>Vedi Ritvan, se , il più tardi possibile, le mosche o i vermi si mangeranno i tuoi resti, io non dirò che sono assassini. Aurora<
E nemmeno io lo direi, se per questo. Perché sarò già morto, credo (e spero) quando i graziosi animaletti cominceranno a banchettare con me nella mia bara e non si può assassinare o anche semplicemente uccidere un uomo morto:-) (anche se in questo caso p. potrebbe obiettare con la famosa frase storica squisitamente metaforica di Francesco Ferrucci rivolta a Maramaldo:"Vile, tu uccidi un uomo morto!":-) )
>Lo fanno per natura, per sopravvivenza, senza coscienza e volontà.<
E chi ha detto niente, mica ho detto che lo fanno per vizio io:-).
>Così, se camminando sull'erba io calpesto le formiche, o aspirando il pavimento uccido gli acari, io non mi riterrò colpevole della loro fine.<
Nemmeno di un piccolo "omicidio colposo", Vostro Onore?
>Ci sono esigenze e necessità , anche naturali, che determinano questi fenomeni e accadimenti. Ma tutto questo non c'entra con il mio messaggio, che era quello di evitare, dato che nessuna esigenza o giustificazione esiste da noi, di uccidere animali per cibarcene.<
Ah, no? Questo te l'hanno detto al raduno delle "Giovani Marmotte Vegetariane"? Beh, è una castroneria, poiché non è SCIENTIFICAMENTE provato al di là di ogni ragionevole dubbio che una dieta priva di carne non abbia ripercussioni negative sull'organismo umano. E siccome nel campo della salute vige il cosiddetto "principio di precauzione", ovvero si continua a fare come s'è sempre fatto finché non sia stato dimostrato SCIENTIFICAMENTE che fare diversamente non è nocivo per la salute, l'Umanità continuerà ad essere onnivora - carne compresa ovviamente come è sempre stato fin dai tempi preistorici - finché la Scienza ci dimostrerà in modo inequivocabile ed incontrovertibile che si potrebbe fare benissimo a meno della carne oppure si saranno inventati dei succedanei sintetici della carne (tipo sintetizzatore molecolare di Star Trek:-)). Non prima.
Però, adesso che ci penso, forse si potrebbe cominciare col convincere certi bipedi implume del tuo genere che una pelliccia sintetica è altrettanto calda ed elegante da soddisfare sia il loro bisogno di calore che quello di vanitoso pavoneggiamento, senza per questo scuoiare vivi decine di animali immangiabili.
>Possiamo fare, e stare meglio, senza.<
Come no, ha parlato il premio Nobel per la Medicina Aurora Da Milano:-)
>Non abbiamo la necessità di sterminare volontariamente animali per sopravvivere.<
Hmmm...mi sa che quello "sterminare" sia un po'...ehm...come dire...ad minchiam. Vediamo cosa dice il Divino Paravia
ster|mi|nà|re
v.tr. (io stèrmino)
CO eliminare, uccidendo fino all’ultimo individuo, senza lasciare sopravvissuti.
Urca, ma quando mai in un allevamento si uccidono tutti i capi, senza lasciare sopravvissuti?! Beh, solo in casi di epidemie zoonotiche, ma non credo che tu ti riferissi a quei casi, vero?:-)
>Hai capito ?<
Io sì e tu?:-). Ah, una cosa non mi è molto chiara. Secondo te anche pesci, molluschi, crostacei et similia, sono nostri fratelli e, di conseguenza, i pescatori dovrebbero appendere le reti al chiodo e darsi all'ippica?
>Quanto all'arte, tu dici di non essere esperto e quindi non ti saresti pronunciato per correggere come fai invece quando si tratta di vocabolario. Quasi come a confermare che solo "gli esperti" ( i dotti, gli indottrinati) riconoscono, capiscono, apprezzano l'arte.<
Hai capito fischi per fiaschi. Riformulo il concetto Vostro Onore:-). Io apprezzo l'arte che sento di apprezzare, in omaggio al principio "de gustibus non est disputandum". E me ne frego altamente di quello che dicono i "dotti" o presunti tali. Ma non mi permetterei mai di dire ad un artista (o anche solo sedicente tale, chi sono io per dare "patenti" di "artisticità" a chicchessia?) di correggere quella che è la sua opera. A meno che non sia un mio ritratto, dove lui abbia raffigurato tutti i miei chili senza sconti:-).
>In compenso (o almeno cosi mi pare di potere dedurre dal tuo discorso) ti autodefinisci un esperto di vocabolario e per questo correggi il mio "assassinio" in "uccisione".<
Non hai capito una mazza. Non mi autodefinisco "esperto di vocabolario", ma l'arte è per definizione soggettiva, il vocabolario no.
>Ma vedi Ritvan, conoscere i vocaboli non significa solo ripetere pappagallescamente la definizione che ne riporta il vocabolario.
L'utilizzo più o meno originale dei vocaboli rappresenta il tuo pensiero, rende quello che produce la tua mente.<
Sì, la fantasia al potere:-). Spero che avrai il coraggio di ripetere questo capolavoro di pensiero minchioneggiante davanti ad un giudice, dopo aver citato nel suddetto modo "originale" articoli del codice. Non so che pagherei per essere presente!:-)
>Non so , per esempio, ho visto che in materia d'arte il pensiero ti va subito al bidet, alla cacca e a La merda d'artista. E' già la seconda volta che citi quest'opera nel blog, e non è che ne hai citate molte.<
Ho citato anche "La Gioconda" per par condicio. Tu solo "L'Urlo". Siamo sempre due a uno per me:-). Ma se ti fa piacere, posso reperire l'intero catalogo online della Pinacoteca di Brera e schiaffartelo qui:-).
>Io non ti voglio correggere, ma non sarà il caso che tu ti faccia un giro nei musei romani o ti legga delle poesie? Tanto per uscire un poco dall'angusto Paravia.<
Di giri pei musei romani ne ho fatti tanti e continuo a farli, grazie. Anche poesie ne leggo ogni tanto, oltre a quelle che il nostro caro p. ci somministra oculatamente qui. Ma se in un discorso qualcuno usa dei vocaboli ad minchiam non è che per chiarirgli le idee io possa fare molto affidamento sui musei romani:-): mi dispiace ma a questo scopo serve solo il Divino Paravia.
Ciao
Ritvan