"Terroristi marocchini" a Milano , di Miguel Martinez
Caspita, che trame tremende. Chiamare il figlio osama invece di obama. Tecoppismo allo stato puro, da esserne inebriati. Invece di parlare male di garibaldi hanno osato parlare bene di franceschiello. Questa frase è un gioiello di nullaggine, ed è degna veramente d’entrare nella storia: "i principali indiziati avevano iniziato a pianificare l'attività preparatoria per fare attentati”. “Fare attentati” è preceduto da “attività preparatoria”; dunque erano ancora in fase di preparazione. Che a sua volta è preceduta da “pianificare”; dunque non erano neppure in fase di “attività preparatoria”: stavano solo pianificandola. Che a sua volta è preceduta da “avevano iniziato”; dunque non avevano neppure pianificato alcunché di meramente preparatorio. Mi chiedo a quale azione si possa attibuire una simile frase. Io non ne riesco a immaginare una, se non forse dare il nome di osama al proprio figlio.pScrive Ritvan Shehi:
Miguel, ti segnalo il commento di uno al disopra di ogni sospetto: Luigi Santambrogio, bieko:-) vicedirettore del biekissimo fogliaccio razzista/xenofobo:-) "Libero" (mica Manifesto, Liberazione et similia), pubblicato sull'edizione del 5 dicembre di - appunto - "Libero".
Ti trascrivo l'incipit:
"..se i due marocchini arrestati a Milano sono terroristi, allora anche migliaia di ragionier Fantozzi, frustrati e con desideri omicidi verso il capo, dovrebbero essere incriminati come presunti appartenenti alle Brigate Rosse. Forse che delirare in italiano è meno grave che farlo in arabo?
C'è davvero il rischio di crepare soffocati dal ridere a leggere le intercettazioni della coppia di sedicenti kamikaze che volevano far saltare con "bombe cinesi" l'intera Brianza insieme al Duomo di Milano, qualche bar della zona e un paio di Esselunga. E c'è da chiedersi se certi magistrati credano davvero a quello che scrivono sulle loro carte o lo facciano solo per millantare credito da spendere quando è il momento..."