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arabia saudita | Ritvanarium

Ritvanarium

CITAZIONI DI UN VETERINARIO ALBANESE [Ritvan Shehi] RICONOSCIUTO UFFICIALMENTE COME "OPERAIO SPECIALIZZATO" PER ECCESSO DI ZELO TERZOMONDISTA GOVERNATIVO NEL 1999 ... Commentatore di Commenti più che di Post ... ama definire i suoi interventi "Uova di Cuculo" [sic] *************************************** Non abbiate Paura !!! ... Aprite, anzi: spalancate le vostre Menti fra i Commenti !!! ***********************************
lunedì, 19 maggio 2008

E allora perché ?

>Non sarà che i persiani (mica tutti) hanno degli arabi un'opinione simile a quella che francesi e tedeschi (mica tutti) hanno degli italiani ?
 Francesco<

Sì. Come già detto in precedenza, i "mica tutti":-) (a scanso di accuse di razzismo scagliate sulla mia capoccia) chiamano pure gli arabi "mangiacavallette". Come per dire che tutto il mondo è paese:-).

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E allora perché hanno adottato una religione fondata da un _ Persianamente parlando_ magnacavallette ?
Sul piano Storico, le analogie Profeta Muhammad - Ghengis Khan Temudjin ... le vedo solo io ?
Non si deve sminuire il Grande Condottiero Analfabeta _ Mongolo o Arabo_ che seppe unificare e legare indissolubilmente il nome del proprio popolo tribale a quello di Grandi Civiltà  ... 
che ci crediate o no, il paragone con Ghengis Khan lo ritengo un onore !
Per "par condicio auto-critica*" si può dire che anche i Latini fossero "meno sviluppati" rispetto a tantissimi _ Greci, Etruschi, Egizi, Cartaginesi fra i nomi più eccellenti_ se non a tutti i popoli assoggettati, ma il nome di Roma è oggi rimasto fra i più grandi nella Storia dell' Umanità !
* personalmente penso che io sarei più "Gallico Boo - Felsineo Etrusco" che non "Latino",
 ma tant' è !
by Davide (IO)

Come accadde a i principi tedeschi che scelsero il luteranesimo, o prima ancora agli imperatori latini che optarono per il cristianesimo, i nobili persiani (così come i tur-qut) avranno avuto il loro buon tornaconto a convertirsi all'islam. E poi avranno "sollecitato" le popolazioni che abitavano nel loro territorio a convertirsi.

Comunque io tutte queste analogie tra Maometto e Gengis Khan non le vedo. Le basi sulle quali conducevano i rispettivi popli erano completamente diverse. Basti pensare che nonostante il loro imperversare in lungo e in largo per secoli per tutta l'Europa dell'est i mongoli hanno lasciato pochissime tracce. Persino nella stessa Turchia, che in Europa è il luogo per eccellezza dove i tur-qut si sono stabiliti, è rimasto poco o nulla della loro cultura originaria. Sembra che anche a livello genetico i turchi di oggi abbiano più in comune con un macedone o un greco che non con un mongolo o un turkmeno dell'Asia (però lo dice wikipedia, quindi...).
Al contrario gli Arabi, guidati che fossero da Maometto o dai suoi successori, ovunque sono andati hanno se non imposto, perlomeno lasciato tracce indelebili del loro passaggio: costruzioni, innovazioni i tecniche e scientifiche, ecc...
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Caro Ulive, abbastanza molto meno ;-) di quanto lascino intendere gli Arabisti, che per essere "non AntiArabi" non esitano ad essere AntiGreci, AntiEgizi, AntiBizantini, AntiPersiani, AntiHindu ... arrivando persino a negare la "Jalilla", ovvero la Gran Ignoranza  Araba Pre Islamica !
Per quanto riguarda i Mongoli, essi lasciarono un discreto numero di tracce per quel che riguarda la cavalleria, in paricolare migliorie nel bardamento dei cavalli e nell' addestramento del cavaliere, specie nell' uso delle armi a cavallo ... anche se quest' ultima cosa la riscontri di più in Cina, fra le armi "classiche" cinesi. Senza la seppure indirettissima influenza dei Mongoli, il "dressage" _ oggidì  infighettato al massimo, ma di origine marzialissima: non esiste animale più marziale del cavallo !!!_ dell' equitazione occidentale non avrebbe mai raggiunto gli straordinari livelli attuali.
 Anche il "codino" che farebbe tanto "Cinese" è in realtà di origine mongolica, come lo stesso nome "Cina" dalla Dinastia Imperiale di origine mongolica dei "Qin" .... /cin/ all' Italica !
by Davide (IO)
 
sabato, 23 febbraio 2008

Fallaciani e geografia

 

Pacatamente e senza particolari sconvolgimenti osservo da sempre che per gli italici in genere e i fallaciani in particolare le conoscenze sugli altri paesi sono (quasi) sempre un optional. Non ho ancora capito, però, se ciò è dovuto a ignoranza oppure a tornaconto: magari a entrambi, così si riunisce l'utile al...disdicevole:-).

Dire che l'Arabia Saudita è "paese civile e moderno" equivale un po' all'altro dogma cazzeggiante similfallaciano per cui "la Serbia è da sempre un baluardo dell'Occidente". Probabilmente per un adepto fallaciano la "modernità" e la "civiltà" di un paese si misurano dall'altezza dei grattacieli, dalla pulizia delle strade (in questo caso l'Italia starebbe fresca:-) ) o dal numero di cammelli pro capite:-). Per gli altri che adepti fallaciani non sono, si misura in primo luogo dal modello istituzionale. Che nel caso dell'Arabia Saudita è "monarchia assoluta" (cfr. Wikipedia). ASSOLUTA. Roba che in Europa non si trova più dalla prima metà dell'ottocento! E si misura anche dalla legislazione vigente. Legislazione che nel caso dell'assolutismo teocratico saudita discende direttamente da un testo religioso, per sua natura immutabile. In linguaggio tecnico si chiama "teocrazia". Dunque "monarchia assoluta+teocrazia": un vero tripudio di "modernità" e "civiltà", ma come no!:-).

Il fatto che il testo religioso a cui s'ispira la legislazione della monarchia assoluta saudita sia il Corano non dovrebbe autorizzare affatto i sullodati adepti fallaciani a sputare sull'islam in blocco, poiché abbiamo visto - noi che conosciamo la Storia, quella vera e non quella a fumetti per dummies edita da Calderoli e Borghezio - di quali nefandezze si sia macchata nel corso dei secoli quella monarchia elettiva assoluta e teocratica nota come Stato Pontificio, malgrado i Vangeli fossero sempre quelli che si leggono oggi. Inoltre, l'islam non è solo quello fondamentalista dell'Arabia Saudita, è anche l'islam laico di Turchia, Albania, Kosova, Bosnia, con tutte le sfumature intermedie di altre decine di paesi a maggioranza islamica. ma questo è ovvio che agli adepti del fondamentalismo antiislamico di matrice fallaciana non interessa....

Ritvan

P.S. Non vorrei portar acqua al mulino komunista e antiamerikano di Dacia, ma ad onor del vero va detto che la sullodata Monarchia Assoluta Teocratica è considerata uno dei migliori alleati del cosiddetto "Occidente" e trattata da questo - e dagli USA in primis - di conseguenza. Con buona pace dei fallaciani "difensori dell'Occidente".

L' islam non distingue Dio da Cesare, ed è per questo che i paesi islamici vanno sempre tutti quanti regolarmente in merda. E ora l' Italia sta andando in merda perché i politicanti che vogliono i voti cattolici fanno leggi su misura per il Vaticano.

Federico 
 

 
X Federico:

è vero: quando un Paese moderno assume come Fonte Primaria di Diritto un Testo Sacro Millenario interpretandolo alla lettera, il sullodato Paese non può che "andare in merda".

Se un Governante è succube delle ingerenze del Clero o degli Ulema, caro Ritvan, la forma di governo rischia di essere ridotta a "strumento" per raggiungere dei fini t e o c r a t i c i.

Cmq va detto che storicamente sono andati "in merda" anche tutti i Paesi a Regime Totalitario che veneravano i Dittatori con il Culto della Personalità, una sorta di revival dell' Antropolatria del Faraone in Egitto o degli Imperatori in tutta l' Asia e America più antiche ...

L' Antropolatria_forse l' anello di congiunzione fra Animismo e Feticismo-Paganesimo_ è molto più antica perfino dell' Ebraismo, perciò non sorprenda che possa riaffiorare tanto facilmente.

Ci sarebbe molto da discutere su quando i Gaudenti di oggi dicono che se i Cristiani fossero finiti tutti quanti in pasto ai leoni oggi staremmo tutti meglio.

Secondo il noto commediografo Yiddish Moni Ovadia, il principale motivo per cui gli Ebrei sono sempre stati odiati da tutti è il loro categorico rifiuto dell' Idolatria.

Oggi si ha gioco facile a dire che se Muhammad ("Maometto", parola di Magdi Allam, deriverebbe dallo sfottò medievale "Malcommetto") fosse stato soffocato nella culla oggi non avremmo il rischio Terrorismo Islamico, ma sarà davvero così ?

MA LA STORIA NON SI PUO' FARE CON I "MA" E CON I "SE" , POICHE' "HISTORIA" IN GRECO ANTICO SIGNIFICAVA "DOCUMENTAZIONE" ... CERTO, I PRIMI STORICI ROMANZAVANO FORSE ;-)))) PEGGIO DEI NOSTRI GIORNALISTI !!!



by Davide (IO)
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sabato, 16 febbraio 2008

CLASSIFICA DEL BENESSERE ECONOMICO... PIU' O MENO

>Non ho idea di come sia la situazione in Kuwait (che è uno stato, e che che deve la sua ricchezza al petrolio, senza dubbio).falecius <
Eccellente, grazie:-)

>Né Dubai (dove la ricchezza c'è, anche se ignoro come sia distribuita; male, penso)<
Andreottiano che non sei altro:-). Idem come a Kuwait, invece, anzi, meglio, perché a Dubai stanno pensando al "dopo-petrolio", stimolando il turismo d'elite e costruendo delle meraviglie dell'ingegneria.

>né nessun altro paese del golfo è realmente industrializzato,<
Dici che dovrebbero mettersi a produrre bulloni, tondini di ferro, automobili e cassonetti per l'immondizia napoletana:-)? Perché, di grazia? Già madre natura li ha sommersi di sabbia, gli manca solo la puzza delle ciminiere:-).

>ma non nego che stiano meglio, per dire, del Pakistan.<
No, stanno meglio - sempre per dire - di te e anche di me. E di buona parte della classe medio-bassa italica. Clima infame a parte, ovviamente:-)

>Ho comunque il sospetto che esageri un pochino, sui "signori" cittadini dell'Arabia Saudita. Poteva essere vero qualche decennio fa, ma adesso il malcontento che c'è, e bello grosso, verso la casa reale verrà pure da qualche ragione.<
La stessa medesima ragione che qui fa vedere Berlusconi come il fumo negli occhi anche da chi sta più che bene. E tieni presente che Berlusconi mica può lasciare a Piersilvio la guida di "Forza Italia" (o "Popolo delle Libertà", insomma, quella roba lì che ti manda al governo una volta sì e una volta no, ci siamo capiti), come fanno gli sceicchi sauditi:-).

P.S. Ci sono delle statistiche ONU che tengono conto non solo del PIL pro capite alla Trilussa:-) ma anche di altri parametri e dove potresti vedere la collocazione di quei paesi rispetto all'Italia. Non sono poi tanto lontani: una lista basata sul cosiddetto HDI (Human Development Index) la puoi trovare QUI:
in cui l'Italia è al 20° posto (ma la Germania al 22°, tanto per dire che mica è tanto esatta 'sta cosa.-) ). Al 30° troviamo il Brunei (paese petrolifero e islamico), al 33° il Kuwait, al 35° il Qatar, al 39° gli Emirati Arabi Uniti, al 41° il Bahrain (preceduto dal miserabilissimo:-) Cile del nostro amico LM) al 61° posto l'Arabia Saudita (però, c'è da dire che essa guadagna ben 15 posizioni, rispetto al precedente rilevamento e non come dici tu che va sempre peggio!) e - udite udite, squilli di tromba:-) - al 68° posto troviamo l'ALBANIA, con un punteggio di 0.801 che la fa entrare per il classico pelo nell'Olimpo dei paesi benestanti dal HDI "Alto":-) :-). (Ma allora io che cazz' ci faccio in Italia? Preparo subito il gommone e torno indietro!:-) ).


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venerdì, 14 settembre 2007

E' facile fare gli sboroni

E' facile fare gli sboroni col pompa e vendi petrolio. Anche gli sceicchi dell'Arabia Saudita con questo sistema hanno garantito ai loro sudditi un welfare diffuso da far invidia agli svedesi:-). Ma la domanda è: fino a quando?


P.S.

 Il buon Chavez pare abbia comprato 1 milione di fucili kalashnikov dal suo amico Putin. In queste faccende l'appetito vien mangiando e temo che quando passerà ai missili, sottomarini, carrarmati, caccia supersonici e così via rimarrà ben poco per i suoi cari 63% di afficionados. Ma si sa che io sono un inguaribile pessimista:-).

RITVAN


postato da Ritvanarium alle ore 19:01 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: venezuela, economia, arabia saudita, russia, svezia, dan brown nasconditi, ex urss

martedì, 11 settembre 2007

L'avventurosa vita del Gran Mufti di Gerusalemme

 Caro Sacro Custode Del Mio Museo (tié, cuorn' e bicuorn' ai troglioni castrucceschi, "mausoleo" a soresa!:-) ) ti copincollo qui il ritratto che il Supremo Saggio Italico Sergio Romano fa di uno dei tuoi personaggi preferiti, il Gran Muftì di Gerusalemme. Buona lettura.
Ciao
Ritvan 
 

L'avventurosa vita del Gran Mufti di Gerusalemme

Nel corso di una trasmissione su Radio radicale si è parlato della possibile instaurazione a Gaza, e in futuro anche in Cisgiordania, di un regime fondamentalista islamico. Le chiedo quanto ritenga remota questa possibilità. Alla radio un esperto del Medio Oriente paventava l'azione degli emuli del Gran Mufti di Gerusalemme che, proprio a Gaza, nel 1948 creò un governo palestinese rivendicante il potere su tutta quanta la Terrasanta. Ma chi era questo sinistro personaggio, precursore degli integralisti attuali?

Mario Giuseppe Anzani,
mario64@tin.it   

 



Caro Anzani, il "sinistro personaggio" di cui è stato evocato il ricordo a Radio radicale è probabilmente Haji Amin al Husayni, forse il più importante e avventuroso dei leader palestinesi nel periodo fra l'instaurazione del mandato britannico nel 1920 e la prima guerra arabo-israeliana del 1948. Ebbe una carica religiosa (Gran Mufti di Gerusalemme) e usò la religione per mobilitare l'interesse del mondo musulmano per la causa palestinese. Ma non fu "fondamentalista " nel senso che la parola ha assunto in questi ultimi anni. Nella sua grande storia del conflitto arabo-sionista dal 1881 al 2001 ("Vittime", Rizzoli 2001), lo storico israeliano Benny Morris ricorda che era nato a Gerusalemme nel 1895 e apparteneva al clan degli Husayni, il più importante e inf l u e n t e , con quello dei Nashashibi, nella società palestinese dell'epoca. Studiò al Cairo nella più autorevole università islamica del mondo (Al Azhar), divenne ufficiale dell'esercito ottomano e prese parte alle operazioni della Grande guerra nelle file dell'esercito turco. Ma nel 1917 disertò e raggiunse le formazioni irregolari dello sceriffo della Mecca per partecipare, con gli amici e alleati di Lawrence d'Arabia alla "rivolta nel deserto". Fra il 1917 e il 1918, quindi, fu filobritannico e addirittura, secondo alcuni, un informatore dell'Intelligence Service, "infiltrato tra i seguaci dello sceriffo". Ma quando ritornò in Palestina, alla fine della guerra, divenne subito uno dei maggiori esponenti delle agitazioni palestinesi che scoppiarono in quel periodo contro gli insediamenti ebraici. Fu arrestato, processato, condannato a dieci anni di reclusione. Ma di lì a poco, nel maggio 1921, riemerse come Gran Mufti di Gerusalemme, e più tardi, nel 1936, come presidente dell'Alto Comitato Arabo, vale dire dell'organizzazione che assunse la rappresentanza politica della società palestinese ed ebbe una parte direttiva in tutte le rivolte anti-ebraiche degli anni Trenta. L'amministrazione britannica tenne nei suoi confronti un atteggiamento ambiguo e oscillante. Lo usò nei periodi in cui voleva dare qualche soddisfazione alla maggioranza palestinese e cercò di tenerlo a freno ogniqualvolta le agitazioni arabe mettevano a rischio la governabilità del Protettorato. Nulla di nuovo. Fu questo, generalmente lo stile realistico e spesso cinico delle amministrazioni coloniali britanniche, sempre inclini a spostare il loro appoggio da un campo all'altro per meglio impedire la nascita di una organizzazione troppo potente. Il Gran Mufti, tuttavia, si dimostrò ben presto incontrollabile. Se gli inglesi erano pronti a servirsi del suo prestigio, Amin al Husayni, dal canto suo, era pronto a usare chiunque potesse giovare alla causa arabo-palestinese. Strinse rapporti con il consolato tedesco a Gerusalemme, accettò probabilmente denaro dai servizi italiani. E quando, finalmente, gli inglesi decisero di sbarazzarsi di lui esiliandolo alle Seychelles, fuggì da Gerusalemme travestito da beduino e si imbarcò per il Libano. Dopo lo scoppio della guerra si trasferì a Baghdad e sostenne la piccola rivoluzione di palazzo che portò al potere nel 1941 la fazione filo- tedesca e filo-italiana della politica irachena. E quando gli inglesi ripresero in mano il controllo della situazione, riparò in Turchia dove l'ambasciata d'Italia gli dette un passaporto e gli permise di arrivare a Roma. Poche settimane dopo era a Berlino, nell'ufficio di Hitler, pronto a stringere con il Fuehrer un patto di amicizia e collaborazione. Esiste una fotografia, scattata qualche mese dopo, in cui il Gran Mufti passa in rassegna un reggimento SS composto da reclute della Bosnia musulmana che portavano, come nei reggimenti bosniaci dell'esercito austro- ungarico, un fez rosso. Ed esiste l'interessante libro di Stefano Fabei ("Una vita per la Palestina", Mursia 2003) in cui i suoi rapporti con l'Asse sono attentamente descritti e studiati. Intelligente, abile e spregiudicato, sopravvisse alla sconfitta del Terzo Reich e riapparve in Palestina dopo la fine della guerra con il sostegno di alcuni dei maggiori Paesi della Lega Araba. Era ancora il Gran Mufti di Gerusalemme, ma soprattutto un leader politico-militare, pronto ad assumere la supervisione delle unità combattenti palestinesi nella guerra civile che precedette lo scoppio del conflitto arabo-israeliano durante la primavera del 1948. Benny Morris ricorda che nel settembre 1948 si costituì a Gaza, per sua iniziativa, un governo palestinese e che Husayni fu eletto presidente di un'assemblea costituente chiamata "Consiglio nazionale". Mané la Giordania né l'Egitto desideravano in quel momento la nascita di un vero Stato palestinese. Il governo di Gaza non ebbe alcun potere e Husayni dovette trasferirsi al Cairo dove godette di una dignitosa ospitalità. Morì a Beirut nel 1974 portando con sé nella tomba il ricordo dei suoi intrighi e delle sue avventure. Se mai esisterà uno Stato palestinese, Amin al Husayni figurerà probabilmente nella galleria dei precursori.

Sergio Romano

domenica, 19 agosto 2007

sparan tante cazzate da oscurare il cielo ... Ritvan non ha certo paura di combattere all' ombra !

>oggi i berktashi / BEKTASHI (?, NdR) sono considerati una eresia a tutti gli effetti (fumano droghe , bevono alcol etc)sia dai sunniti che dagli sciiti...

hafiz<

 


E questi ultimi sono considerati "eretici" dai wahabiti. E allora?:-).
Ciao
Ritvan
P.S. Non mi pare che nel Corano ci sia il divieto di drogarsi. Altrimenti anche il tabacco sarebbe "haram", non ti pare (e che la nicotina non è forse una droga? e il catrame e il benzene del tabacco non fanno venire il cancro?). Per quanto riguarda il vino, ti ho già detto tempo fa sul blog di Dacia che c'è un versetto del Corano che intima ai fedeli di non entrare in moschea ubriachi. O che i fedeli si ubriacavano col latte della cammella?:-).
Fratello, non dar dell'eretico ad minchiam a tuo fratello, altrimenti prima o poi un altro fratello (chessò, un Bin Laden o un Al Zawahiri, per intenderci) lo darà a te. Chi è eretico e chi no lo deciderà Allah, quando farà comodo a lui, credo.
Ciao
Ritvan

NOTA DI DAVIDE : il rarissimo felice caso di "libertario islamico" si chiama anch' egli ... "Rumi" , Jalalauddin però ! 

 klikkakwah ;-)

 

sabato, 28 luglio 2007

mancata "linea di confine"

>...la mia mancata "linea di confine" tra SS e Wermacht era legata ad una realtà innegabile: se sei un porco estremista che va a combattere con i Nazisti perché ti piace accoppare ebrei per me poco cambia dove t'intruppano.Spero che sia così anche per te. JZ<

Sì è così anche per me. Ci siamo capiti. Però, ti faccio notare che - grazie all'efficientissima macchina burocratica tedesca - i porci estremisti che fremevano dalla voglia di ammazzare ebrei finivano quasi sempre nelle SS o nella Gestapo. Succedeva, semmai il contrario, come ci ha insegnato la vicenda di Gunther Grass, ossia che uno chiedeva di andare volontario in Marina (com'è logico uno assetato di sangue ebraico non credo che poteva sperare di ammazzare molti ebrei a suon di siluri o cannoni navali:-) ) si trovava assegnato alle SS, forse perché a quel tempo ci fosse più bisogno di "lavori sporchi" che d'imprese marinare. Ma sono, appunto, le eccezioni che confermano la regola.

Ciao

Ritvan

P.S. Sul discorso "SS arabi": da "filoislamico" e "nazisionista" allo stesso tempo:-), nonché basandomi - da immodesto uomo di scienza:-) - sui criteri popperiani  mi sembra che tocchi a te dimostrare che ce ne fossero, piuttosto che a Ste65 dimostrare che non ce ne fossero. Quelli eventualmente "ad honorem" (o per meglio dire "ad horrorem":-) ) non contano un beneamato c...

sabato, 07 luglio 2007

Hina 2 - il Ritorno? ... no, grazie !!!

Prendiamo il caso di un baldo giovanotto cristiano (si fa per dire, che quelli veramente cristiani son rimasti i preti e Buttiglione:-) ) o ateo o agnostico che qui in Italia s'invaghisce di una gentil donzella musulmana (sciita, sunnita wahabita, fa l'istess). Che succede? Hina 2 - il Ritorno? Magari no, se il parentado della ragazza proviene da aree urbane e ceto "civilizzato", ma anche in questo caso una frattura insanabile si produrrà di certo.
Io penso che qualcuno dovrebbe cambiare un pochino l'interpretazione delle cose di letto e non devono certo essere i cristiani o gli atei. Anche perché mi sembra assurdo conservare nell'islam una regola medievale che a quel tempo aveva la sua ragion d'essere nel fatto che il padre aveva autorità assoluta sui figli della coppia e un padre cristiano li avrebbe battezzati subito e buonanotte, sottraendo alla madre musulmana la legittima aspirazione di dare ad Allah figli musulmani. Nella società d'oggi, invece, specie in quella occidentale, le cose all'interno della coppia stanno diversamente, i genitori potrebbero dare ai figli insegnamenti di entrambe le religioni, lasciandoli liberi, poi, quando maggiorenni di scegliere. E se Allah è davvero grande, perché non dovrebbero scegliere la religione della mamma?:-)

RiTvAn ShEhI'

venerdì, 18 maggio 2007

Prosperini ... Taglia Iadl per torta in faccia

Ridicoli più che mai.

Se se la fosse presa con gli ebrei (o solo con i Gay) Dacia se ne sarebbe sbattuta.

Ha infastidito il commento sull'Islam e sui compagni di criminalità Nomadi.

JZ


Gravatar Mah, che te devo di' caro JZ, l'umanità a volte è incomprensibile. Apparentemente c'è un colossale divario di giudizi sul nostro ineffabile "cavaliere di Cristo" che non riesco a raccappezzarmici. Nell'intervista non si parlava di Israele, è vero, ma da altre interviste si apprende che il nostro sia uno sfegatato filosionista, anzi, dice testualmente:"se non fossi italiano vorrei essere israeliano". Eppure noti bloggaioli sionisti "de sinistra" non si sono limitati a prenderlo a metaforiche torte in faccia (esercizio in fondo goliardico) ma in un crescendo di "ululati" (come li definisce MM) lo hanno sinteticamente definito "una merda". Vai a capirli...
Ciao
Ritvan


Gravatar Sherif, adesso rubo la scena a JZ.
Che ne dici di metterci a disposizione sul blog - e magari commentarlo anche, così, per par condicio delle bimbette israeliane che scrivevano sui proiettili - quel grazioso video della TV di hamas che impazzava ieri sui giornali e in cui il pupo palestinese contava sulle dita della mano gli ebrei (attenzione, si diceva "ebrei", mica "sionisti", eh!) maciullati dalla su' mamma kamikaze? Spettacolo mooolto edificante.-), non credi?
Ciao
Ritvan


Gravatar una cosa

perchè non ti occupi dei gay effettivamente garrotati dai tuoi correligionari, in prmis Ahmadinejad che inaugurò il suo governo impiccandone due di sedici anni?
Perchè non si scrive che i gay palestinesi fuggono verso Israele, perchè li trovano tolleranza?
Last bu t not least: perchè il ''Manifesto'' non organizz auna bella campagna in difesa degli omosessuali cubni ( per chi non lo sapesse i, compagno Fidel punisce l'omosessualità con la fucilazione)?


Gravatar >Sherif, adesso rubo la scena a JZ<

Ladro. Allora è vero che voi albanesi tutti delinquenti siete...

JZ


Gravatar Ritvan
ma offrire una "taglia" ovvero un premio in danaro, a chi comette un reato (non vorrai dirmi che lanciare torte in faccia a qualcuno sia attività lecita) è o non è reato?

penaaci bene, perchè, secondo me, qualcuno (dopo essersi bruciata qualche sospensione condizionale ed un indulto) potrebbe rischiare grosso.


Gravatar Credo che mettere l'accento sulle affermazioni dell'on. Prosperini sia qualitativamente diverso dal porre il problema della discriminazione nel mondo arabo-musulmano, o dovunque nel mondo (ad es. Cuba).

Nel mondo arabo-musulmano, per restare nell'ambito più stringente, ci sono leggi contro l'omosessualità. Tutta la cultura è permeata da un fortissimo senso del tabù, e se questo non frena il dilagare del fenomeno - presente come in ogni altra parte del Pianeta - tuttavia lo sottopone ad una fortissima censura sociale.

In Italia pare non si sia ancora deciso "da che parte stare". Da un lato, l'appello a principi di libertà personale e laicità politica sono continui ed insistenti. D'altra parte, a tutt'oggi è naturale descrivere come "famiglie di serie A" solo quelle "adatte alla riproduzione", e finire facilmente in polemica nel domandarsi se l'omosessualità sia una malattia o no, e se sia possibile curarla oppure no.
Il caso dell'on. Prosperini è perciò indicativo di una condizione di sistematica ipocrisia, di cui non sono ben chiare le precise convinzioni, se non quando vengono tanto scopertamente dichiarate, salvo poi ricondurle ad un "eccesso di foga nell'uso delle parole" - non cito testualmente, parole del diretto interessato.
Sia ben chiaro, questo vale tanto a destra quanto a sinistra.

Non sono d'accordo con la proposta della IADL. Mi sembra una pagliacciata più controproducente che altro, fine a se stessa ed inutilmente spettacolare.
Nemmeno penso a stracciarmi le vesti per le dichiarazioni di Prosperini, che sono l'espressione di una sottocultura ben più diffusa di quanto qualsiasi benpensante sia disposto a credere. In tal senso, piuttosto, plaudo alla pronta reazione dell'on. Fini, che seppur naturalmente dettata in certa misura dall'opportunità politica, ha dimostrato una sensibilità ed una severità di cui si sente il bisogno, da entrambe le parti politiche.

Questo è però tutt'altro discorso dalla questione dell'omosessualità in ambito arabo-islamico.
Ci sono persone che lavorano ad una migliore comprensione sociale del fenomeno, e cercano di recuperare quel clima di relativa tolleranza che ha governato le società musulmane nel corso dei secoli, finanche approfondendolo verso una più matura applicazione dei principi di libertà personale proprio a partire dalla Parola coranica.
Ignorare questi sforzo è del tutto naturale, vista la situazione mediatica odierna, che tende a tacere tutto quel che c'è di costruttivo in atto, premiando la cronaca delle problematiche clamorose. E tuttavia additare i problemi altrui per giustificare i propri non pare comportamento utile ad alcuno, finendo anzi per aggravare la condizione di chi costruisce nel silenzio una riforma del "campo avversario", e di colui che nel "proprio campo", pur sbagliando, si vede difeso aprioristicamente, acriticamente, senza possibilità di redenzione.
Pace su di voi.


Gravatar >Ritvan ma offrire una "taglia" ovvero un premio in danaro, a chi comette un reato (non vorrai dirmi che lanciare torte in faccia a qualcuno sia attività lecita) è o non è reato? castruccio<

O castruccio, ma che c'entro io? Mica l'ho messa io la taglia!
Lo so che ce l'hai con Daciona perché ti ha bannato (e si vanta pure, la sciagurata e se la ride raccontando dei tuoi tentativi di postare sul suo blog).
Poi, perché mi coinvolgi in una dotta disputa leguleiesca, sapendo bene che io non sono un leguleio? Che ne so io se tirare una morbida torta alla panna in faccia a qualcuno sia o meno considerato un reato? Di certo il CP non parla esplicitamente di "getto di torte in faccia" come fattispecie penale, però parla di "getto pericoloso di cose". Allora, secondo il mio umile avviso da non leguleio, la prassi sussuntoria si concentra sul seguente angosciante interrogativo: una torta in faccia, quanto può essere pericolosa?
Di certo dovrebbe esistere abbondante dottrina e giurisprudenza in merito. Ma sta a te - da leguleio quale sei - riportarne qui gli estremi. Fino ad allora, la taglia daciesca rimane quella che è: una goliardata.
Ciao
Ritvan


Gravatar é da tanto che non incrocio parole serene come quelle del fratello Abdel Nur. é un vero piacere leggerla. I miei complimenti più sinceri.


Gravatar caro Ritvan
quello che ometti di dire è il perche' del ban

sarà dipeso dal mio rifiuto di farle da consulente?
dal mio rifiuto di cogestire il suo blog?
dal mio rifiuto di non andare a casa sua alla festa?

Nahhh
tieniti il dubbio, come io tengo le sue email

Ps non esiste solo il getto pericoloso di cose, e lo sai bene.

Dico solo che mettere una siffatta taglia è na goliardata dai risvolti penali ed ospitarla... nn ne parliamo.


Gravatar ""E «se il fortunato vincitore dovesse malauguratamente incappare in un’azione legale, potrà contare sull’assistenza gratuita di due legali della Iadl». ""

allora, sarà messo bene!
visti i precedenti si vedrà condannare anche per la strage di piazza fontana e per l'italicus.


Gravatar >caro Ritvan
quello che ometti di dire è il perche' del ban. castruccio<
Caro castruccio, se il significato delle parole non è un'opinione, non si può "omettere" un'informazione che non si conosce.

>sarà dipeso dal mio rifiuto di farle da consulente?
dal mio rifiuto di cogestire il suo blog?
dal mio rifiuto di non andare a casa sua alla festa?
Nahhh
tieniti il dubbio, come io tengo le sue email<
Hmmmm...interessante. Ma tutto ciò non inficia affatto la mia supposizione che tu ce l'abbia a morte con lei. Anzi, nel caso le motivazioni fossero quelle da te esposte semmai la rafforzerebbe, visto che essere bannati solo per aver rifiutato di collaborare è peggio (oltre che ingiusto) che essere bannati perché prendi a pesci in faccia il gestore del blog.

>Ps non esiste solo il getto pericoloso di cose, e lo sai bene.<
No, esiste p.es. anche la tentata strage, ma non mi sembra il caso.

>Dico solo che mettere una siffatta taglia è na goliardata dai risvolti penali ed ospitarla... nn ne parliamo.<
Beh, vedremo. Intanto c'abbiamo la polacca a cui fu "rapinato impropriamente" cellulare e passaporto. Da insigne "da