Dunque, cominciamo alla radice del problema, quando "il bullo" non era ancora bullo e il "piccoletto" non era ancora piccoletto.
C'era una volta un padre che si chiamava Impero Ottomano, il quale aveva - fra gli altri - due figli, di nome rispettivamente Israel e Ismael che abitavano entrambi in una villetta bifamiliare di proprietà del padre. La villa era molto grande e i due pupetti vivevano in pace ed armonia (vabbè, le solite zuffe da bambini, ma niente di grave). Poi crebbero e si sposarono: Israel ebbe una sola moglie, visto che la sua religione non ne permetteva altre, mentre Ismael, come da sua religione (i due fratelli avevano religioni diverse, c..zi loro:-) ) ne sposò una decina e in breve tempo riempì la casa di marmocchi. Ma siccome la villa era mooolto grande, entrambe le famiglie vivevano abbastanza bene, sparse confusamente fra i due piani della megavilla. Se non che, un bel giorno il vecchio padre tirò le cuoia e, siccome i due pupetti non avevano ancora raggiunto la maggiore età (e voi mi direte ma come facevano a sposarsi ed avere figli? vabbè, è una parabola, no? Licenza...parabolica:-) ), il giudice tutelare, che di nome faceva Società Delle Nazioni, decise di nominare per loro un tutore, chiamato Gran Bretagna. Ma che è, che non è, o perché il tutore era poco tutoriale, o perché le mogli continuavano ad azzuffarsi continuamente fra di loro, o perché il cognato di Israel, un certo Hertzl gli bisbigliava nell'orecchio che era ingiusto che lui, Israel, si spaccasse la schiena per mantenere nel lusso l'harem di Ismael, insomma, per tutta quella serie di ragioni che portano i fratelli a finire per diventare "fratelli-coltelli", alla fine Israel si decise ad andare dal giudice tutelare - il quale nel frattempo aveva cambiato nome e si chiamava ONU - per chiedere la divisione del bene paterno ereditato, ovvero della megavilla. Fece presente al giudice che la moglie, la pia Rachele, aveva un'intera tribù di sorelle, le quali venivano continuamente molestate da certi mentecatti e che, di conseguenza, erano intenzionate ad approfittare della sua ospitalità, pertanto il giudice avesse un occhio di riguardo nella divisione della megavillona. E così fu fatto: a Israele fu assegnato il pianterreno e a Ismaele il piano superiore e così il resto della proprietà, giardino. garages, tutto a metà, il tutore se ne andò per i fatti suoi e se ne fregò del resto.
Israele, che a quel tempo era assai mingherlino, ma tanto più furbo del grosso Ismaele, recintò subito la sua proprietà, mettendovi cartelli con suscritto "Proprietà privata di Israele. Vietato l'ingresso agli estranei" e la trascrisse nell'apposito registro catastale a suo nome. Poi disse alle mogli di Ismaele che stavano nel piano terra di smammare al piano di sopra, ma che se qualcuna voleva stare lì a dare una mano a Rachele nelle faccende di casa, lui non avrebbe avuto obiezioni. Qualcuna rimase, qualcuna se ne andò, qualcuna fu, purtroppo, anche cacciata in malo modo, a dispetto delle promesse(vabbè, transeamus, si sa come vanno 'ste cose anche nelle migliori famiglie).
Ismaele, invece, 'sta novità non la prese affatto bene, poiché l'andazzo di prima gli conveniva assai e poi delle cognate molestate del fratello nun gliene poteva frega' de meno. C'è chi dice che andò lui a chieder aiuto a certi forzuti amici suoi, c'è chi dice che furono gli amici suoi ad ofrirsi "spontaneamente" per aiutarlo a raddrizzare a suon di cazzotti l'ingiustizia commessa dal giudice in combutta col perfido fratello-coltello, c'è chi dice che gli amici di Ismaele (nonché ismaele stesso, che apperteneva alla medesima setta) avevano nella loro credenza religiosa un paragrafo che vietava rigorosamente a Israele ogni proprietà privata sui beni paterni, pena la dannazione eterna per tutti quelli che l'avessero permesso, c'è chi dice che gli amici in realtà volevano solo approfittare della caciara per dare una "toccata e fuga" sia alle mogli di Ismaele che alla moglie di Iraele e far anche man bassa delle provviste delle cantine di entrambi, insomma di tutto di più.
Fatto sta che gli amici di Ismaele, una sera si presentarono a casa di Israele e gli zomparono addosso. Però, Israele, pur minuto e mingherlino, ma assai furbetto, aveva nel frattempo frequentato assiduamente la palestra di un maestro di karate, pertanto i nerboruti e forzuti amici di Ismaele se le presero di santa ragione e andarono via doloranti e malconci. Nel corso degli anni, qualcuno tornò altre volte, qualcuno lo beccò Israele per strada e sempre li fece neri di botte, finché non ne poterono più e giurarono a Israele che non l'avrebbero più molestato.
Intanto, il tontolone Ismaele, non solo non provvide ad iscrivere al registro del catasto la sua proprietà, ma diceva ad israele che non gli riconosceva alcun titolo di legittima proprietà sulla metà della casa paterna e che avrebbe anche lui preso lezioni di karate per poterlo gonfiare di botte. "Ah, sì?" s'inkazzò Israele "fratello snaturato, allora sai che ti dico? Visto che mi hai aizzato contro quei bulletti dei tuoi amici, visto che la mia casa si è riempita di cognate, visto che tu non riconosci la mia proprietà anch'io non riconosco la tua, tié! E cosi mando ad abitare in qualcuna delle mie querule cognatine ad abitare delle tue stanze. Alla faccia tua! E se le tocchi con un solo dito, te lo stacco!"
Ovviamente Ismaele non la prese tanto bene e logicamente fece in cambio al fratello-coltello una tale serie di sgarbi che in cofronto "La guerra dei Roses" appare un dolce idillio:-). Sgarbi che furono, ovviamente, contraccambiati con gli interessi, visto che Israele agli interessi (non solo pecuniari:-)) ci aveva sempre tenuto.
Non si sa perché Ismaele non prese mai quelle famose lezioni di karate che gli avrebbero consentito di sfidare Israele ad armi pari: c'è chi dice che a Ismaele ripugnava usare mezzi di lotta tanto violenti:-), c'è chi dice che i prezzi delle lezioni di karate erano saliti ormai alle stelle e il povero Ismaele si pote' permettere solo un maestro napoletano spacciato per giapponese:-) che gli insegnò solo delle schifezze. Fatto sta che Israele divenne sempre più forzuto e muscoloso (si dice che un cognato d'America gli procurava degli anabolizzanti.-) ) e Ismaele sempre più debole e ischeletrito.....
Ecco, questo era il brevissimo:-) antefatto che mancava alla pittoresca "istantanea" di Miguel, raffigurante il forzuto Israele nell'atto di picchiare il mingherlino Ismaele. Ne vogliamo tener conto? Ciao
Ritvan
P.S. A titolo esplicativo, visto anche che si tirano in ballo "giudici" e "poliziotti". Ho l'immenso piacere di comunicare a chi a suo tempo pensava (oh, solamente pensava, siamo così educati qui da non dirlo esplicitamente) che il sottoscritto giustificava i poliziotti di Sassuolo solo perché era un barbaro arrivato col gommone e non era imbevuto dei Sacri Principi e Valori Fondanti Beccariani. Ebbene, il Gip ITALIANO ha prosciolto da ogni accusa i bruti agenti "picchiatori" del marocchino sbronzo e violento, poiché "hanno fatto il loro dovere in un caso di resistenza all'arresto in flagrante". Tié!
P.S.2 Il gip era una donna. A voi tutto il diritto di pensare che ha prosciolto i biechi agenti perché si chiama Barbara:-) o perché è anch'essa, come i biechi sionisti, un po' razzista:-).
c)
Il parere di zio Tom
Ciao
Ritvan