Un immigrato di razza non-lenona ci ha spiegato (strano parallelismo, ma vero) come ALTRI immigrati (i rom?) siano culturalmente predisposti al furto.
Naturalmente guai a ricordare come altri immigrati (quelli cui appartiene la persona in questione) sono particolarmente predisposti alla prostituzione, al traffico di donne, alla tratta delle bianche e, già che ci sono, allo spaccio di stupefacIIIIenti. 'O Mistero Buffo<
1. Il mignottaggio e il papponaggio farà casomai parte STORICAMENTE della TUA "cultura" (e non fa parte p.es. di quella dei rom: le donne rom rubano, truffano e fanno un sacco di altre brutte cose, ma IN GENERE non si prostituiscono).
Difatti, dall'Impero Romano in poi, la penisola italica è stata fiorente di meretricio.
2. Già i latini chiamavano chi campava sulla prostituzione "lenone": più recentemente, nel Medioevo son fioriti "pappone", "magnaccia", "ruffiano" e quant'altro. Solo di sinonimi di "prostituta" nel Belpaese si contano più di un centinaio.
3. Non esiste, invece, nella lingua albanese una parola autoctona per definire la prostituta. Ne esiste solo una, presa in prestito dagli slavi (e probabilmente risalente al 1200, quando il regno serbo di Dusan inglobò anche i territori abitati da albanesi) che è "kurva". Non esiste altresì una parola albanese per definire lo sfruttatore della prostituzione: le due parole in uso tardo sono "kodosh" (di incerta origine, ma sicuramente non albanese) e "rrufian" (chiaramente calco dell'italico "ruffiano").
4. Dai tempi di Skanderbeg (XV secolo) fino al 1940 - ovvero occupazione turca inclusa - in Albania non c'è stato mai una cosiddetta "casa di tolleranza" e neanche mignotte sparse esercitanti singolarmente. Non perché gli albanesi fossero più casti e morigerati di altri, per carità, ma perché una famiglia avente una "kurva" dichiarata in seno sarebbe stata "disonorata" per sempre. A tale scopo, per i ricchi libidinosi servivano le "cenghì", sorta di cubiste orientali girovaghe che si esibivano nei locali pubblici e che - anticipando le colleghe occidentali d'oggi - non disdegnavano offrire "rappresentazioni" particolari nelle lussuose ville di bey, pascià, agà, effendì e quant'altro.
5. Idem durante il breve periodo dell'indipendenza albanese d'anteguerra(seconda). Chi si prendesse la briga di leggere i resoconti albanesi di Montanelli, Morozzo della Rocca, ecc. (per citare autori italici che dicevano peste e corna sugli albanesi, ovviamente per giustificare l'invasione fascista del'39) mai troverebbe traccia di costumi licenziosi o presenza di prostituzione in loco. E se si leggono le memorie del libro "High Albania" dell'antropologa e giornalista inglese degli inizzi '900 Edith Durham (certo che bisogna conoscere l'inglese e dubito fortemente che un ignorante topo d'archivi codicepenali italici abbia questa capacità) al sito:
si può notare come una donna sola, piacente, straniera, con la borsa piena di sterline viaggiasse indisturbata per l'Albania, trattata con rispetto e cortesia. E, ovviamente, alcuna traccia di "kurva", "kodosh" o bordelli.
6. I primi bordelli (massì lasciamo perdere i pietosi eufemismi) in Albania furono inaugurati nel 1940, dalle Gloriose Armate del Dux. Oh, erano bordelli militari, con puttane di pura razza italica, reclutate e fatte sbarcare in Albania al patriottico scopo di intrattenere piacevolmente i Gloriosi Soldati Italici che si preparavano a "spezzare le reni alla Grecia" (come finì, poi, lo sappiamo tutti, la solita storia dei pifferi di montagna:-) ). Ovviamente, tali bordelli erano aperti - a pagamento, a differenza dei Gloriosi di cui sopra che ne usufruivano aggratise, per grazia del Gran Lenone Benito Mussolini - anche ai cittadini albanesi. Come ci riferisce il nostro grande scrittore Ismail Kadaré, nella sua città natale, Gjirokaster, tale promiscuità causò una tragedia. Un indigeno s'innamorò di una patriottica mignotta militare italica e trascurò la fidanzata: il padre del giovanotto, disonorato davanti alla famiglia dei futuri consuoceri, si presentò al bordello, chiese di usufruire delle prestazioni della suddetta e, una volta in sua presenza, tirò fuori la rivoltella e la fece secca. Poi si sparò.
Ah, la Patriottica Mignottona venne sepolta con gli onori militari e avvolta nella bandiera tricolore con lo stemma sabaudo in mezzo.
Altro che "cultura", qui siamo addirittura al Culto della Mignotta Ignota!:-)
7. Ovviamente, con la capitolazione della Gloriosa Armata di cui sopra l'8 settembre 1943, anche i bordelli italici andarono...a puttane:-). I tedeschi che sostituirono gli italiani non avevano bisogno di puttane per rilassarsi e tirarsi su il morale, probabilmente visto che - a differenza degli italiani - loro alle parole del Fuhrer credevano sul serio:-).
8. E altrettanto ovviamente, con l'istaurarsi del regime comunista e puritano di Enver Hoxha, anche solo parlar di bordelli e puttanume vario poteva costarti la galera, figuriamoci metterlo in pratica.
9. Con la caduta del regime nel 1990, il "homo novus socialisticus", ovvero il delinquente d'animo educato con la "morale del Partito", sbarcò in Italia lacero ed affamato. E intenzionato ad arricchirsi il più in fretta possibile. E visto che ormai la sullodata "morale del Partito" era morta insieme al Partito, adottò la "morale della giungla", sfruttando la prostituzione, trafficando in stupefacienti (e anche in armi, te lo sei dimenticato), rapinando ville e quant'altro.
10. Però, miserabile topo di codici ma ignorante come una capra su tutto il resto dello scibile umano, definire la CULTURA di un popolo in una certa materia basandoti unicamente sull'arco temporale 1990-2007 mi sembra francamente superi tutte le tue castronerie precedenti vomitate su questo blog.
Pertanto, visto quanto sopra, il tuo "giochino" di sostituire rom con albanesi fa francamente cagare. Anzi, piuttosto che far cagare noi, perché non te ne vai a farlo tu?
>Io non apprezzo che si dica che gli italiani sono una razza di lenoni,Aurora<
E fai bene. Ma nessuno l'ha mai detto questo. Che fai, ipotesi fantascientifiche indotte dai libri qui consigliati?:-)
>e che questo sarebbe dimostrato , per esempio, dalla varietà di sinonimi del nostro vocabolario rispetto a quello albanese, dove l' equivalente sarebbe stato preso in prestito da altri.<
"Dimostrato" 'n par de ciufoli. Questo dimostra solo - insieme ad altri innumerevoli dati storici - che "operatrici del sesso a pagamento" e "prottettori di operatrici del sesso" hanno operato alla luce del sole nella penisola italica, dall'Impero Romano fino alla legge Merlin. Che è cosa ben diversa dal dire che Tutti gli italiani siano "protettori..ecc.,ecc.." e TUTTE le italiane siano "operatrici..ecc., ecc.". Ovviamente, gli avvocati, di solito, fanno orecchie da mercante a quel che dice la "controparte", anzi, a volte stravolgono pure - oh, a vantaggio del loro cliente, beninteso - quel che dice la "controparte". Fin qui nulla di censurabile, fa parte del "gioco". Il guaio comincia quando lo fanno anche fuori dall'aula: si chiama deformazione professionale.
>Noi abbiamo un ampissimo vocabolario , non solo per definire i " papponi" , ma anche altro.
Se apro il vocabolario , alla voce " solerte", trovo come sinonimi: destro, esperto, ingegnoso, industrioso, diligente, accurato.
Vuol dire che siamo un popolo di solerti ?<
No, vuol dire che fra di voi ci sono/sono stati anche dei solerti. In numero non quantificabile. Come quelli di cui sopra.
>Poiché io non conosco l'albanese non posso sapere quanti vocaboli, che noi abbiamo , loro non abbiano.<
O viceversa. Capita, sai.
>Ma la ricchezza di vocabolario è indice di ricchezza mentale. Più parole hai in testa più hai la possibilità di esprimere e definire un concetto.<
Giusto. E così, gli albanesi, ad un certo punto della loro storia, probabilmente perché sapevano come l'avrebbe pensato Aurora e, dunque, per non passare da trogloditi ignoranti di certe cosette, presero in prestito agli slavi "kurva" e agli italiani "ruffiano". Come gli italiani presero in prestito agli amerikani "computer" et similia, visto che il PC non l'avevano inventato gli italiani.
>Comunque, io tento di difendere quegli uomini, vivi e morti, che non apprezzerebbero, come me, questa definizione di " papponi per tradizione".<
E' un falso, avvocato. Ho detto - e scripta manent - che i papponi fanno parte della "tradizione italica". Come lo fa il Conte Ugolino, senza che per questo qualcuno si sogni di definire TUTTI gli italiani, vivi, morti o moribondi chje siano "di tradizione cannibala". Ed è un fatto vero. Che vivi o morti non apprezzino, me ne farò sicuramente una ragione.
>Dare dei papponi per tradizione agli italiani<
Beh, se lo vuoi fare tu qui, accomodati, io non ho nulla in contrario, anche se sarebbe una palese menzogna.
>vuol dire poi che le donne italiane sono prostitute per altrettanta tradizione.<
Idem come sopra.
>Quanto al fatto che "l'esponente " abbia reagito ad un insulto, o a ripetuti insulti altrui, cerco di rendere con un esempio : mi trovassi io a commentare in un blog svizzero, frequentato da svizzeri che mi sono amici, e un nuovo arrivato mi definisse , magari dopo che l' ho provocato con sarcastiche frasette, , maccarona e mandolina, figlia di maccaronari e mandolinari, io non risponderei che gli svizzeri sono figli di mucche milka e padri cucù, perché offenderei tutti.<
No, ma gli potresti replicare GIUSTAMENTE che allora LUI è figlio di mucche milka e orologi a cucù. E il primo svizzero "amico tuo" che osasse redaguirti per questo, lo dovresti MANDARE AFFANCULO. Con la mia benedizione e autorizzazione scritta!(per quel che può valere ai tuoi occhi).
RitvanShehi