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ars diplomatica | Ritvanarium

Ritvanarium

CITAZIONI DI UN VETERINARIO ALBANESE [Ritvan Shehi] RICONOSCIUTO UFFICIALMENTE COME "OPERAIO SPECIALIZZATO" PER ECCESSO DI ZELO TERZOMONDISTA GOVERNATIVO NEL 1999 ... Commentatore di Commenti più che di Post ... ama definire i suoi interventi "Uova di Cuculo" [sic] *************************************** Non abbiate Paura !!! ... Aprite, anzi: spalancate le vostre Menti fra i Commenti !!! ***********************************
mercoledì, 03 dicembre 2008

E' il "principio":-) che conta in questi casi ...

>Allah perdonerà senz'altro, ma la logica no. O forse è a me che sfugge il nesso logico tra la reclusione dgli ebrei nei ghetti europei e la volontà di negare loro il possesso della loro patria...
 Val<

Beh, a me sembra addirittura lapalissiano: se uno lo chiudi nel ghetto, lo tratti come un lebbroso e lo definisci "perfido giudeo", cor piffero che gli dai la possibilità di avere una patria.
Invece, con l'affrancamento degli ebrei nel XIX secolo e il collasso dell'Impero Ottomano (di cui la Palestina era dominio) si presentarono le condizioni per far avere al popolo ebraico la sua patria. Cosa che avvenne nel 1948.

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>Va bene, mettiamo da parte metafisica e pseudo-storia - ma anche PROPAGANDA - e guardiamo all'oggi. OGGI la Palestina è divisa in due Stati; a occidente del Giordano c'è Israele, a oriente c'è la Giordania. Quello a occidente è lo Stato ebraico della Palestina, mentre quello a oriente è lo stato arabo della Palestina. Non ci sono cittadini israeliani che risiedono in Giordania, mentre vi sono milioni di cittadini giordani (i cosiddetti "palestinesi") che risiedono in Israele. Peppino<

Minchia, Peppi', ma allora i cosiddetti "Territori Okkupati" che fine hanno fatto?! Spariti per magia?! E poi, "cittadini giordani"??!!Ma tu sei sicuro che i "vuccumpra'" in questione abbiano il passaporto giordano o parli per sentito dire al Bar Sport?

>Nessuno vuole negare loro il diritto di risiedervi, ama condizione che lo facciano come qualsiasi straniero che risiede in uno Stato di cui non è cittadino: rispettando la legge israeliana e non pretendendo di derubare Israele della sua terra.<

Tipo vuccumpra' nel Belpaese, per intenderci, eh? Dici che lì sono arrivati recentemente sul gommone?Ma poi, il permesso di soggiorno glielo diamo a punti o a virgole?:-)

>Invece ricorrono al terrorismo con la pretesa di sottrarre ad Israele un parte cospicua del suo già ristretto territorio.<

Magari fosse per quello, magari. Ti scavalco a destra:-) per dirti che quelli che usano il terrorismo vogliono prendere a Israele TUTTO il territorio e non solo "una parte cospicua".

>Di Stati arabi ve ne sono già ventuno, e con territori immensi.<

Che cazzo c'entra: anche di Stati slavi ed ortodossi ce ne sono un sacco, eppure hanno fatto un baccano del diavolo contro l'indipendenza del Kosovo dalla slava ed ortodossa Serbia. E' il "principio":-) che conta in questi casi.

>L'ingordigia di quei regimi è però tale che pretendono di fare a pezzi Israele (l'unico Stato che hanno gli ebrei) per fondare un ventiduesimo Stato arabo.<

Ma quale ingordigia e ingordigia, ma che cazzo gli entra in tasca p.es. a Dubai, Kuwait o Arabia Saudita dal fatto che gli arabi palestinesi abbiano o non abbiano un loro piccolo Stato a fianco dell'altrettanto piccolo Israele, me lo spieghi? Non c'è neanche una goccia di petrolio in palestina, per giunta!

>E' normale che Israele si opponga a questo folle progetto che si vuole imporre ricorrendo al terrorismo<

Ma che stai addi', Israele non si oppone al principio "due Stati per due popoli", ha solo una visione diversa - e giustamente, deve badare ai propri interessi - su come debba venir realizzato in pratica.

>ma sarebbe anche normale che chi condanna l'imperialismo solidarizzasse con Israele contro il terrorismo imperialista arabo.<

Ah, ma allora non hai capito che QUI (Kelebek e affini, ndr) per "imperialismo" s'intende solo ed esclusivamente quello STATUNITENSE e dei loro "lacché":-)?!

>Evidentemente, per alcuni, l'unico "imperialismo" percepito come nemico è quello americano. L'imperialismo arabo invece, va benissimo.<

Ah, ma allora l'avevi capito, eh: come non detto:-)
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sabato, 27 settembre 2008

QUANDO GLI ALBANESI AVEVANO LA CODA:-)



Un certo Vladan Djordjevic, medico laureatosi a Vienna e Primo Ministro serbo
(per maggiori informazioni;
, ovvero non un pincopalla quaquaraqua qualsiasi, pubblicò a Lipsia nel 1913 un libello pseudoscientifico ("Albanesen und die Grossmächte", Leipzig, 1913) in cui sosteneva di aver visto da medico tanti albanesi con la coda:-)

Però, a volte il razzismo pseudoantropozoologico:-) non paga. E lo dimostra un episodio diplomatico presente in tutti i libri di storia albanesi (e ovviamente:-) ignorato in quelli del resto d'Europa). Proprio nel 1913 si riuniva a Londra la cosiddetta "Conferenza degli Ambasciatori" delle Grandi Potenze europee per decidere cosa fare dell'Albania che s'era autodichiarata indipendente (è lapalissiano che il sullodato libello era stato pubblicato poco prima proprio per orientare in un certo modo tale Conferenza e poi tutti i principali giornali europei - lo avevano recensito e amplificato in diversi modi).
Mentre la Conferenza stava per avere inizio, il Presidente della Conferenza e Ministro degli Esteri inglese, vede il rappresentante albanese Ismail Bey Vlora (primo ministro del governo provvisiorio del neonato Stato, ex diplomatico ed ex deputato dell'Impero Ottomano) in piedi che si rigirava fra le mani la propria poltrona. E lo interpella:

"-Sig. Vlora, cosa fa in piedi a rigirarsi la poltrona fra le mani, si sieda, prego, che dobbiamo cominciare!
-Mi scusi, Eccellenza, ma stavo cercando il buco.
- Buco? Quale buco?
-Il buco per infilarci la mia coda, Eccellenza, non vorrei che mi si sciupi. Però, purtroppo, vedo che, nonostante le tante raccomandazioni pervenute, nessuno vi ha provveduto a farne uno...."

Grassa risata del britannico, che - come tutti i britannici del resto - pare apprezzasse tanto lo humour. E alcuni storici albanesi sostengono che proprio la simpatia creatasi fra lui e Vlora grazie a quella battuta di spirito, ha indotto l'Inghilterra ad appoggiare un compromesso più favorevole agli albanesi di quanto ci si aspettasse in quel periodo.

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domenica, 21 settembre 2008

Diplomazia archeologica, la Venere di Cirene

 
Caro Davide, all'URL:
 c'è il mio solito scambio epistolare con l'amico (telematico) Sergio Romano, che ti copincollo qui per comodità:

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Sabato 13 Settembre 2008

Come la testa di Butrinto fu restituita all’Albania


"È con grande interesse che ho letto la rubrica «Diplomazia archeologica, la Venere di Cirene». L’interesse era accresciuto dal tema: l’archeologia. Infatti mi sto occupando di una mostra che verrà inaugurata il prossimo 2 ottobre al Colosseo. Il tema è proprio la tutela, in occasione della celebrazione del centenario del primo ordinamento (1909-2009). E proprio la Venere di Cirene doveva essere presente in mostra insieme ad altri capolavori che illustrano l’impegno per la salvaguardia del patrimonio culturale italiano. Con questa mail, quindi, le esprimo il mio interesse per la storia della testa di Butrinto.Gabriella Gatto
press.electamusei@mondadori.it "

"Vorrei sapere se fosse una menzogna come tante altre, del resto, quello che ci insegnavano nelle scuole del regime comunista albanese, ovvero che il reperto era stato trafugato e portato illegalmente in Italia da Ugolini, capo della spedizione archeologica che lo trovò; oppure se, come aveva sostenuto Ugolini, la testa della Dea era stata offerta in dono a Mussolini dal re Zog d’Albania. Inoltre ci furono delle ragioni diplomatiche dietro la restituzione della Dea al regime rosso dispotico e paranoico di Hoxha all’inizio degli Anni 80 del secolo scorso? Che cosa ottenne in cambio l’Italia da siffatto regime? Ritvan Shehi."



Cara Signora, caro Shehi,

La testa fu trovata nel 1928 lungo la scena del Teatro romano di Butrinto in Albania nel corso degli scavi di una missione archeologica diretta da Luigi Maria Ugolini. Durante gli stessi lavori fu trovato anche il corpo di una statua di Apollo a cui la testa, verosimilmente, apparteneva. Gli accordi stipulati con il governo di Tirana prima degli scavi prevedevano che le opere rinvenute restassero in Albania, e così accadde.
Ma la testa, qualche tempo dopo, fu apparentemente donata da re Zog a Mussolini e finì al museo romano delle Terme.
La storia della sua restituzione cominciò nel 1979 e fu raccontata alla Camera dei deputati da Giuseppe Galasso, allora sottosegretario ai Beni Culturali. Quando un deputato del Movimento sociale italiano, Olindo Del Donno, nell’aprile 1985, chiese notizie sulla restituzione della testa al governo albanese, Galasso gli rispose che aveva avuto luogo nel maggio del 1982 in occasione dell’invio a Tirana di una missione italiana per il rinnovo dell’accordo culturale che i due Paesi avevano firmato nel maggio del 1979. Il ministero degli Esteri aveva scritto al ministero dei Beni culturali nel febbraio di quell’anno che «ambienti responsabili italiani » proponevano la restituzione della testa all’Albania nell’interesse dello sviluppo delle relazioni culturali dei due Paesi. Il sovrintendente archeologico di Roma Adriano La Regina aveva dato parere favorevole per due ragioni. In primo luogo riteneva giusto che la testa venisse ricongiunta al corpo, depositato presso il museo archeologico di Butrinto.
In secondo luogo pensava che la restituzione avrebbe dato «dimostrazione di cortese e coerente applicazione di quei principi di comportamento, sempre auspicati ed invocati in ogni sede scientifica, volti a ridurre la continua sottrazione all’Italia di beni archeologici che illecitamente pervengono a musei stranieri ». La testa non poté essere restituita nel maggio del 1979 perché il ministero per i Beni culturali dette la sua autorizzazione soltanto dopo avere sentito il parere del Comitato di settore per i Beni archeologici.
La cerimonia di consegna, come ho detto, ebbe luogo più tardi, a Tirana, il 15 gennaio 1982.
La risposta di Galasso non piacque all’on. Olindo Del Donno che parlò di «prostituzione morale» e disse tra l’altro: «Ma chi vogliamo prendere in giro? Ma, signor Presidente, siamo alla Camera dei deputati o in un luogo di analfabeti?
Ci vengono a parlare di contatti culturali con un Paese che di cultura non ha niente; mentre tutto quello che di grande, di bello e di augusto è stato fatto in Albania è stato fatto - diciamolo a fronte alta - dal governo italiano in quel ventennio che ha alzato la bandiera italiana ed ha creato una città come Tirana, un’altra che si chiama Durazzo, un’altra che si chiama Scutari!
».
La reazione di Del Donno fu nazionalista, se non addirittura colonialista, e non tenne alcun conto delle motivazioni culturali con cui la testa era stata restituita agli albanesi.
Ma anche in quel caso la cultura andò a braccetto con la politica.
Dietro gli «ambienti responsabili italiani», così pudicamente descritti nella lettera del ministero degli Esteri, vi erano probabilmente settori del partito comunista. Il Pci sapeva che l’Albania non godeva delle simpatie dell’Unione Sovietica (era troppo filocinese) e voleva far sapere a Tirana che la sua politica verso i Paesi comunisti non obbediva agli ordini di Mosca.

Sergio Romano

 

 
 

 






sabato, 02 agosto 2008

Reciprocità alle vongole saudite in salsa italica

Visto che si parla [con il postumo "Un Cappello Pieno di Ciliege" [sic, "ge"...Toscanismo ! , NDR] di Fallaci, fallaciani e fallaciformi vari, copincollo il dialogo "mortalmente noioso" intercorso fra me e uno di quelli. Il tizio è uno di quelli che intasarono la mia posta elettronica dopo che Sergio Romano pubblicò sul Corsera la mia lettera sulle moschee, con tanto di mio indirizzo email. Io, invece, qui ometto nomi e indirizzi.




>Pregiatissimo c...@.it, (il mio indirizzo email pubblicato da Romano sul Corsera-ndr.)<

Egregio E...P...(il suo nome-ndr), io non mi chiamo "c...@....it": sul Corrierone c'era il mio nome e cognome. Possibile che debba venire io sul gommone a
insegnare un po' di buona educazione a un diretto discendente di Mons. Della
Casa in "casa" sua?

>giro anche a lei queste riflessioni.
Le cose non stanno come dice lei<


M'inchino alla sua profonda competenza in materia costituzionale: potrei sapere in quale Università lei ha la cattedra di Diritto Costituzionale?

>e per questo sarò uno di quelli che firmerà contro la costruzione delle moschee o di ogni altro luogo che permetterà di rendere stabile quell'invasione violenta e impunita della mia mia Nazione effettuata da ogni tipo di immigrato.<

Non crede, invece, - visto il suo inconfondibile linguaggio - che un
manganello e una buona dose di olio di ricino serva meglio all'uopo?

>PS: Mi scuso ma sono stufo di parlare di queste cose, quindi non risponderò ad una sua eventuale risposta.<

Mica è obbligatorio, sa. Però, se era tanto "stufo", non poteva risparmiarsi pure questa?

>Cordiali saluti, E. P.<

Altrettanto
Ritvan Shehi
P.S. Da bieko "invasore" del Belpaese ho anche la sfrontatezza di commentare la sua risposta alla studentessa musulmana Khalida El Khatir che mi ha allegato qui sotto.

>Alcune riflessioni sulla lettera pubblicata dal "Corriere" ("Io Khalida El Khatir, studentessa musulmana" - 28/09/07):
- ". si è dimenticato che i musulmani, prima di essere dei credenti, sono innanzitutto cittadini di questo Paese e come tali vanno rispettati."
Sarebbe interessante sapere come questi "cittadini" sono arrivati in Italia: sono stati chiamati dalla mia Nazione e regolarmente forniti di permesso di soggiorno oppure sono venuti da clandestini, infrangendo le nostre leggi e costringendo, ripeto, COSTRINGENDO la mia Nazione a farsi carico anche dei loro problemi sperperando il patrimonio che generazioni di Italiani
hanno versato per far crescere l'Italia e non i paesi musulmani ?<

Beh, se per questo la risposta è semplice: in parte sono stati chiamati dalla "sua Nazione", in parte sono sbarcati dal gommone e poi "sanati" - sempre dai "legali rappresentanti" della "sua Nazione" - in parte sono discendenti di innumerevoli generazioni d'italiani, proprio come lei. E allora?


>- sono straconvinto che non si può diventare "Italiani" in quel poco tempo indicato da questi quattro. politicanti. Per me ci vogliono generazioni, bistecche, fettuccine, porchetta, chianti, grappa, pentacolori, pentapartiti, antilopi, Abbagnale, Chechi, Battisti, Totò, D'Andrè, Pertini, Portella della Ginestra e via dicendo.<

Eh, ma così è troppo vago: lei dovrebbe indicare con precisione QUANTE generazioni ci vogliano perché un bieko extracomunitario diventi "italiano-italiano", mica si può scrivere nella legge la quantità di spaghetti con pummarola in coppa che deve mangiare prima di aspirare alla Gloriosa Cittadinanza Italica! Che ne dice se mettiamo nella legge che i suoi antenati dovrebbero aver combattuto contro gli elefanti di Annibale?

>- Noi Italiani stiamo vivendo, stiamo subendo sulla nostra pelle, chi più chi meno, la devastazione morale, sociale, culturale ed economica causata da questa FOLLIA chiamata immigrazione.<

Già. Però, quando i suoi Gloriosi Antenati con valigia di cartone
d'ordinanza legata con lo spago "invadevano" mezzo mondo (dall'Australia agli USA) mica si lamentava lei, eh. Le consiglio di leggere il libro "L'Orda-Quando gli albanesi eravamo noi" di Gian Antonio Stella.

>- Sono ateo quindi al posto di una chiesa, di una moschea, di una sinagoga farei costruire un parco, delle strutture sportive, una scuola, un museo.<

Guardi che nessuno le chiede di costruirsela lei (coi soldi suoi o quelli delle sue sudate tasse) la moschea: è lapalissiano che se la devono costruire i musulmani, coi loro soldi. Si chiede semplicemente che lo Stato laico e democratico italiano osservi la sua Costituzione e non si comporti nei confronti dei musulmani in Italia pressappoco come lo stato feudale e
teocratico dell'Arabia Saudita si comporta nei confronti dei cristiani di quel paese, negando loro di fatto - con spregevoli e ipocriti cavilli azzeccagarbuglieschi, che almeno l'Arabia Saudita dice apertamente "NO" - il
diritto di costruirsi in santa pace loro luoghi di culto.


>- La "reciprocità" è ancora un concetto assolutamente non condiviso e non rispettato in molte Nazioni, quindi non capisco perché io in questi paesi non devo bere vino, non devo mangiare maiale mentre qui, nelle. carceri Italiane, un esempio scelto non a caso, i musulmani devono avere pasti differenziati.<

Quella che invoca lei io la chiamo "la reciprocità alle vongole" e di solito
viene sbandierata da chi non ha la più pallida idea di cosa significhi
"reciprocità" nel diritto internazionale. Non ho tempo né voglia di farle
una lezione in tal senso, ma le dico brevemente due cose:

1. Nei paesi democratici rispettosi dello stato di diritto (e l'Italia
dovrebbe rientrare fra questi), i Diritti Umani non sono soggetti alla
"reciprocità". Ovvero, per farle un esempio, se Castro o Kim Jong Il o
qualsiasi altro dittatorello del pianeta tortura dei cittadini italiani, il Governo Italiano non si sognerebbe mai di prendere dei cubani, coreani o
sudditi del dittatorello residenti o di passaggio in Italia e metterli sul
cavalletto della tortura. Ha capito o devo farle un disegnino?

2. Nel Diritto Internazionale la "reciprocità" vale fra Stati e rispettivi cittadini, non fra confessioni religiose, sessi, tendenze sessuali, idee
politiche o colore della pelle. Finora, l'unico Stato che non permette
l'esistenza di chiese (ma anche di alcun altro genere di tempio, tranne
quelli musulmani) nel suo territorio è l'Arabia Saudita. Mi potrebbe
gentilmente spiegare perché un musulmano, cittadino p.es. albanese, marocchino o tunisino (nei cui paesi le chiese pullulano che è un piacere)
che vuole costruirsi una moschea nella sua città italiana di residenza
dovrebbe subire la mazzata della "reciprocità alle vongole" per colpa dell'Arabia Saudita?

>- Nella mia vita da cinquantenne Italiano DOCG, nella vita dei miei figli Italiani DOCG ci sono una marea di diritti, questi sì veramente legittimi e reali, che sono stati negati, calpestati: la scuola, la salute, il lavoro, la giustizia, la casa e questa signorina, arrivata chissà da dove, pretende il diritto alla moschea. ma ci facci il piacere per non dire qualcos'altro !<

Il fatto che i suoi diritti siano stati calpestati dallo Stato italiano non
significa che per questo lei abbia acquisito ipso facto "il diritto" di
negare i diritti altrui. Lei si comporta come quel tale che, dopo esser
stato svaligiato dai ladri si rifà derubando a sua volta il prossimo. Si vergogni!


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CHIESE NEL MONDO ISLAMICO, RECIPROCITÀ E TOLLERANZA


C'è una pecca nel suo ragionamento sulla necessità di una moschea a Milano: quantunque da non credente a cui non importa niente che ci siano o meno chiese o moschee, non avrei obiezioni da fare sulla presenza sul suolo italiano di moschee, che già ci sono del resto, se vi fossero chiese cristiane in Arabia Saudita, poniamo, o in altri Paesi dell'area musulmana.
Questo per un principio di reciprocità che lei ben conosce, e che, se lo si ignora, invalida qualsiasi altro ragionamento.

AB


Caro AB,
esistono chiese cattoliche in tutti i Paesi musulmani della costa meridionale del Mediterraneo e in alcuni di essi vi sono diocesi vescovili e nunzi o legati apostolici.
In Iran vi sono chiese, preti, un nunzio apostolico a Teheran (Mons. Angelo Mottola) e un Vicario generale dei latini a Ispahan (Il salesiano Francesco Pirisi). La presenza cattolica nel Golfo Persico è più recente. Nel Dubai la chiesa di Santa Maria è stata inaugurata dal Primo ministro sceicco Sheikh Rashid bin Saeed Al Maktoum nel 1967 e considerevolmente ampliata nel 1980. Sempre nel Dubai, a Jebel Ali , vi è la Chiesa di San Francesco d’Assisi, inaugurata nel novembre 2001. In Qatar esiste una vecchia parrocchia intitolata nel 2003 a Nostra Signora del Rosario che 30 giorni, la rivista di Giulio Andreotti, ha descritto in un servizio giornalistico qualche tempo fa. Questi insediamenti cattolici dipendono dal Vicariato Apostolico dell’Arabia che ha sede a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, ed è responsabile per i Paesi della penisola Araba: Bahrain, Oman, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Yemen.
Un altro Vicariato Apostolico, nato da una costola di quello per l’Arabia, esiste nel Kuwait.
Non vi sono invece né chiese né istituzioni cattoliche in Arabia Saudita. Interrogati sulle ragioni di questa mancanza, i rappresentanti del Regno rispondono generalmente che non vi sono moschee nella Città del Vaticano e aggiungono che tutta la terra dove sorgono i due maggiori luoghi santi dell’Islam (la Mecca e la Medina) è una «Santa Sede».
La questione, in realtà, è un po’ più complicata. Dopo aver estromesso gli Hussein dalla penisola araba, Ibn el Saud e i suoi discendenti divennero Sceriffi della Mecca e custodi dei Luoghi Santi. Sono i signori del regno, ma esercitano il loro potere sulla base di un patto con i seguaci di Mohammed Ibn Abd al Wahhab, un teologo «controriformatore», paladino del più scrupoloso rigore islamico, vissuto nella seconda metà del XVIII secolo. Quel patto religioso è il titolo di legittimità del regno dei Saud, la ragione stessa della sua esistenza.
E l’osservanza del patto è divenuta ancora più necessaria e costrittiva quando Ibn el Saud, per sfruttare l’immensa ricchezza petrolifera del Paese, strinse rapporti speciali con gli Stati Uniti in occasione del suo storico incontro con il presidente Roosevelt su un incrociatore americano negli ultimi mesi della Seconda guerra mondiale.
Gli imam wahhabiti tollerano questo rapporto con l’«infedele», ma esigono che il regno venga governato secondo i criteri della più stretta ortodossia islamica. E’ questa la ragione per cui gli Stati Uniti e, più generalmente, i Paesi occidentali hanno rinunciato a esigere dai Saud l’applicazione del principio di reciprocità.
L’ultimo sovrano è un prudente riformatore che ha cercato di allargare le maglie dell’ortodossia, ma non può mettere in discussione il principale titolo di legittimità del suo regno.
Dovremmo forse rispondere al rigore islamico dell’Arabia Saudita vietando la costruzione di moschee in Italia? Se adottassimo questa linea puniremmo anzitutto i cittadini di Paesi che non proibiscono ai nostri connazionali la professione della loro fede religiosa. E mancheremmo, in secondo luogo, a un principio che è il principale titolo di legittimità delle democrazie: la tolleranza.




     Sergio Romano 
domenica, 20 aprile 2008

il pragmatismo è roba rara nel Belpaese dei "campanili ideologici

Perché uso sempre mettermi nei panni degli altri e chiedermi:"Mi piacerebbe che il mio paese, l'Albania, se ci vivessi, si riempisse di fannulloni senza un soldo provenienti da tutto il mondo? No che non mi piacerebbe: pertanto non posso biasimare un/a italiano/a che la pensa allo stesso modo". Ritvan

>La sinistra ha sempre trattato il problema immigrazione con la pancia invece che con la testa. Aris<

Io direi che la sinistra ha cercato di dare le carote a tutti gli immigrati; cosa impossibile.

>La destra invece lo ha sempre trattato a cazzotti:<

La destra, invece, solo bastoni, sempre a tutti (anche se ipocritamente esclamava "Chi viene per lavorare lo accogliamo a braccia aperte". Si, cor cazzo!).

>ambedue i sistemi si sono rivelati fallimentari.<

Già. Vedi sopra. Io, che sono un liberale e non certo un comunista, lavoro onestamente e pago le tasse, la destra italica non la posso vedere, proprio per questa ragione.

>E visti i problemi che stanno sorgendo a causa della quantità indiscriminata di immigrati immessi regolarmente o no sul nostro territorio, bisogna essere assolutamente pragmatici.<

Già. Ma il pragmatismo è roba rara nel Belpaese dei "campanili ideologici".

>Concordo persino con un assunto di Abù: non è possibile fermare l'immigrazione, vero.<

Beh, quest'assunto mica l'ha inventato Abu, eh! Lo dicono un po' tutti i sociologi seri. Anche il Paese più potente del mondo, gli USA, non riesce a fermare l'immigrazione dall'America Latina.

>Proprio per questo è obbligatorio limitarla allo stretto necessario.
Se per es. il nostro paese non ha bisogno di operai, Abù dovrebbe spiegarmi a quale titolo mi chiede di farli entrare lo stesso. Gli trova lui un altro lavoro? E se no, cosa li mette a fare, il nostro bravo Abù?
Come li farà campare qui da noi dove anche l'acqua del rubinetto ha un costo?<

Chi lo decide se il Paese ha bisogno di operai? Il Gosplan Sovietico?. La destra ha inventato la megacazzata, secondo cui per entrare in Italia un operaio "diversamente comunitario" dovrebbe avere in tasca un contratto di assunzione da un imprenditore qui residente. Allora o vivono su Marte per non sapere che qui (ma anche in tutto il mondo) nessuno ti fa un contratto d'assunzione SENZA AVERTI MAI VISTO IN FACCIA, oppure è chiaramente una presa per il culo.

In questo senso, la proposta più sensata l'ho sentita fare da.....Calderoli! Una proposta molto pragmatica, che, però mal si concilia con gli ideologismi italici.
Diceva il nostro:"Se gli immigrati clandestini pagano 2-3-4 mila euro ai mercanti mafiosi di carne umana per arrivare clandestinamente in Italia in cerca di un lavoro - e spesso annegano in mare, vittime dei trafficanti - perché non offrire loro un visto per cercare lavoro, in cambio del deposito cauzionale di una parte dei soldi altrimenti destinati ai "negrieri"?". Poi, il nostro leghista (che non è uno stupido) diceva che con l'altra parte dei soldi l'immigrato - non più clandestino, poiché in possesso di un visto della durata di 6 mesi - poteva viverci in Italia (magari presso connazionali) finché non trovava un lavoro. E se vedeva che lavoro per lui non ce n'era, se ne tornava a casa sua, dove ritirava presso il consolato italiano i soldi della "cauzione" che vi aveva depositato. Viceversa, se dopo la scadenza del visto il nostro diventava "uccel di bosco", sarebbe stato rimpatriato obbligatoriamente...usando per il biglietto e per la paga dei poliziotti i suoi stessi soldi, depositati come "cauzione".
Semplice ed efficace. Ma qui le cose semplici non le vuole applicare nessuno:-(


>Se i sindaci di alcuni paesi in Italia hanno deciso di subordinare la loro presenza alla dimostrazione di un reddito, perchè questo non sarebbe lecito secondo Abù?<

Perché - come ti hanno già spiegato altri - spesso e volentieri gli immigrati trovano solo lavoro "in nero". Pertanto, i sindaci dovrebbero escogitare altri criteri per poter negare la residenza a fannulloni delinquenti, balordi, pusher, papponi e altro simile "pattume umano" (come lo chiama JZ).

>D'altronde, se uno non ha un reddito ed è italiano, la società se ne prende carico, finchè può. Mi spiega Abù perchè la collettività formata per la stragrande maggioranza da itliani, dovrebbe farsi carico ANCHE dei disoccupati marocchini, algerini, palestinesi, tunisini, senegalesi, gabonesi, nigeriani, filippini, ecuadoregni, ecc.?<

Aggiungiamoci pure gli albanesi, va!. Anche se devo dire che spesso, quando mi reco in treghetto in Albania per le vacanze, mi è capitato di conversare con miei giovani connazionali che ritornavano definitivamente in Albania poiché non avevano trovato lavoro in Italia. Ed erano sereni, perché mi dicevano "Abbiamo almeno verificato il nostro "kismet" (destino, fato-ndr). Si vede che non era kismet che lavorassimo in Italia: torniamo in Albania, che tanto un pezzo di pane e un piatto di fagioli (il piatto povero nazionale-ndr) non ci mancherà di certo".
Io credo che questa gente perbene la suddetta "proposta Calderoli" l'avrebbe gradita eccome, perché si sarebbero risparmiati i soldi dei negrieri!


>Perchè i nostri paesi saranno pure ricchi, ma non sono pozzi senza fondo. In una bottiglia da un litro non ci si può far stare due litri, che piaccia o meno.<

Beh, se qualche decina di milioni di africani, asiatici o latinoamericani decidesse di colpo di trasferirsi armi e bagagli in Italia, sarebbe dura (per usare un eufemismo). Pertanto, le quote d'immigrazione sono indispensabili.

>E gli immigrati accolti devono rispettare le regole, le nostre,<

E chi ha detto di no? Se uno p.es. viene da un'ex colonia inglese, dove si guida a destra, mica abbiamo detto che lo può fare anche qui e viaggiare contromano, non ti pare?

>ed essere obbligati a imparare la nostra lingua,<

In cambio di? Vedi, cara, imparare i rudimenti dell'italiano serve a lui, proprio per campare, più che a "vosotros" e - a meno che non sia un imbecille - per raggiungere questo "obiettivo minimo" si applicherà da solo, senza bisogno del tuo "obbligo" sventolato a mo' di bastone. Certo, poi, quando si parla di "diritto di voto" o acquisizione della cittadinanza (questo era il mio susscritto "in cambio di?" ) la questione cambia aspetto.




>la nostra storia,...Aris<

Beh, chi ha seguito tempo fa le micidiali interviste delle "Iene" ai parlamentari italici sulla Storia del Belpaese, forse lascerebbe perdere tali pretese. Non si può pretendere dagli stranieri venuti qua a lavorare quello che ignorano i parlamentari della Repubblica Italiana.
Nel caso della richiesta di cittadinanza, invece, la questione cambia.


>e financo impegnarsi formalmente a rispettare la nostra costituzione,<

O che mi fai le stesse baggianate di Veltroni nei confronti di Berlusconi? Che minchia c'entra la Costituzione, loro sono muratori, badanti e altro, mica funzionari dello Stato! Loro devono rispettare le leggi italiane, come tutti, punto e basta.

>senza pensare che tanto, quando saranno in tanti, la cambieranno.<

Ma non diciamo le solite fesserie fallaciane: nessuno introdurrà la sharia in Europa (che a questo ti riferisci, confessalo, islamofoba che non sei altro! ), non ce l'hanno Albania e Bosnia, paesi a maggioranza islamica da secoli, figuriamoci se sia una cosa fattibile in Italia (ammesso e non concesso che l'Italia diventi mai un paese a maggioranza islamica)!

>Sapendo che non sarà possibile restare senza accettare tutto questo.<

"Accettare" cosa? Sottoscrivere un documento notarile in cui ci s'impegna a non votare mai cambiamenti alla Costituzione Italiana? Ma non ti sembra un po'...ehmmm...un po' anticostituzionale?


>L'immigrazione limitata e gestita in maniera democraticamente ferrea mette anche gli immigrati regolari al riparo da derive xenofobe razziste e qualunquiste di chicchessia.<

"Democraticamente ferrea" è un ossimoro.

>Coloro che sono contro all'immigrato per "partito preso" senza cioè alcuna logica sensata al suo rifiuto, non avrebbero più alibi per sostenere che l'immigrato non deve entrare nel paese. Se sta qui è regolare, con una casa e un lavoro. Sarà crudele, ma se deve andare ad ingrossare le fila dei nostri disoccupati, e ad assottigliare quelle del nostro già magro welfare, è meglio che se ne stia a casa sua.<

Dubito fortemente che i razzisti/xenofobi italici che ho avuto il dispiacere di incontrare telematicamente (troglioni o meno) rinuncino a invitare il sottoscritto a "tornare a casa sua", anche se il sottoscritto ha casa, lavoro e tutto.

>Tutto questo però va quantificato per il motivo sopra esposto. Non posso promettere il paradiso nel salotto di casa mia a trenta milioni di persone , se so di avere spazio a sufficienza per unmilione...non è nè carità cristiana, nè solidarietà di sinistra: è semplice buon senso, che al giorno d'oggi suona come un'eresia!<


Però, devi offrire loro una chance: di provare il loro personale "kismet". E cerca di ragionare in termine di INDIVIDUI, non di "greggi". Esiste il "kismet" individuale, non il "kismet" di "gregge". Almeno per noi albanesi è stato ed è tuttora così.

domenica, 02 marzo 2008

casi di pruderies secessioniste

>Hai sentito Borghezio ?
"La Padania farà come il Kosovo", l' ha detta davvero. ciao Mark<


Cioè nel senso che il buon Borghezio lascerà da parte la bomboletta spray con cui profumava le passere delle mignotte nigeriane sui treni "padani", imbraccerà il mitra e si metterà a capo di un coraggioso manipolo di bottegai e padroncini lumbard chiamato ELP (Esercito di Liberazione della Padania), dando l'assalto di tanto in tanto a caserme di carabinieri e stazioni di polizia dello Stato Okkupatore Italiano? E che poi Giorgio Napolitano arruolerà bande di camorristi napoletani e ndranghetisti calabresi e li invierà in "Padania" - protetti dai carrarmati dell'esercito - a saccheggiare, stuprare e uccidere indiscriminatamente il buon "popolo padano"? E alla fine, per evitare che il terrorizzato popolo padano si riversi in Svizzera, Francia, Austria, Slovenia, causando una catastrofe umanitaria, la NATO bombarderà Roma, costringendo Napolitano a ritirare le milizie mafiose campano-calabresi dalla Padania, che diverrà per qualche anno "protettorato NATO"?
Non mi sembra una cattiva idea:-).

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Ritvan

Shehi

Qui ci vuole Ritvan:

"se è possibile per gli albanesi separarsi dalla Serbia, perché ai serbi non è consentito separarsi dalla Bosnia-Erzegovina? E quale deve essere la nostra politica di fronte a tutte le altre rivendicazioni separatiste in Europa e nel territorio ex sovietico?"
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ulivegreche

 
>Qui ci vuole Ritvan...ulivegreche<
Ecchime qua!:-). Ma si può sapere chi parla qui sotto?

>"se è possibile per gli albanesi separarsi dalla Serbia, perché ai serbi non è consentito separarsi dalla Bosnia-Erzegovina?<
Evidentemente, chi parla così al Diritto Internazionale dà del "lei":-). Le due situazioni non sono nemmeno lontanamente paragonabili, in quanto i leaders della comunità serbo-bosniaca (nonché il loro "padrini" della Serbia) hanno firmato (più o meno liberamente:-) ) gli accordi di Dayton, che non ammettono tale soluzione. Nel diritto internazionale vale il principio "pacta sunt servanda". I kosovaroalbanesi, invece, non hanno sottoscritto alcunché, visto che l'accordo preparato a Rambouillet è andato a donne di facili costumi a causa della strafottenza serba.

>E quale deve essere la nostra politica di fronte a tutte le altre rivendicazioni separatiste in Europa e nel territorio ex sovietico?"<
Non esistono "soluzioni standard" in politica internazionale, visto che quasi sempre le situazioni reali sono diverse fra di loro: si decide caso per caso. Ecco, p.es. se Bossi volesse dichiarare unilateralmente l'indipendenza della Padania dall'Italia, adducendo come motivo che Giorgio Milosevic Napolitano ha scatenato una furiosa campagna di pulizia etnica in Padania, mandando arrapati scugnizzi napoletani - protetti dai carrarmati della San Marco - a stuprare donne padane e a terrorizzare le vecchiette padane mediante scippo della borsetta, ebbene, a mio immodesto avviso, l'unica politica saggia in questo caso sarebbe avvolgere delicatamente il suddetto in un camicione senza maniche, legarlo stretto-stretto, chiuderlo a chiave in una confortevole stanza imbottita...e buttare via la chiave.

P.S. Resto a disposizione per fornire la mia pregevole consulenza nella risoluzione di altri casi di pruderies secessioniste.
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sabato, 23 febbraio 2008

Fallaciani e geografia

 

Pacatamente e senza particolari sconvolgimenti osservo da sempre che per gli italici in genere e i fallaciani in particolare le conoscenze sugli altri paesi sono (quasi) sempre un optional. Non ho ancora capito, però, se ciò è dovuto a ignoranza oppure a tornaconto: magari a entrambi, così si riunisce l'utile al...disdicevole:-).

Dire che l'Arabia Saudita è "paese civile e moderno" equivale un po' all'altro dogma cazzeggiante similfallaciano per cui "la Serbia è da sempre un baluardo dell'Occidente". Probabilmente per un adepto fallaciano la "modernità" e la "civiltà" di un paese si misurano dall'altezza dei grattacieli, dalla pulizia delle strade (in questo caso l'Italia starebbe fresca:-) ) o dal numero di cammelli pro capite:-). Per gli altri che adepti fallaciani non sono, si misura in primo luogo dal modello istituzionale. Che nel caso dell'Arabia Saudita è "monarchia assoluta" (cfr. Wikipedia). ASSOLUTA. Roba che in Europa non si trova più dalla prima metà dell'ottocento! E si misura anche dalla legislazione vigente. Legislazione che nel caso dell'assolutismo teocratico saudita discende direttamente da un testo religioso, per sua natura immutabile. In linguaggio tecnico si chiama "teocrazia". Dunque "monarchia assoluta+teocrazia": un vero tripudio di "modernità" e "civiltà", ma come no!:-).

Il fatto che il testo religioso a cui s'ispira la legislazione della monarchia assoluta saudita sia il Corano non dovrebbe autorizzare affatto i sullodati adepti fallaciani a sputare sull'islam in blocco, poiché abbiamo visto - noi che conosciamo la Storia, quella vera e non quella a fumetti per dummies edita da Calderoli e Borghezio - di quali nefandezze si sia macchata nel corso dei secoli quella monarchia elettiva assoluta e teocratica nota come Stato Pontificio, malgrado i Vangeli fossero sempre quelli che si leggono oggi. Inoltre, l'islam non è solo quello fondamentalista dell'Arabia Saudita, è anche l'islam laico di Turchia, Albania, Kosova, Bosnia, con tutte le sfumature intermedie di altre decine di paesi a maggioranza islamica. ma questo è ovvio che agli adepti del fondamentalismo antiislamico di matrice fallaciana non interessa....

Ritvan

P.S. Non vorrei portar acqua al mulino komunista e antiamerikano di Dacia, ma ad onor del vero va detto che la sullodata Monarchia Assoluta Teocratica è considerata uno dei migliori alleati del cosiddetto "Occidente" e trattata da questo - e dagli USA in primis - di conseguenza. Con buona pace dei fallaciani "difensori dell'Occidente".

L' islam non distingue Dio da Cesare, ed è per questo che i paesi islamici vanno sempre tutti quanti regolarmente in merda. E ora l' Italia sta andando in merda perché i politicanti che vogliono i voti cattolici fanno leggi su misura per il Vaticano.

Federico 
 

 
X Federico:

è vero: quando un Paese moderno assume come Fonte Primaria di Diritto un Testo Sacro Millenario interpretandolo alla lettera, il sullodato Paese non può che "andare in merda".

Se un Governante è succube delle ingerenze del Clero o degli Ulema, caro Ritvan, la forma di governo rischia di essere ridotta a "strumento" per raggiungere dei fini t e o c r a t i c i.

Cmq va detto che storicamente sono andati "in merda" anche tutti i Paesi a Regime Totalitario che veneravano i Dittatori con il Culto della Personalità, una sorta di revival dell' Antropolatria del Faraone in Egitto o degli Imperatori in tutta l' Asia e America più antiche ...

L' Antropolatria_forse l' anello di congiunzione fra Animismo e Feticismo-Paganesimo_ è molto più antica perfino dell' Ebraismo, perciò non sorprenda che possa riaffiorare tanto facilmente.

Ci sarebbe molto da discutere su quando i Gaudenti di oggi dicono che se i Cristiani fossero finiti tutti quanti in pasto ai leoni oggi staremmo tutti meglio.

Secondo il noto commediografo Yiddish Moni Ovadia, il principale motivo per cui gli Ebrei sono sempre stati odiati da tutti è il loro categorico rifiuto dell' Idolatria.

Oggi si ha gioco facile a dire che se Muhammad ("Maometto", parola di Magdi Allam, deriverebbe dallo sfottò medievale "Malcommetto") fosse stato soffocato nella culla oggi non avremmo il rischio Terrorismo Islamico, ma sarà davvero così ?

MA LA STORIA NON SI PUO' FARE CON I "MA" E CON I "SE" , POICHE' "HISTORIA" IN GRECO ANTICO SIGNIFICAVA "DOCUMENTAZIONE" ... CERTO, I PRIMI STORICI ROMANZAVANO FORSE ;-)))) PEGGIO DEI NOSTRI GIORNALISTI !!!



by Davide (IO)
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sabato, 02 febbraio 2008

Israele sconosciuto, Albania sconosciuta ...

 

Ritvan, oggi mi sei venuto in mente. Ho trovato un articolo di Jabotinsky (sì, lui) intitolato The Great Albania, lo ha pubblicato nel 1913 e elgia gli albanesi per la capacità di formare uno Stato - e lo indica ai sionisti come esempio da seguire.
Scommetto che non ne avevi mai sentito parlare.

nahum (che non ha capito come si fa a registrarsi)
 


 

 
>Ho trovato un articolo di Jabotinsky (sì, lui) intitolato The Great Albania, lo ha pubblicato nel 1913 e elgia gli albanesi per la capacità di formare uno Stato - e lo indica ai sionisti come esempio da seguire<

Pesissimo !



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Di materiale ce n' è ... ma quanto e cosa è affidabile ?
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 ZanShin<

Assai ben fatto e corrispondente alla realtà. Ho fatto solo un paio di piccole correzioni (c'era uno zero in più nella cifra di 350 000 "çam" esistenti nell'Epiro greco prima della IIGM e non veniva menzionato il fatto che i "çam" erano anche cristiano-ortodossi e quelli non sono stati espulsi, perché considerati - in base al folle criterio religioso usato dai greci - come "etnicamente elleni"!).
Per il resto, tutto esatto, il bieko disegno sciovinista della "Grande Albania" esiste solo nei cervelli marci dei sciovinisti (quelli sì, autentici) serbi e greci.
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Di materiale ce n' è ... ma quanto e cosa è affidabile ?ZanShin<

Beh, quella mappa in quel sito SERBO è vera.
Le due didascalie recitano rispettivamente (da quella più in basso a quella più in alto):"L'Albania di oggi" e "L'Albania etnica storicamente". La didascalia sotto la dicitura "HARTA E SHQIPERISE" (La mappa dell'Albania) recita:"Lo stato odierno delle frontiere e lo stato reale dei territori storicamente (abitati) dall'etnia albanese".
Tutto vero, al 100%.
Invece, se Jabotinsky nel suo articolo suggeriva ai sionisti di prendere esempio dagli albanesi, mi sa che dovrebbe essere considerato un "traditore" della causa sionista:-), visto che gli albanesi lasciarono nel 1913 - ovviamente perché non avevano la forza per tenerseli - fuori dai confini dell'Albania più della metà dei territori PREVALENTEMENTE abitati da albanesi.
Mi sa che l'esempio albanese sarebbe, invece, attuale per gli arabopalestinesi. Specie quello che disse nel 1913, con la morte nel cuore, ma guardando oltre l'interesse locale, il leader dei kosovaroalbanesi al momento della proclamazione dell'Albania indipendente, ma senza il Kosovo, fagocitato dalla Serbia:"Per il popolo albanese meglio un'Albania senza il Kosovo che senza alcuna Albania".
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Nel 1913, per il movimento sionista, la questione non era il territorio dello Stato ebraico, ma il puro fatto che di uno Stato ebraico ci fosse bisogno, cosa di cui erano convinti in pochi, tra cui Jabotinsky. Lui indicava ai sionisti l'esempio albanese ammirando proprio la capacità di creare uno Stato, il territorio non era questione. Bisognerebbe ricordare che dallo sgretolamento dell'Impero ottomano sono conseguiti enormi "trasferimenti di popolazione" (avete presente quanti turchi c'erano a Salonicco ai primi del Novecento?). Spostare i palestinesi dal territorio dello Stato ebraico non era affatto una opzione scandalosa o razzista. E comunque, anche all'interno del movimento di Jabotinsky, rimase l'idea di una sparuta minoranza, presta nascosta dalle esigenze del momento (=lotta contro gli inglesi). In Italia, quando si parla di sionismo, si prendono lucciole per lanterne, e indovina chi fa la parte del cattivo.

nahum (che fa la parte del cattivo e ancora non ha capito come si fa a registrarsi)

 
Ritvan: interessante la cartina, storica non ne dubito, ma riferita a quando? E soprattutto quand'è stato che gli albanesi hanno lasciato (suppongo cacciati a forza dei biekissimi srpski)quella grossa zona che ad occhio mi sembra corrispondere a Sangiaccato, Sud della Serbia e metà
dell'attuale Montenegro?
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Nahum: in effetti nel 1913 prendere gente e spostarne qualche milonati in giro secondo i comodi della potenza del momento a suon di baionette non era considerato scandaloso o razzista. A volte, capita anche l'umanità faccia dei piccoli passi avanti. Succede ancora, per carità, ma in gnere ADESSO viene considerato scandoloso e razzista. Direi che sia un bene.
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Falcio l'incmpttent delal tatsiera; vovlevo scirvere "milionate" ovivamente, al psoto d "milonati" :))))
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Falecius, ti scandalizza sapere che io sono d'accordo e che lo era anche Jabotinsky?
utente anonimo

 
Che tu sia d'accordo mi fa piacere, che lo fosse Jabotinsky mi sorprende un po', ma nemmeno moltissimo, e non mi scandalizza affatto, visto che è morto: Jabo era uno dei dirigenti sionisti che aveva le idee più chiare fin dall'inizio sulla questione palestinese. Non condivido le conclusioni a cui arrivò, ma sono indubbiamente oneste e coerenti.
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>Ritvan: interessante la cartina, storica non ne dubito, ma riferita a quando? E soprattutto quand'è stato che gli albanesi hanno lasciato (suppongo cacciati a forza dei biekissimi srpski)quella grossa zona che ad occhio mi sembra corrispondere a Sangiaccato, Sud della Serbia e metà dell'attuale Montenegro?falecius<

La tua ironia sulla cacciata degli albanesi la trovo fuori luogo, visto che ci sono documenti storici sugli albanesi che furono spediti in Turchia dai serbi "in conto turchi", finché i governanti albanesi non avvisarono Ataturk che mise fine alla turpe pulizia etnica avvisando i serbi che non avrebbe più accettato in Turchia gente che parlava albanese.

Per quanto riguarda lo "straripamento" nella cartina (è di inizio XX secolo, comunque), niente di strano: l'autore albanese ha incluso nei "territori etnici" albanesi anche quelli non abitati da indiscutibile maggioranza albanese, bensì contesi. Vogliamo fare i cavillosi proprio mentre i serbi dichiarano "sacra terra serba" anche il Kosovo abitato al 90% da albanesi?:-)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente RitvanShehi
sabato, 22 dicembre 2007

Serbia e Kosovo .... convivenza impossibile ?

 
" Ju flm per komentin Pro-Pavarsi qe keni shkru te Artikulli i Anna di lellio
Qofshi faqe bardh Ritvan Shihi! "


Ritvan, te ne vai senza tradurci il messaggio anonimo in (presunto) Albanese ?

by Davide

Ma manco pe' la capa!:-)
Dunque, il fratello kosovaroalbanese (presumo) ha scritto in albanese (confermo:-) ) non proprio da accademia della Crusca (ma lo si può perdonare, visto che nel Kosovo sotto la Serbia le scuole in albanese erano proibite) questa frase, riferita a un mio commento lasciato su un articolo della specialista del Kosovo (seppur critica nei confronti della politica di Bush) Anna Di Lellio

"La ringrazio del commento favorevole all'Indipendenza (del Kosovo-ndr) che ha scritto sull'articolo di Anna Di Lellio. Che lei sia degno di rispetto, Ritvan Shehi!"
("qofshi faqe bardh" è un'espressione albanese che letteralmente si può tradurre con "che la tua faccia (più precisamente "guance") sia bianca" e prevengo un tuo eventuale lazzo sul presunto razzismo antinegri degli albanesi:-), spiegandoti che qui con "bianca" si intende "senza macchia, senza infamia, degno di rispetto").
Mi fa piacere l'apprezzamento del connazionale anonimo, ma per me, che conosco da una vita la storia del Kosovo e le tragedie che vi hanno causato i serbi ben prima di Milosevic, è semplicemente un atto dovuto. "Faqe bardh" sia soprattutto la signora Anna Di Lellio, che ha lavorato in Kosovo per l'ONU in questi ultimi anni e che ha capito tutto. Purtroppo qui in Italia c'è un sacco di gente - molto più influente sui media della signora Di Lellio - che non ci è mai stata, non sa una mazza del Kosovo e ciononostante apre bocca e je dà fiato ad minchiam. Compreso - ahimè - il mio amico Sergio Romano.
Ciao
Ritvan
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Ritvan

Shehi


venerdì, 23 novembre 2007

LA LECITA OBIEZIONE DI ULIVE GRECHE + la mia

>[Caro Ritvan]
Si capisco le simpatie che provi per l'UCK, la milizia partigiana che mise in crisi la maga Adriana quando scoprì che tra un comunista serbo e l'altro abbattevano anche qualche chiesa.
UliveGreche <

E poi immagino che la Maga Maghella sia diventata ferocemente antiUCK e filoserba quasi quanto te:-), quando ha scoperto che i poveri "comunisti" serbi facevano, invece, opera meritoria spianando regolarmente coi carrarmati le moschee dei kosovaroalbanesi, bieki covi di brutalizzazione delle donne islamiche:-).

>Capisco un po' meno chi simpatizza l'UCK poi parla dei kosovari come di una "razza" inferiore.
<

Anch'io capisco un po' meno.

>E per inciso, caro Ritvan, sto parlando di svariati tuoi connazionali nordici.<

Perché tu non hai sentito quello che dicono, invece, certi miei connazionali "sudici":-).
O che pensi forse che gli emuli di Calderoli e Borghezio siano una specialità esclusivamente italica, come il Parmigiano Reggiano e il Prosciutto di Parma?:-). Abbiamo anche nosotros i nostri piccoli razzismi, che ti credi?:-)
by Ritvan Shehi


>Sarà per quello che il Kosovo anzicché confluire nella Grande Albania preferisce staccarsi come nazione per i cazzi sua?
By Davide (IO)<

No, sarà per due altri fatti:

1. I caporioni kosovari si sentono meglio in uno Stato tutto loro, piuttosto che dividere la magra torta albanese. Ohè, l'Albania mica è la Germania dell'Ovest, a cui quelli dell' Est si aggregarono felici per ciucciare marchi veri e non pezzi di carta sovietici:-).

2. Anche se così non fosse, un tale ingrandimento dell'Albania sarebbe osteggiato (in primis dall'influente vicino e membro UE Grecia) molto più del semplice distacco del Kosovo come Stato a sé stante.

3. A dispetto di ciò che pare farfuglino le pessime compagnie albanesi che frequenta ulive (e sorvolo sui motivi che lui ha per frequentarli:-) ) la stragrande maggioranza delle popolazioni albanesi dell'Albania e del Kosovo vedrebbero di buon occhio una fusione/federazione, che, pertanto, non è escluso che si faccia in futuro (magari a seguito di referendum), a meno che gli accordi sullo status del Kosovo non lo vietino esplicitamente.
BY Ritvan Shehi
sabato, 17 novembre 2007

SECESSIONE IMMINENTE PER IL KOSOVO ?

IO ERO RIMASTO AL MONTENEGRO .... MA NEI BALCANI E' TUTTA UNA SECESSIONE ?!?!  

IO ERO RIMASTO AL MONTENEGRO..DavidRitvanarium<

Nel senso dell'amaro dal "sapore vero" preferito come mezzo di pagamento per le prestazioni professionali dai veterinari?:-)

Ciao
Ritvan

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Dài su ... un discorso serio !

Ad esempio c' è una vecchia teoria poco politically correct: le etnie slave nonché balcaniche sono tantissime e troppo litigiose... dei begli Imperi Centrali (Ottomano, Asburgico, Prussiano) erano un ottimo sistema per evitare inutili spargimenti di sangue tribali ... ;-/

Ma immagino che dirai che è una prerogativa dei Serbi.

MA PERCHE' TUTTI QUESTI SFALDAMENTI SECESSIONISTICI ?!


BY
Davide

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>Dài su ... un discorso serio ! Davide<
Eh, ma se tu me la meni col Montenegro:-)

>Ad esempio c' è una vecchia teoria poco politically correct: le etnie slave nonché balcaniche sono tantissime e troppo litigiose... dei begli Imperi Centrali (Ottomano, Asburgico, Prussiano) erano un ottimo sistema per evitare inutili spargimenti di sangue tribali ... ;-/<
Già, con la stessa scusa altri imperi si spartirono Africa e Asia. Una cazzata. Ogni popolo dovrebbe avere il suo Stato. Poi, se vogliono federarsi con altri, secondo regole certe (vedi UE), bene, altrimenti ognuno a casa propria. Non so dire degli slavi, ma gli albanesi non hanno mai attaccato nessuno per sottometerlo. Mentre i greci, oh quei bei democraticissimi discendenti di Platone, Aristotele e chi più ne ha più ne metta, lo hanno fatto almeno un paio di volte nei confronti dell'Albania. E fino a poco tempo fa hanno mantenuto lo "stato di guerra" nei confronti dell'Albania, a seguito...dell'aggressione di Mussolini nel 1940!!!

>Ma immagino che dirai che è una prerogativa dei Serbi.<
No, non è che i serbi siano più "kattivi" degli altri. Semplicemente sono l'etnia dominante in quell'area, pertanto la conseguenza è semplicissima: cercano l'egemonia. Con ogni mezzo.

>MA PERCHE' TUTTI QUESTI SFALDAMENTI SECESSIONISTICI ?!<
Perché a nessun popolo dei Balcani (montenegrini compresi, slavi ed ortodossi, come i serbi) piace stare agli ordini dei suddetti serbi. Ancora non ti è chiaro?
Ciao
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Bel discorso, ma non sottovalutiamo i fenomeni migratori che nel corso dei secoli hanno attraversato i Balcani. I serbi, i croati, gli albanesi, i rom e chi più ne ha più ne metta si sono stabiliti un po' ovunque. Non mi risulta che nessuno dei nuovi stati della ex Iugoslavia sia monoetnico. E ovunque a pagare sono state le minoranze.
E - tanto per fare l'avvocato del diavolo - se sei un serbo nato a Zagabria, Lubiana o Pristina, e magari la Serbia l'hai vista solo sull'Atlante, che devi pagare tu per le scelte politiche di chi sta a Belgrado deve essere un bel giramento di coglioni.
Blogger: Contattami Guarda il medialog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ulivegreche

 Bel discorso, ma non sottovalutiamo i fenomeni migratori che nel corso dei secoli hanno attraversato i Balcani. I serbi, i croati, gli albanesi, i rom e chi più ne ha più ne metta si sono stabiliti un po' ovunque. Non mi risulta che nessuno dei nuovi stati della ex Iugoslavia sia monoetnico. ulivegreche<
Ma nessuno lo è, anche fuori dai Balcani. Che c'entra??!!

>E ovunque a pagare sono state le minoranze.<
Non è proprio vero. Tutto è dipeso dal modo in cui si sono staccati i diversi paesi dell'ex Jugoslavia dal caloroso abbraccio:-) di Mamma Serbia.
In Slovenia, lasciata andare quasi senza colpo ferire, nessuna minoranza ne ha sofferto. Per la Macedonia e il Montenegro idem con patate:-).
Fra Serbia e Croazia c'è stato un reciproco massacro di minoranze e pulizie etniche (forse perché i croati erano cattolici e i serbi ortodossi?). In Bosnia, invece, chi è stata massacrata è stata la "maggioranza" (forse perché era musulmana?).

>E - tanto per fare l'avvocato del diavolo - se sei un serbo nato a Zagabria, Lubiana o Pristina, e magari la Serbia l'hai vista solo sull'Atlante, che devi pagare tu per le scelte politiche di chi sta a Belgrado deve essere un bel giramento di coglioni.<
Non so per quelli nati a Zagabria (come già detto, quelli di Lubiana non ne hanno sofferto affatto) ma ti posso garantire che quelli di Pristina se hanno pagato hanno pagato ANCHE per le colpe loro e non certo per le sole colpe di Milosevic. Infatti, quello che spesso e volentieri i serbi (ma anche altri vicini) imputano agli albanesi è di avere poco senso dello Stato e di costruire le loro relazioni su basi personali, al massimo a livello di clan. E non hanno tutti i torti. Se un serbo di Pristina avesse dissentito dalle politiche fasciocomuniste di Milosevic nei confronti degli albanesi, stai sicuro che i suoi vicini di casa lo avrebbero protetto contro ogni eventuale persecuzione da parte dell'UCK o del diavolo in persona, a rischio della loro vita. Ma evidentemente serbi di tal foggia nel Kosovo ce ne sono stati meno delle mosche bianche:-).

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sabato, 06 ottobre 2007

Ricordo quel signore abbastanza maturo, che da lerner diceva peste e corna dei rom provenienti dalla romania, e che però sosteneva di non essere razzista dal momento che aveva sposato proprio una rumena; era in studio la moglie, una donna giovanissima, quasi una bambina, aveva un'aria smarrita e abbastanza infelice ,e ti credo con quel buzzurro per marito che la esibiva, bontà sua, come prova e che forse lei aveva sposato per "necessita"...auguro a quella ragazza di essere libera presto. mariak

Maria, dato il clima:-) metto le mani avanti e ti dico, con tutto il rispetto e detto senza offesa, che mi ricordi vagamente:-) un certo Andrea Sartori (abituale frequentatore di Sherif e bandito da Miguel) quando - nel bel mezzo di un discorso serio sull'integrazione dei musulmani, sul terrorismo fondamentalista islamico, ecc. - si mette a straparlare di Maometto e della su' giovanissima moglie Aisha:-)
Non sarebbe meglio guardare "la luna", piuttosto che quel dito stagionato ma con l'anello fresco che la indicava? Che, inoltre, saranno - se permetti - cavoli privati suoi e della su' signora?
Last but not least, non credo di svelarti un segreto dicendoti che Lerner è abilissimo a "selezionare" la platea pro domo sua in modo tale da comunicare al telespettatore quel che tu (e anch'io, devo confessare, ma io poi uso anche la logica:-)) hai percepito. Ricordo una puntata in cui si parlava di animalismo: tu sai che io aborro - per dirla alla Mughini:-) - gli animalisti talebani, ma mi sono sentito rivoltare lo stomaco vedendo con che perfida cura Lerner - che anche mio figlio di 10 anni avrebbe capito che animali e animalisti gli stavano sulle palle -aveva selezionato per dar voce agli animalisti gente allucinata. Che ovviamente ha fatto la logica figura di palta, senza che gli "antianimalisti" fossero per forza delle aquile.

Ciao

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Ritvan

Shehi

martedì, 18 settembre 2007

"La Diplomazia per Dummies" o sono le rimembranze del film "300"?:-)

>Ritvan francamente non ce la vedo una mente brillante (come una mina)come la tua compressa negli argini della diplomazia...Sardina<
Perché hai una visione limitata delle cose, probabilmente:-).

>Un giorno, poi, mi hai detto che un tuo pregio è quello di dire sempre quello che pensi e in prospettiva di un'eventuale carriera diplomatica, questo, sarebbe un difetto.<
Mi buona amica, mi sa che hai capito male: io, tutto quello che dico lo penso anche, ma questo non vuol dire che io dica TUTTO quel che penso.

>E non dirmi che, dovendo intraprendere la carriera, metteresti da parte questa tua dote<
No, non ce n'è bisogno. Vedi sopra. E, in ogni caso, si può sempre ricorrere alla formula magica "No comment":-).

>perchè se uno è abituato a mangiare con i gomiti appoggiati sulla tavola a casa sua (é un esempio eh!), stai tranquillo, prima o poi lo farà anche in pubblico...<
Io non sono abituato a mangiare coi gomiti appoggiati sulla tavola nemmeno a casa mia.

>Se uno è diplomatico lo è sempre.<
Si tratterebbe in questo caso di una deplorevole sindrome chiamata "deformazione professionale". Uno è diplomatico quando c'è da essere diplomatici e non diplomatico quando non c'è da esserci. Perché allora secondo il tuo illuminato modo di vedere un generale a casa sua dovrebbe suonare la tromba alle 5 del mattino e, subito dopo, spedire i figli in mutande nel giardino di casa a fare l'alzabandiera:-).

>Metti il caso che Maria fosse stata la Regina Elisabetta (scusa il paragone Maria) e tu te ne fossi uscito con quell'infelice paragone sulla gatta,<
Tu dimentichi che Sua Maestà Britannica avrà anche tanti difetti (il peggiore vestirsi in modo orripilante:-) ) ma mai e poi mai si azzarderebbe a dire ad un diplomatico straniero che lui "mischia le carte in tavola". Pertanto, il rischio di ricevere pan per focaccia in questo caso non si pone.

>credo che un beefeater ti avrebbe accompagnato in una cella della Torre e dopo averti dato una inglese pedata sulle terga, avvrebbe dato tre o quattro mandate alla porta della cella e infine buttato la chiave, senza perdere un grammo di aplomb.Fine della tua carriera diplomatica s'il vous plait. (Je regrette!)<
Questa procedura "diplomatica" spiccia l'hai forse letta in un manuale della serie "La Diplomazia per Dummies" o sono le rimembranze del film "300"?:-)

Ciao
Ritvan

P.S.Hai una visione un po' falsata del diplomatico. Forse colpa di quel detto qualunquista inglese:"Un diplomatico è un perfetto gentiluomo che viene mandato all'estero a mentire per conto della propria nazione". Non è vero. Non è quasi mai neccessario mentire. Basta tacere. E sorridere

Chi sono

Utente: Ritvanarium
Chiamatemi Diogene Laerzio...oppure Platone, ma solo quello non-taqiyatore ;-) e NON falsificatore : Quello dell' Apologia di Socrate ! dI fAtTo Mi SeNtO il "DEMIURGO" By DavideReNudoUltimoEroe ovvero DavidEternalFreedom *** IL CADUCEO HA VALORE DUPLICE: HERMES [ § I MESSAGGI § ] COME ASCLEPIO [ § IL MONDO E' UNA "BESTIA" MALATA MA C' ABBIAMO IL VETERINARIO § ] *** °°°° RITVAN SHEHI HA SEMPRE SCRITTO COMMENTI OVUNQUE MA NON HA MAI AVUTO UN BLOG PROPRIO ...HO RITENUTO CHE VALESSE LA PENA NON DISPERDERLI, PER QUESTO HO CREATO "RITVANARIUM" !!! HO LASCIATO LA POSSIBILITA' DI COMMENTARE PERCHE' VORREI CHE FOSSE UN BLOG SINCERAMENTE DIALOGICO ... POSSIBILMENTE " DEFUFFATO " DAL NEWSPEAK POLITICALLY CORRECT --- Io qui faccio soprattutto da TITOLISTA, mentre in giro per altri Blog penso di fargli abbastanza bene da "SPALLA" ... Il meglio di sé Ritvan Shehi lo ha sempre dato per via dialogica, in fondo. °°°Ogni tanto potrete trovare qualche "inedito" ;-) --- by Davide


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