazione linguistica negli antichi Balcani era più complessa di quanto detto nell'articolo, che comunque ne riassume correttamente la situazione generale.
Vale la pena di osservare che la Dardania coincide in gran parte con il Kosovo ed il Sud dell'attuale Serbia.

Blogger: falecius La mia homepage: http://falecius.splinder.com Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente falecius

 
Concordo con Falecius.
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postato da Ritvanarium alle ore 19:35 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: storia, linguistica, albania, balcani, indoeuropei, dalmazia, ex jugoslavia, arbëreshë, arbereshe, protostoria

sabato, 27 settembre 2008

QUANDO GLI ALBANESI AVEVANO LA CODA:-)



Un certo Vladan Djordjevic, medico laureatosi a Vienna e Primo Ministro serbo
(per maggiori informazioni;
, ovvero non un pincopalla quaquaraqua qualsiasi, pubblicò a Lipsia nel 1913 un libello pseudoscientifico ("Albanesen und die Grossmächte", Leipzig, 1913) in cui sosteneva di aver visto da medico tanti albanesi con la coda:-)

Però, a volte il razzismo pseudoantropozoologico:-) non paga. E lo dimostra un episodio diplomatico presente in tutti i libri di storia albanesi (e ovviamente:-) ignorato in quelli del resto d'Europa). Proprio nel 1913 si riuniva a Londra la cosiddetta "Conferenza degli Ambasciatori" delle Grandi Potenze europee per decidere cosa fare dell'Albania che s'era autodichiarata indipendente (è lapalissiano che il sullodato libello era stato pubblicato poco prima proprio per orientare in un certo modo tale Conferenza e poi tutti i principali giornali europei - lo avevano recensito e amplificato in diversi modi).
Mentre la Conferenza stava per avere inizio, il Presidente della Conferenza e Ministro degli Esteri inglese, vede il rappresentante albanese Ismail Bey Vlora (primo ministro del governo provvisiorio del neonato Stato, ex diplomatico ed ex deputato dell'Impero Ottomano) in piedi che si rigirava fra le mani la propria poltrona. E lo interpella:

"-Sig. Vlora, cosa fa in piedi a rigirarsi la poltrona fra le mani, si sieda, prego, che dobbiamo cominciare!
-Mi scusi, Eccellenza, ma stavo cercando il buco.
- Buco? Quale buco?
-Il buco per infilarci la mia coda, Eccellenza, non vorrei che mi si sciupi. Però, purtroppo, vedo che, nonostante le tante raccomandazioni pervenute, nessuno vi ha provveduto a farne uno...."

Grassa risata del britannico, che - come tutti i britannici del resto - pare apprezzasse tanto lo humour. E alcuni storici albanesi sostengono che proprio la simpatia creatasi fra lui e Vlora grazie a quella battuta di spirito, ha indotto l'Inghilterra ad appoggiare un compromesso più favorevole agli albanesi di quanto ci si aspettasse in quel periodo.

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domenica, 21 settembre 2008

insistere sulla correligionarietà, a capocchia e a tempi alterni.


>io trovo sgradevole insistere sulla correligionarietà, a capocchia e a tempi alterni.
e mi spiego: i kosovari sono musulmani e son stati salvati dagli USA ma non conta, idem i musulmani bosniaci. però iracheni e afgani e palestinesi diventano in automatico tutti musulmani e le guerre delle guerre di religione
è il tipo di espressioni che mi "occidentalizza".
saluti
Francesco <

Concordo in tutto e per tutto.
E aggiungo che, sotto quest'aspetto e malgrado quello che han vomitato durante il ventennio i pennivendoli di Mussolini presunti "esperti dell'Albania" nosotros eravamo già "occidentalizzati" da un sacco di tempo. E lo dimostro citando una delle più note canzoni popolari albanesi, dedicata alla Conferenza di Pace di Versailles, che inizia così:

"Në Paris u mblodh UNO-ja
Fol Wilson të lumtë goja
Fol e mbro të drejtat tona..."

("A Parigi s'è riunita la Società delle Nazioni
Parla Wilson, che la tua bocca sia benedetta
Parla e difendi i nostri diritti...")


Ritvan Slogghinato
 (e anche piuttosto patriottardo per l'occasione, direi)

P.S. Dopo la II GM, sfruttando la coincidenza della presenza di Enver Hoxha all'altra Conferenza di Pace a Parigi, i nostri cari comunisti - che a rubare/falsificare non erano secondi a nessuno - pensarono bene di cambiare lievemente per Decreto del Partito i suddetti versi. Solo lievemente, però, sostituendo il nome di Wilson con quello di Enver. E così cambiato il testo aveva un posto d'onore nelle antologie del folclore albanese che si studiavano a scuola. Ovviamente, dopo la caduta del regime, la versione originale fu ripristinata.
Ah, a proposito di Kosovo, ieri ho visto - reprimendo a stento i conati di vomito:-) - su ex-Telekabul (che propongo di ribattezzare coram populo "TeleBelgrado") il solito miserabile prodotto dei giornalisti sinistrorsi italici su quel Paese.
Credo proprio che la TV sovietica ai tempi di Breznev fosse un pelino più obiettiva....

Ritvan Slogghinato (e pure Disgustato)
domenica, 01 giugno 2008

Albania ... Colonia USA, DE CHE ?!?!

Albania ... Colonia USA, DE CHE ?!?!

http://www.altrenotizie.org/alt/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=19590

Questo scudo reca sopra all'aquila (che dà all' Albania l' etimo del suo nome originale) bicefala / bicipte quel che mi pare essere chiaramente l' Elmo di Skanderberg

[un po' come se noi Italici avessimo messo quello di Scipio ;-) ]  

Film Albanese su Skanderbeg (?)

 

Questa è l' ipotetica Grande Albania, di cui una versione sarebbe un po' meno "panciuta"  a discapito della "Macedonia" [ma qui c' è lo zampino USA  della CIA] ... virgolettato perché ? ... Provate a chiedere ai Greci !

Il Kosovo indipendente non è riconosciuto da tutti, ufficialmente dovrebbe essere ancora territorio Serbo. Tuttavia esso, come già abbiamo visto qui, per ragioni economiche non confluirà nella Grande Albania.  Questa è la "Bandiera Ufficiale" del Kosovo Nuovo ...

... Non male per una "Colonia USA"

by DavidRitvanarium

 

 

 

 

 

postato da Ritvanarium alle ore 09:03 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: grecia, usa , storia, albania, macedonia, serbia, balcani, ex jugoslavia, amerikani biekissimi, albanesitudine, kosovo nuovo

domenica, 18 maggio 2008

La Cina è vicina ... o cmq si avvicina e in Albania ci andò essa stessa ;-)

>Avanti, odiate la Cina ed il Popolo cinese, sono dei criminali, oppressori, assassini, vero? Samanta Bhadra<

Con chi ce l'hai, sorella, in questa tua indignata invettiva?

>Mentre in Iraq gli americani con George Bush, l'uomo più democratico del pianeta, hanno esportato la democrazia insieme a tonnellate di bombe all'uranio impoverito che hanno sterminato più di 100 000 bambini.
L'hanno esportata in Afghanistan, la esporteranno in Iran, poi anche in Venezuela, guarda caso sempre dove esistono giacimenti di petrolio o la posizione strategica nello scacchiere mondiale è fondamentale. Costruiscono lì le loro basi e nessuno ha niente da ridire.
Questo si chiama invasione del pianeta per gradi.<

Ammesso e non concesso che le cose di Bush siano come dal tuo delirante tazebao, che minchia c'entra questo con quello che sta accadendo in Tibet? Se pensi che i monaci buddisti che protestano PACIFICAMENTE contro le angherie imposte loro dai mandarini rossobruni di Pechino siano degli agenti della CIA, basta dirlo chiaramente, no?

>Avanti odiate la Cina ed il suo popolo, perchè i media vogliono questo, e soprattutto George Bush e la sua cricca di miliardari guerrafondai nazisti delle multinazionali lo vuole.<

Scusi, esimia, ma a me risulta che secondo i sullodati mandarini rossobruni pechinesi (ma anche secondo il Dalai Lama, che chiede solo autonomia REALE nell'ambito della Repubblica Cinese) anche i tibetani fanno parte del cosiddetto "popolo cinese". Dici che nosotros "odiatori in servizio permanente effettivo" odiamo pure issi?

>Avanti pensate ancora una volta non con i vostri cervelli, ma con la merda che vi immettono i manipolatori del pianeta attraverso media compiacenti.<

Sì, sì, e c'abbiamo anche le fette di prosciutto sugli occhi:-), se per questo. Guarda che qui c'è qualcun altro che detiene il copyright di 'ste cazzate, da usare quando non si ha argomenti. Ti potrebbe far causa, sai!

>Fate una petizione all'ONU affinchè invii una missione umanitaria in tibet a cui saranno a capo gli USA con un contingente militare di tutto rispetto.<

Spiacente, madama/madamigella, l'ONU si è lavata le mani come Pilato una volta per tutte, quando non batté ciglio nel 1950 mentre l'Esercito di Mao invadeva il Tibet, Stato Sovrano e membro fondatore dell'ONU nel 1948.

>Vi stanno manipolando come sempre, anche sulla faccenda Tibet, ed anche Grillo o la Casaleggio lo sta facendo.<
Oh, sì, certo, solo gli Esseri Superiori come te sono immuni a tale Maligna Manipolazione.

Perché non provi tu a a squarciare le fette di prosciutto che avvolgono i nostri occhi e spiegarci come stanno veramente le cose in Tibet, secondo la Verità e la Giustizia Terrena e Divina e in Nome del Popolo Cinese? Sai, sono un po' giù stamattina e quattro sane risate mi farebbero bene.
 
>Ritvan scrisse:
-- i monaci buddisti che protestano PACIFICAMENTE contro le angherie imposte loro dai mandarini rossobruni di Pechino --

-- I want to make one thing clear because all of the major news outlets are ignoring a very important fact. Yes, the Chinese government bears a huge amount of blame for this situation. But the protests yesterday were NOT peaceful. The original protests from the past few days may have been, but all of the eyewitnesses in this room agree the protesters yesterday went from attacking Chinese police to attacking innocent people very, very quickly. They appeared to target Muslim and Han Chinese individuals and businesses first but many Tibetans were also caught in the crossfire. -- E questo lo scrive una persona che è stata a Lhasa in quei giorni.
Anche tu sei stato a Lhasa, vero?

No, io no. Ma ripeto e metto anche il neretto (se non bastasse, dimmelo che la prossima volta ti faccio anche un disegnino a fumetti) "...i monaci buddisti che protestano PACIFICAMENTE contro le angherie imposte loro dai mandarini rossobruni di Pechino".

Se tu sorella (?) non sei in grado di distinguere negli scritti degli altri la parola "monaci buddisti" dal più generico "tibetani", mi spiace ma non ci posso far nulla: che ne dici di consultare un buon oculista?

P.S. Ho letto da qualche parte che dai pochi filmati disponibili si vedeva che le facce degli energumeni che bruciavana e saccheggiavano nel Tibet non risultavano antropologicamente compatibili con il fenotipo tibetano, bensì con quello Han. Dimmi, per favore, che è la solita biekissima kalunnia contro il Glorioso Popolo Cinese e che i mandarini rossobruni di Pechino, Galantuomini Al Disopra Di Ogni Sospetto, mai si sarebbero potuto sognare di mandare in Tibet qualche delinquente avanzo di laogai a far casino in concomitanza con la pacifica protesta dei monaci buddisti.
>...vogliamo spendere due parole sull'endemico odio anticinese che ormai fa parte della forma mentis dell'italiano medio tanto quanto la partita di pallone alla domenica e il piatto pieno di pasta al sugo?<

E spendiamole pure. Tenendo ben presente una cosa, però: il tuo "'italiano medio" all'amatriciana o alla polenta e osei non è che sia "specializzato" in sinofobia. Egli, con la stessa dedizione si applica alla marocchinofobia, albanofobia, rumenofobia and so on. Ovvero, è uno xenofobo a tutto tondo e, in tale veste, non si vede perché dovrebbe fare eccezione per i cinesi.

>I cinesi che reprimono i "pacifici" tibetani,<
Mica è un'invenzione di Calderoli, sorella. Anche il Presidente francese Sarkozy minaccia di boicottare le Olimpiadi per questo motivo: dici che la "italiana media" Carla Bruni gli ha fatto il lavaggio del cervello, fra un piatto di pasta al sugo e una trombata? (per non parlare della petizione di Amnesty International, che non mi sembra sia in genere vicina alle posizioni di Borghezio e Calderoli).

>i cinesi che sono dittatori cattivi,<
Beh, se ci vuoi convincere che i dittatori cinesi siano buoni come il pane, non hai che da provarci. Quattro sane risate ci fanno sempre bene e allungano la vita....

>che sono comunisti cattivi o capitalisti cattivi (a seconda della fazione),<
Per quanto possa sembrare strano, sono entrambe le cose.

>i cinesi che uccidono le bambine,<
Ma no, è una sporka kalunnia contro il Glorioso Popolo Cinese: è noto che la sproporzione demografica fra maschi e femmine in Cina è dovuta al fatto che molte patriottiche bambine cinesi fanno harakiri da sole appena si accorgono che il loro sesso è un ostacolo al Glorioso Cammino del Gloriosissimo Popolo Cinese Verso il Sol Dell'Avvenir:-).

>i cinesi che bolliscono i bambini (e se li mangiano... dove si è già sentita questa storia?),<
In Ucraina, ai tempi di Stalin. Ed è stato ben documentato. Dici che vale solo per gli ucraini, notoriamente "razza inferiore", e non per il Glorioso Popolo Superiore Cinese?

>i cinesi che sono crudeli per natura,<
E' un mito che impazza soprattutto fra gli animalisti. Cazzo, ma potrebbero astenersi dal mangiare il miglior amico dell'uomo in salsa piccante, no?:-)

>i cinesi che si moltiplicano come formiche (il paragone con gli insetti lo s'è già sentito prima del genocidio rwandese... e non solo),<

Beh, chi sostiene questo non ha mai sentito parlare della "politica del figlio unico" in Cina e non può neanche accusare i cinesi di far fuori le femmine, altrimenti cade in contraddizione:-).

>i cinesi che non si è mai visto un funerale di un cinese (se è per questo io in Italia non l'ho nemmeno mai visto di un senegalese o un maghrebino... ma in questi casi nessuno si lamenta),<

Tranne gli impresari di pompe funebri, immagino:-).

>i cinesi che sono tutti mafiosi,<

Tutti no, ma qualcuno che compra negozi pagandoli cash al disopra del valore di mercato sicuramente sì. A meno che uno non voglia asserragliarsi nella granitica certezza che nel Glorioso Popolo Cinese la mafia non attecchisce e che la Triade sia una sporka kalunnia dei "nasi grossi" per denigrare il sullodato Glorioso.

>i cinesi che ci comprano tutti i nostri negozi,<

Tutti no, ma il quartiere centrale di Roma, un tempo chiamato "Esquilino" oggi lo chiamano - fra il serio e il faceto - "Es-Qui-Lin":-).

>i cinesi che non si lavano,<

E fanno bene: l'acqua è una risorsa preziosa che non bisogna sprecare. Basta che poi non salgano sugli autobus:-)

>i cinesi che mangiano i cani,<

Dici che anche questa è una sporka kalunnia? Mah...

>i cinesi che importano giocattoli tossici,<

Ogni tanto succede. A meno che uno non creda che anche gli organismi istituzionali italici preposti ai controlli (che hanno effettivamente accertato la presenza di piombo nelle vernici di alcuni tipi di giocattoli importati dalla Cina) facciano parte del MegaKomplotto Demo-Pluto-Paperino-Anticinese....

>i cinesi che sfruttano i lavoratori,<

No, quelli sono gli italiani:-). I cinesi in genere portano tale "nobile" arte alle estreme conseguenze, ovvero i lavoratori li schiavizzano. E' tutta invidia, dunque:-).

>i cinesi che sono quelli che meno si vogliono integrare,<

Eh, no, quelli sono i musulmani, che diamine!:-)

>i cinesi che distruggono la nostra sana economia (perché, che cattivi!, non si "accontentano" di fare il lavoro da schiavi degli altri "bravi" immigrati: evidentemente l'unico immigrato buono è quello che si rompe la schiena sui pomodori).<

Oddio, non credo che qualcuno ce l'abbia avuta coi cinesi che gestiscono ristoranti e non raccolgono pomodori (a meno che non vi fossero rinvenuti cibi scaduti dal tempo della II GM o allevamenti di scarafaggi). Però, se qualcuno importa in Italia a prezzi stracciati merce prodotta nei laogai a costo zero, oggettivamente non è che questo faccia tanto bene all'economia italica, non credi?

>E nessuno italiano, dico nessuno che si sogni nemmeno di replicare a tutto questo odio.<

Beh, se ti fa comodo etichettare tali verità come "odio", fai pure!

>E allora piangete pure per i "pacifici" tibetani, ma ricordatevi di farlo anche quando i "pacifici" italiani (magari con la testa rasata o la camicia verde) cominceranno a dar fuoco "pacificamente" ai negozi e le case dei cinesi in Italia, e con lo sguardo compiacente del resto degli italiani che nel cuore sognano il Tiber libero.<

Ma perché aspettare i comodacci dei legaioli/nazistoidi, sorella? Con una minima percentuale dei soldi cash con cui si comprano i negozi, si potrebbero arruolare dei dissocupati napoletani, vestirli di verde (o rasargli la crapa, a seconda) e mandarli a incendiare qualche negozio cinese a Roma o a Milano. In Tibet ha funzionato bene!:-)
 
>Comunque, nessuna paura, vedrete che quando 'ste benedette Olimpiadi saranno finite le sommosse in Tibet cesseranno magicamente.
Probabilmente per allora il governo Cinese non avrà più bisogno di mandare i propri "agenti provocatori" in Tibet per rovinare autolesionisticamente la propria stessa immagine in un momento così delicato.<


Va bene, te lo spiego come farei con mio figlio di 11 anni.

Ovviamente, le prime manifestazioni - quelle dei monaci buddisti - erano "genuine", ovvero non c'era in esse lo zampino di Pechino. Pechino che si trovava a 'sto punto davanti a diverse scelte possibili:

!. Reprimere nel sangue tali manifestazioni pacifiche di monaci - come fanno disinvoltamente gli amici birmani di Pechino -, quello sì sarebbe stato "autolesionistico" per Pechino in vista delle Olimpiadi.
2. Lasciarle proseguire tranquillamente sarebbe stato altrettanto "autolesionistico" per i mandarini rossobruni.
3. Scendere a patti col Dalai Lama al fine che quest'ultimo fermasse le manifestazioni, sarebbe stato altrettanto "autolesionistico".
4. L'unica soluzione NON autolesionistica pei mandarini rossobruni di Pechino era mandare in Tibet i "black block dagli occhi a mandorla" a far sì che la protesta da pacifica diventasse violenta. A quel punto il Glorioso Esercito e la Gloriosa Polizia Han potevano senza troppi problemi d'immagine pestare e arrestare chiunque capitasse a tiro - monaci dimostranti pacifici compresi - in nome del:"Fermiamo le violenze".

Hai capito adesso o ti devo fare il solito disegnino?



>PS. Ritvan, quante volte sei stato in Cina? Così, per sapere...<

E' la Cina che è venuta da me, sorella. Tu non lo sai, ma dal 1961 al 1976 i cinesi erano diventati i nostri "Grandi Fratelli" (rimpiazzando i Sovietici) e in Albania c'erano qualche migliaio di cinesi. Ho conosciuto abbastanza da vicino qualcuno di loro. Dici che non basta e che dovrei recarmi lo stesso in Cina a intervistare uno per uno tutti e 1 milardo e rotti di componenti del Glorioso Popolo Cinese, prima di azzardarmi ad interloquire di nuovo con te?


 
>La notizia in inglese postata da Samanta Bhadra contiene molte informazioni interessanti. quindi i monaci tibetani se la prendono anche con i musulmani. spero che questo non sfugga ai muslim che frequantano questo blog e che spesso difendono le proteste "pacifiche" ...
ciao BarbaraLattanzi<


Anche tu confondi "monaci tibetani" con "tibetani", sorella? Ah, il maledetto uishfule thinkinge!:-).
Se tu conoscessi la storia del Tibet così bene quanto quella delle religioni, sapresti che i tibetani hanno nel tempo addirittura incoraggiato lo stabilirsi in Tibet di musulmani macellai. Come ben saprai, la religione tibetana vieta ai propri adepti di macellare animali: così, quei furbastri:-) di buddisti, a cui la carne mica fa schifo, delegano la bieka incombenza ai musulmani.
Inoltre, i musulmani presenti in Tibet non sono stati portati nell'ambito della campagna colonizzatoria portata avanti dal governo cinese, né occupano posti di comando, come i Han. Pertanto è molto strano questo "accanimento" dei tibetani nei loro confronti. La cosa mi puzza parecchio e mi conferma sempre di più nella convinzione che i casini in Tibet sono molto probabilmente causati da "agents provocateurs" inviati da Pechino.
'Ovvia, mica il monopolio dei "black blocks" ce l'abbiamo solo nosotros biekissimi occidentali, mentre i Glioriosi Rappresentati del Gloriosissimo Popolo Cinese sono degli emeriti fessi/ingenui che non hanno mai sentito parlare di "agents provocateurs"!

L'accusa ai tibetani di assalire anche i musulmani mi ricorda "stranamente" quella rivolta ai kosovaroalbanesi, di perseguitare oltre ai serbi (ex dominatori coloniali che li hanno perseguitati per decenni) e ai rom (dediti a suo tempo allo sciacallaggio al seguito delle bande paramilitari serbe) anche altre minoranze, tipo i turchi, musulmani come loro, per avere un Kosovo "etnicamente puro", da bravi "nazisti":-) quali sono.

La domanda è: è Pechino che apprende tali pratiche goebbelsiane da Belgrado, o viceversa?

Dalla Sacra Wikipedia in italiano (http://it.wikipedia.org/wiki/Regione_Autonoma_del_Tibet)


...Fino al 1950 il Tibet era uno stato sovrano indipendente (e membro fondatore dell'ONU nel 1948-ndr.) governato dalla massima autorità religiosa del Buddhismo tibetano, il Dalai Lama.
In quell'anno l'Esercito di liberazione popolare, facente capo alla Repubblica Popolare Cinese guidata da Mao Zedong, invase il Tibet, adducendo, come motivazioni verso l'esterno, il fatto che il Tibet, secoli prima, era stato conquistato dai Mongoli e appartenevano allo stesso impero...

...La popolazione è costituita da Tibetani e da Cinesi di etnia Han. Non esistono stime ufficiali attendibili inerenti alla percentuale degli uni e degli altri.

 

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giovedì, 01 maggio 2008

1° maggio ... e oltre, sempre oltre !

 

... Buon Centesimo Compleanno, o Giovannino ( Guareschi , ovvio ) 

[ continua ...]

Scusi l' off topic signor Shehi, ma potrebbe dirmi per favore il significato del nome albanese Erjon ? (sa com' è, il calciatore Bogdani ...)

E' vero che i nomi tradizionali di origine religiosa furono proibiti da Hoxha e quindi molti genitori dovettero inventarseli per i propri figli ?

"Erjon" [scritto giusto ?] è fra questi ? Essendo lui nato nel 1977, il regime c' era ancora ...

La ringrazio in anticipo in caso di risposta.

Riccardo

 

 

utente anonimo


 

Salve Riccardo, benvenuto !

Non mi meraviglierei se Hoxha ...

Ma che esaltato megalomane senza averne i numeri che era !

Com' è possibile che non sia rimasto famoso nel mondo come tanti altri suoi " colleghi " ?!


by Davide
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>Scusi l' off topic signor Shehi, ma potrebbe dirmi per favore il significato del nome albanese Erjon ? (sa com' è, il calciatore Bogdani ...).Riccardo<

Beh, visto che io sono albanese, qui le cose riguardanti Albania e albanesi non credo - Davide permettendo - che siano OT.

Il nome Erjon è un nome composito, formato da "er(ë)"=vento e "Jon"=Ionio (il mare). Ovvero "vento dello Ionio".
Analogamente mio cognato si chiama "Erdet", dove "det"=mare.



>E' vero che i nomi tradizionali di origine religiosa furono proibiti da Hoxha e quindi molti genitori dovettero inventarseli per i propri figli ?<

Vero. Negli uffici dell'anagrafe c'era una lista di nomi "consentiti" fra cui i genitori potevano scegliere. La maggior parte di quei nomi erano di origine illira (Agron, Genti, Teuta, Ilir, ecc.), poi c'erano quelli "ideologizzati" (tipo Flamur=bandiera; Arben=arber, antico nome degli albanesi, Proletar =proletario, ecc.), quelli strettamente albanesi (Luan=leone; Agim=alba; Shpëtim=salvezza, ecc.) e anche alcuni nomi stranieri/religiosi che erano sfuggiti all'epurazione perché tenuti da capi comunisti (p.es. il nome "Enver" era consentito).
Però, siccome tale "rosa" risultava abbastanza ristretta e presto quei nomi divennero molto "inflazionati", molti genitori s'ingegnarono a inventarne di nuovi per i propri pargoli. Da qui anche l' "Erjon", probabilmente.

>"Erjon" [scritto giusto ?] è fra questi ? Essendo lui nato nel 1977, il regime c' era ancora ...<

Sì. Vedi sopra.

>La ringrazio in anticipo in caso di risposta.<

Non c'è di che!



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x Ritvan...già che ci siamo, che significa "Helidon" ?

E "Kledi", vado "a orecchio" ... è forse la versione Albanese di "Claudio" ?!

E ... "Davide" che versione ha in Albanese ? Di solito è un nome molto simile in tutte le lingue.

E "Ritvan", hai detto che NON è un nome prettamente Albanese ? Un adattamento Albanese dall' Arabo, mi sembra, ma che vuol dire ?

"Shpresa", ho consultato un dizionario online, significa "Speranza", vero ?

Avevo visto in TV una mediatrice culturale con tale nome : diceva che in Albania il "sì" e il "no" con la testa sono invertiti rispetto al solito degli altri popoli ....


by Davide

[Lo so, significa "Amato da Dio" ... dall' Ebraico, mi è stato messo perché ai miei piaceva, mi son sgamato il nome ideologizzato ;-) !]

PS

Sarò via per un po', spero che Splinder risolva la storia dei titoli e che qualche altro utente partecipi.

PS2

Sull' Inedito Guareschiano Incomipiuto riguardante l' Albania (!!!!) non ho trovato nient' altro che quella segnalazione.

So che sarà difficile, ma potresti per favore cercare qualcosa tu in Albanese ?




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Nel senso di "sarà difficile trovare materiale in Albanese al riguardo !"

... Spero che lo pubblichino, magari a fascicoletto, essendo quest' anno il centennale della nascita e il quarantennale della morte di Guareschi !


by DavidRitvanarium

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>x Ritvan...già che ci siamo, che significa "Helidon" ? by Davide <

Rondine. Ma in greco, però!

>E "Kledi", vado "a orecchio" ... è forse la versione Albanese di "Claudio" ?!<

Più o meno, direi.

>E ... "Davide" che versione ha in Albanese ? Di solito è un nome molto simile in tutte le lingue.<

In albanese nessuna. Però, in Albania ci sono ancora diversi "Daut", la versione turca di "Davide".

>E "Ritvan", hai detto che NON è un nome prettamente Albanese ? Un adattamento Albanese dall' Arabo, mi sembra, ma che vuol dire ?<

Nome arabo che significa più o meno "Giardino dell'Eden"/Paradiso.

>"Shpresa", ho consultato un dizionario online, significa "Speranza", vero ?<

Vero.

>Avevo visto in TV una mediatrice culturale con tale nome : diceva che in Albania il "sì" e il "no" con la testa sono invertiti rispetto al solito degli altri popoli ....<

Non so gli altri popoli, ma in Albania il "no" è movimento rotatorio della testa (tenuta dritta) da destra a sinistra e viceversa. Il "sì" è movimento della testa che si abbassa e si rialza diverse volte.

>Sull' Inedito Guareschiano Incomipiuto riguardante l' Albania (!!!!) non ho trovato nient' altro che quella segnalazione. So che sarà difficile, ma potresti per favore cercare qualcosa tu in Albanese ? <

Fatto, ma non ho trovato nulla.
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Già che ci siamo vorrei sapere se i seguenti cognomi sono albanesi: Hajrusi e Bajrami. Poi magari vi spiego perché.
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>Già che ci siamo vorrei sapere se i seguenti cognomi sono albanesi: Hajrusi e Bajrami. Poi magari vi spiego perché.ulivegreche<

Sì, sono cognomi che si trovano in Albania. Il primo, però, potrebbe essere piuttosto "Hajrushi". Il secondo è il nome della principale festa religiosa musulmana "Bajram", appunto.

Perché, qualche giornalista italico li ha spacciati forse per "slavi"?:-)
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No, sono i cognomi di alcune persone del Kosovo che conosco. Ti assicuro che il primo è Hajrusi senza la seconda h, probabilmente gliel'hanno "sbagliato" quando hanno fatto i documenti per l'Italia. I nomi non sembrano albanesi, ma preferisco non citarli per non violare le più elementari regole della cortesia verso gente per bene.
In casa parlano sicuramente in serbo (avendo abitato due anni con un serbo-croato riconosco qualche parola) ma anche in albanese. Guardano la tv turca (non parlano il turco ma lo capiscono) e ascoltano musica indiana. Non sono musulmani, tra l'altro. Personalmente - anche per via della pelle molto scura - sono convinto che siano rom o qualcosa del genere ma non vogliono dirlo e mi piacerebbe scoprire il perché. Ma ecco, più che altro è diventatato una specie di mind game tra me e loro, una cosa un po' goliardica, insomma.

P.S. Conosco anche altri kosovari: altrimenti, se non ci fossero termini di paragone, le mie congetture sarebbero semplicemente ridicole.
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>No, sono i cognomi di alcune persone del Kosovo che conosco. Ti assicuro che il primo è Hajrusi senza la seconda h, probabilmente gliel'hanno "sbagliato" quando hanno fatto i documenti per l'Italia. ulivegreche <

Non credo ci sia stato errore, probabilmente così era la grafia slava del suo cognome nei suoi documenti rigorosamente in serbocroato. Però, per dipanare ogni dubbio, potresti chiedergli come si pronuncia il suo cognome: se lo pronuncia (secondo la grafia italiana) "Hajrusci" allora ho ragione io.

>I nomi non sembrano albanesi, ma preferisco non citarli per non violare le più elementari regole della cortesia verso gente per bene.
In casa parlano sicuramente in serbo (avendo abitato due anni con un serbo-croato riconosco qualche parola) ma anche in albanese. Guardano la tv turca (non parlano il turco ma lo capiscono) e ascoltano musica indiana. Non sono musulmani, tra l'altro. Personalmente - anche per via della pelle molto scura - sono convinto che siano rom o qualcosa del genere ma non vogliono dirlo e mi piacerebbe scoprire il perché.<

Dalla tua descrizione si può escludere con assoluta certezza che siano albanesi (un kosovaroalbanese non parlerebbe mai serbo, a meno che non fosse costretto per neccessità) ed è molto probabile che siano rom. Sul perché non vogliano dire che sono rom, ma stai scherzando?! Con la nomea che si son fatti i rom in Italia ti sembra tanto incomprensibile?:-)

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In SerboCroato probabilmente c' era una "S con Hac'ek" [la "mini v" diacritica da mettere sopra alcune lettere, tipicissima delle lingue slave con alfabeto latino] che è andata perduta ... SE la pronuncia dell' ultima sillaba è "sci" all' Italica o "shi" alla Gran Satanassese ;-) nonché all' Albanese

by Davide

PS

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>In SerboCroato probabilmente c' era una "S con Hac'ek" [la "mini v" diacritica da mettere sopra alcune lettere, tipicissima delle lingue slave con alfabeto latino] che è andata perduta ... SE la pronuncia dell' ultima sillaba è "sci" all' Italica o "shi" alla Gran Satanassese ;-) nonché all' Albanese by Davide<

Concordo. Anche perché era quello che volevo dire anch'io:-) ma tu l'hai spiegato meglio.
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La prnuncia è slava (in pratica si pronuncia "airusi"). Poi in effetti mi domandavo se ci sono molti rom che per trovare lavoro, casa ecc. non si fingano albanesi o kosovari (oltretutto i due popoli citati dalle mie parti hanno fama di gran lavoratori).
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Incredibile refer list odierna:

ricerca per immagini, "Maometto tomba" ... e quella di Guareschi porta qua.



by Davide
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Vedi a forza di scrive kose islamike dapertutto che ti succede?
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P.P.
Post Postatum ;-)
>Sarebbe interessante chiedere al diretto interessato come mai il nome "Ritvan" non fu vietato da Hoxha. Probabilmente lo avrà portato qualche Eroe della Rivoluzione AntiFascista ;-) , questa difatti era la Grande Eccezione Lecita dell' Illuminatissimo ;-))))) Kompagno Enver ;-)))))))) by DavidRitvanarium<

Amico mio, tu ben saprai che la religione - con tutto ciò che ne era corollario,nomi di origine straniera/religiosa compresi - fu abolita in Albania nel 1967. E io sono nato qualche anno prima. Semplice, no?:-)
by RitvanShehi
sabato, 12 aprile 2008

Uno sfavillante scintillìo .... rosso shocking ;-)))

Caro Ritvan , se te la senti (entrando nel merito delle questioni, tieni conto che in Occidente ci hanno raccontato un sacco di balle alle quali molti hanno creduto per Wishful Thinking, in fondo legittimo, di un Mondo Migliore) ci sarebbe anche da replicare ai Kompagni di

"Scintilla Rossa" (+ O -):


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L' IMPORTANZA DELL' OPERA DI ENVER HOXHA



Sedici anni fa [oggi 23,ndr], l' 11 aprile del 1985, cessava di battere il cuore di Enver Hoxha, segretario del C.C. del Partito del Lavoro di Albania, uno dei più prestigiosi capi del proletariato.

Più passano gli anni e più la limpidezza della figura e l' importanza dell' opera di Enver si delineano in tutta la loro grandezza. E' difficile esporre questo o quell' elemento del suo lavoro, questo o quella battaglia di classe che diresse per far avanzare la rivoluzione nel suo paese e nel mondo intero, senza scadere nella parzialità.

Enver fu allo stesso tempo il fondatore del glorioso Partito del Lavoro d' Albania ed il pioniere del Socialismo, il valoroso combattente antifascista ed il più implacabile nemico del revisionismo, l' amico del popolo albanese ed il sostenitore del proletariato rivoluzionario internazionale. Nella sua lunga vita politica ha riunito in se le qualità di capo politico, scrittore, comandante militare, diplomatico, economista.

Noi comunisti, che dalle vicende della lotta di classe traiamo insegnamenti preziosi per la nostra teoria e la nostra pratica, vogliamo rendere omaggio alla figura di questo grande dirigente comunista evidenziando oggi alcuni aspetti del contributo che ci ha lasciato, che riteniamo di fondamentale importanza per il lavoro che ci aspetta.

Sebbene generati dalla lotta di un piccolo popolo gli insegnamenti e l' opera di Enver Hoxha hanno un grande significato internazionale. La seconda metà del Novecento è stato uno dei periodi più complessi della storia mondiale. E' stato un periodo di profonde trasformazioni nei rapporti di forza tra le classi, dal momento che dapprima si è creata - grazie alla direzione leninista di Stalin - una situazione favorevole al Socialismo e, successivamente, un capovolgimento di posizioni a beneficio dell' imperialismo che mobilitò tutte le sue forze e svolse un lavoro di sabotaggio contro l' ideologia marxista-leninista, avvalendosi del tradimento revisionista.

In questo arco di tempo il Socialismo, che era avanzato in gran parte del globo, è stato in seguito transitoriamente sconfitto. Si è verificato il crollo del vecchio sistema colonialista, ma è sorto il nuovo sistema neocolonialista, addirittura più sfruttatore ed opprimente del primo. Si è realizzata la rivoluzione tecnico-scientifica che ha dato un impulso potente allo sviluppo delle forze produttive, ed insieme si è approfondita la crisi generale del capitalismo sotto ogni aspetto. E' stato il periodo dell' incremento e dell' espansione dell' imperialismo americano, ma anche dell' inizio della sua decadenza storica. E' stato il periodo della risalita di altri paesi e blocchi capitalistici, come quello europeo e quello giapponese, il periodo che ha visto il crollo del socialimperialismo russo e l' ascesa del socialimperialismo cinese.

Tutti questi mutamenti sono stati accompagnati dalla diffusione di un grande caos ideologico e politico, da divisioni e sbandamenti nelle fila del movimento comunista ed operaio, dall' affermarsi di teorie borghesi e revisioniste sulla inutilità della rivoluzione, sulla sparizione della classe operaia, sulla coesistenza pacifica fra capitalismo e socialismo, sulla democratizzazione della società capitalistica, sulla "fine della storia", ecc.

Tali teorie in realtà hanno avuto un solo scopo: mettere in dubbio prima, e rigettare completamente poi, le analisi e le conclusioni della teoria marxista-leninista. La borghesia è sempre stata consapevole che senza teoria rivoluzionaria non c'è movimento rivoluzionario, che senza il Partito che esprime la coscienza sociale il proletariato sarebbe stato sconfitto.

Nel momento della storia in cui il revisionismo, lo sbandamento, le manovre diversive ed il tradimento più vergognoso erano divenuti l' andazzo quotidiano, in cui tutto sembrava andare a rotoli per il movimento comunista, è emersa la figura di Enver Hoxha, quale grande rivoluzionario e coerente marxista-leninista.

Enver strappò la maschera al revisionismo di fronte all' intero movimento comunista mondiale, denunciò senza pietà la propaganda anticomunista, indicò quale doveva essere la via che la classe operaia ed i popoli devono seguire. Enver dimostrò che quanto avveniva non era che uno zig zag nel lungo cammino della rivoluzione, a cui non erano assolutamente precluse le prospettive. La rivoluzione socialista dunque rimaneva all' ordine del giorno, non come una vaga aspirazione, bensì come questione posta sul tappeto dallo sviluppo stesso delle contraddizioni proprie della nostra epoca. Una questione che andava risolta nella pratica rafforzando la lotta di classe, con la certezza della vittoria finale.

Tale intendimento esprimeva il compagno Enver quando scriveva:
"L'epoca delle rivoluzioni proletarie è appena cominciata. L' avvento del socialismo rappresenta una necessità storica, che deriva dallo sviluppo oggettivo della società.
Ciò è inevitabile. Le controrivoluzioni avvenute finora, come pure gli ostacoli che sorgono, possono prolungare un po' l' esistenza al vecchio sistema di sfruttamento, ma non hanno la forza di impedire la marcia della società umana verso il suo futuro socialista"
(da: "L' EuroComunismo è AntiComunismo").

Uno dei più grandi problemi sorti nel secondo dopoguerra era quello di comprovare che i temporanei mutamenti nel rapporto di forza fra le classi, i nuovi fenomeni e processi manifestatisi nei paesi capitalisti, le recenti espressioni del capitalismo monopolista, la creazione degli organismi sovranazionali, ecc., non rinnegavano il marxismo-leninismo ma confermavano la giustezza delle sue conclusioni. Sulla base dei suoi principi fondamentali era possibile fare una giusta analisi di tutti i cambiamenti intervenuti e giungere a conclusioni esatte e scientifiche.

Fu proprio questo compito difficile e di storica importanza che Enver Hoxha riuscì ad assolvere, approfondendo e sviluppando le analisi e le conclusioni dei classici del comunismo, aiutando le forze rivoluzionarie ed i popoli ad orientarsi correttamente nella lotta contro l' imperialismo.

Generalizzando una moltitudine di fenomeni e di fatti nuovi Enver spiegò che l' imperialismo non ha per nulla mutato la sua natura, che i caratteri rilevati da Lenin non sono scomparsi ma si sono fatti più profondi ed essenziali, e di conseguenza rimangono valide le sue conclusioni. L' imperialismo attuale non è dunque una società "diversa", un capitalismo "ringiovanito" e senza più crisi, ma è il sistema capitalistico che ha raggiunto il suo stadio più elevato e conclusivo, trasformandosi in capitalismo parassitario e aggressivo, al tempo stesso vigilia della rivoluzione proletaria.

Su tali basi Enver ha sempre combattuto chiunque predicava la conciliazione di classe ed ha continuamente difeso la prospettiva della rottura rivoluzionaria e del Socialismo, unica via di salvezza dalla schiavitù e dalla barbarie capitalista ed imperialista.

Il compagno Enver guidò personalmente con saggezza e coraggio la lotta contro il moderno revisionismo in un periodo in cui partiti e stati "socialisti" cambiavano strada dalla sera alla mattina, in cui le correnti socialdemocratiche soffocavano il movimento comunista ed operaio internazionale.

Nel corso degli anni i revisionisti avevano creato una enorme confusione non solo a proposito della questione dell' imperialismo e della rivoluzione, ma anche sulla questione del socialismo, diffondendo ogni sorta di concezioni e modelli antimarxisti, come il "socialismo autogestito", il "socialismo democratico e pluralista", il "socialismo reale", il "socialismo di mercato" e così via.

Lo scompiglio aumentava sempre di più perché i revisionisti presentavano il ripristino del capitalismo nei loro paesi come uno sviluppo ed un perfezionamento del socialismo, mentre la propaganda borghese ha sempre presentato il fallimento del revisionismo come la prova del fallimento del socialismo nel suo complesso.

Senza ombra di dubbio non era facile schierarsi contro queste posizioni, dire "alt!" ai tradimenti più infami, resistere di fronte alla inaudita pressione dell' imperialismo e difendere a spada tratta il socialismo proletario. Eppure per oltre trenta anni Enver ha tenuto alta e portata avanti la bandiera del marxismo-leninismo, conducendo una lotta senza quartiere contro l' imperialismo ed il revisionismo non da posizioni nazionalistiche o per gretti interessi, ma sempre a partire da solide e coerenti posizioni di principio e internazionaliste, senza scendere a compromessi opportunisti.

Alla sua base non c'erano gli interessi contingenti o una visione parziale degli avvenimenti. C'erano i grandi problemi del nostro tempo, i principi e le conclusioni fondamentali della scienza della rivoluzione, le questioni centrali della strategia e della tattica dei comunisti, la lotta senza quartiere all' imperialismo, il ruolo della classe operaia.

Ciò ha fatto di Enver Hoxha e dei suoi insegnamenti un punto di riferimento indispensabile per tutti i veri comunisti, una bussola su cui orientarsi nel groviglio ideologico, una fonte di ottimismo, di fiducia per le forze marxiste-leniniste di tutti i continenti.

I grandi meriti di Enver non si possono limitare a quanto messo in luce...


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I grandi meriti di Enver non si possono limitare a quanto messo in luce e non possono essere nemmeno "ridotti" al fatto di non aver permesso finchè visse l' entrata del revisionismo ed il saccheggio imperialista in Albania. Enver ebbe soprattutto il merito di aver tratto dalla tragedia avvenuta negli altri paesi insegnamenti e conclusioni di grande valore teorico e pratico, per chiudere il varco a questo pericolo anche in futuro, per assicurare la continuità della rivoluzione e della edificazione socialista anche dopo la conquista del potere.

Questa lotta ha una eccezionale importanza per tutto il movimento comunista, rivoluzionario e di liberazione mondiale. L' analisi scientifica condotta da Enver sulle cause oggettive (la pressione della borghesia e la politica egemonica dell' imperialismo USA) e soggettive del revisionismo moderno, la chiara definizione della sua natura, del suo ruolo controrivoluzionario e dei suoi inseparabili legami con l' imperialismo, la lucida denuncia delle numerose correnti e varianti tattiche del revisionismo sia in campo teorico che nella pratica (quella krusciovisana, titista, eurocomunista, cinese, ecc.) costituiscono splendidi esempi di difesa e di sviluppo creativo della teoria rivoluzionaria del proletariato, sono una fonte di inesauribile ispirazione e di insegnamenti per portare avanti questa lotta.

Senza il grande contributo offerto da Enver, senza la sua assoluta fedeltà al marxismo-leninismo oggi le forze comuniste e rivoluzionarie non potrebbero indirizzarsi correttamente, sarebbero sicuramente più indietro e non riuscirebbero a fare strada nella tremenda confusione creata dal revisionismo e dall' imperialismo.

Sbaglia di grosso chi pensa di dipingere la storia del movimento comunista come una notte in cui tutti i gatti sono grigi. Ancor di più ha fatto male i suoi conti chi giudica gratuitamente i marxisti-leninisti al pari dei "dogmatici estremisti" perché si battono con fermezza contro l' opportunismo dilagante, senza scadere nell' economicismo e nel solipsismo. Ad entrambi possiamo solo consigliare di togliersi gli occhiali revisionisti cosicché possano vedere più chiaramente.

A distanza di sedici [Oggi 23, ndr] anni dalla scomparsa di Enver Hoxha l' opera che ci ha lasciato è una pietra di paragone per distinguere gli autentici comunisti dai controrivoluzionari e dai rinnegati. La sua figura di dirigente rivoluzionario ha avuto una funzione altamente positiva ed occupa un posto di rilievo nella storia del movimento comunista ed operaio. Il coraggio marxista, l' ortodossia rivoluzionaria e la lungimiranza del compagno Enver ci devono ispirare nella lotta di tutti i giorni

"Collettivo Scintilla Rossa" (?, ndr)

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ETEROGENESI DEI FINI (?!)

*** Discorso pronunciato da Enver Hoxha in occasione della giornata della proclamazione dell'indipendenza e dell'entrata del governo democratico a Tirana.

28 novembre 1944 ***

Popolo albanese,
In un giorno memorabile come questo, nel 1912, dopo un lungo periodo di servitù, nacque l’Albania indipendente. Quando il nostro paese era minacciato da ogni lato dai nemici esterni, quando per il nostro popolo venivano forgiate nuove catene di servaggio, il vecchio Ismail Qemal, con un pugno di valorosi patrioti, levò alta la bandiera della libertà a Vlorë e il popolo albanese poté respirare. Noi riuscimmo vincitori,ma selvagge tempeste si abbatterono sul nostro sventurato popolo, e quel simbolo di libertà fu calpestato. Se ne fece turpe abuso, esso divenne merce di scambio per i satrapi del passato regime,venne impiegato per coprire le abiezioni e le vessazioni commesse a danno del nostro popolo.
Ma la bandiera del popolo,la bandiera di Ismail Qemal ,veniva conservata immacolata nell’animo dei patrioti albanesi , e quella bandiera fu levata in alto e tenuta dalle mani d’acciaio dei combattenti del popolo passando intatta e indomita fra tempeste e uragani,simbolo della libertà e dell’indipendenza .
Dopo tanti eroici scontri con il fascismo,la bandiera rossa di Vlorë, bagnata dal sangue degli eroi del popolo caduti in questa guerra antifascista,sventola oggi superba nel cielo della libera Albania.
Cinque anni sono trascorsi da quando ci fu imposta la pesante schiavitù fascista,cinque volte per le vie delle città d’Albania,a ogni 28 novembre,si è visto scorrere il sangue degli eroici figli del popolo che si scontravano con le baionette dell’occupatore e dei traditori. Il Giorno della Bandiera divenne un giorno due volte sacro,giorno dell’indipendenza e dell’unità del popolo albanese.
Il 7 aprile del 1939 ci fu imposta la schiavitù, una schiavitù pesante ,fummo invasi dal fascismo, il maggior nemico nostro e dell’umanità. Hitler e Mussolini stavano preparando una grande guerra,
stavano preparando un immane macello. Fummo noi a pagarne il primo tributo. L’orizzonte internazionale era fosco. L’Europa si stava armando con febbre selvaggia, ma in nostra difesa non si levò una voce, eccetto le grida del nostro popolo tradito dai governanti di quel tempo, grida che chiedevano armi per combattere gli italiani.
Il tradimento non conobbe limiti.Gli intriganti della politica,gli speculatori furono pronti a dar man forte all’occupatore,ad abbracciarlo per opprimere il popolo,per farne schiavo ,carne da cannone. Fascisti e traditori operarono sistematicamente per soffocare ogni resistenza,per cancellare ogni sentimento patriottico,per calpestare l’onore del nostro paese,per far scomparire le nostre usanze e la nostra lingua,per colonizzare l’Albania e dar modo agli italiani di riversarsi dal nostro paese sui popoli vicini e sull’Unione Sovietica. Ma pur sotto un terrore estremo nacque la grande resistenza del nostro popolo, il quale si sollevò per riconquistare la libertà che gli era stata tolta.
I barbari fascisti, armati fino ai denti con le armi più moderne e sostenuti dai traditori, si trovarono di fronte i petti dei nostri combattenti,in cui fremeva il sentimento della libertà e il cuore era pregno di una ferrea volontà e di una abnegazione infinita .Si levarono i figli del popolo, pietosi delle sorti della patria ,gravati dalle sofferenze, dalle miserie e dagli affanni del popolo stesso.
Molti di essi, sin dalle prime ore della lotta, si immolarono per quel popolo che tanto amavano, caddero con il canto sulle labbra, felici, poiché sapevano perché combattevano, sapevano che sul loro sangue e sulle loro ossa sarebbe stata edificata la nuova Albania.
Questo era il richiamo,era l’appello che giungeva dal popolo dalla sua avanguardia, la quale gli diceva che sul paese incombeva una mortale minaccia, che occorreva impugnare le armi e con una spietata e incessante lotta liberare la patria.
Il popolo albanese udì l’appello dei suoi figli. E comprendendo che il sangue sparso nelle vie delle città e dei villaggi era il suo sangue impugnò le armi.
Così ebbe inizio la nostra gloriosa Lotta di liberazione nazionale. Una lotta impari,perché noi non avevamo armi, eravamo scalzi e affamati, ma eravamo forti, poiché ci battevamo per una grande causa,ci battevamo per liberare il popolo, per portargli giorni felici, per vendicarci dei nemici che cercavano di soffocarci nel sangue. Eravamo un piccolo popolo di fronte a una grande belva; ma eravamo forti,poiché nutrivamo nei nostri cuori un odio immenso per coloro che avevano calpestato i nostri focolari e ci avevano depredato di tutto ciò che avevamo.
Impugnammo le armi e ci gettammo nella lotta poiché eravamo sicuri della vittoria sapendo che la giustizia era dalla nostra parte e che in questa lotta non eravamo soli. Tutto il mondo antifascista e amante del progresso, unito in un solido blocco, era in guerra contro lo stesso nemico: il nazismo e il fascismo, nemico dell’umanità.
Popolo albanese,
Tre anni di lotta armata, di pagine scritte nella storia del paese col sangue più puro dei figli e delle figlie d’Albania. Il nostro movimento di liberazione nazionale crebbe e si rafforzò, sviluppando una spietata lotta armata e politica . I nostri nemici erano forti e astuti,essi ricorsero al terrore e alla demagogia, impiegarono tutte le loro forze per soffocare la nostra resistenza.
I traditori del nostro Paese, Mustafa Kruja, Mehdi Frashëri,Ali Këlcyra, Mithat Frashëri, Abaz Kupi, Shefqet Vërlaci e tutti gli altri collaborazionisti, impiegarono tutti i mezzi per dividere il nostro popolo; la loro demagogia era sottile e in principio una parte del popolo si lasciò fino ad un certo punto trarre in inganno da questi banditi, ciechi strumenti sempre pronti a servire i nostri nemici interni ed esterni.
Le organizzazioni del Balli Kombëtar, del Legaliteti e tutte le altre organizzazioni terroristiche divennero armi attive degli occupanti e con inaudita ferocia si scagliarono assieme ai tedeschi sul popolo, massacrando in massa gli innocenti, donne, vecchi e bambini, commettendo rapine e stupri.
Questi assassini vomitarono fuoco e fiele contro il nostro movimento di liberazione nazionale, contro il nostro esercito, ma il nostro movimento non si piegò, poiché esso aveva solide basi,poiché esso era un movimento popolare,un movimento democratico e progressista. Nel nostro Fronte di liberazione nazionale si riunì la parte onesta del popolo che lavora, del popolo che si guadagna il pane col sudore della fronte e non con l’inganno e il tradimento.
Il nostro Fronte di liberazione nazionale riunì tutti gli elementi democratici, senza distinzione di tendenza politica o religiosa, esso divenne l’organismo sano, capace di attuare questo difficile e nobile compito. Il nostro Esercito di liberazione nazionale, cresciuto e temprato in cruente battaglie, era un esercito del popolo, in cui i contadini, gli operai, gli intellettuali, uniti come un sol uomo, si battevano per uno scopo comune, per l’Albania libera, per un’Albania indipendente, per una democrazia popolare. E dopo tre anni di sforzi eroici, dopo aver sparso tanto sangue,patito tante sofferenze e fatto tanti sacrifici, noi vincemmo sgominando il barbaro tedesco e i traditori che erano al suo servizio.
In questi tre anni di lotta, il nostro Fronte di liberazione nazionale divenne una realtà, furono creati i Consigli di liberazione nazionale, organi della lotta e basi del potere,e questi si rafforzarono e divennero l’autentico potere democratico del popolo. Questo nuovo potere popolare ha fatto piazza pulita del vecchio potere,divenuto cieco strumento al servizio dell’occupante e dei traditori .
Per creare il Fronte e il potere popolare hanno dato la propria vita migliaia di figli d’Albania, i quali si sono battuti con abnegazione perché erano certi di assicurare così un felice avvenire al nostro popolo. Il nostro movimento, con la sua giusta piattaforma politica,ha dischiuso al popolo vaste prospettive indicandogli la via della vittoria . Il nostro movimento di liberazione nazionale, che aveva per obiettivo l’unione di tutto il popolo albanese,si è sforzato di provare con il sangue versato e di far comprendere ai fuorviati che la strada da essi seguita era nefasta per la nostra patria .
Il Comitato antifascista di liberazione nazionale e la presidenza del Consiglio antifascista d’Albania, con l’appello indirizzato agli elementi che ancora militavano nelle file del nemico, hanno fornito un’altra prova concreta degli scopi cui tendeva il nostro movimento.
Dopo tre anni di eroici sforzi, dopo tanto sangue versato,siamo usciti vincitori. Il sanguinario nemico tedesco è stato cacciato da quasi tutto il nostro paese, sono state sgominate le bande di reazionari,colpevoli di fratricidio e oggi, il 28 novembre, viene celebrato con indescrivibile entusiasmo da tutto il popolo albanese che ha conquistato la sua libertà a prezzo del suo sangue . Oggi nella Tirana liberata dopo un’aspra battaglia combattuta strada per strada e casa per casa, oggi nella capitale dell’Albania libera e democratica, tra questa popolazione eroica che si è mantenuta irremovibile all’avanguardia della nostra lotta e che i massacri dei tedeschi e dei traditori non sono riusciti a piegare, ma gli hanno dato maggior vigore, è giunto il Governo democratico d’Albania.
Popolo albanese,
La nostra lotta vittoriosa ha elevato il prestigio del nostro paese, ha fatto si che il nome d’Albania e di albanese sia onorato in tutto il mondo progressista,che si parli di noi con rispetto, poiché noi ci siamo...
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Popolo albanese,
La nostra lotta vittoriosa ha elevato il prestigio del nostro paese, ha fatto si che il nome d’Albania e di albanese sia onorato in tutto il mondo progressista,che si parli di noi con rispetto, poiché noi ci siamo mantenuti e ci manteniamo fedeli alla grande alleanza del blocco antifascista, poiché noi abbiamo sparso il nostro sangue a rivoli a fianco dei nostri alleati che si battevano eroicamente per salvare l’umanità dalle grinfie del nazismo tedesco .
La nostra eroica lotta era strettamente legata alla lotta dei nostri grandi alleati: Unione Sovietica, Inghilterra e America, era strettamente legata alla lotta dei popoli asserviti. Durante la nostra lotta noi eravamo mossi da una fiducia irremovibile nella vittoria, poiché avevamo il grande appoggio dell’alleanza anglo-sovieto-americana .Quando la gloriosa Armata rossa, quella stessa Armata rossa
che ora marcia verso Occidente per il decisivo attacco all’ultimo bastione hitleriano, guidata dal grande stratega dei tempi moderni, il maresciallo Stalin, sgominava senza pietà le orde hitleriane, liberava i propri territori, nel nostro popolo si rinnovavano e si moltiplicavano le energie che lo sostenevano nella lotta, aumentavano il suo vigore e la sua fede.
Le splendide vittorie dell’Armata rossa erano anche le vittorie nostre e del mondo intero,poiché costituivano il principale fattore per la distruzione del nazismo .
Grazie a queste vittorie, la lotta di liberazione nazionale dei popoli asserviti ha acquistato nuovo vigore; queste vittorie dell’Armata rossa hanno contribuito a farci giungere a questo giorno che oggi celebriamo con tanto splendore. E il nostro piccolo, ma invitto popolo, rivolge ai popoli eroici dell’Unione Sovietica e all’Armata rossa di chiara fama l’espressione della sua infinita riconoscenza.
In questa lotta immane, l’Inghilterra e gli Stati Uniti d’America non si lasciarono piegare dal nazismo tedesco, hanno combattuto e combattono con valore per la causa comune. La guerra condotta da loro sui mari, in terra e nei cieli, che arreca tanti danni alla macchina bellica tedesca, è un valido aiuto per il nostro popolo. L’apertura del secondo fronte e l’annientamento della resistenza tedesca in Francia servono ad affrettare la vittoria finale .
Nella sua Lotta di liberazione nazionale, il nostro popolo ha avuto il sostegno dell’eroica lotta dei popoli della Jugoslavia. I nostri popoli,vicini e fratelli,sin dai primi giorni dell’occupazione,si sono impegnati in una risoluta lotta di liberazione. Il nostro esercito e quello jugoslavo versarono il loro sangue fianco a fianco sui campi di Kosova e della Metohija; i nostri soldati e quelli jugoslavi si fasciavano a vicenda le ferite riportate in aspre battaglie contro lo stesso nemico e col sangue si forgia l’amicizia; le nostre brigate, che hanno ricevuto l’ordine di non lasciare uscir vivo nessun tedesco dal nostro paese, si stanno trasferendo in Montenegro, dove assieme alle brigate jugoslave metteranno fine alla resistenza tedesca in quelle zone .
Col sangue e con le comuni sofferenze si sta cementando l’amicizia fra il nostro popolo e i popoli della Jugoslavia . In questo giorno di grande festa per il nostro paese, noi inviamo il nostro saluto ai popoli fratelli di Jugoslavia .
Con il vicino popolo greco abbiamo combattuto e versato assieme il nostro sangue,ci siamo fasciati a vicenda le ferite in questa comune lotta antifascista, ed è nostro desiderio di mantenere sempre buone relazioni con questo nobile popolo. Notiamo con rincrescimento che le bande scioviniste e reazionarie di Zerva stanno martirizzando la minoranza albanese,la depredano dei suoi beni e la espellono dai suoi territori .Elementi di Zerva passano clandestinamente il nostro confine, uccidendo e ferendo i nostri partigiani. Non tollereremo simili atti nel nostro paese. Il primo ministro greco Papandreu, ha avanzato delle pretese di annessione per le nostre regioni di Gjirokaster e di Korçë, che a lui piace chiamare Vorio-Epiro. Certamente simili pretese non facilitano il mantenimento di buoni rapporti con i nostri vicini del Sud.
I nostri confini sono indiscutibili, poiché al loro interno non vi è che terra nostra, la terra lasciateci in retaggi dai nostri avi e che noi abbiamo bagnato del nostro sangue. Nessuno avrà l’ardire di toccarli, poiché sapremo difenderli.
Il nostro movimento di liberazione nazionale ha riconosciuto alla minoranza greca in Albania diritti uguali a quelli della popolazione albanese. Il Governo democratico d’Albania garantirà alla minoranza greca nel nostro paese le libertà e i diritti democratici e nazionali, per i quali i figli di questa minoranza hanno combattuto eroicamente nelle brigate dell’Esercito di liberazione nazionale.
Popolo albanese,
Oggi ha inizio una nuova pagina della nostra storia, una pagina che dipende da noi rendere, e la renderemo, altrettanto gloriosa quanto lo è stata quella della nostra lotta contro l’occupatore. E questa è la pagina della lotta per la ricostruzione dell’Albania, per l’edificazione della sua economia, per l’edificazione della cultura e dell’istruzione del nostro popolo,per l’elevamento del suo livello sociale, economico e politico. Il nostro movimento ha intrapreso in momenti critici una gigantesca e impari lotta,uscendone vincitore,poiché il nostro popolo si unì come un solo uomo attorno al Fronte di liberazione nazionale. Il nostro movimento di liberazione nazionale intraprenderà anche questa seconda lotta e ne uscirà vincitore,poiché questo è il testamento spirituale di coloro che sono caduti sul campo dell’onore,poiché a questo è collegata la vita di tutto il popolo e il suo avvenire.
I nazisti tedeschi e i traditori hanno seminato orrore e lutti nel nostro paese, intere regioni sono in cenere, l’agricoltura è in sfacelo, l’economia del paese ha subito gravi danni, migliaia di famiglie sono all’aperto, senza tetto e senza pane, devono essere aperte le scuole, occorre salvaguardare la salute della popolazione. Tutti questi importanti compiti potranno essere assolti, se rafforzeremo il nostro potere e porteremo alla guida del paese quegli uomini a cui sta a cuore il popolo .
Perciò ci si pone il dovere di dare ogni cosa per il potere, di renderlo forte e affinché esso possa attuare tali compiti di vitale importanza, tutto il popolo gli si mobiliti attorno.
Rafforziamo il nostro Fronte di liberazione nazionale ed esso riunisca nelle sue file tutto il nostro popolo, alimentandolo della nostra giusta politica, legandolo strettamente al potere e rendendolo cosciente dei compiti che gli si prospettano. Dobbiamo renderci conto anche ora, così come lo abbiamo compreso durante la lotta armata che per assolvere questi compiti, per assicurare al popolo una vita più felice e più prospera, è necessario che il popolo intero partecipi a questa grande opera .
Nessun albanese onesto rimanga fuori del Fronte, nessuna energia venga sprecata. In occasione della festa del 28 novembre, in occasione della liberazione di Tirana, la presidenza del Consiglio antifascista di liberazione nazionale concede una amnistia generale per tutti i membri del Balli Kombetar,del Legaliteti e delle altre organizzazioni che hanno collaborato con l’occupatore; sono esclusi da questa amnistia tutti i criminali di guerra, coloro che hanno ucciso, incendiato, violentato e che hanno rapinato i beni del popolo.
Questo è un altro fatto che testimonia gli elevati scopi del movimento che ha combattuto e che combatterà per il popolo,di quel movimento che ha come suo principio la massima giustizia.
L’Albania tutta diventi un cantiere di lavoro,in cui grandi e piccoli comprendano che non lavorano per gli stranieri, ma lavorano e costruiscono per il proprio paese . E per il nostro paese, per il quale non abbiamo risparmiato neppure la vita, non dobbiamo risparmiare il nostro sudore e la nostra fatica.
Dobbiamo dedicare tutte le nostre forze affinché il nostro esercito, grande fattore di questi successi,sia potenziato e divenga un esercito moderno nel vero senso della parola. Esso sia il vero difensore del popolo e del suo potere. Per assolvere tale compito essenziale, è necessario che facciamo del nostro esercito un esercito veramente cosciente e politico, poiché solo così esso sarà in grado di concludere la lotta con il massimo successo e di divenire vivo usbergo degli interessi del popolo .
Popolo albanese,
I frutti della tua lotta eroica dovrai raccoglierli tu stesso,perché spettano a te e tu li hai pagati al prezzo del tuo sangue. Affinché i banditi, gli speculatori, gli intriganti e i politicanti imbroglioni, coloro che son usi a vivere alle nostre spalle e che ci ha succhiato il sangue, non possano strapparceli e sottrarceli, serriamo le nostre file più forte che mai, riuniamoci tutti attorno al potere, al Fronte, al Governo democratico e così uniti procediamo verso gli obiettivi a cui tendiamo, e che sono il miglioramento della vita sociale ed economica del nostro paese.
Evviva l’Albania libera e democratica !
Evviva il popolo albanese !
Evviva l’Esercito di liberazione popolare !
Evviva i nostri grandi alleati :Inghilterra,Unione Sovietica e America !
Evviva la fratellanza dei popoli dei Balcani amanti della libertà !
Evviva l’eroico popolo di Tirana !

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>Caro Ritvan , se te la senti (entrando nel merito delle questioni, tieni conto che in Occidente ci hanno raccontato un sacco di balle alle quali molti hanno creduto per Wishful Thinking, in fondo legittimo, di un Mondo Migliore) ci sarebbe anche da replicare ai Kompagni di
"Scintilla Rossa" (+ O -).
by Davide<

Ma non ci penso neanche a tentar di lavare la testa rossa asinina:-) e ribattere a cretinate ideologizzate che sembrano uscite da un ciclostile della "Casa del Popolo" degli anni '50.

Per descrivere il "successo" del regime di Enver Hoxha basta un breve e semplice excursus storico:

- Nel 1939 l'Albania fu invasa ed inglobata nell'Impero mussoliniano. I cittadini albanesi potevano entrare nella penisola italica e stabilirvisi. Ma nessuno lo fece. Perché? Perché non vi avrebbe trovato alcun vantaggio, rispetto all'Albania.

- Gli anni della IIGM non risparmiarono né l'Italia né l'Albania, in quanto a danni materiali.
Pertanto, quando Enver Hoxha andò al potere ereditò una situazione economica più o meno paragonabile a quella italiana. In più - ricordiamocelo - estorse con la forza alla borghesia albanese circa 300 tonnellate d'oro, che, per un piccolo paese come l'Albania non era poco.

- Quando nel 1990 il regime fondato e capeggiato per 40 anni da Hoxha tirò le cuoia (solo 5 anni dopo il suo fondatore) centinaia di migliaia di albanesi disperati cercavano di raggiungere con ogni mezzo le coste italiane, per "farsi sfruttare" dal biekissimo kapitalismo italico.

Ecco, in conclusione, un capo che lascia il suo popolo in una miseria ben più grande di quella in cui l'aveva trovato, è da buttare nella pattumiera della Storia. Senza "se" e senza "ma".

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sabato, 12 aprile 2008

Ma siamo sicuri che quello lì ...

>Ma siamo sicuri che quello lì
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Materiale quasi tutto in Albanese, ndr by Davide
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fosse vero socialismo reale e non capitalismo di stato ?
Ubaldo<

Sì, siamo sicuri, fintantoché tu non ci porti un esempio concreto e già applicato di paese dal "socialismo reale", come lo intendi tu.


>Enver Hoxha non è stato anche inizialmente un eroe della lotta antifascista per l' indipendenza e la libertà dell' Albania ?<

No. Non si conoscono suoi atti "eroici". Anzi, lui stesso, nei suoi diari (pubblicati dopo la morte), nelle vesti di Comandante in Capo dell'Esercito Partigiano albanese confessava candidamente che la pistola inglese che figurava nella sua cintura nelle foto d'epoca (dono della missione alleata presso il suo comando e foto in cui appare decisamente in sovrappeso) non aveva mai sparato un solo colpo.

Inoltre, ti faccio umilmente presente che l'Albania perse la sua Indipendenza&Libertà esattamente il 7 aprile del 1939, quando fu invasa dall'esercito del DVX e annessa all'Impero Italiano. Ebbene, da quel di' e fino all'autunno del 1941 (ovvero più di due anni buoni) i comunisti albanesi - fra cui il nostro "eroe" - non lanciarono nemmeno un petardo contro gli invasori, continuando tranquillamente a farsi gli affari propri. Molto strano per cotali Eroi Anelanti Indipendenza e Libertà, non ti pare?:-)

>Poi "dopo" si è lasciato troppo prendere dal potere, d'accordo.<

Sì, sì, è stata proprio colpa del Potere, quel maledetto, che Enver Hoxha di suo era un agnellino:-)
Mi spiace deluderti, kompagno, ma ti riporto solo due episodi per dimostrarti che non è così.

1. L'8 novembre 1941, si riunirono - dietro ordine del Comintern - a Tirana i rappresentanti dei diversi (una mezza dozzina, circa) gruppi comunisti albanesi per formare il Partito Comunista Albanese, il quale poi doveva dare avvio - siempre secondo le direttive del Comintern e solo DOPO che Hitler aveva rotto nel giugno di quell'anno la comunella con Stalin - alla Gloriosa Lotta Partigiana per gli interessi...del Comintern stesso, naturalmente.
Ebbene, come delegati del Comintern alla riunione erano presenti - inviati da Tito, su "delega" di Stalin - il serbo Dusan Mugosha e il montenegrino Miladin Popovic. I quali praticamente imposero al neonato Partito Comunista come Segretario Generale l'oscuro ex prof di liceo e non laureato Enver Hoxha. Come i serbi (comunisti o meno) amassero l'Indipendenza e la Libertà dell'Albania lo sanno anche i bambini dell'asilo da noi, pertanto la scelta di Hoxha dimostrava che i "delegati" conoscessero bene i loro polli. Cosa che venne ampiamente dimostrata dal come Hoxha ridusse l'Albania in seguito.

2. Il 5 maggio del 1942, la casa in cui alloggiava quella notte Qemal Stafa, leader carismatico della Gioventù Comunista albanese, membro del Politburo del PC albanese, poeta ed intellettuale dallo spessore 100 volte maggiore di Hoxha, fu circondata dalle forze d'occupazione e milizia fascista locale. Stafa morì combattendo. Ebbene, dove Stafa avrebbe alloggiato quella notte lo sapevano solo due persone: la sua fidanzata - con cui era in ottimi rapporti e non le metteva affatto le corna, a scanso di equivoci:-) - e...appunto Enver Hoxha.
Pertanto, caro compagno, il Potere dà alla testa solo a chi è deciso a conquistarselo, a qualsiasi prezzo. Come Enver Hoxha. 
 
 
Siempre a proposito del tiranno paranoico Enver Hoxha e del regime criminale ed inefficiente che instaurò.
Nel Comitato Centrale del PC d'Albania, subito dopo la II GM, c'era come Segretario anche il compagno Seifullah Maleshova. Un fior di intellettuale, laureato all'estero in Economia e Commercio, nonché insigne poeta (oggi le sue opere letterarie, come quelle di Stafa menzionato in precedenza, occupano un posto di tutto rispetto nelle antologie letterarie scolastiche albanesi) e, politicamente parlando, piuttosto tendente alla socialdemocrazia.

Mio nonno materno mi ha raccontato che nel 1945 Maleshova, incaricato dal Partito di occuparsi del commercio con l'estero, invitò a Tirana i più importanti commercianti albanesi - fra cui mio nonno, appunto - per anticipare loro la politica che lui intendeva applicare nel settore e chiedere il loro parere.
La politica da lui proposta sarebbe stata questa: i commercianti avrebbero seguitato a recarsi all'estero per commercio, ma ora non più come privati, bensì come "agenti commerciali del governo", pagati in percentuale sul guadagno. Così avrebbero potuto mettere al servizio del governo l'esperienza e i contatti commerciali accumulati nei decenni e contribuire al risollevamento dell'economia del paese.
Ovviamente la prospettiva non era esaltante per chi tutta la vita aveva lavorato - e guadagnato - in proprio. Ma proposta da un governo comunista - e i commercianti sapevano cosa era successo ai loro "colleghi" nella Russia di Lenin&Stalin - era più di quanto si potesse sperare.
Pertanto tutti i presenti accettarono l'offerta senza esitazioni.
Ebbene, non passò molto tempo che il Glorioso I Segretario del Partito Enver Hoxha annunciò di aver scoperto in seno al Partito un "gruppo deviazionista di destra", capeggiato proprio da Seifullah Maleshova. Quest'ultimo venne rimosso da tutte le proprie funzioni, espulso dal Partito e mandato a fare il guardiano di porci in un sovkhoz. (Nelle sue memorie il tiranno rosso ricorda con sadico compiacimento di averlo visto, ridotto come si può ben immaginare, durante una sua visita al sovkhoz). Maleshova morì molti anni dopo di morte naturale, da pensionato in miseria e credo sia stato l'unico caso simile di trattamento "moderato" in tutta la storia del PC d'Albania (gli altri "deviazionisti" sono morti o fucilati subito dopo processo farsa o nei gulag).
Ovviamente del piano di Maleshova per il Commercio con l'Estero non se ne fece nulla. A vendere i prodotti albanesi in Europa e comprare lì quel che serviva all'Albania furono inviati i soliti kompagni che non avevano mai saputo nemmeno tenere i conti di famiglia nelle loro miserabili baracche. E i risultati non tardarono a vedersi:-)
I commercianti, invece, furono torturati a morte (a volte furono, invece, torturati davanti ai loro occhi i loro familiari) perché rivelassero dove avevano nascosto il loro oro (non c'era sistema bancario in Albania, pertanto tutti i guadagni venivano convertiti in oro).
Alla fine, a seguito di tali misure, il regime si trovò ad aver rapinato circa 300 TONNELLATE D'ORO (nel conto non ci sono i gioielli e le monete d'inestimabile valore numismatico: ho ottenuto dall'Archivio di Stato albanese copia del processo verbale del sequestro del "tesoro" di mio nonno materno, in cui figurano - fra l'altro - anche monete d'oro di Alessandro Magno!).

P.S. Ma, come si dice "la farina del diavolo finisce in crusca". Una buona parte del tesoro insanguinato finì nelle mani del primo "padrone" di Hoxha, ossia J.B. Tito, come "ricompensa" per l' "aiuto internazionalista" che la Jugoslavia comunista dava alla "povera" (con 300 tonnellate d'oro!) Albania. Il resto - dopo la rottura con Tito e cambio di padrone - fu portato a Mosca, dietro richiesta di Stalin. E lì rimase, dopo la rottura anche con Mosca ai tempi di Kruscev.
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>E' vero che Stalin eliminò 99 dirigenti del Poltiburo di Lenin su 103
(o giù di lì)? Francesco<

Se le cifre sono esatte credo che si tratti del Comitato Centrale del PCUS,
non del Politburo. Quest'ultimo era un organo abbastanza ristretto:
non so quanti membri avesse in URSS, ma p.es. in Albania erano sempre 13*
 (sarà per questo che le cose ci sono andate di merda?:-) ) e, siccome
 copiavamo tutto dall'URSS, non credo che quest'ultimo ne avesse un centinaio.

* Quando lo stalinista Enver Hoxha morì nel 1985, nel Politburo non era rimasto
 nessuno di quelli che lo componevano all'inizio del regime (1945).
 E nessuno degli scomparsi era morto di morte naturale:-).

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sabato, 22 marzo 2008

Già che ci sono, mi faccio un po' di autopromozione:-)



Martedì, 18/03, l'Ambasciatore Romano ha pubblicato sulla pagina dei lettori del "Corsera" una mia lettera, corredata di risposta:

Il riconoscimento
Caro Romano, lei conclude la risposta a un lettore dicendo: «L’Unione europea ha fatto del superamento dei confini nazionali uno dei suoi principali obiettivi. Con il riconoscimento del Kosovo indipendente ha clamorosamente contraddetto se stessa». Va bene che lei è stato sempre contrario all'indipendenza del Kosovo, ma non le pare di esagerare un pochino affermando che l'Ue ha riconosciuto il Kosovo indipendente? A me risulta, invece, che l'Ue in quanto tale non ha preso alcuna posizione, lasciando «libertà di scelta» ai Paesi membri.
Ritvan Shehi, Roma,


"I membri dell’Unione che non hanno riconosciuto il Kosovo sono quattro (Spagna, Slovacchia, Romania e Cipro). Ma tutti hanno approvato l’invio di una missione composta da circa 3.000 fra poliziotti e magistrati. S. Romano"

Io rispondo e lui mi pubblica di nuovo venerdì, 21/03.

Il riconoscimento
Caro Romano, mi permetta di insistere nel ribadire che l’Ue in quanto tale non ha riconosciuto ufficialmente la Repubblica del Kosovo. Il «riconoscimento di uno Stato» è un atto diplomatico formale con precisi requisiti, che nulla ha a che spartire sul piano del diritto internazionale con invii di poliziotti, magistrati, medici o quant’altro in quello Stato. Inoltre, su 27 Paesi Ue, quelli che non riconoscono il Kosovo sono 5 e non 4: nel suo elenco manca la Grecia, Paese notoriamente e storicamente antialbanese e antiislamico.
Ritvan Shehi - Roma


Insomma, caro Davide, Sergio Romano sarà anche - io credo principalmente in quanto ammiratore del cosiddetto "animo slavo" che ha avuto occasione di apprezzare quando era ambasciatore a Mosca - contrario all'indipendenza del Kosovo, ma devo riconoscere che rimane comunque un galantuomo come giornalista e uno dei pochi veri liberali italiani esistenti a un certo livello.

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lunedì, 03 marzo 2008

Delucidazioni slavoturcobalcaniche

Mi permetto di copincollare qua il commento di un certo Pierluigi ad un altro articolo "antiserbo" della De Lellio :

°°°
**Articolo :

http://www.loccidentale.it/node/10649
 



°°°

Pierluigi
Ecco, "professoressa" Di Lellio...

...Un breve video sulla "tolleranza" e lo "spirito multietnico" che animano la comunità albanese di Kosovo e Metohjia:

http://www.salvaimonasteri.org/Video/Enclave_Kosovo_MQ.wmv
 

Incollatelo nella barra degli indirizzi e riflettete.


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Beh, caro Discepolo, ho lasciato a mio nome questo commento nel sito da te indicato:

Lo so che qui si dice "a lavar la testa all'asino ci rimetti in tempo, fatica e sapone e per di più rischi di beccarti qualche calcio". Però lo sporco lavoro di tentare di disincrostare delle ignorantissime teste asinine legaliolo-fascio-kossuttiane italiche qualcuno lo deve fare (mentre gli slavi Ratko, Irina & co. hanno tutto il diritto di "tifare" per la loro "squadra" slava).
Procediamo in ordine cronologico:

1. E' falso quel che di pseudostorico scrive "mj23".
a) Il Kosovo non è appartenuto ai serbi "da sempre", visto che i testi di storia (ma non quelli a fumetti che legge lui) datano la calata dei serbi nei Balcani nel VII secolo d.C. Stettero nella periferia dell'Impero bizantino, come servi (da cui "serbi"), finché nel 1200 il loro più grande re, Stefan Dusan conquistò non solo il Kosovo ma tutta l'Albania e buona parte della Grecia (a quel tempo risalgono i più antichi luoghi di culto serbo-ortodossi in Kosovo). Che dite, cari legaioli, dobbiamo dare alla Serbia anche tutta l'Albania e metà della Grecia, visto che lì i serbi "c'erano da sempre"?
b) E' falso che i turchi abbiano portato in Kosovo "albanesi islamici". Solo un decerebrato (a parte i serbi che c'hanno la loro convenienza a dirlo) può pensare che i turchi, invece di insediare nella fertile pianura del Kosovo i loro poverissimi contadini della desertica anatolia, c'insediavano gli albanesi che li odiavano e insorgevano appena ne avevano l'opportunità!
c) Affermare che gli albanesi sono diventati maggioranza in Kosovo nel corso del '900, scacciandone i serbi, dimostra grandissimo sprezzo del ridicolo. Tale crassa ignoranza non tiene conto che il Kosovo fu conquistato dall'esercito serbo nel 1913 e fino al 1939 il popolo kosovaroalbanese fu soggetto a repressioni tali da far invidia perfino a Milosevic, Arkan & co. Tranne due brevi parentesi delle guerre mondiali, i kosovaroalbanesi rimasero sempre sotto il tallone dei serbi, anche quando dopo il 1960 il croato-sloveno Tito non permise più carneficine serbe ai loro danni.

2. E' falso anche quello che scrive Antonio. Fin dall'inizio (fine del '300) gli albanesi combatterono contro gli invasori ottomani. Chi non legge "la storia dei Balcani for dummies" edita da Borghezio & Calderoli sa che nella famosa battaglia del Kosovo Polje presero parte con i loro eserciti nella coalizione antiottomana anche due principi arber (albanesi). Se Antonio si prendesse la briga di andare in piazza Albania a Roma vedrebbe il monumento di un certo Skanderbeg, principe albanese del XV secolo...chissà perché l'avranno messo lì?
Ah, uno curiosità storica: quando Skanderbeg col suo esercito si mosse per raggiungere la coalizione antiottomana capeggiata dall'altro eroe della resistenza antiottomana, Hunyadi, a Varna (dove poi la coalizione, senza Skanderbeg, sarebbe stata sconfitta dai turchi) indovinate un po' chi gli sbarrò la strada col suo esercito? Ma Brankovic, il re dei valorosissimi et antiottomanissimi serbi, nonché suocero del Sultano turco (eh, sì, il cristianissimo serbo Brancovic aveva messo la propria figlia nel letto del Sultano!). Ma andate a cagare, 'gnurant!

3. Gli albanesi - sostenuti anche dai veneziani -proseguirono la lotta frontale fin quasi alla fine del XV secolo. Poi furono inesorabilmente invasi, come i serbi e altri popoli. Però, le insurrezioni non cessarono mai e due regioni, Mirdita al nord e Himara al sud non vennero mai occupate e conservarono la libertà, usi, costumi, religione cristiana e diritto di portare armi fino all'indipendenza dell'Albania. La conversione degli albanesi all'islam iniziò lentamente solo nel XVI secolo e si esaurì alla fine del XIX secolo, portando a circa 65-70% della popolazione all'islam, mentre 20 % restarono ortodossi al sud e 10-15 % cattolici al nord.

4. E falso quanto delirano i legaiol/fascio/kossutiani di cui sopra a proposito di "estremismo islamico albanese" in Kosovo. Non c'è, non c'è mai stato. Ma se c'è, allora di esso fa senza dubbio parte (un komplotto Vatikano contro i "fratelli" serbi, insomma) anche il Vescovo CATTOLICO (cattolico come voi, imbecilli decerebrati, mica un imam barbuto e intabarrato) di Pristina il quale a Natale 2007 così ha predicato:"Questo è l'ultimo Natale che celebriamo senza l'indipendenza del nostro Paese. Ci meritiamo questa benedizione al pari di altre nazioni democratiche indipendenti da lungo tempo".
(http://www.businessonline.it/news/5532/kosovo-indipendente-vescovo-se-lo-augura.html)
5. Che degli italiani, nipoti e bisnipoti di quelli che si agitavano come ossessi nelle adunate oceaniche sotto il balcone di Piazza Venezia rinfaccino ai kosovaroalbanesi l'alleanza con Mussolini e con Hitler, dimostra ancora una volta che nel paese di Pulcinella le facce di tolla continuano ad abbondare. Anche senza orbace e olio di ricino!

6. Quello di chiese e monasteri serbi distrutti nel 2004 dai kosovaroalbanesi e vecchia storia trita e ritrita: ne hanno parlato anni fa Sgarbi, Socci (che ne fece anche un disgustoso reportage quando stava alla RAI). Ma stranamente nessuno menziona quello che fecero PRIMA, ovvero nel 1999, gli sgherri di Milosevic, Arkan & co: moschee e CHIESE CATTOLICHE (si, come le vostre, legaioli di m...) rase al suolo. Beh, i kosovaroalbanesi musulmani e cattolici hanno reso agli invasori serbi pan per focaccia.

Mi dispiace che una persona seria e preparata come la sig. ra Di Lellio venga presa a pesci in faccia da simili esponenti della crassa ignoranza italica. La stessa ignoranza che - come c'informano i media in questi giorni - ha fatto scrivere qualche giorno fa ad un laureato in giurisprudenza che partecipava al concorso per magistrato "Il Tribunale dell'Aiax". Con gente ignorante e fiera di esserlo come voi non solo la Spagna, ma anche Grecia e Portogallo sorpasseranno l'Italia, e perfino La Repubblica "Islamica" del Kosovo lo farà in un futuro non tanto lontano!

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Sul sito non lo vedo ....
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Io l'ho postato, poi se hanno deciso di "filtrare" (e magari hanno fatto bene, vista la monnezza legaiola che è piovuta addosso alla Di Lellio) cazzi loro! Magari lo riposto domani...
Ciao
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Adesso lo trovi, Carissimo. Confermato, selezionano i commenti.
Vi ho imviato un altro commento che ti incollo qui sotto in anteprima:-).

Ciao

Ritvan

Trovo ineccepibile il commento di Giovanni Alessi; inoltre apprezzo molto i ringraziamenti di Arsim e Miriam, ma credo che la verità non abbia bisogno di ringraziamenti.
La storia dei Balcani del '300-'400 è molto più complessa della leggenda agiografica che gli agitprop serbi tentano di spacciare al cittadino europeo medio per basse ragioni di bottega attuale.
Per parlare solo della Battaglia del Kosovo del 1389, su cui i serbi non la smettono di piangere e tentare di spacciarsi come agnelli sacrificali, immolatisi quel giorno senza scampo e caduti seduta stante sotto la tirannia ottomana solo per difendere il Mitico Occidente.
Scrive lo storico americano dell'Università del Minnesota Thomas A. Emmert nel volume "Kosovo: Legacy of a Medieval Battle", eds. Wayne S. Vucinich and Thomas A. Emmert (Minnesota Mediterranean and East European Monographs v.1, 1991) (un capitolo è riportato nel sito in inglese
):
"Alcune fonti descrivono la Battaglia del Kosovo del 1389 come una disfatta dei serbi. Ma come abbiamo visto, questo punto di vista non è supportato dalle fonti storiche contemporeanee all'evento.....Le fonti contemporeanee all'evento..sono generalmente ambigue sull'esito della battaglia. Anche l'Anonimo Cronista Fiorentino, il quale parla di una vittoria ottomana non è convinto che ci sia stato un decivo trionfo per i turchi. Il suo sottolineare le grosse perdite in battaglia e durante la via della ritirata (il nuovo sultano, Bayazed, figlio del sultano Murad che rimase ucciso anch'egli, si ritirò nell'Anatolia con i resti dell'esercito subito dopo la battaglia-ndr) sembra suggerire che quella dei turchi sia stata, nel migliore dei casi, una "vittoria di Pirro". Solo dopo molte generazioni, sotto l'influenza delle croniche ottomane, anche gli occidentali cominciarono a descrivere la battaglia del Kosovo come una sconfitta dei serbi..... La principessa Milica (vedova del principe Lazar, comandante in capo della coalizione cristiana-ndr) continuò a regnare, pagando un tributo al Sultano e dandogli in moglie la figlia Olivera....Nel 1402 il successore (e figlio) di Lazar, Stefan Lazarevic accompagnò con le sue truppe il sultano Baiazed nella sua guerra a Tamerlano....Anche Vuk Brankovic (altro principe serbo che partecipò alla battaglia e su cui alcune fonti gettano l'ombra del tradimento nei confronti del comandante Lazar e, di conseguenza, della mancata vittoria sui turchi-ndr.) fu costretto a pagare tributo e cedere alcuni territori al Sultano nel 1392....Questi accordi (una specie di "vassallaggio"-ndr) consistenti nel pagare un tributo e fornire al sultano truppe all'occorrenza, non significavano affatto conquista totale da parte dei turchi. Pagando tributo gli stati balcanici preservarono temporaneamente la loro esistenza. Essi godevano di autonomia e...continuavano a vivere secondo le loro tradizioni e religione....Questa politica offrì allo stato ottomano tempo neccessario per consolidare la propria autorità, acquisire nuovi territori e prepararsi con cura per la conquista finale di ognuno degli stati vassalli.....Il lasso di tempo di 70 anni che separano la battaglia del Kosovo dal collasso finale della Serbia nel 1459 conferma che quella battaglia fu molto più importante nella leggenda di quanto non lo fosse stata nella realtà".

Al di là della verità storica di 600 e passa anni fa, trovo anch'io, come Alessi, sommamente folle e ridicolo decidere oggi, nel 2008, il destino di un popolo che abita attualmente quella terra sulla base della "bontà" della religione della sua maggioranza o del fatto che quella religione ce l'abbia da 6 o da 16 secoli o altre corbellerie del genere, oppure in base a fatti accaduti nel secolo della Peste Nera in Europa. Il fatto è - come ben scrive Anna Di Lellio - che lo Stato serbo, col suo comportamento criminale tenuto quasi costantemente durante gli ultimi 100 anni e culminato nel tentativo di genocidio e pulizia etnica del 1999 nei confronti della popolazione albanese del Kosovo, ha perso ogni diritto morale e giuridico di tenere quella popolazione all'interno dello stesso Stato serbo. Il resto è fuffa e lacrime di coccodrillo sulla misera sorte del principe Lazar 600 e passa anni fa, buone per turlupinare i gonzi.
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Ritvan Shehi, ma quando la finirai di spammare l'web con le tue cretinate? Ora che su Metro non ti pubblicano più, devi sentirti un po' solo, vero?

 
>Ritvan Shehi, ma quando la finirai di spammare l'web con le tue cretinate?
anonimo troglione<

Come disse qualcuno: "Io la smetterò di dire le mie verità quando voi la smetterete di dire le vostre bugie". Hai capito "Giovanni" o chi cazz' d'altro ti chiami?

>Ora che su Metro non ti pubblicano più, devi sentirti un po' solo, vero?<

Imbecille, sono io che ultimamente non ho scritto a "Metro", visto che "Metro" è da tempo che non pubblica lettere deliranti e cretine di decerebrati razzisti pari tuoi. E non ha pubblicato nemmeno lettere con altre castronerie/falsità - io scrivo solo quando trovo una castroneria/falsità - ma solo opinioni, che son tutte legittime.

Un cordialissimo Vaffanculo a te, gentilissimo razzistoide !
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Ah, mentecatto razzistoide italico, dimenticavo di informarti che nel dolce idioma dantesco che è - senza alcun merito da parte tua - la tua lingua madre, la "w" è considerata una consonante (seppur "d'importazione"), pertanto "l'web" lo dici a tuo nonno.
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domenica, 02 marzo 2008

casi di pruderies secessioniste

>Hai sentito Borghezio ?
"La Padania farà come il Kosovo", l' ha detta davvero. ciao Mark<


Cioè nel senso che il buon Borghezio lascerà da parte la bomboletta spray con cui profumava le passere delle mignotte nigeriane sui treni "padani", imbraccerà il mitra e si metterà a capo di un coraggioso manipolo di bottegai e padroncini lumbard chiamato ELP (Esercito di Liberazione della Padania), dando l'assalto di tanto in tanto a caserme di carabinieri e stazioni di polizia dello Stato Okkupatore Italiano? E che poi Giorgio Napolitano arruolerà bande di camorristi napoletani e ndranghetisti calabresi e li invierà in "Padania" - protetti dai carrarmati dell'esercito - a saccheggiare, stuprare e uccidere indiscriminatamente il buon "popolo padano"? E alla fine, per evitare che il terrorizzato popolo padano si riversi in Svizzera, Francia, Austria, Slovenia, causando una catastrofe umanitaria, la NATO bombarderà Roma, costringendo Napolitano a ritirare le milizie mafiose campano-calabresi dalla Padania, che diverrà per qualche anno "protettorato NATO"?
Non mi sembra una cattiva idea:-).

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Ritvan

Shehi

Qui ci vuole Ritvan:

"se è possibile per gli albanesi separarsi dalla Serbia, perché ai serbi non è consentito separarsi dalla Bosnia-Erzegovina? E quale deve essere la nostra politica di fronte a tutte le altre rivendicazioni separatiste in Europa e nel territorio ex sovietico?"
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ulivegreche

 
>Qui ci vuole Ritvan...ulivegreche<
Ecchime qua!:-). Ma si può sapere chi parla qui sotto?

>"se è possibile per gli albanesi separarsi dalla Serbia, perché ai serbi non è consentito separarsi dalla Bosnia-Erzegovina?<
Evidentemente, chi parla così al Diritto Internazionale dà del "lei":-). Le due situazioni non sono nemmeno lontanamente paragonabili, in quanto i leaders della comunità serbo-bosniaca (nonché il loro "padrini" della Serbia) hanno firmato (più o meno liberamente:-) ) gli accordi di Dayton, che non ammettono tale soluzione. Nel diritto internazionale vale il principio "pacta sunt servanda". I kosovaroalbanesi, invece, non hanno sottoscritto alcunché, visto che l'accordo preparato a Rambouillet è andato a donne di facili costumi a causa della strafottenza serba.

>E quale deve essere la nostra politica di fronte a tutte le altre rivendicazioni separatiste in Europa e nel territorio ex sovietico?"<
Non esistono "soluzioni standard" in politica internazionale, visto che quasi sempre le situazioni reali sono diverse fra di loro: si decide caso per caso. Ecco, p.es. se Bossi volesse dichiarare unilateralmente l'indipendenza della Padania dall'Italia, adducendo come motivo che Giorgio Milosevic Napolitano ha scatenato una furiosa campagna di pulizia etnica in Padania, mandando arrapati scugnizzi napoletani - protetti dai carrarmati della San Marco - a stuprare donne padane e a terrorizzare le vecchiette padane mediante scippo della borsetta, ebbene, a mio immodesto avviso, l'unica politica saggia in questo caso sarebbe avvolgere delicatamente il suddetto in un camicione senza maniche, legarlo stretto-stretto, chiuderlo a chiave in una confortevole stanza imbottita...e buttare via la chiave.

P.S. Resto a disposizione per fornire la mia pregevole consulenza nella risoluzione di altri casi di pruderies secessioniste.
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sabato, 23 febbraio 2008

Fallaciani e geografia

 

Pacatamente e senza particolari sconvolgimenti osservo da sempre che per gli italici in genere e i fallaciani in particolare le conoscenze sugli altri paesi sono (quasi) sempre un optional. Non ho ancora capito, però, se ciò è dovuto a ignoranza oppure a tornaconto: magari a entrambi, così si riunisce l'utile al...disdicevole:-).

Dire che l'Arabia Saudita è "paese civile e moderno" equivale un po' all'altro dogma cazzeggiante similfallaciano per cui "la Serbia è da sempre un baluardo dell'Occidente". Probabilmente per un adepto fallaciano la "modernità" e la "civiltà" di un paese si misurano dall'altezza dei grattacieli, dalla pulizia delle strade (in questo caso l'Italia starebbe fresca:-) ) o dal numero di cammelli pro capite:-). Per gli altri che adepti fallaciani non sono, si misura in primo luogo dal modello istituzionale. Che nel caso dell'Arabia Saudita è "monarchia assoluta" (cfr. Wikipedia). ASSOLUTA. Roba che in Europa non si trova più dalla prima metà dell'ottocento! E si misura anche dalla legislazione vigente. Legislazione che nel caso dell'assolutismo teocratico saudita discende direttamente da un testo religioso, per sua natura immutabile. In linguaggio tecnico si chiama "teocrazia". Dunque "monarchia assoluta+teocrazia": un vero tripudio di "modernità" e "civiltà", ma come no!:-).

Il fatto che il testo religioso a cui s'ispira la legislazione della monarchia assoluta saudita sia il Corano non dovrebbe autorizzare affatto i sullodati adepti fallaciani a sputare sull'islam in blocco, poiché abbiamo visto - noi che conosciamo la Storia, quella vera e non quella a fumetti per dummies edita da Calderoli e Borghezio - di quali nefandezze si sia macchata nel corso dei secoli quella monarchia elettiva assoluta e teocratica nota come Stato Pontificio, malgrado i Vangeli fossero sempre quelli che si leggono oggi. Inoltre, l'islam non è solo quello fondamentalista dell'Arabia Saudita, è anche l'islam laico di Turchia, Albania, Kosova, Bosnia, con tutte le sfumature intermedie di altre decine di paesi a maggioranza islamica. ma questo è ovvio che agli adepti del fondamentalismo antiislamico di matrice fallaciana non interessa....

Ritvan

P.S. Non vorrei portar acqua al mulino komunista e antiamerikano di Dacia, ma ad onor del vero va detto che la sullodata Monarchia Assoluta Teocratica è considerata uno dei migliori alleati del cosiddetto "Occidente" e trattata da questo - e dagli USA in primis - di conseguenza. Con buona pace dei fallaciani "difensori dell'Occidente".

L' islam non distingue Dio da Cesare, ed è per questo che i paesi islamici vanno sempre tutti quanti regolarmente in merda. E ora l' Italia sta andando in merda perché i politicanti che vogliono i voti cattolici fanno leggi su misura per il Vaticano.

Federico 
 

 
X Federico:

è vero: quando un Paese moderno assume come Fonte Primaria di Diritto un Testo Sacro Millenario interpretandolo alla lettera, il sullodato Paese non può che "andare in merda".

Se un Governante è succube delle ingerenze del Clero o degli Ulema, caro Ritvan, la forma di governo rischia di essere ridotta a "strumento" per raggiungere dei fini t e o c r a t i c i.

Cmq va detto che storicamente sono andati "in merda" anche tutti i Paesi a Regime Totalitario che veneravano i Dittatori con il Culto della Personalità, una sorta di revival dell' Antropolatria del Faraone in Egitto o degli Imperatori in tutta l' Asia e America più antiche ...

L' Antropolatria_forse l' anello di congiunzione fra Animismo e Feticismo-Paganesimo_ è molto più antica perfino dell' Ebraismo, perciò non sorprenda che possa riaffiorare tanto facilmente.

Ci sarebbe molto da discutere su quando i Gaudenti di oggi dicono che se i Cristiani fossero finiti tutti quanti in pasto ai leoni oggi staremmo tutti meglio.

Secondo il noto commediografo Yiddish Moni Ovadia, il principale motivo per cui gli Ebrei sono sempre stati odiati da tutti è il loro categorico rifiuto dell' Idolatria.

Oggi si ha gioco facile a dire che se Muhammad ("Maometto", parola di Magdi Allam, deriverebbe dallo sfottò medievale "Malcommetto") fosse stato soffocato nella culla oggi non avremmo il rischio Terrorismo Islamico, ma sarà davvero così ?

MA LA STORIA NON SI PUO' FARE CON I "MA" E CON I "SE" , POICHE' "HISTORIA" IN GRECO ANTICO SIGNIFICAVA "DOCUMENTAZIONE" ... CERTO, I PRIMI STORICI ROMANZAVANO FORSE ;-)))) PEGGIO DEI NOSTRI GIORNALISTI !!!



by Davide (IO)
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sabato, 16 febbraio 2008

Kadaré, pensaci te !

>Ma la piccola Albania, fra Madre Teresa, Ataturk, altri mattacchioni a sorpresa & Co ... L.M.<

Eh, non è così facile. Madre Teresa cercano di scipparcela i macedoni (la Macedonia è ancora più piccola dell'Albania, ma c'ha una fame di celebrità inimmaginabile). Qualche anno fa per poco non riuscirono a infinocchiare Veltroni, chiedendogli il permesso di erigere un monumento a Roma dedicato "Alla grande Figlia della Macedonia": per fortuna una quarantina di intellettuali albanesi (Kadaré in testa) scrissero al Walter facendogli presente il falso storico a cui si sarebbe prestato. E la cosa finì lì.
Ataturk, come vedi, i turchi manco se li spelli vivi ammettono che è albanese (figuriamoci, cercono di nascondere sotto il tappeto 1 milione di armeni sterminati, sorvolare sull'etnia albanese dei genitori di Ataturk è un gioco da ragazzi:-) ) e per soprammercato i Fratelli Musulmani - come Rumi [ndr] - lo danno addirittura per giudeo, incrocio di scimmia e maiale, insomma:-).
Altri famosi contemporanei - arberesh esclusi - non mi vengono in mente (forse tranne i fratelli Belushi), pertanto credo che i tuoi amici cileni possano godersi tranquillamente il primato nel campo:-).

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sabato, 02 febbraio 2008

Israele sconosciuto, Albania sconosciuta ...

 

Ritvan, oggi mi sei venuto in mente. Ho trovato un articolo di Jabotinsky (sì, lui) intitolato The Great Albania, lo ha pubblicato nel 1913 e elgia gli albanesi per la capacità di formare uno Stato - e lo indica ai sionisti come esempio da seguire.
Scommetto che non ne avevi mai sentito parlare.

nahum (che non ha capito come si fa a registrarsi)
 


 

 
>Ho trovato un articolo di Jabotinsky (sì, lui) intitolato The Great Albania, lo ha pubblicato nel 1913 e elgia gli albanesi per la capacità di formare uno Stato - e lo indica ai sionisti come esempio da seguire<

Pesissimo !



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Di materiale ce n' è ... ma quanto e cosa è affidabile ?
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ZanShin

 
 ZanShin<

Assai ben fatto e corrispondente alla realtà. Ho fatto solo un paio di piccole correzioni (c'era uno zero in più nella cifra di 350 000 "çam" esistenti nell'Epiro greco prima della IIGM e non veniva menzionato il fatto che i "çam" erano anche cristiano-ortodossi e quelli non sono stati espulsi, perché considerati - in base al folle criterio religioso usato dai greci - come "etnicamente elleni"!).
Per il resto, tutto esatto, il bieko disegno sciovinista della "Grande Albania" esiste solo nei cervelli marci dei sciovinisti (quelli sì, autentici) serbi e greci.
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Di materiale ce n' è ... ma quanto e cosa è affidabile ?ZanShin<

Beh, quella mappa in quel sito SERBO è vera.
Le due didascalie recitano rispettivamente (da quella più in basso a quella più in alto):"L'Albania di oggi" e "L'Albania etnica storicamente". La didascalia sotto la dicitura "HARTA E SHQIPERISE" (La mappa dell'Albania) recita:"Lo stato odierno delle frontiere e lo stato reale dei territori storicamente (abitati) dall'etnia albanese".
Tutto vero, al 100%.
Invece, se Jabotinsky nel suo articolo suggeriva ai sionisti di prendere esempio dagli albanesi, mi sa che dovrebbe essere considerato un "traditore" della causa sionista:-), visto che gli albanesi lasciarono nel 1913 - ovviamente perché non avevano la forza per tenerseli - fuori dai confini dell'Albania più della metà dei territori PREVALENTEMENTE abitati da albanesi.
Mi sa che l'esempio albanese sarebbe, invece, attuale per gli arabopalestinesi. Specie quello che disse nel 1913, con la morte nel cuore, ma guardando oltre l'interesse locale, il leader dei kosovaroalbanesi al momento della proclamazione dell'Albania indipendente, ma senza il Kosovo, fagocitato dalla Serbia:"Per il popolo albanese meglio un'Albania senza il Kosovo che senza alcuna Albania".
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Nel 1913, per il movimento sionista, la questione non era il territorio dello Stato ebraico, ma il puro fatto che di uno Stato ebraico ci fosse bisogno, cosa di cui erano convinti in pochi, tra cui Jabotinsky. Lui indicava ai sionisti l'esempio albanese ammirando proprio la capacità di creare uno Stato, il territorio non era questione. Bisognerebbe ricordare che dallo sgretolamento dell'Impero ottomano sono conseguiti enormi "trasferimenti di popolazione" (avete presente quanti turchi c'erano a Salonicco ai primi del Novecento?). Spostare i palestinesi dal territorio dello Stato ebraico non era affatto una opzione scandalosa o razzista. E comunque, anche all'interno del movimento di Jabotinsky, rimase l'idea di una sparuta minoranza, presta nascosta dalle esigenze del momento (=lotta contro gli inglesi). In Italia, quando si parla di sionismo, si prendono lucciole per lanterne, e indovina chi fa la parte del cattivo.

nahum (che fa la parte del cattivo e ancora non ha capito come si fa a registrarsi)

 
Ritvan: interessante la cartina, storica non ne dubito, ma riferita a quando? E soprattutto quand'è stato che gli albanesi hanno lasciato (suppongo cacciati a forza dei biekissimi srpski)quella grossa zona che ad occhio mi sembra corrispondere a Sangiaccato, Sud della Serbia e metà
dell'attuale Montenegro?
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente falecius

 
Nahum: in effetti nel 1913 prendere gente e spostarne qualche milonati in giro secondo i comodi della potenza del momento a suon di baionette non era considerato scandaloso o razzista. A volte, capita anche l'umanità faccia dei piccoli passi avanti. Succede ancora, per carità, ma in gnere ADESSO viene considerato scandoloso e razzista. Direi che sia un bene.
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Falcio l'incmpttent delal tatsiera; vovlevo scirvere "milionate" ovivamente, al psoto d "milonati" :))))
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Falecius, ti scandalizza sapere che io sono d'accordo e che lo era anche Jabotinsky?
utente anonimo

 
Che tu sia d'accordo mi fa piacere, che lo fosse Jabotinsky mi sorprende un po', ma nemmeno moltissimo, e non mi scandalizza affatto, visto che è morto: Jabo era uno dei dirigenti sionisti che aveva le idee più chiare fin dall'inizio sulla questione palestinese. Non condivido le conclusioni a cui arrivò, ma sono indubbiamente oneste e coerenti.
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>Ritvan: interessante la cartina, storica non ne dubito, ma riferita a quando? E soprattutto quand'è stato che gli albanesi hanno lasciato (suppongo cacciati a forza dei biekissimi srpski)quella grossa zona che ad occhio mi sembra corrispondere a Sangiaccato, Sud della Serbia e metà dell'attuale Montenegro?falecius<

La tua ironia sulla cacciata degli albanesi la trovo fuori luogo, visto che ci sono documenti storici sugli albanesi che furono spediti in Turchia dai serbi "in conto turchi", finché i governanti albanesi non avvisarono Ataturk che mise fine alla turpe pulizia etnica avvisando i serbi che non avrebbe più accettato in Turchia gente che parlava albanese.

Per quanto riguarda lo "straripamento" nella cartina (è di inizio XX secolo, comunque), niente di strano: l'autore albanese ha incluso nei "territori etnici" albanesi anche quelli non abitati da indiscutibile maggioranza albanese, bensì contesi. Vogliamo fare i cavillosi proprio mentre i serbi dichiarano "sacra terra serba" anche il Kosovo abitato al 90% da albanesi?:-)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente RitvanShehi
sabato, 22 dicembre 2007

Serbia e Kosovo .... convivenza impossibile ?

 
" Ju flm per komentin Pro-Pavarsi qe keni shkru te Artikulli i Anna di lellio
Qofshi faqe bardh Ritvan Shihi! "


Ritvan, te ne vai senza tradurci il messaggio anonimo in (presunto) Albanese ?

by Davide

Ma manco pe' la capa!:-)
Dunque, il fratello kosovaroalbanese (presumo) ha scritto in albanese (confermo:-) ) non proprio da accademia della Crusca (ma lo si può perdonare, visto che nel Kosovo sotto la Serbia le scuole in albanese erano proibite) questa frase, riferita a un mio commento lasciato su un articolo della specialista del Kosovo (seppur critica nei confronti della politica di Bush) Anna Di Lellio

"La ringrazio del commento favorevole all'Indipendenza (del Kosovo-ndr) che ha scritto sull'articolo di Anna Di Lellio. Che lei sia degno di rispetto, Ritvan Shehi!"
("qofshi faqe bardh" è un'espressione albanese che letteralmente si può tradurre con "che la tua faccia (più precisamente "guance") sia bianca" e prevengo un tuo eventuale lazzo sul presunto razzismo antinegri degli albanesi:-), spiegandoti che qui con "bianca" si intende "senza macchia, senza infamia, degno di rispetto").
Mi fa piacere l'apprezzamento del connazionale anonimo, ma per me, che conosco da una vita la storia del Kosovo e le tragedie che vi hanno causato i serbi ben prima di Milosevic, è semplicemente un atto dovuto. "Faqe bardh" sia soprattutto la signora Anna Di Lellio, che ha lavorato in Kosovo per l'ONU in questi ultimi anni e che ha capito tutto. Purtroppo qui in Italia c'è un sacco di gente - molto più influente sui media della signora Di Lellio - che non ci è mai stata, non sa una mazza del Kosovo e ciononostante apre bocca e je dà fiato ad minchiam. Compreso - ahimè - il mio amico Sergio Romano.
Ciao
Ritvan
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Ritvan

Shehi


domenica, 02 dicembre 2007

dei begli Imperi Centrali (Ottomano, Asburgico, Prussiano) erano un ottimo sistema ?

C' è una vecchia teoria poco politically correct: le etnie slave nonché balcaniche sono tantissime e troppo litigiose... dei begli Imperi Centrali (Ottomano, Asburgico, Prussiano) erano un ottimo sistema per evitare inutili spargimenti di sangue tribali ... ;-/ By Davide (IO)<


Già, con la stessa scusa altri imperi si spartirono Africa e Asia. Una cazzata. Ogni popolo dovrebbe avere il suo Stato. Poi, se vogliono federarsi con altri, secondo regole certe (vedi UE), bene, altrimenti ognuno a casa propria. Non so dire degli slavi, ma gli albanesi non hanno mai attaccato nessuno per sottometerlo. Mentre i greci, oh quei bei democraticissimi discendenti di Platone, Aristotele e chi più ne ha più ne metta, lo hanno fatto almeno un paio di volte nei confronti dell'Albania. E fino a poco tempo fa hanno mantenuto lo "stato di guerra" nei confronti dell'Albania, a seguito...dell'aggressione di Mussolini nel 1940!!!

 

by Ritvan Shehi



venerdì, 23 novembre 2007

LA LECITA OBIEZIONE DI ULIVE GRECHE + la mia

>[Caro Ritvan]
Si capisco le simpatie che provi per l'UCK, la milizia partigiana che mise in crisi la maga Adriana quando scoprì che tra un comunista serbo e l'altro abbattevano anche qualche chiesa.
UliveGreche <

E poi immagino che la Maga Maghella sia diventata ferocemente antiUCK e filoserba quasi quanto te:-), quando ha scoperto che i poveri "comunisti" serbi facevano, invece, opera meritoria spianando regolarmente coi carrarmati le moschee dei kosovaroalbanesi, bieki covi di brutalizzazione delle donne islamiche:-).

>Capisco un po' meno chi simpatizza l'UCK poi parla dei kosovari come di una "razza" inferiore.
<

Anch'io capisco un po' meno.

>E per inciso, caro Ritvan, sto parlando di svariati tuoi connazionali nordici.<

Perché tu non hai sentito quello che dicono, invece, certi miei connazionali "sudici":-).
O che pensi forse che gli emuli di Calderoli e Borghezio siano una specialità esclusivamente italica, come il Parmigiano Reggiano e il Prosciutto di Parma?:-). Abbiamo anche nosotros i nostri piccoli razzismi, che ti credi?:-)
by Ritvan Shehi


>Sarà per quello che il Kosovo anzicché confluire nella Grande Albania preferisce staccarsi come nazione per i cazzi sua?
By Davide (IO)<

No, sarà per due altri fatti:

1. I caporioni kosovari si sentono meglio in uno Stato tutto loro, piuttosto che dividere la magra torta albanese. Ohè, l'Albania mica è la Germania dell'Ovest, a cui quelli dell' Est si aggregarono felici per ciucciare marchi veri e non pezzi di carta sovietici:-).

2. Anche se così non fosse, un tale ingrandimento dell'Albania sarebbe osteggiato (in primis dall'influente vicino e membro UE Grecia) molto più del semplice distacco del Kosovo come Stato a sé stante.

3. A dispetto di ciò che pare farfuglino le pessime compagnie albanesi che frequenta ulive (e sorvolo sui motivi che lui ha per frequentarli:-) ) la stragrande maggioranza delle popolazioni albanesi dell'Albania e del Kosovo vedrebbero di buon occhio una fusione/federazione, che, pertanto, non è escluso che si faccia in futuro (magari a seguito di referendum), a meno che gli accordi sullo status del Kosovo non lo vietino esplicitamente.
BY Ritvan Shehi
sabato, 17 novembre 2007

SECESSIONE IMMINENTE PER IL KOSOVO ?

IO ERO RIMASTO AL MONTENEGRO .... MA NEI BALCANI E' TUTTA UNA SECESSIONE ?!?!  

IO ERO RIMASTO AL MONTENEGRO..DavidRitvanarium<

Nel senso dell'amaro dal "sapore vero" preferito come mezzo di pagamento per le prestazioni professionali dai veterinari?:-)

Ciao
Ritvan

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Dài su ... un discorso serio !

Ad esempio c' è una vecchia teoria poco politically correct: le etnie slave nonché balcaniche sono tantissime e troppo litigiose... dei begli Imperi Centrali (Ottomano, Asburgico, Prussiano) erano un ottimo sistema per evitare inutili spargimenti di sangue tribali ... ;-/

Ma immagino che dirai che è una prerogativa dei Serbi.

MA PERCHE' TUTTI QUESTI SFALDAMENTI SECESSIONISTICI ?!


BY
Davide

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>Dài su ... un discorso serio ! Davide<
Eh, ma se tu me la meni col Montenegro:-)

>Ad esempio c' è una vecchia teoria poco politically correct: le etnie slave nonché balcaniche sono tantissime e troppo litigiose... dei begli Imperi Centrali (Ottomano, Asburgico, Prussiano) erano un ottimo sistema per evitare inutili spargimenti di sangue tribali ... ;-/<
Già, con la stessa scusa altri imperi si spartirono Africa e Asia. Una cazzata. Ogni popolo dovrebbe avere il suo Stato. Poi, se vogliono federarsi con altri, secondo regole certe (vedi UE), bene, altrimenti ognuno a casa propria. Non so dire degli slavi, ma gli albanesi non hanno mai attaccato nessuno per sottometerlo. Mentre i greci, oh quei bei democraticissimi discendenti di Platone, Aristotele e chi più ne ha più ne metta, lo hanno fatto almeno un paio di volte nei confronti dell'Albania. E fino a poco tempo fa hanno mantenuto lo "stato di guerra" nei confronti dell'Albania, a seguito...dell'aggressione di Mussolini nel 1940!!!

>Ma immagino che dirai che è una prerogativa dei Serbi.<
No, non è che i serbi siano più "kattivi" degli altri. Semplicemente sono l'etnia dominante in quell'area, pertanto la conseguenza è semplicissima: cercano l'egemonia. Con ogni mezzo.

>MA PERCHE' TUTTI QUESTI SFALDAMENTI SECESSIONISTICI ?!<
Perché a nessun popolo dei Balcani (montenegrini compresi, slavi ed ortodossi, come i serbi) piace stare agli ordini dei suddetti serbi. Ancora non ti è chiaro?
Ciao
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Bel discorso, ma non sottovalutiamo i fenomeni migratori che nel corso dei secoli hanno attraversato i Balcani. I serbi, i croati, gli albanesi, i rom e chi più ne ha più ne metta si sono stabiliti un po' ovunque. Non mi risulta che nessuno dei nuovi stati della ex Iugoslavia sia monoetnico. E ovunque a pagare sono state le minoranze.
E - tanto per fare l'avvocato del diavolo - se sei un serbo nato a Zagabria, Lubiana o Pristina, e magari la Serbia l'hai vista solo sull'Atlante, che devi pagare tu per le scelte politiche di chi sta a Belgrado deve essere un bel giramento di coglioni.
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 Bel discorso, ma non sottovalutiamo i fenomeni migratori che nel corso dei secoli hanno attraversato i Balcani. I serbi, i croati, gli albanesi, i rom e chi più ne ha più ne metta si sono stabiliti un po' ovunque. Non mi risulta che nessuno dei nuovi stati della ex Iugoslavia sia monoetnico. ulivegreche<
Ma nessuno lo è, anche fuori dai Balcani. Che c'entra??!!

>E ovunque a pagare sono state le minoranze.<
Non è proprio vero. Tutto è dipeso dal modo in cui si sono staccati i diversi paesi dell'ex Jugoslavia dal caloroso abbraccio:-) di Mamma Serbia.
In Slovenia, lasciata andare quasi senza colpo ferire, nessuna minoranza ne ha sofferto. Per la Macedonia e il Montenegro idem con patate:-).
Fra Serbia e Croazia c'è stato un reciproco massacro di minoranze e pulizie etniche (forse perché i croati erano cattolici e i serbi ortodossi?). In Bosnia, invece, chi è stata massacrata è stata la "maggioranza" (forse perché era musulmana?).

>E - tanto per fare l'avvocato del diavolo - se sei un serbo nato a Zagabria, Lubiana o Pristina, e magari la Serbia l'hai vista solo sull'Atlante, che devi pagare tu per le scelte politiche di chi sta a Belgrado deve essere un bel giramento di coglioni.<
Non so per quelli nati a Zagabria (come già detto, quelli di Lubiana non ne hanno sofferto affatto) ma ti posso garantire che quelli di Pristina se hanno pagato hanno pagato ANCHE per le colpe loro e non certo per le sole colpe di Milosevic. Infatti, quello che spesso e volentieri i serbi (ma anche altri vicini) imputano agli albanesi è di avere poco senso dello Stato e di costruire le loro relazioni su basi personali, al massimo a livello di clan. E non hanno tutti i torti. Se un serbo di Pristina avesse dissentito dalle politiche fasciocomuniste di Milosevic nei confronti degli albanesi, stai sicuro che i suoi vicini di casa lo avrebbero protetto contro ogni eventuale persecuzione da parte dell'UCK o del diavolo in persona, a rischio della loro vita. Ma evidentemente serbi di tal foggia nel Kosovo ce ne sono stati meno delle mosche bianche:-).

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sabato, 03 novembre 2007

una questione che grava sulla coscienza d ' UN komunista kanaglislamico

>Oh Ritvan & discepolo, a voi questo interventoper dirimere una questione che grava sulla mia coscienza di komunista kanaglislamico:
il Parlamento turco ha approvato l'operazione militare nel nord dell'Iraq per colpire le basi dei ribelli curdi del PKK. Gli Stati Uniti se sono avuti a male. Ma i kurdi del PKK sono anche komunisti (oltre che kanaglie). Credete che sia eticamente corretto che io faccia il tifo per loro insieme ai vostri ammicci ammerecani? E se gli Usa danno ragione al PKK vuol dire che ogni tanto hanno ragione anche i komunisti?ulivegreche<


In kompenso, però, dal sito da te segnalato si apprende che: "il presidente siriano Bashar al-Assad, in visita ad Ankara, ha assicurato pieno appoggio a un'eventuale operazione della Turchia contro il Pkk, definendola un «legittimo diritto» contro il «terrorismo».

Io penso, pertanto, che la tua parte komunista potrebbe benissimo fare il tifo per la strana koppia "USA-PKK". Invece, la tua parte "canagliesca" potrebbe supportare lo "stato canaglia" che è la Siria, mentre la tua parte "islamica" potrebbe augurarsi che Ahmadinejad arrivi al più presto alla bomba A e con essa spazzi via tutti, usani, turchi , kurdi komunisti e sirani kanaglieschi:-) per ristabilire il Califfato/Imamato in tutta quella regione.
Inzomma, vedi un po' te che a me, a 'sto punto, sta venendo la cefalea a grappolo:-).
Ciao
Ritvan

P.S. Ovviamente, sei troppo intelligente per non capire che del PKK agli usani frega 'na cippa. Purtroppo, i proiettili d'artiglieria turchi non sono "intelligenti" e non sanno distinguere i komunisti terroristi del PKK rifugiatisi nel Kurdistan iracheno dai kurdi autoctoni, nient'affatto komunisti e buoni amici degli usani, sì, ma che non possono chiudere la porta in faccia ai loro "fratelli" d'oltrefrontiera, komunisti o nazisti che fossero.
venerdì, 02 novembre 2007

i discorsi degli intellettual-chic sinistrorsi :-))

Eh eh,

quanto mi piacciono i discorsi degli intellettual-chic sinistrorsi :-))

E' divertente notare come le azioni militari in Kosovo e Afghanistan, a cui tutti i governi dell'Occidente - e quasi tutti i partiti italiani - hanno dato pieno appoggio (a torto o a ragione, non è questo il punto), diventino regolarmente crimini promossi e approvati dal solo D'Alema, Bombardatore Cattivissimo und Delinquente :-)

Jospin viene esaltato dai Veri Sinistrorsi, che amano ripetere che bisogna fare come in Francia (a dire il vero, dalla rivolta delle banlié in avanti, lo dicono un po' meno :-) ). Eppure non ha esitato un attimo a promuovere l'uno e l'altro intervento militare. Stessa cosa dicasi per Schroeder, che pure si è schierato con determinazione assoluta contro l'invasione dell'Iraq. E la politica estera del governo italiano dell'epoca è stata portata avanti grazie all'aiuto determinante di Cossutta e Diliberto, che pur di appoggiare la missione militare in Kosovo hanno spaccato il loro partito e ne hanno fondato uno nuovo.

Ora, naturalmente se ne deve concludere che tutti questi partiti "di sinistra non hanno più nulla". E come no. In tutta Europa sono di sinistra solo gli otto (in seguito cinque) partiti trotzkisti francesi, specie quelli che hanno lottato per vietare il velo alle donne islamiche nelle scuole. Tutti gli altri sono null'altro che servi dell'estabilishment politico-mediatico-economico-pippo-pluto-giudaico :-)

Ma la cosa più divertente di tutte è la descrizione nostalgica del PCI, che da certi discorsi appare quasi un partito di radical-gruppettari. Mentre, come tutti sappiamo, era - specialmente sotto Berlinguer - un grande partito di massa.

Ma soprattutto era un partito votato nel modo più assoluto alla realpolitik e non certo alla purezza spirituale: con tutte le conseguenze che ciò comporta.

E per questi motivi era criticato, anzi criticatissimo da quelli che nell'Italia berlusconizzata ne sono oggi diventati - con gustosa ironia della sorte - i suoi più accesi quanto improbabili apologeti :-)

Una cosa è certa: se "ragionare" in questo modo significa essere "di sinistra", allora preferisco mille volte essere definito "di destra" :-))

Z.

p.s.: Nel merito: non c'è dubbio che sulla scala sociale Craxi avesse ragione e Berlinguer torto. E pure di brutto. Questo ha sostenuto Fassino, e francamente non saprei come contraddirlo, nemmeno volendo...
D'accordo con te. Solo due piccole correzioni:

1. "E la politica estera del governo italiano dell'epoca è stata portata avanti grazie all'aiuto determinante di Cossutta e Diliberto, che pur di appoggiare la missione militare in Kosovo hanno spaccato il loro partito e ne hanno fondato uno nuovo."
La scissione del PdCI da Rifondazione Comunista avvenne qualche mese prima della campagna NATO in Kosovo ed avvenne perche i futuri pdci-ni (Cossutta, Diliberto & Co) erano per rinnovare la fiducia al governo Prodi, mentre gli altri, capeggiati da Bertinotti, erano per sfiduciare Prodi. Prodi venne sfiduciato per un solo voto e il PdCI, successivamente entrò nel governo D'Alema, mentre RC no.
Non è che 'ste beghe fra kompagni io me le ricordi tanto bene, eh, ma sono andato a controllare (solita fonte:-)) visto che mi sembrava impossibile che il sovietiko-filoserbo Kossutta avese tanta voglia di bombardare Belgrado:-). La crisi del Kosovo lo trovò in ballo e dovette ballare (c'aveva pure uno dei suoi come sottosegretario alla Difesa, sì, quella Difesa che bombardava Belgrado! e mica lo ritirò, eh!:-)) facendo il solito kompagno "de lotta e de governo", appoggiando obtorto collo il governo "bombarolo" D'Alema solo per non far tornare alla "classe operaia" l'incubo Berlusconi:-).

2. "...non c'è dubbio che sulla scala sociale Craxi avesse ragione e Berlinguer torto."
Ma non era la "scala mobile"?

Ciao
Ritvan

mercoledì, 24 ottobre 2007

Potevano mancare gli Arbëreshë ?

click per la Voce su Wikipedia, ampia ed esauriente ...

Non è chiaro tuttavia se e fino a che punto Arbëresh e "Albanese" (Ghego o Tosco) siano due lingue intercomprensibili dal momento che l' Arbëresh risentirebbe _ come è inevitabile_ dei dialetti meridionali d' Italia.

http://www.vatrarberesh.it/

Non si ricorderà mai abbastanza che "lingua" e "dialetto" è una distinzione socio-linguistica ma sempre moltissimo "socio" e pochissimo "linguistica".

Ritvan può sembrare (verosimilimente) Arbëresh  per il livello di Lingua Italiana, ma non lo è.

Fra gli Arbëreshë famosi c' è senz' altro Anna Oxa (in realtà omonima del Dittatore Storico Enver " Hoxha " nel cognome, ma senza alcun legame con "esso") e, ma non sono sicuro, nientemeno che Antonio Gramsci.

 

by David-Ritvanarium

 

Gjku yne i shprishur... per chi non conoscesse l'arbëresh; "il nostro sangue sparso". :)
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Un caro saluto su un post particolarmente interessante, dato che la mia famiglia paterna è originaria e residente - a memoria d'uomo - a san Marzano di San Giuseppe in Puglia, "arberesh katunde" (spero di aver scritto bene, in caso contrario perdonatemi, ma le prime ed uniche parole imparate sono "si", "no", "pane", "vuoi fare a botte?" e "vaffancu10"...)

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Crispi era un arebresh, non Gramsci.
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Coraggio Ulive, tra un po' dovrebbe arrivare Ritvan, so che fremi
;-)))
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Arriva ritvan
è una promessa, una minaccia od una profezia infausta?

Arriva con i caffè o senza?
utente TROGLIONE anonimo

 
Non è che non ci dormo la notte.
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>Non è che non ci dormo la notte. ulivegreche<

Allora ti porto il "caffé Troglione" che ti terrà sicuramente sveglio
:-).

Mi spiace ma sbagli su Gramsci (Crispi è giusto).
Dalla Sacra Wikipedia in GranSatanese (quella in dolce idioma dantesco pudicamente omette):

"...He was the fourth of seven sons of Francesco Gramsci, a low-level official. His father's family was Arbëreshë and the family name was probably related to Gramsh, an Albanian town..."
 

Ciao

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E sul livello di similitudine fra le 2 Lingue Illiriche ? ;-)
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Non lo sapevo proprio.

Tra l'altro alcune frequentazioni albanesi (from Durazzo) mi dissero a suo tempo che in realtà c'è un lontano legame di parentela tra Anna Oxa e il dittatore canaglia, e che comunque Anna Oxa non è un'arebresh ma di origine shqip.

Così come di origine albanese dovrebbe essere anche la famiglia Craxi.

Infine, sulla vicinanza tra arebresh e albanese, grazie a frequentazioni arebresh ho scoperto che non c'è poi tutta questa similitudine, a quanto pare. D'altronde gli arebresh hanno lasciato l'Albania svariati secoli fa....
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>E sul livello di similitudine fra le 2 Lingue Illiriche ? ;-)<

Beh, ci si capisce poco. Quando a scuola studiavamo la letteratura arberesh (Girolamo De Rada, Giuseppe Schiroi & co), se non ci fosse stata la traduzione a fianco ne comprendevi giusto il 30-40%.
Ciao
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>Tra l'altro alcune frequentazioni albanesi (from Durazzo) mi dissero a suo tempo che in realtà c'è un lontano legame di parentela tra Anna Oxa e il dittatore canaglia...ulivegreche<
Quelli di Durazzo non sanno mai un...bel niente:-). E' una leggenda metropolitana, visto che il padre di Anna Oxa, Qazim, era di Kruja (la città di Skanderbeg), nella parte centro-settentrionale del paese, mentre la famiglia del dittatore era di Gjirokastra, profondo sud.
In più, Hoxha è un cognome comune in Albania, quasi come Esposito a Napoli:-).

>e che comunque Anna Oxa non è un'arebresh ma di origine shqip.<
Questo è vero. Infatti, gli arberesh sono TUTTI cristiani, mentre uno che di nome fa Qazim e di cognome Hoxha è matematicamente sicuro che non lo sia.

>Così come di origine albanese dovrebbe essere anche la famiglia Craxi.<
Sì. E anche Tanassi:-).

>Infine, sulla vicinanza tra arebresh e albanese, grazie a frequentazioni arebresh ho scoperto che non c'è poi tutta questa similitudine, a quanto pare. D'altronde gli arebresh hanno lasciato l'Albania svariati secoli fa.<
Già. E c'hanno pure un po' de puzzetta sotto er naso, da quanto m'è stato detto, poiché si considerano loro " i veri albanesi". Come vedi, siamo sempre i negri di qualcun altro, come disse qualcuno.
Ciao

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Diciamo che si considerano gli albanesi "puri" non contaminati dai turchi, cosa che del resto si riscontra anche negli albanesi del nord, soliti vantarsi di essere i veri ariani, nonché i discendenti diretti di Alessandro Magno. Poi però ogni tanto gli spunta fuori dall'armadio una maglietta dell'UCK...
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>Poi però ogni tanto gli spunta fuori dall'armadio una maglietta dell'UCK... ulivegreche<

E allora? Esercito Partigiano di Liberazione Nazionale dall'okkupazione serba è: o che ci mettiamo adesso a discriminare fra "partigiani buoni" (p.es. quelli del CNL italico ai tempi dell'okkupazione tedesca) e "partigiani kattivi" dell'UCK??!!
Comunque, meglio la maglietta dell'UCK che quella del Che:-)
Ciao
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sabato, 22 settembre 2007

La storiella secondo cui i figli sono sempre e comunque "piezz' e core" ha proprio rotto.

>Peraltro, più di una persona bene addentro alla faccenda (per esempio, una che di mestiere fa la psicologa in un carcere minorile, e un'altra che si è fatta in prima persona la bellezza di sei affidi familiari temporanei di bambini in difficoltà) mi hanno assicurato che il ben noto tormentone secondo cui "se certe cose le facesse un genitore italiano gli toglierebbero i bambini subito, mentre da parte degli zingari vengono tollerate", è una balla di proporzioni cosmiche. Lisa<
Beh, anche una pissicologa di un carcere minorile può avere buoni (si fa per dire) motivi ideologici per raccontar balle. Come disse una volta il buon Pajetta "Fra la Verità e la Rivoluzione, scelgo la Rivoluzione". Non so se ci siamo capiti:-).

>Semmai il problema è molto più generale: in Italia è quasi impossibile che tolgano un bambino alla famiglia, in assoluto, qualunque sia la sua nazionalità. E questo, a causa di una combinazione devastante tra derseponsabilizzazione sociale (per cui nessuno vuole prendersi la grana di ordinare un provvedimento impopolare) e insopportabile familismo patetico, per cui la mamma è sempre sacra, e ai genitori bisogna sempre dare una possibilità in più. Se in Italia ci sono così pochi bambini adottabili, ma ce ne sono tanti che entrano ed escono dagli istituti senza una soluzione a lungo termine, è esattamente per questo.<
Su questo abbastanza d'accordo. La storiella secondo cui i figli sono sempre e comunque "piezz' e core" ha proprio rotto.

>Però, nei rari casi in cui i provvedimenti gravi vengono presi davvero, a parità di gravità della situazione, è molto più facile che vengano allontanati dalla famiglia bambini zingari o in generale stranieri, piuttosto che italiani.<
A parità di gravità di situazione? Quante famiglie italiche conosci che mandano i figli minori a rubare o a mendicare? Ma non diciamo castronerie!

>E quando sono i minori stessi a commettere delle illegalità (ovviamente qua non si parla più di bambini piccoli ma di adolescenti), a parità di reato, è infinitamente più facile che vada in carcere un ragazzo straniero o zingaro, che italiano.
<


Lo straniero sì (ma solo perché l'italico troverà quasi sempre l'amico dell'amico dell'amico del fratello di latte:-) del giudice, non per altro), ma lo zingarello col piffero. Altrimenti le ladruncole zingare di Piazza Navona sarebbero da tempo immemore in galera, non darebbero per la 215-esima volta false generalità alla polizia, per poi venir accompagnate dal papà mercedessemunito nel campo di provenienza. Per ritornare l'indomani a presidiare il "forte" Navona.

>Perchè nel caso dell'italiano si tende sempre a dare una possibilità in più alla famiglia e a pensare che sia recuperabile,<
Ma figuriamoci: solo che c'è di mezzo il sullodato amico dell'amico del fratello di latte:-).

>con gli altri si ha molta meno delicatezza. Quindi, esattamente il contrario di quello che si recrimina in giro.<
Non c'è delicatezza, né indelicatezza. C'è solo rassegnazione da parte del giudice, perché lui sa che ormai quella piccola anima è irrecuperabile: alla prima occasione scapperà per darsi di nuovo al ladrocinio.

Ritvan

mercoledì, 19 settembre 2007

elemento fondante della cultura tribale rom...

x Santaruina (un po' dappertutto:-) ).

Beh, la tua ipotesi komplottistika non fa che rovesciare - sempre sotto l'egida del noto principio "cui prodest" - le accuse che da destra vengono rivolte alla sinistra.
Insomma, questi benedetti "nuovi proletari" vengono portati nel Belpaese dalla sinistra, in modo da creare le condizioni per una "situazione rivoluzionaria", prodromo della GRP (Gloriosa Rivoluzione Proletaria) oppure dalla destra, per far spingere i cittadini dalle balle rotte dalle orde straccione a chiedere l'intervento dell' "Uomo della Provvidenza"? Mah...
E se fossero vere entrambe le ipotesi?:-). In tal caso mi viene in mente la storiella di quel tale di mezza età che aveva due amanti: una giovane e l'altra anziana. E ogniqualvolta si incontrava con loro (separatamente, ovvio), la giovane gli strappava i capelli bianchi, per farlo sembrare più giovane e la vecchia i capelli neri per farlo sembrare più vecchio. Alla fine, il meschineddu rimase completamente calvo:-).

Ciao
Ritvan

io pensavo che i rom fossero dei nomadi, persone che si spostano anche se stanno ferme magari per anni nel solito posto. MARIA<
Mi sa che pensavi bene!:-). E ti ricordo che si stava parlando di rom provenienti dalla Romania, non di rom provenienti dalla Svezia o dall'Australia:-).
Il fatto che Ceausescu - come il nostro beneamato Hoxha, del resto - li ha "fissati" in un posto non vuol dire affatto che siano diventati d'incanto "sedentari". E, siccome i cari rom non son fessi, appena hanno capito che è meglio essere poveri in un paese ricco come l'Italia, piuttosto che poveri in un paese povero come la Romania, stanno sciamando nel Belpaese.
Che essi si presentino o meno come nomadi, è questione di lana caprina: di fatto vivono nelle roulotte o nelle baracche, e RUBANO.
Oh, già, che nella stragrande maggioranza dei casi rubino, ricettino e altre amenità simili non c'è nel preziosissimo e stringatissimo sunto kelebekiano. Ma questi son dettagli insignificanti:-).

>Mi sbagliavo. Lo terrò presente.<
Autocritica bolscevica, subito!:-)

>Frequentare il tuo blog significa avere informazioni non campate in aria, al di là delle idee politiche di ognuno di noi.<
Beh, io direi campate in aria solo per metà: quella metà che ignora il ladrocinio sistematico a danno dei "gagi" come elemento fondante della cultura tribale rom.

Ciao
Ritvan
>I Rom non solo possono lavorare, ma lavorano eccome. Le fabbriche sono piene di operai Rom, gli ospedali di infermiere Rom, i mercati generali di scaricatori Rom. Miguel Martinez<

Eh, però, mi pare difficile che un'infermiera rom (stipendio medio intorno ai 1400 euri) vada poi a vivere in una baracca, non trovi?
Mi sa che Francesco non si riferiva a quel tipo di rom "integrati".

>Il problema, come spero di aver spiegato, è un altro, e riguarda sia la centralità della famiglia, sia il tipo di lavoro.<
Sbaglierò, ma io penso che l'infermiera rom del tuo esempio, se è un'infermiera come si deve, metterebbe la sua piccola tribù fatta di nonna paralitica, padre autistico e marito nullafacente, nonché prole varia davanti all'alternativa: o - in attesa della casa popolare - venite a vivere con me in un buco di perferia, sempre ammucchiati, ma almeno con bagno, porte e finestre, lontani da questo covo di ladri e ricettatori, oppure me ne vado da sola.

>Distinguiamo tra persone di "origine Rom", e Rom come comunità realmente esistente.Siccome la genetica non mi interessa, mi occupo solo della seconda categoria di persone. <
Eh, ci mancherebbe altro!

>1) I Rom non sono nomadi.<
Ma non sono nemmeno sedentari: diciamo ambivalenti, a seconda della convenienza?

>2) I Rom sono famiglie allargate, in cui chi non è bambino, è madre/padre/nonno/nonna, senza tappe intermedie.<
Ma le famiglie patriarcali mica sono esclusiva dei rom, ci sono passati più o meno tutti i popoli e ancora nel terzo mondo esistono e sono la maggioranza nelle zone rurali. E che vor di'?

>3) Queste famiglie allargate vivono in comunità<
Ma nessuno vuole spezzare la "comunità" dei cari rom.

>e occupano gli spazi al di sotto della società.<
Ma mica qualcuno ce l'ha con loro solo per questo, mi pare.

>4) Questi spazi da "fuori casta" sono costituiti da tutti i mestieri "al di sotto" delle persone normali, anche povere.<
Quali, di grazia? Sopra hai parlato di infermieri, operai e scaricatori: non mi sembrano mestieri "al disotto" di qualcosa.

>5) I Rom, come i piccioni, si avventurano nelle nicchie in cui nessun altro osa scendere;<
Ehm...date certe loro abitudini, più che ai romantici piccioni a me vengono in mente le più prosaiche cavallette:-). Specie da quando si stanno dedicando allo "spazzolamento" di ogni filo di rame che esista nel loro "raggio d'azione". Sai, Miguel, la vita di nosotros non romantici piccioni è strettamente collegata ai fili di rame e se qualcuno li porta via, permetti che c'inkazziamo un pochino?

>agendo come famiglie, condividono i rischi, le sofferenze, la miseria e anche i magri proventi.<
Eh, "magri" fino ad un cento punto: so di turiste babbione teutoniche che si portavano nella borsa migliaia di euri in contanti, prima che la "piccioncina" manolesta glieli portasse via con destrezza. E con migliaia di euri, anche una piccola tribù di baraccati potrebbe vivere per alcuni mesi, qualora non si abbandonasse ad eccessi schifosamente borghesi come il whisky e la robba:-).

>6) In una società basata sugli scarti, come la nostra, il "popolo delle discariche" ha molte possibilità, che vanno dalla raccolta di vestiti usati, a lavori saltuari anche durissimi, al lavoro di sfasciacarrozze, al lavavetri, alla pura e semplice elemosina.<
Toh, manca sempre quel "qualcosa":-).

>E quindi la possibilità di sopravvivenza fisica (non parlo di benessere) è maggiore in una società come la nostra, a patto che quegli spazi si possano gestire senza dover impazzire dietro partite IVA e affini.<
Eh, già, il maggior problema che presentano i rom è la loro granitica cocciutagine nel rifiutarsi di aprire la partita IVA:-)

>7) Parlare quindi di un "individuo" che viene qui e nel giro di tre mesi trova lavoro, in una società estremamente competitiva, non ha molto senso quando si parla di Rom.<
E quanti mesi vorresti dargli? Facciamo 6 e non se ne parli più? Sicuri che dopo 6 mesi trova lavoro oppure se ne torna a casa sua?

>Primo, perché qualunque lavoro il Rom trovi, deve essere diviso per dieci persone: cosa anche fattibile - un Rom può benissimo fare il muratore, e con un solo stipendio mantenere moglie, quattro figli, due fratelli invalidi e due nonni malati.
A patto ovviamente di non dover pagare un affitto per tutti loro, ma di poter vivere con loro in una roulotte o in una baracca.<

E a patto che non mandi la moglie ad elemosinare col più piccolo drogato in braccio e gli altri a rubare, beninteso:-).
Guarda che alla ggente italica (mica son svedesi o svizzeri:-) ) frega poco delle baracche, se abitate da persone che si mantengono con il lavoro, ma se da quelle baracche sciama quotidianamente un'orda di ladri, ladruncoli, ciarlatani e truffatori vari, certo che s'inkazza. E ha ragione. Al di là di ogni ideologia.

Ciao
Ritvan

i Rom si spostano, come si spostano tutti nella società globale, veterinari albanesi e traduttori messicani compresi.<
Già. Ma a parte i trollazzi castrucceschi che - per qualche misteriosa ragione - ce l'hanno coi veterinari albanesi e li vogliono per forza trasformare in avvocati:-) e certi decerebrati di Indymedia che ce l'hanno coi traduttori messicani perché li ritengono agenti infiltrati dalla Digos, mi sembra che il resto del Belpaese ci tollera abbastanza bene, non ti pare? E perché la stessa cosa non accade ai poveri rom? Solo perché c'hanno la pelle olivastra?Mmmm...mi convince poco:-).

>E siccome è facile che arrivi una ruspa e ti butti giù casa a Padova, o un fratello trovi lavoro a Palermo, o c'è una zia anziana da badare, che sta male a Zagabria, cambiano casa anche più di noi.<
"Casa" in questo caso è un grazioso eufemismo per dire "baracca" o "roulotte", vero?

>Quello che voglio sottolineare è che non esiste alcuna "cultura del nomadismo", "scelta di non essere sedentari", eccetera.<
Massì, tutte invenzioni del bieko Occidente Kapitalistiko Mediatizzato & Globalizzato:-)

>Per quanto riguarda il fatto che c'è una percentuale più alta di gente che ruba, tra i Rom che tra gli eritrei, ad esempio, lo so benissimo.<
Ma potevi anche dircelo prima, no?:-)

>Semplicemente, non ho mai conosciuto dei Rom che rubassero;<
Neanch'io ho conoscito personalmente un siciliano mafioso (e di siciliani ne ho conosciuti un sacco). Si vede che la Mafia o non esiste, oppure prolifera da qualche altra parte:-)

>anche se ho conosciuto dei Rom che sono stati derubati più volte - da altri Rom, da maghrebini, da albanesi e da italiani.Rubare ai Rom è la cosa più facile di questo mondo.<
Ti credo sulla parola. Non dovrebbe essere difficile derubare un rom: di solito non si fa molta attenzione nel proteggere dai ladri cose che non sono frutto di onesto lavoro:-).
E di ladri e balordi albanesi qui ce n'è, eccome: ma sono giovani solitari e sbandati, non li mandano i genitori per portarsi a casa il malloppo la sera. Capisci la differenza, vero?

Ciao
Ritvan


postato da Ritvanarium alle ore 2