Miguel (la I GM-ndr.) è l'unica guerra che l'Italia ha vinto da quando è caduto l'impero romano (o almeno dalla sconfitta di Barbarossa), cerca di essere meno pedante! :) Francesco<
>Non è vero... c'è stata:
1) la brillante vittoria a cannonate di Raffaele Cadorna sulla città di Palermo nel 1866
2) la schiacciante vittoria di Bava Beccaris a Milano nel 1898
3) la riuscitissima invasione della Repubblica di San Marino nel 1957 in stile sovietici-in-Afghanistan, con tanto di colpo di stato pilotato all'estero. Miguel Martinez<
Miguel, apprezzo molto il fatto che non vuoi infierire su quei "bieki servi di Bush" che sono gli albanesi:-), ma potevi anche ricordare la Gloriosa Vittoria Italica delle "8 milioni di baionette" del DVX il 7 aprile 1939, contro un manipolo di guardie di frontiera albanesi lasciato lì dal Re Zog a fare una "resistenza simbolica" all'occupazione dell'Albania.
P.S. Ma non sei il solo che se ne frega di quella Gloriosa Vittoria. Qualche mese fa Aldo Cazzullo faceva su "Corriere Magazine" un dettagliato "inventario" delle nefandezze commesse dal regime del DVX in politica estera. "Stranamente" mancava la Gloriosa Invasione dell'Albania. Gli scrissi, chiedendogli per quale motivo l'avesse omesso, ma se ne fregò di rispondermi.
Qual era il problema legato a baffi e barba ? ... Quale minaccia rappresentava al Radioso Sol dell'Avvenire ?!
by DavidRitvanarium<
Beh, in quanto "residui di moda borghese" potevano ritardare il sorgere del sullodato Sol:-).
Però, non tanto i baffi, che erano in genere permessi. E non perché li portasse anche Baffone (perché altrimenti si poteva ammettere anche la barbetta e il pizzetto, in omaggio a Lenin), bensì per il fatto che i nostri cari soldell'avveniristi si rifacevano (ebbene sì!) alla tradizione albanese. Gli albanesi portavano i baffi, ma non la barba o i capelli lunghi. Infatti, questi ultimi erano vietati, al pari della barba.
P.S.
Riferisco di nuovo - repetita iuvant - l'episodio del turista marxista-leninista (l'unico genere di turisti in comitiva che il regime ammetteva) occidentale sbarcato all'aereoporto di Rinas (Tirana) con tanto di chioma fluenta, barba e baffi. Gli fu detto che dentro l'aereoporto c'era pronto il barbiere che lo avrebbe tosato "all'albanese": altrimenti doveva tornare indietro. Lui esclamò: "Ma voi non siete comunisti o marxisti-leninisti, voi siete dei pazzi sciagurati: scommetto che avreste la faccia tosta di mandare dal vostro barbiere anche Marx ed Engels redivivi, se sbarcassero qui. Ma certo che me ne torno indietro e a non rivederci!".

http://www.osservatoriobalcani.org/article/articleview/8675/1/233/Impressioni
impressioni, ricordi, aneddoti ? ... Chi ne ha non mostri timidezza !
by DavidRitvanarium
proprio vero che Zot :-) li fa e poi li accoppia ... anche se per loro non esiste 

CHE NE DITE ? ... Magari se l' avete "conosciuta" .
era il 1993.
by DavidRitvanarium


http://it.wikipedia.org/wiki/Protostoria
http://it.wikipedia.org/wiki/Illiri
një popull dhe gjuha tij
UN POPOLO E LA SUA LINGUA
http://www.ungra.it/new/Kamastra/Lingua.htm
Chi sa commenti .
Sabato 13 Settembre 2008
RitvanShehi
Come la testa di Butrinto fu restituita all’Albania
"È con grande interesse che ho letto la rubrica «Diplomazia archeologica, la Venere di Cirene». L’interesse era accresciuto dal tema: l’archeologia. Infatti mi sto occupando di una mostra che verrà inaugurata il prossimo 2 ottobre al Colosseo. Il tema è proprio la tutela, in occasione della celebrazione del centenario del primo ordinamento (1909-2009). E proprio la Venere di Cirene doveva essere presente in mostra insieme ad altri capolavori che illustrano l’impegno per la salvaguardia del patrimonio culturale italiano. Con questa mail, quindi, le esprimo il mio interesse per la storia della testa di Butrinto.Gabriella Gatto press.electamusei@mondadori.it "
"Vorrei sapere se fosse una menzogna come tante altre, del resto, quello che ci insegnavano nelle scuole del regime comunista albanese, ovvero che il reperto era stato trafugato e portato illegalmente in Italia da Ugolini, capo della spedizione archeologica che lo trovò; oppure se, come aveva sostenuto Ugolini, la testa della Dea era stata offerta in dono a Mussolini dal re Zog d’Albania. Inoltre ci furono delle ragioni diplomatiche dietro la restituzione della Dea al regime rosso dispotico e paranoico di Hoxha all’inizio degli Anni 80 del secolo scorso? Che cosa ottenne in cambio l’Italia da siffatto regime? Ritvan Shehi."
Cara Signora, caro Shehi,
La testa fu trovata nel 1928 lungo la scena del Teatro romano di Butrinto in Albania nel corso degli scavi di una missione archeologica diretta da Luigi Maria Ugolini. Durante gli stessi lavori fu trovato anche il corpo di una statua di Apollo a cui la testa, verosimilmente, apparteneva. Gli accordi stipulati con il governo di Tirana prima degli scavi prevedevano che le opere rinvenute restassero in Albania, e così accadde.
Ma la testa, qualche tempo dopo, fu apparentemente donata da re Zog a Mussolini e finì al museo romano delle Terme.
La storia della sua restituzione cominciò nel 1979 e fu raccontata alla Camera dei deputati da Giuseppe Galasso, allora sottosegretario ai Beni Culturali. Quando un deputato del Movimento sociale italiano, Olindo Del Donno, nell’aprile 1985, chiese notizie sulla restituzione della testa al governo albanese, Galasso gli rispose che aveva avuto luogo nel maggio del 1982 in occasione dell’invio a Tirana di una missione italiana per il rinnovo dell’accordo culturale che i due Paesi avevano firmato nel maggio del 1979. Il ministero degli Esteri aveva scritto al ministero dei Beni culturali nel febbraio di quell’anno che «ambienti responsabili italiani » proponevano la restituzione della testa all’Albania nell’interesse dello sviluppo delle relazioni culturali dei due Paesi. Il sovrintendente archeologico di Roma Adriano La Regina aveva dato parere favorevole per due ragioni. In primo luogo riteneva giusto che la testa venisse ricongiunta al corpo, depositato presso il museo archeologico di Butrinto.
In secondo luogo pensava che la restituzione avrebbe dato «dimostrazione di cortese e coerente applicazione di quei principi di comportamento, sempre auspicati ed invocati in ogni sede scientifica, volti a ridurre la continua sottrazione all’Italia di beni archeologici che illecitamente pervengono a musei stranieri ». La testa non poté essere restituita nel maggio del 1979 perché il ministero per i Beni culturali dette la sua autorizzazione soltanto dopo avere sentito il parere del Comitato di settore per i Beni archeologici.
La cerimonia di consegna, come ho detto, ebbe luogo più tardi, a Tirana, il 15 gennaio 1982.
La risposta di Galasso non piacque all’on. Olindo Del Donno che parlò di «prostituzione morale» e disse tra l’altro: «Ma chi vogliamo prendere in giro? Ma, signor Presidente, siamo alla Camera dei deputati o in un luogo di analfabeti?
Ci vengono a parlare di contatti culturali con un Paese che di cultura non ha niente; mentre tutto quello che di grande, di bello e di augusto è stato fatto in Albania è stato fatto - diciamolo a fronte alta - dal governo italiano in quel ventennio che ha alzato la bandiera italiana ed ha creato una città come Tirana, un’altra che si chiama Durazzo, un’altra che si chiama Scutari!
».
La reazione di Del Donno fu nazionalista, se non addirittura colonialista, e non tenne alcun conto delle motivazioni culturali con cui la testa era stata restituita agli albanesi.
Ma anche in quel caso la cultura andò a braccetto con la politica.
Dietro gli «ambienti responsabili italiani», così pudicamente descritti nella lettera del ministero degli Esteri, vi erano probabilmente settori del partito comunista. Il Pci sapeva che l’Albania non godeva delle simpatie dell’Unione Sovietica (era troppo filocinese) e voleva far sapere a Tirana che la sua politica verso i Paesi comunisti non obbediva agli ordini di Mosca.
Sergio Romano
Va bene che il sito uaar è leggermente :-))) prevenuto contro Madre Teresa, ma si accenna al fatto che fra lei ed Enver Hoxha ci fosse uno strano sostegno reciproco ... la fonte è ovviamente il solito Christopher -Hitchens con il suo (relativamente) noto pamphlet "La Posizione della Missionaria" ... [...] Quanto alle opinioni politiche, il libro cita le diverse occasioni in cui la religiosa ha esplicitamente appoggiato dittatori sanguinari come Duvalier o Hoxha. [...]
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Ritvanarium |
Vero, ci fu del "tenero" fra Madre Teresa e il regime comunista albanese, ma non ai tempi di Hoxha, bensì subito dopo la sua morte nell'85, quando gli eredi politici (vedova Hoxha e Ramiz Alia), col Paese rimasto in mutande, cominciarono a fare l'ammuina con l'Occidente.
Comprensibile per un'albanese della Macedonia che ebbe la fortuna di non assaggiare di persona le "delizie" che il regime di Hoxha offriva a religiose come lei in Albania. E' anche probabile che lei appartenesse a quella "corrente di pensiero" in seno agli innumerevoli ordini monastici cattolici, la quale - malgrado la scomunica ufficiale del comunismo da parte della Santa Sede - continua a considerare Cristo come "il primo comunista della Storia"....

BESA
Su Yahoo Answers:
http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20080409072526AAHLmaC
Su Wikipedia (sempre interessante, ma non è proprio quella ...)
http://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_della_Besa
KANUN
Su Wikipedia :
http://it.wikipedia.org/wiki/Kanun
... Correzioni ? ... Precisazioni ?



























by DavidRitvanarium
I bunker. Sono dappertutto, non si può non vederli, nei campi, dietro i cespugli, sulle spiagge, sui fianchi dei monti. Me lo avevano detto, ma vederli di persona è un altra cosa: cilindri di cemento armato con un coperchio a mezza sfera, due feritoie e basta. Si dice che il “Compagno Presidente Enver Hoxha” avesse preavvertito il progettista: “una volta costruito il primo, ti ci chiuderemo dentro e poi lo faremo attaccare da un carro armato...”. Non so se è vero, ma guardando il risultato ci credo: muri spessi, tondino di ferro a più non posso. Un industrioso albanese, lavorando in tutte le ore libere dal lavoro, impiega circa tre mesi per spiantarne uno dal cortile di casa. Pare che siano settecentomila e sapete perché? in quel periodo gli albanesi erano circa tre milioni, e il regime calcolava, che costruendone uno ogni quattro cittadini, ogni uomo in grado di portare le armi avrebbe avuto il suo.
IN ALBANIA E MAGARI QUELLA LINGUA LA SAPETE
... |
Ritvan Shehi |
Caro Ritvan
Hai mai sentito parlare in Albanese ;-) dei Dunmeh ?
I presunti falsi convertiti Ebrei che avrebbero portato scienetemente lo scompiglio nella Umma a suon di Fitne col 3x2 ;-) ?
Da noi in Italia ne parla solo (in termini tuttaltro che lusinghieri) Maurizio Blondet ...


Mi spiegate da dove salta fuori 'sta smània kompagneska di "nozze per tutti" ?
Quando ero un "cinno" nella mia nativa Rossissima Emilia i Kompagni c' istruivano sulla "meschina ipocrisia familista borghese" di dover per forza avere il placet delle istituzioni politiche e religiose per un' unione di due persone: "Convivere, convivere, convivere !"
... Nei Paradisi Bolsevichi di allora i "Diversamente Sessuali" li punivano in maniera non dissimile rispetto all' odierno Iran di Ahmy, ma lasciamo pure perdere.
A proposito: dei sullodati Paradisi Bolscevichi ce n' era uno giusto giusto a poche decine di miglia marine da Otranto ;-))) ma stranamente (?!) nessuno dei Kompagni nostrani vi ha mai fatto rotta per stabilirvisi ;-)))
by DavidRitvanarium

notare la stellina sparita col regime

OTTIMO VECCHIO POST AL RIGUARDO PER "RINFRESCARE LA MEMORIA ... STORICA" A TUTTI/E !!!
http://ritvanarium.splinder.com/post/11522625/Someone+tell+Vladimira+Luxurio
BY DAVID-RITVANARIUM
Questa frase è estrapolata dal post di un blogger; uno, ma che ne rispecchia tantissimi altri "de Sinistra" sulla medesima "lunghezza d' onda", che concilia _ come solo i Compagni sanno fare_ ALTEROMONDIALISMO & SNOBISMO INTELLETUALE COMPAGNESCO ... e comunque si dicono i peccati ma non i peccatori .
by DavidRitvanarium

Hanno aggredito pure Kledi Kadiu, il ballerino della De Filippi. Qui il problema è il motivo: lo hanno insultato perchè albanese, se avessero menato lui e anche tutti gli altri "Amici" perchè idioti e portatori di idiozia non avrei avuto nulla da dire...





Mah, un censimento preciso dei "bunkers" fatti costruire da Enver Hoxha non è stato mai fatto, per quel che mi risulta. Ai miei tempi si diceva che fossero circa 700 000. Facendo la debita tara alla "vox populi", dovrebbero essere da 300 a 500 mila. Ognuno di essi costava alla povera economia albanese quanto un appartamento di 40 mq (lo standard dell'appartamento albanese dell'epoca) e dato che la popolazione del Paese era di circa 3 milioni di abitanti, per la maggior parte male alloggiati, se il tiranno rosso avesse costruito appartamenti al posto dei paranoici bunker almeno il problema degli alloggi sarebbe stato risolto.





Ehmmm...caro Davide, la statua di Skanderbeg che campeggia nell'omonima piazza centrale di Tirana ha per lo meno due difetti. Al cavallo mancano le palle (l'eroe ha sempre avuto cavalli maschi, il più famoso dei quali si chiamava Shahin) e al cavaliere il fodero della spada.
by Ritvan Shehi

Domanda scontata, chi è lo scultore ?
... Aveva freudianamente qualche problema irrisolto ?
by DavidRitvanarium
PS
Ho cercato un' immagine aerea della piazza in questione ... ma è enorme !!!


Domanda scontata, chi è lo scultore ? by Davide (IO)<
Era un gruppo di scultori, capeggiati da Odhise Paskali, il più rinomato scultore albanese dell'epoca.

La moto di Scanderbeg
E se Scanderbeg anziché un cavallo avesse avuto una moto ?

http://www.carmineabate.net/moto.htm

Giovanni Alessi è sempre scappato: dalla sua famiglia, dal suo paese dove è nato e cresciuto, dalla lingua che gli appartiene l'arbëresh degli albanesi di Calabria, da se stesso e dai fantasmi del proprio passato. Ora, in Germania, dove finalmente ha raggiunto Claudia, la donna di cui è innamorato fin da ragazzino, torna con la memoria a ripensare la sua storia e la storia di suo padre Scanderbeg, avventuriero strampalato e affascinante, sempre in sella all'indistruttibile moto Guzzi Dondolino, e poi leader delle rivolte contadine nell'Italia del dopoguerra. La storia di Scanderbeg del suo amore immortale per Lidia, le vicende di Giovanni e Claudia, di un altro amore, romantico e disperato, si intrecciano con la misteriosa figura di Stefano Santori, il ragazzino dagli occhi di calamita, dotato del potere della preveggenza, e con la saga di Scanderbeg del Tempo Grande, che condusse le lotte degli albanesi contro i turchi e che sembra rivivere nel padre di Giovanni.
La moto di Scanderbeg , magistralmente sospeso tra narrazione, memoria e registro lirico, è uno straordinario e sorprendente romanzo sull'identità e la ricerca di se stessi, opera della maturità di uno degli scrittori italiani più originali e appartati dell'ultimo decennio.
Bellissimo questo blog !
Netexplorer
Svelato il mistero (almeno per me) dell' Elmo di Giorgio Castriota Scanderbeg / Skanderbeg, del quale Enver Hoxha

si dichiarava _sommamente ad minchiam, come direbbe Ritvan_ l' Erede Naturale.

Il punto è : come mai quella testa di capra sull' elmo ?
La risposta, che affonda le proprie radici nell' Epica Lotta degli Albanesi contro i Turchi, ce la danno gli arbëreshë / arbereshe ... ve la "trascopincollo" ;-) :

Dalla parte superiore del cappuccio vi è una testa di capra in oro, paragonata alle qualità dell'eroe: velocità e agilità. Ma una leggenda, a proposito dell'elmo, narra che durante la lotta contro i turchi l'eroe si trovò accerchiato dai nemici e per uscirne raccolse un branco di capre alle cui corna legò delle torce accese e di notte vennero spinte contro i turchi. Questi, credendo di essere assaliti, fuggirono. In ricordo di ciò Skanderbeg avrebbe deciso di posizionare sul suo elmo la testa di una capra.
![[gjergj_kastrioti_scanderbeg.jpg]](http://bp3.blogger.com/_66pKbe3Gefs/RwEI8IPo_WI/AAAAAAAAAHI/FNt-KYP62nQ/s1600/gjergj_kastrioti_scanderbeg.jpg)
ma vi consiglio di leggere integralmente l' interessante articolo da cui è tratto
http://www.comune.firmo.cs.it/html/3_approfondimenti.shtml

by DavidRitvanarium
Ci dice www.wikipedia.it che

Preoccupato di un'invasione da parte del Blocco Sovietico, l'Italia o gli Stati Uniti, dal 1950 Enver Hoxha fece costruire in tutta l' Albania migliaia di bunker in cemento , per essere usati come posti di guardia e depositi di armi; il loro numero potrebbe essere superiore ai 500.000.
by DavidRitvanatium
C' E' QUALCHE "REDUCE"
DI QUEL REGIME CHE NE SA DI PIU' ?
http://www.albanianews.it/cronaca/la-vedova-di-enver-hoxha-intervistata-da-financial-times
Nexhmije Hoxha
![]()
LA SIGNORA NON SI SCUSA A NOME DEL DEFUNTO MARITO, E ANZI DISPENSA CONSIGLI AL SUO POPOLO ....
BY DavidRitvanarium
Ricordo quando qualche anno fa divenne obbligatorio per nosotros "diversamente comunitari" depositare le impronte digitali all'atto della richiesta di concessione/rinnovo del permesso di soggiorno. La stampa "progressista" si stracciò subito le vesti paventando l'equiparazione "straniero=pregiudicato/delinquente" ecc., ecc.
La poliziotta gentile e carina che mi porse il tampone d'inchiostro si sentì forse in obbligo di rassicurarmi che non c'era alcun legame fra la schedatura dattiloscopica dei delinquenti e quella degli extracomunitari. Io le risposi:"Lo penso anch'io. E ho chiesto anche un po' in giro l'opinione di amici connazionali. E sa cosa mi hanno risposto? Che la gente straniera perbene non ha nulla da temere/vergognarsi a depositare le impronte nella banca dati dello Stato italiano. Inoltre, se lo Stato italiano vuole accertarsi della vera identità di un italiano non ha che chiamare la stazione dei carabinieri del paese da cui la carta d'identità è stata rilasciata, mentre che il documento d'identità straniero sia effettivamente quello della persona immigrata come fa a verificarlo?"
Per Ritvan: anche le mie impronte digitali sono depositate presso l' Esercito Italico da quando avevo 18 anni [sono nato difatti qualche annetto ;-) prima del 1985] in occasione della Tre Giorni .
Chi si straccia le vesti o è una Trinariciuta disinformata o è un Trinariciuto che mente sapendo di mentire !
Lirììììììììììììììììììììììì ;-) !!!|
Oggi il tema impronte digitali è tornato alla ribalta dopo che Maroni ha proposto la legge che prevede di prendere le impronte digitali ai bambini Zingari, o "Rom" se preferite.
PS
Smascherare l' Ipocrisia Kompagneska per me è un atto dovuto nei confronti di milioni di umarell e zdàure del mio Popolo presi per il culo nei decenni da parte dei Mistificatori di Professione delle Frattocchie !
Un omaggio irrinunciabile a Giovannino Guareschi.
E, in tutto questo, un Reduce Dissidente dell' Albania di Enver Hoxha è una testimonianza d' importanza insostituibile !



by DavidRitvanarium


RICOLGO L' OCCASIONE PER RISEGNALARE CHE GUARESCHI SCRISSE UN ROMANZO INEDITO "FUTURISTICO" SULL' ALBANIA POCO PRIMA DI "MORIRE CON I CONFORTI RELIGIOSI", COME AVREBBE DETTO LUI STESSO DA CATTOLICO SCETTICO SUL CONCILIO VATICANO II ...
| 1968 |
" L'Albania è vicina. Accadde domani " (Solo il 1° capitolo), di Giovannino Guareschi |
Inedito |

Albania ... Colonia USA, DE CHE ?!?!
http://www.altrenotizie.org/alt/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=19590
Questo scudo reca sopra all'aquila (che dà all' Albania l' etimo del suo nome originale) bicefala / bicipte quel che mi pare essere chiaramente l' Elmo di Skanderberg
[un po' come se noi Italici avessimo messo quello di Scipio ;-) ]


Film Albanese su Skanderbeg (?)
Questa è l' ipotetica Grande Albania, di cui una versione sarebbe un po' meno "panciuta"
a discapito della "Macedonia" [ma qui c' è lo zampino USA della CIA
] ... virgolettato perché ? ... Provate a chiedere ai Greci !


Il Kosovo indipendente non è riconosciuto da tutti, ufficialmente dovrebbe essere ancora territorio Serbo. Tuttavia esso, come già abbiamo visto qui, per ragioni economiche non confluirà nella Grande Albania. Questa è la "Bandiera Ufficiale" del Kosovo Nuovo ...

... Non male per una "Colonia USA" 


by DavidRitvanarium
Ciao
Ritvan
P.S. Caro Discepolo, lo sai da dove proviene il suo nome "Vllasova"? Dal cognome del protagonista del romanzo sovietico di Maxim Gorkij "La madre", certo Pavel Vllasov. I suoi genitori all'epoca erano probabilmente dei comunisti fanatici per mettere alla figlia un siffatto nome. Lei, però, a dispetto del nome, lo sembra molto meno.